IL NUOTO RALLENTA L'INVECCHIAMENTO. E' dimostrato scientificamente: il nuoto, come altri sport di resistenza rallenta l'orologio biologico delle cellule e quindi l'invecchiamento del corpo. A rivelare il ruolo (fondamentale) del nuoto nel “rallentare” l'invecchiamento è stato uno studio tedesco, pubblicato sulla rivista scientifica  internazionale Circulation. Che spiega come uno sport vigoroso e di resistenza come il nuoto avrebbe un effetto anti-età sul Dna di chi lo pratica: insomma, lascerebbero le cellule più giovani. L’equipe del Dr. Ulrich Laufs, della University of Saarlandes a Saarbrucken, ha studiato gli effetti dell’attività fisica a livello cellulare su 104 volontari. Il Dr. Laufs e i suoi colleghi hanno così scoperto che gli adulti di 50 anni che avevano praticato sport di una certa intensità per tutta la vita apparivano biologicamente più giovani (in alcuni casi anche di decenni) rispetto ai loro coetanei sani ma non così sportivi. L’orologio biologico appariva rallentato, almeno a livello cellulare. Il Dr. Laufs spiega che l’attività fisica influenza i telomeri, il rivestimento che agisce come una sorta di cuscinetto alla fine dei cromosomi, proteggendo il Dna dai danni. Una cellula giovane tipicamente ha lunghi telomeri, mentre con l’età i telomeri si degradano e “sfilacciano”. Quando il telomero di una cellula diventa troppo corto, la cellula muore. Il Dr. Laufs ha condotto una serie di esperimenti con i topi e dimostrato che più gli animali si muovevano, più la biochimica del loro organismo era attiva e proteggeva i telomeri dal deterioramento naturale che sopraggiunge con l’età. I ricercatori tedeschi hanno quindi analizzato l’attività chimica cellulare delle persone molto attive e di altre più sedentarie, di età diversa (dai 20 ai 50 anni). Anche nell’uomo come nei topi, chi praticava attività di resistenza aveva cellule più giovani: gli atleti di 50 anni avevano telomeri molto più lunghi dei loro coetanei sani ma inattivi.


da voceditalia.it