ALTRI 6 WR. BREMBILLA RI 200 SL. In uno Stadio del Nuoto gremito di spettatori altra giornata di nuoto stellare, nel corso della quale sono stati nuotati ancora 6 primati del mondo. La regina dei 100 stile libero è Britta Steffen. La tedesca ha vinto la finale in 0.52.07 ritoccando di 15 centesimi il primato del mondo stabilito domenica in staffetta. Seconda la diciannovenne Fran Halsall (0.52.87) e terza l’australiana Libby Trickett (0.52.93). Raggiante la tedesca al termine della prova: "E' stato bellissimo nuotare contro queste sette ragazze". Nei 200 m dorso si è consumata finalmente la sfida diretta tra lo statunitense Aaron Peirsol e la rivelazione della stagione il giapponese Ryosuke Irie (classe 1990). Perisol, dopo l’esclusione dalla finale dei 100 m, non rischia e nuota una gara divina mantenendo la prima posizione dal primo all’ultimo metro. Al tocco sarà oro con il nuovo record del mondo di specialità: 1.51.92. Secondo il giapponese a soli 57 centesimi e terzo l’altro americano Ryan Lochte, (1.53.82). La romana Silvia Di Pietro nuota la prima semifinale dei 50 m delfino in 0.26.00 un crono che non le ha permesso di accedere alla finale di domani. Nella stessa semifinale Magdalena Veldhuis ha nuotato (neanche a dirlo) il nuovo primato del mondo di specialità 0.25.28. Record del mondo stabilito record del mondo caduto. Dopo pochi minuti, come già successo più volte in questi campionati, nella seconda semifinale l’olandes Therese Alshammar si riprende il primato del mondo nuotando uno stratosferico 0.25.07. Abituati a vedere tempi bassissimi in ogni gara, i 50 m stile libero uomini stupiscono un po' per i tempi relativamente alti. La spunta per primo Frederick Bousquet, che nuota in 0.21.21 e stabilisce il nuovo primato della manifestazione. Secondo tempo per Duje Draganja (0.21.29), mentre il terzo è di Amaury Leveaux (0.21.32). Si qualifica con il quarto tempo il vincitore e primatista dei 100 metri, Cesar Cielo Filho (0.21.35). Nei 200 rana donne la notizia è che non c’è stato il record del mondo. Rebecca Sonni non sale nemmeno sul podio in virtù di una gare folle che l’ha vista passare abbondantemente sotto il record del mondo a metà gara per poi esplodere nell’ultima vasca. La gara è stata vinta dalla più ponderata Nadja Higl (2.21.62, nuovo record europeo). Seconda Annamay Pierse (2.21.84), mentre Mirna Jukic vince il bronzo (2.21.97). Nelle semifinali dei 100 farfalla, Michael Phelps tira un po' il freno a mano in vista della finale della 4 x 200 stile libero. E così il Ragazzo di Baltimora, con il suo 0.50.48, ottiene il secondo tempo di qualificazione, perché davanti a lui c'è invece un carico Milorad Cavic, capace di andare vicinissimo ad abbattere il muro dei 50 secondi col suo nuovo record, 0.50.01. Terzo Rafael Munoz (0.50.59). Nella semifinale dei 200 metri dorso femminili, tutto come da copione Kirsty Coventry si qualifica con il primo tempo, record dei campionati (2.05.86), ma alle sue spalle regge Anastasia Zueva (2.07.00). Terzo tempo di qualifcazione per Elizabeth Simmonds (2.07.21). E dopo i 200 dorso donne arriva il momento più atteso di giornata per il clan azzurro, la finale dei 200 m rana uomini, con in corsia 7 Loris Facci e in 8 Edoardo Giorgetti. Niente da fare per i due italiani che chiudono lontani dalla testa della gara, in sesta e ottava posizione, a risultati delle semifinali invertiti. Nella 4 x 200 m l'Italia si illude, ma con la sola illusione non si va infatti da nessuna parte. A un certo punto della sua gara, infatti, Filippo Magnini (quarto frazionista) è terzo e tutti credono che ce la si possa fare, che il bronzo sia vicino. Invece il marchigiano cede nel finale e il gruppo azzurro slitta sesto. Ciononostante la staffetta azzurra migliora il record italiano (da 7.05.35 a 7.03.48) e Emiliano Brembilla ha realizzato il primato tricolore con 1.46.29, migliorando di 4 centesimi il precedente primato di Marco Belotti, stabilito a Riccione il 5 marzo del 2009 con 1:46.33. La gloria va tutta agli Stati Uniti, che con una gara fatta di alti e bassi tra passaggi molto al di sotto del record del mondo e altri invece decisamente più lontani, alla fine vincono migliorando di un centesimo il loro vecchio primato (ora 6.58.55). Seconda e strepitosa la Russia (6.59.15), sempre con ottimi passaggi e terza l'Australia (7.01.65), sesta dopo le prime due frazioni.