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Test di condizione per il nuoto.

(a cura di D'Amici Gian Maria)

 

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3) Test sui 100 metri attivati

Tale esame prevede di far nuotare all’atleta 150 metri a velocità estremamente moderata + 50 metri entro la soglia anaerobica a velocità più alta + 100 metri alla massima velocità.
Piùi sarà bassa la differenza tra i tempi di percorrenza del primo e del secondo 50 del 100 alla massima velocità, più l’atleta ha ottime possibilità anaerobiche.

 

4) Misura frequenza bracciata

Nuotare per 25 m (o 50 m a seconda del livello del nuotatore) alla massima velocità possibile e senza tuffo di partenza (da sotto), contando il numero di bracciate e misurando il tempo impiegato (magari farsi aiutare da un osservatore esterno). Ripetere il test diverse volte nel corso della stagione (sempre sulla stessa distanza) segnando e archiviando il rapporto tempo/numero di bracciate. Il test può essere eseguito da chiunque (dal corsista al nuotatore di altissimo livello) ed a qualsiasi età ed è utile per comprendere il grado il grado di efficienza della tecnica di nuotata.

Ad esempio consideriamo un amatore (nuoto libero), sulla distanza dei 25 m : -         giorno 1: Tempo 22 sec., Bracciate: 22

-         giorno 2: Tempo 22 sec, Bracciate: 21

-         giorno 3: Tempo 21 sec, Bracciate: 21

-         giorno 4: Tempo 20 sec, Bracciate:20

Considerazioni:

-         tra il giorno 1 e il giorno 2 c’è stata una riduzione del numero di bracciate a parità di tempo il che implica un miglioramento della tecnica di nuotata,

-         tra il giorno 2 e il giorno 3 c’è stata una riduzione del tempo a parità del numero di bracciate il che implica un miglioramento della velocità di nuotata,

-         tra il giorno 3 e il giorno 4 c’è stata una riduzione sia del tempo che del numero di bracciate il che implica un miglioramento della velocità e della tecnica di nuotata

 

Ricordarsi che il segreto per migliorare le proprie andature sta nel riuscire ad avere la stessa ampiezza di bracciata aumentando la frequenza. E’ fondamentale che la bracciata sia sempre ampia e soprattutto bene in presa. Se non è così è inutile anche lavorare sulla forza in palestra.

 

5) Swim-test o test di previsione del tempo nell’ora di nuoto

Nuotare per 100 m (4 vasche da 25 metri) alla massima velocità possibile e senza tuffo di partenza (da sotto), misurando il tempo impiegato (magari farsi aiutare da un osservatore esterno). Sostituendo nella formula T100 con il tempo misurato in secondi sui 100 m:

(1) Swim-Test (m) = [3600 / (T100 + 40)] x 100

(2) Swim-Test (n° vasche da 25 m) = 200 - T100

La formula (1) permette di calcolare empiricamente quanti metri potresti percorrere in un’ora al massimo delle tue capacità ed in modo costante, la formula (2) permette di valutare quante vasche (da 25 m) percorrere in un’ora al massimo delle tue capacità. La formula (2) è valida solo per T100 compreso tra 70 e 110 secondi. Se per percorrere 100 m si impiegano  più di 110 secondi (1 minuto e 50 secondi) allora il test non fa per te, e avresti bisogno di allenarti un po’ più costantemente almeno per un ora tre volte alla settimana.

 

6) Test di indice di recupero

Nuotare 600 m in continuo a velocità costante (si può nuotare a qualsiasi stile) ed in soglia aerobica. Con l’utilizzo di un cardiofrequenzimetro misurare prima del test le pulsazioni a riposo del nostro atleta e durante il test rilevare le pulsazioni ogni 50 m. Finita la prova dei 600 m rilevare le frequenze cardiache dopo: 0 sec. – 30 sec. – 60 sec. – 90 sec. – 120 sec. – 150 sec. – 180 sec. – 210 sec. – 240 sec. – 270 sec. – 300 sec. – 330 sec. – 360 sec. – 390 sec. – 420 sec. ecc…, fino ad arrivare alla rilevazione della frequenza cardiaca a riposo. Questo test permette di verificare l’efficacia dell’allenamento aerobico svolto da un atleta, tenendo come riferimento la frequenza cardiaca e il tempo di recupero. A questo punto è possibile costruire due tipi di grafico. Nel primo riporteremo il sull’asse delle y le frequenze misurate durante il test rispetto e sull’asse delle x la distanza percorsa, nel secondo riporteremo sull’asse delle y le frequenze misurate durante il test rispetto e sull’asse delle x il tempo in secondi. Il primo grafico permette di verificare l’efficacia dell’allenamento aerobico svolto da un atleta, tenendo come riferimento la frequenza cardiaca. Il secondo grafico permette di capire in quanto tempo le pulsazioni tornano al valore di riposo. E’ semplice intuire che minore è il tempo di ritorno al valore di riposo, migliore è l’efficienza del recupero (più la curva è vicina all’asse delle y migliore è il recupero).

 

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