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Titolo: Questione doping: Il caso Australia.
Data: 11/02/2013 11:36 Autore: Redazione Categoria: Notizie nuoto URL: http://www.nuotomania.it/public/nuoto-notizie/view.php?id=404


[img2]http://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2013/02/doping-770x629.jpg[/img2]di Daniela Porcu -Il 7 Febbraio lo sport australiano ha ricevuto uno scossone per la notizia bomba rilasciata, dopo oltre un anno di investigazioni, dall’Australian Crime Commission; ossia l’allarmante livello d’infiltrazione, nel mondo d’elite dello sport australiano, delle sostanze vietate dal antidoping. L’episodio ha avuto una vasta risonanza sui media dove è stato rinominato:” The Blackest day”.

La ACC, supportata dalla Australian Sports Anti-Doping Authority (ASADA), ha rivelato dei dati allarmanti anche a carico delle società più note, che hanno spinto il ministero per lo sport australiano e diversi senatori di varie estrazioni politiche a sottoscrivere [ads1][/ads1]delle misure urgenti per contrastare e debellare il problema che ha un impatto devastante a livello non solo sportivo, ma anche economico e culturale dell’intera società australiana.

L’indagine della ACC ha messo in luce anche l’ormai consolidata presenza di reti della criminalità organizzata che gestiscono, producono, distribuiscono e manipolano il mercato del doping, coinvolgendo figure professionali compiacenti anche di alto livello, come: medici federali e non, preparatori atletici, ex atleti, manager, biochimici e personale di laboratori per i test.

Il ministro della giustizia australiano, Jason Clare, preso atto della sconfortante realtà dei dati oggettivi, ha dichiarato che le nuove norme antidoping daranno più poteri alla commissione nazionale antidoping, trasformandola in un ente con poteri simili a quelli di una vera e propria polizia e farà comunque tutto ciò che in suo potere per stroncare questo vero e proprio racket. Alla domanda su quali società fossero coinvolte nello studio ha semplicemente risposto con un imbarazzato: No comment.

 



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