BRONZO ALLA GRIMALDI: 8 MEDAGLIE. Otto medaglie in cinque giorni, impossibile chiedere di piu'. Gli Europei di nuoto in acque libere nel lago Balaton vanno in archivio e nell'ultima gara l'Italia sale ancora una volta sul podio. Merito di Martina Grimaldi, che nella 25 km femminile tocca con lo stesso tempo arrotondato al decimo di secondo della spagnola Margarita Dominguez, ma e' premiata dal fotofinish. In un sospiro anche il tocco per l'oro, con l'ucraina di origini israeliane Olga Beresnyeva che batte per un decimo la tedesca Angela Maurer. 



Lontane dal podio le altre due italiane in gara: nona Camilla Frediani e tredicesima Federica Vitale, ma va bene cosi'. Per l'Italia di fondo e' record assoluto (a Dubrovnik si era fermata a 6 medaglie, con 3 ori, un argento e due bronzi): il terzo posto della Grimaldi segue infatti l'oro nella 25 chilometri e l'argento nella 10 chilometri conquistati da Valerio Cleri, la storica tripletta nella 5 chilometri a cronometro maschile con Luca Ferretti davanti a Simone Ercoli e Simone Ruffini, l'argento di Giorgia Consiglio nella 10 chilometri e il bronzo di Simone Ercoli, Simone Ruffini e Rachele Bruni nella 5 chilometri a squadre. Un avvio di Europeo esaltante, che ovviamente consente all'Italfondo di vincere la classifica per nazioni dopo aver trionfato gia' ai Mondiali di Roberval, in Canada. Per la Grimaldi, atleta bolognese delle Fiamme Oro e Uisp Bologna, che compira' 22 anni il prossimo 28 settembre, si tratta di una conferma importante dopo la squalifica alla gara iridata di Roberval, per essersi appoggiata al momento del rifornimento, e il nono posto nella dieci chilometri. "L'entusiasmo del gruppo mi ha contagiato e trasmesso fiducia dopo le ultime prestazioni - racconta il bronzo dei Mondiali di Roma 2009 e campionessa iridata della dieci chilometri -. La gara e' stata molto dura, soprattutto nell'ultimo giro, quando Beresnyeva e Maurer hanno cominciato a strappare. In precedenza avevano provato ad allungare la francese Celia Barrot e l'olandese Linsy Heister, ma mi sentivo meglio e non ho avuto problemi a ricucire. Invece negli ultimi 500 metri ho provato solo a resistere, a restare vicina alla Dominguez". L'arrivo, ammette, "e' stato molto concitato. Ho toccato con la testa bassa, senza guardare la mano della spagnola e pregato Dio che fossi terza, almeno ex aequo: arrivare quarta, con un ritardo infinitesimale sarebbe stata una beffa enorme dopo tutta quella fatica".

da www.agi.it

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