1)
Richiedere "azioni", non "movimenti".
2)
Privilegiare le forme
globali rispetto a quelle analitiche.
3)
Richiedere prima "l'azione", poi "la riflessione" sul movimento. Inizialmente
si ricerca il risultato, anche grossolanamente, poi si affinano i dettagli.
4)
Nell'insegnamento delle tecniche di base proporre senza
interruzioni la struttura fondamentale dei movimenti.
5)
Costruire tecniche stabili nella struttura ma variabili nei
dettagli. I bambini cambiano, anche la tecnica deve cambiare.
6)
Sviluppare nei bambini la capacità di apprendere ad
apprendere. In tutta la fascia giovanile la caratteristica fondamentale
dei movimenti dovrebbe essere la duttilità e la trasferibilità.
7)
Un ambientamento ottimale è alla base dell'apprendimento delle tecniche:
i punti fondamentali di questo processo sono: il rilassamento, l'educazione respiratoria e l'indipendenza
segmentaria*.
8) La "paura" blocca la capacità di apprendere; essa
non è razionale, si supera con l'azione non con lunghe spiegazioni.
9)
Alla base dei successi nell'apprendimento c'è l'autostima, che aumenta con approvazione ed incoraggiamento.
*
Per
indipendenza segmentaria sì intendere la capacità di percepire e controllare i
segmenti corporei impegnati nel movimento in
maniera indipendente. Spesso, soprattutto quando l'apprendimento avviene
senza sufficiente riflessione sul gesto, l'allievo percepisce il proprio
movimento in maniera globale ed indifferenziata. Per questa ragione trova
enormi difficoltà ad affinarlo o a correggerlo. L'Indipendenza segmentaria nasce da una
buon rilassamento, che "libera" segmenti corporei dalle tensioni
muscolari, e da un'attenta presa di coscienza dei propri gesti.