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«Senza dubbio non avevo la ‘forma olimpica’ di quest’estate a Budapest – ha dichiarato Scozzoli al sito Quotidiano.net – Per questa tappa di passaggio ho scaricato solo 3-4 giorni, ma sono soddisfatto. Tre medaglie non sono certo da buttar via, considerati i tre mesi scarsi di preparazione. Un po’ di rammarico ce l’ho solo per il tempo, potevo limare qualche decimo nei 100: l’olandese Van Aggele mi ha costretto a forzare il passaggio in finale, e ne ho risentito nell’ultima vasca. Anche le virate non sono state perfette. Nei 50 rana invece non ho avuto il tempo per cambiare i ritmi di nuotata. A Budapest avevo passato due giorni a concentrarmi solo sulla preparazione dei 50, e i risultati li avete visti.»
«Questi ultimi 15 giorni di preparazione saranno fondamentali – ha continuato – Ancora non riesco a dire niente sul mio stato di forma. Centrare due finali sui 50 e i 100 rana è il risultato minimo. Se possibile vorrei avvicinarmi al podio, anche se il campo partecipanti è agguerritissimo: per me i favoriti sono il campione del mondo sudafricano Cameron Van Der Burgh e il brasiliano Felipe Silva, ma siamo tutti lì in un fazzoletto di centesimi. Ogni risultato è possibile.»
«A Budapest eravamo a fine stagione, quello era l’appuntamento conclusivo – ha commentato riguardo alle sue diverse reazioni tra gli Europei assoluti e quelli in vasca corta – Ho esultato così perchè mi sono reso conto di aver raccolto i frutti di un anno di durissimo lavoro, ho mangiato la ciliegina della torta. In Olanda invece è stato solo l’inizio, il primo assaggio di questa lunghissima stagione, che si concluderà ai mondiali di Shangai quest’estate. La mia testa era altrove. Tuttavia andare bene era un obbligo per tenere il morale alto e proseguire al massimo con la preparazione.»
A Dubai manca pochissimo e Fabio è carico. Alla faccia della scaramanzia, noi saremmo ben sorpresi se tornasse a casa senza qualche soddisfazione mondiale.
Foto: PicApp. |