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PER
LA FINA VALE TUTTO. PER LA FINA VALE
TUTTO. Si è deciso di non decidere aprendo a tutti la porta. Hanno vinto le aziende e
quest’anno si potrà nuotare con qualsiasi costume: la commissione della
Federnuoto mondiale (Fina) da Losanna ha dato parere favorevole ai body in
poliuretano, omologando l’intera lista di costumi, anche quelli “rimandati”
nella riunione dello scorso 19 maggio. Nell’elenco, lunghissimo visto che conta
136 modelli, ci sono il Jakek01 utilizzato dagli azzurri e l’X-Glide dell’Arena.
E’ un okay a tempo quello di ieri perché dal primo maggio dell’anno prossimo
tutto tornerà in discussione. Pressata dagli sponsor e dai produttori, non
avendo tempo (e coraggio) per decidere, la Fina trincerandosi con il poco tempo
a disposizione per effettuare i test sull’effetto bolle d’aria, o meglio
l’air-trapping, ha preferito liberare tutti. L’azienda di Vigevano, la Jaked,
non ha presentato alcuna modifica al suo costume Jaked01, quello della
Pellegrini, mentre l’Arena ha cambiato qualcosa al suo X-Glide. Alla
vigilia del Mondiale, con poco tempo a disposizione, non per i test ma per
correre ai ripari, la Fina ha preferito non sollevare polveroni. Di certo la
soluzione non è delle migliori, con un problema, quello dei super body che fanno
galleggiare realizzati in poliuretano, nato tanto tempo fa, mica ieri. Se i
tentativi di diversi anni fa erano empirici come il costume Adidas di Ian Thorpe
a pelle di squalo, quelli del 2008 erano autentici tecnologici. Tutto è
cominciato con l’LZR Racer della Speedo che ha fatto la sua comparsa nel
febbraio dell’anno scorso esplodendo poi agli Europei di Eindhoven il mese
successivo. Per realizzarlo, quel body, hanno lavorato i tecnici della Nasa.
Quel costume, assai caro (il costo all’inizio di quella primizia era di
456 euro) ha scatenato la ricerca. La Fina non ha capito il problema, meglio il
rischio, di un nuoto che sarebbe cambiato radicalmente diventando high-tech e
prodotto più danni che vantaggi. L’omologazione a termine, perché l’anno
prossimo lontani da Mondiali e Olimpiadi, ci sarà tempo per mettere tutti
d’accordo e trovare una soluzione. Rimarranno, però, i record, che sono tanti
(quelli mondiali in queste due stagioni sono 128): quello di Bernard non è stato
omologato dalla Fina, mentre quelli della Pellegrini e di Bousquet restano
sospesi. Sarà un bel caos paragonabile a quello dell’atletica con primati
inarrivabili soprattutto nelle gara dei lanci ottenuti negli anni 70 quando il
doping era in voga, soprattutto all’Est..
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