Respirazione nuoto
Allenamento della muscolatura respiratoria nel nuoto
(Andrea Vivian)
Sin dalle prime fasi dell'€™apprendimento natatorio la corretta respirazione e la successiva capacitŕ di coordinarla, con i movimenti degli stili, č da considerarsi
come il processo principale che indica che l'€™ambientamento dell'€™individuo ha avuto luogo e si č completato. La respirazione nelle discipline natatorie incontra
condizioni particolari per le caratteristiche dell'€™elemento nel quale č svolta. Negli sport ciclici, tra cui il nuoto, essa si inserisce nel gesto tecnico
fornendo la cadenza e il ritmo della nuotata. La fase inspiratoria č svolta lavorando contro l'€™azione dell'€™acqua che preme sul torace e sull'€™addome dell'€™atleta
in senso opposto rispetto a quello prodotto dalla muscolatura inspiratoria.

La fase espiratoria ha luogo nell'€™elemento liquido. Anche in questa situazione si denota una variazione rispetto ad atleti di discipline terrestri.
La maggior densitŕ dell'€™acqua condiziona il nuotatore a uno sforzo espiratorio maggiore. Le frequenze respiratorie si differenziano in relazione allo stile
natatorio, alla distanza svolta e alla tattica di gara. Si registrano frequenze che variano da 0-2 atti/min a 50 atti/min e oltre.
Durante l'€™immersione del corpo la pressione dell'€™acqua provoca diverse modificazioni fisiologiche tra le quali le principali sono le seguenti: aumento della gittata cardiaca;
diminuzione della frequenza cardiaca (diving reflex); diminuzione della capacitŕ vitale, riduzione del volume residuo e del volume di riserva espiratoria.
Questi ultimi cambiamenti sono attribuibili soprattutto alla risalita del diaframma.
Fase inspiratoria nel nuoto
Deve essere eseguita rapidamente per i seguenti motivi:
ricercare il prima possibile la posizione di massimo scivolamento e l'€™assetto corporeo ottimale;
mantenere mediamente una quantitŕ elevata di aria nei polmoni che consenta un maggior galleggiamento corporeo.
Fase espiratoria
Nel nuoto puň essere svolta con due modalitŕ :
Espirazione continua: durante la prima parte di questo processo, l'€™aria viene espulsa lentamente e, nell'€™istante che precede l'€™emersione del capo, prosegue in maniera piů repentina.
Espirazione esplosiva: l'€™aria viene mantenuta il piů possibile (apnea inspiratoria) ed espirata in maniera vigorosa prima della riemersione del capo.
Nelle competizioni natatorie di fondo e mezzofondo, che si svolgono esclusivamente a crawl, l'€™atleta respira mediamente ogni 2'€“3 cicli di bracciata. In questo caso l'€™espirazione continua potrebbe essere consigliata.
Nel corso di gare di velocitŕ dove, ad esempio nel crawl, si svolgono diversi cicli di bracciata in apnea, il nuotatore, anche per mantenere il piů possibile il galleggiamento corporeo a un livello costante, deve svolgere un'€™espirazione esplosiva.
Analizzando il gesto tecnico della respirazione in stazione eretta, in nuotatori di alto livello, č emerso che la maggior parte di essi non ha coscienza di come deve respirare.
Spesso si dŕ per scontato che un atleta, che convive da sempre con questo processo, lo abbia automatizzato in modo corretto ed efficiente. L'€™apprendimento della corretta tecnica
respiratoria a secco, l'€™automatizzazione di pattern corretti trasferiti in ambiente acquatico e il successivo allenamento della muscolatura che consente di inspirare ed espirare,
apporterŕ notevoli miglioramenti nella performance del nuotatore. Si consideri che la muscolatura cosiddetta respiratoria č composta da muscoli scheletrici e come tale, di
conseguenza, puň essere allenata con allenamenti specifici e mirati. Si possono cosଠriassumere gli aspetti su cui il tecnico e/o l'€™atleta dovranno focalizzare l'€™attenzione:
apprendimento del corretto gesto respiratorio a riposo (vita quotidiana);
apprendimento del corretto gesto respiratorio durante l'€™allenamento (fasi di recupero tra le serie nel corso degli scatti);
apprendimento del corretto gesto respiratorio durante lo svolgimento della nuotata;
allenamento della muscolatura respiratoria che permette l'€™esecuzione del corretto gesto ventilatorio.
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