MAGNINI VERSO LONDRA 2012. Filippo Magnini si sente pronto. Mancano ancora quasi due anni all’appuntamento più importante di tutti, l’Olimpiade di londra 2012, ma l’atleta pesarese sa quel che vale e sa di poter raccogliere ancora questo prestigiosissimo traguardo. Intervenuto alla presentazione della nuova stagione degli atleti azzurri sponsorizzati dalla Speedo,



(oltre a lui ci sono anche FabioScozzoli, Alessandro Terrin, Luca Dotto e Laura Letrari, insieme alla madrina pluricampionessa olimpica Nataline Couglin), Magnini si è dimostrato ancora una volta alto di morale e con ottime previsioni per il futuro. I problemi di Pechino 2008 e di Roma 2009 sono alle spalle. Letteralmente, dato che proprio la spalla ha impedito all’Azzurro di primeggiare ai Mondiali della capitale. Appuntamenti, però, che fanno parte del passato e che devono piuttosto rappresentare uno stimolo per uno slancio futuro. Tra qui e la kermesse londinese ci sono ancora ben due mondiali e un europeo. Quest’ultimo, inoltre, comincia tra pochissimi giorni ad Eindhoven. L’obiettivo è di centrare la vittoria per quanto possibile. «Ad Eindhoven disputerò i 100 e i 200 stile libero e quasi sicuramente la staffetta 4×50 – ha dichiarato Filippo ai microfoni di DotSwim – Diciamo che cerchiamo di, passatemi il termine, “raccattare” quante più medaglie possibili.» A metà dicembre, poi, ci sarà il mondiale di Dubai, anche questo in vasca corta. «Sarà molto difficile. In vasca corta ci sono gli specialisti stranieri, che sono comunque più forti di noi italiani, che in vasca corta non siamo proprio dei fulmini. Poi comunque ci sarà l’appuntamento in assoluto più importante che saranno i Mondiali di Shanghai. Per quelli cercherò di farmi trovare al 100%.» I tempi sono forse maturi per una vittoria nell’individuale a Londra. «Io penso di sì– ha risposto – Alla fine ho sbagliato la gara a Roma per un problema grosso alla spalla e a Pechino sono rimasto fuori solo per pochi centesimi. Se sono qui e nuoto al 100% e ho voglia di allenarmi, vuol dire che posso ancora dire la mia sia nella staffetta, sia nell’individuale. Poi arrivati al mio livello anche la medaglia della staffetta è importante, anche se l’individuale è un po’ più prestigiosa. Io penso di poter fare bene tutto.» Un pensiero anche per gli avversari. Negli Stati Uniti non ci sarà Phelps, vittima del cambio generazionale. Una mossa saggia? «A Phelps non puoi dire nulla dopo tutto quello che ha vinto. Si può solo fargli un inchino. Poi il posto se lo meritano quelli che vanno più forte, che abbiano 20 o 30 anni. Nel nuoto è il cronometro che stabilisce chi deve qualificarsi o meno.» Anche in Italia ci sono molti giovani sulla rampa di lancio e Magnini ha due nomi in particolare in mente delle nuove leve. «Nella mia disciplina ci sono Luca Dotto, che si allena con me alla Lanus Nuoto e alla Forestale, e Marco Orsi. Sono loro i due giovani che più si stanno distinguendo.».

Foto: PicApp. .

 

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