|
L'ipotesi di «delocalizzare» in laguna i Giochi acquatici del 2020,
infatti, viene smentita seccamente non solo dal sindaco capitolino
Gianni Alemanno, ma pure dal Coni che si trincera dietro la prima riga
dell'articolo 35 della Carta Olimpica: «Tutte le competizioni sportive
devono tenersi nella città che ospita i Giochi». In realtà la seconda
riga attribuisce all'esecutivo del Cio la possibilità di autorizzare
eventi anche in altre città, purché siano nello stesso Paese, ma il Coni
insiste: «Si tratta di ipotesi limite, ad esempio, per restare alle
gare acquatiche, nel caso in cui la città designata non si affacci sul
mare. Ma a Roma il mare è a due passi, quindi perché andare a Venezia?
». Meglio puntare, assicurano dalla capitale, sui mondiali di nuoto del
2013 (quelli del prossimo anno si terranno a Shangai), ai quali ha
appena rinunciato Dubai per improvvisi e non meglio precisati «problemi
economici». La Fina, federazione internazionale del nuoto, aveva preferito l'emirato
a Mosca ed Amburgo ed ora deve correre ai ripari, trovando in fretta
un'alternativa. I tempi per realizzare gli impianti sarebbero più che
sufficienti visto che non sarebbero necessarie opere mastodontiche e si
punterebbe su strutture prefabbricate, montabili in una ventina di
giorni, come d'altra parte si era messo in conto di fare a Dubai. Per
intendersi, a Roma circola già il nome di un'azienda che potrebbe fare
al caso di Venezia, quello della lombarda Castiglione. Senza contare che
la vicina Verona vanta il centro federale in cui si allena buona parte
degli atleti azzurri. Poi ci sono i nomi, importanti: Franco Bardelle,
presidente del Coni Veneto, viene dal mondo del nuoto, il padovano
Gianni Gross ha retto le redini dei mondiali di Roma del 2009 con i
galloni del general manager e poi c'è Federica Pellegrini, olimpionica
che potrebbe essere il volto glamour dell'evento. Nella capitale ne sono
certi: si può fare. Il fatto che lo stesso evento lo abbiano
organizzato loro appena l'anno scorso non sarebbe un ostacolo: in fin
dei conti l'australiana Perth ha organizzato i mondiali del 1991 e
quelli del 1998 senza polemiche. In mezzo, nel 1994, solo lei, ancora
lei, sempre lei: Roma. E a proposito di Pellegrini, ieri ai microfoni di
Sky ha così liquidato il sogno olimpico della sua Venezia: «Mi sarebbe
piaciuto vedere una piscina da 50 metri in mezzo alla laguna, ma sarebbe
stato impossibile. Alla fine è stata fatta la scelta giusta. La
capitale è abituata ad organizzare eventi del genere, mentre Venezia
avrebbe dovuto coinvolgere altre province venete». da corrieredelveneto.it
|