Ciao volevo chiedere dei consigli a degli istruttori di esperienza. Sono fresca di brevetto da allievo istruttore e volevo un consiglio su come iniziare ad intraprendere questa professione sono combattuta tra il contiunare del tirocnio gratis per ampliare la mia esperienza prima di cercare lavoro, ma il problema è economico visto che la benzina costa tanto e io non posso farmi sponsorizzare da nessuno... Oppure cerco direttamente lavoro e mi facco tutta l'esperienza sul campo?(sempre che le strutture me lo permettano..) Oppure lavoro gratis per un certo periodo sperando che mi assumano ma ho paura che una volta assaggiata la gratuità appena faccio richiesta di retribuzione mi mettano allla porta....Per quanto riguarda gli adulti ho seguito diverse corsie tante volte e non ho difficoltà, i bambini con i quali ho una certa preparazione fuori dall'acqua perchè sono maestra d'asilo e e ho fatto attività ludiche con i portatori di handicap per diversi anni essendo animatore socio culturale ed anche con gli anziani tutto ok, ma con i bambini le attività acquatiche richiedono molta esperienza che ho fatto solo attraverso il tirocinio pratico nel senso che ho proprio lavorato non guardato come si fa. Anche se so che sarà difficilissimo trovare un lavoro perchè da noi il sistema di assunzione è clientelare e si basa sulle amicizie e parentele e non sulle capacità putroppo! Pensate che nella struttura dove ho fatto il tirocinio sono tutti parenti del coordinatore e chi è fuori dal giro di parentela non entra a lavorare, mi sono addirittura imbattuta in un istruttore che non ha mai fatto nuoto ma è il cognato allora.. Mah. Scusate se mi sono dilungata... mi date un consiglio? Grazie smile

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(310 risposte, pubblicate in Stile libero (crawl))

stefano '62 ha scritto:
paolac ha scritto:

Ciao ma mi sorge un dubbio: cosa vuol dire far uscire i piedi solo parzialmente dall'acqua? Si dice che far uscire i piedi dall'acqua diminuisca la sensibilità e che non si spinge bene, quanto farli uscire? Ossia solo calcagno e pianta o tutto il piede? Così non si rischia di prendere solo a schiaffi l'acqua piuttosto che pensare a spingere bene sotto con una gambata ampia(sempre nell'ambito dei 30/40 cm)? Poi altra questione sulla partenza della gambata, ti dicono sempre"deve partire dal gluteo", ma siamo sicuri che il nuotatore principiante o medio riesca a sentire che la gambata parte proprio da li, è una cosa alquanto difficile da percepire, mi piace di più la vostra defiizione sulla partenza della gambata dalla coscia è più immediatamente percebibile e spiegabile.. smile

Uffa sempre con sti patemi da calcolatrice.
Allora:
1)
I piedi NON devono uscire dall'acqua perchè altrimenti si perde l'aggancio con essa e la propulsione
2)
I piedi si considerano usciti dall'acqua solo se il DORSO del piede viene fuori
3)
La situazione ottimale è quella a talloni emersi ma a dorso immerso.

Ma se voi pensate a queste cose allora invece che battere le gambe andrete solo su e giù con la vera e propria ossessione di fermarsi al millimetro giusto,e questa cosa è assurda e il risultato sarà che starete assolutamente fermi,e magari pure i crampi.
Per questo motivo si dice che le gambe devono fare la schiuma ma non gli spruzzi,che è la sintesi più semplice ed efficace di quei tre punti e che è l'unico modo per far si che le vostre gambe invece che andare (inutilmente) su e giù,producano movimento.

Poi capita che qualcuno fa uscire il piedino,ma questo non è un errore vero e proprio (e all'inizio anzi va bene così) ed è infinitamente meglio di una gambata ("fetale" la chiamo io) a cosce più basse della pancia,angolate in giù invece che distese per dietro leggermente alto.
Per il semplice motivo che questo stimola un maggiore impegno dei posteriori della coscia,quelli la cui gravissima inattività determina le "gambe titanic".
Poi col tempo questo allenamento di quei muscoli importantissimi determinerà anche una maggiore sensiblità di quegli stessi muscoli,i quali acquisteranno precisione e la gambata prima o poi diventerà "schiuma ma non spruzzi"col piedino al punto giusto,cioè il nostro obiettivo,e senza bisogno di farvi fumare le cervella con assurdi discorsi di millimetri.

Voi pensate a fare tanta schiuma che le gambe le imparate.
Pensate ai millimetri e starete fermi in eterno.

Ciao

Va bene passo e chiudo! big_smile

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(310 risposte, pubblicate in Stile libero (crawl))

stefano '62 ha scritto:
sasi ha scritto:

...dunque mi potreste spiegare qual è il mio difetto nella suddetta gambata ?? grazie 1000

Il tuo difetto è che hai chiesto e ottenuto troppe informazioni e ti hanno saturato e mandata in tilt.

Per insegnare le gambe a stile libero,chiedo semplicemente ai miei allievi di andare da qui a li facendo la schiuma con i piedi.
Cancella dalla mente tutto quello che ti hanno detto,poi pensa a quello che hoi scritto,poi provaci e mi saprai dire.

Ciao

PS
Le gambe comunque devono stare distese e unite e muoversi a partire dalle cosce,tenendo piedi morbidi e "dondolosi",facendoli uscire parzialmente dall'acqua come dice bene nuotix (schiuma si,spruzzi no)
All'inizio è normalissimo e anzi molto utile farli uscire un pò di più,in modo da risvegliare a dovere i posteriori della coscia,che sempre come dice nuotix sono importantissimi.
Ribadisco:non pensare ai centimetri,pensa solo a fare schiuma per spostarti da qui a li.

Ciao ma mi sorge un dubbio: cosa vuol dire far uscire i piedi solo parzialmente dall'acqua? Si dice che far uscire i piedi dall'acqua diminuisca la sensibilità e che non si spinge bene, quanto farli uscire? Ossia solo calcagno e pianta o tutto il piede? Così non si rischia di prendere solo a schiaffi l'acqua piuttosto che pensare a spingere bene sotto con una gambata ampia(sempre nell'ambito dei 30/40 cm)? Poi altra questione sulla partenza della gambata, ti dicono sempre"deve partire dal gluteo", ma siamo sicuri che il nuotatore principiante o medio riesca a sentire che la gambata parte proprio da li, è una cosa alquanto difficile da percepire, mi piace di più la vostra defiizione sulla partenza della gambata dalla coscia è più immediatamente percebibile e spiegabile.. smile

Grazie delle risposte, quindi l'affaticamento muscolare è dovuto ad un allenamento sbagliato! Ah menomale, pensavo di essere io ad essere una super schiappa! Io 3000 mt in 55 minuti facendo anche i misti potrei anche farli ma con un allenamento ben strutturato. Ciao smile

Salve a tutti ho trovato questa discussione e ne approffitto per farvi una domanda. Da un po di tempo l'istruttrice dopo il riscaldamento ci infila le serie dei misti a volte 200 misti da ripetere un paio di volte da intervallare a 200 delfino...ieri da ripetere 18 volte, e non ha dato neanche i tempi di recupero tra una serie e l'altra per cui chi aveva più resistenza partiva subito, gli altri arrancavano e basta;seguito da serie più leggere di nuoto a stile o con pull buoy. A me questo tipo di allenamento ha dato un notevole affaticamento muscolare, sentivo che le braccia non rispondevano più e mi ha pregiudicato il resto dell'allenamento.Senza parlare del defaticamento che viene spesso saltato senza problemi. Io avrei organizzato il tutto in maniera diversa: riscaldamento- serie di esercizi di media intensità- nucleo centrale della lezione composto da esercizi di tecnica o scatti, misti etc-defaticamento. Almeno dare il tempo al muscolo di riscaldarsi per bene! Però leggo che sul sito le schede per il master sono strutturate con gli esercizi tosti subito dopo il riscaldamento con la differenza che i tempi di recupero sono secondo me molto giusti, magari se anche a noi fosse dato di recuperare forse non accuserei i disturbi che accuso ora... Ciao

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(2 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

stefano '62 ha scritto:

L'analizzazione cinestesica non è una cosa che spunta ai nuotatori esperti,così come non spuntano nemmeno un paio di branchie.
E' una funzione del sistema nervoso che esiste in ogni organismo e che può essere più o meno sviluppata sulla base delle esperienze motorie vissute.
A furia di nuotare si affina meglio e più specificamente all'ambiente acquatico grazie all'esperienza,rendendo più semplice e affidabile l'autocoscienza motoria,sviluppando il valore del feedback percettivo dato dalle esperienze e migliorando l'efficacia delle azioni.

big_smile grazie esilarante il paragone con le branchie...grazie del chiarimento.. smile

Salve, per mia passione e per poter continuare a lavorare con i bambini e i disabili lavoro che faccio da una vita ormai sto prendendo il brevetto di assistente bagnanti, studiando il libro mi sono ritrovata a studiare questa particolare forma di sensibilità che appartiene ai nuotatori più esperti. Vorrei sapere da chi è nuotatore di vecchia data e conosce magari l'argomento su come si fa a sapere se si possiede tale abilità e se la si è sviluppata. E' un dubbio che ho da un paio di giorni ma non sapevo se proporlo o meno....Ciao

stefano '62 ha scritto:

Uno scarico ideale per un allenamento medio (non come volume ma come intensità) sarebbe 10-15 minuti sciolti.

Ieri ho fatto 200 mt di nuoto in scioltezza ed ero meno agitata del solito, devo parlarne con l'istruttrice e organizzarmi gli ultimi dieci minuti per il defaticamento. Lei ci da al massimo 55 minuti per allenarci e spesso ci da dei carichi di lavoro anche impegnativi e non si arriva quasi mai al defaticamento che al massimo dura 5 minuti.. Bisogna che organizzi meglio le lezioni altrimenti diventa una sofferenza!  Grazie. Ciao

stefano '62 ha scritto:

Mah,non saprei.
Cosa intendi per tachicardia ?
Perchè la tachicardia quella vera comporta il ricovero.
Potrebbe trattarsi di adrenalina,però non succede nelle sedute aerobiche,ma quando si spinge un pò e le pulsazioni vanno su.
E se non si fa uno scarico adeguato nel finale,allora resta in circolo e provoca disturbi del sonno.

Ciao

Ciao forse la tachicardia non è il termine adeguato, parlo allora di battiti cardiaci molto accelerati tali da dar veramente fastidio! Come si fa uno scarico adeguato? La nostra istruttrice spesso ci fa finire la serie tardi e riesco a fare solo 100 mt in scioltezza molto piano ma evidentemente non bastano, cosa potrei fare? Grazie. Ciao

elessar ha scritto:

grazie stefano! sempre esauriente!!!!

giocare a briscola in acqua è l'unica cosa che non mi preoccupa  smile .....fortuna ceh mio marito è assistente bagnati così mi faccio dare due dritte per ripescare il pericolante!!!
smile
ma tra un annetto, prima vado avatn ia studiarmi ben bene tecnica!
grazie!

Preparati molto molto bene perchè se trovi istruttori come quelli che ho trovato io sono dolori! Pensa che il primo giorno di tirocinio mi hanno chiesto se avevo mai nuotato(??!!?) se mi sapevo tuffare e se sapessi fare una virata..potresti doverti trovare a dimostrare l'abilità della tua notata e occhio che i colleghi sono molto molto critici.
Buona fortuna.
Ciao

stefano '62 ha scritto:

Non c'è autonomia tra le regioni,i parametri di ingresso sono stabiliti dalla FIN,non dai comitati.

Il punto è che da diversi anni nel programma didattico della scuola nuoto non ci sono più solo i quattro stili,ma anche e non solo le tecniche di base del salvamento,ma persino quelle della pallanuoto e del sincronizzato,in una ottica di insegnamento multilaterale.
E se ai miei allievi gli devo insegnare quelle cose,allora io istruttore le devo sapere fare.
E allora per accedere ai corsi da istruttore deve dimostrare che quelle cose appunto le so fare.

Il fatto è che alcuni comitati come la Lombardia si sono adeguati,altri invece no.
Ma poi il corso è uguale per tutti e pure l'esame,e lì i nodi verranno al pettine,a prescindere da quello che dicono i bandi di concorso locali.

Il nuoto subacqueo della prova significa che devi saperti muovere nell'acqua in modo multidimensionale,cioè non solo essere in grado di andare a fondo come e quando e quanto ti pare,ma anche muoverti sopra e sotto e di qua e di la con cambi di direzione,in molteplici forme soprattutto con pinneggio a delfino e a rana subacquea.
In pratica,devi saper giocare a briscola sott'acqua.
Se fai fatica a fare la carpiata,oppure ce la fai ma poi non riesci a impedire per più di un paio di secondi che l'acqua ti espella facendoti schienare come un sottomarino in emersione forzata,qualunque esaminatore ti accetti (e ci sono) è un volgare cialtrone.

Ciao

Allora i cialtroni sono tanti, sto facendo il corso e all'esame di ammissione hanno accettato una tipa che non sapeva neanche fare i quattro stili in maniera continuativa, ma li avesse fatti anche un pò decentemente...vi giuro era da mettere un filmato su youtube! Alle prove in subacquea due che ora sono belle e sedute al corso non sapevano andare giù. Ora io tutte queste cose le ho preparate per un'anno intero e non mi sono certo presentata senza saperle fare, però il livello è molto ma molto basso. Poi invece a tirocinio le cose sono molto diverse, ho trovato istruttori che volevano di tutto dagli allievi, che sapessero senza esperienza insegnare ai bambini molto piccoli senza aver mai fatto un corso di formazione,e di certo non se ne occupa la fin... ai portatori di handicap e neache di questo se ne occupa la fin...ah l'acqua gym di cui ci sono solo lezioni teoriche e un dvd(ossia arrangiati!). Poi vai in vasca e sei trattato come un rompiscatole incompetente. Mah!

Ciao volevo porre una domanda, dopo l'allenamento ho una tachicardia abbastanza accentuata oltre ad una sovraeccitabilità, ho chiesto ad altre persone ma pare a loro non succeda cosa bisogna fare per evitarla? Anche mio marito pare soffrirne e non riesce neanche a dormire la notte, c'è qualcosa che non va, certo ci si potrebbe allenare a ritmi più blandi ma sinceramente in questo periodo almeno a me interessa aumentare la mia resistenza aerobica e se non mi alleno bene non succederà di sicuro... Però mi succede anche a ritmi più blandi! Sono sotto controllo da sempre da un cardiologo perchè sono nata con il cuore più piccolo del normale e ho già di mio un numero di battiti elevato rispetto alla media allenata quanto me. Qualche consiglio? Grazie. Ciao

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(7 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

stefano '62 ha scritto:

L'ammontare del recupero le deve stabilire l'allenatore sulla base dell'obiettivo di allenamento.
Non esiste un recupero standard,ma dipende dagli obiettivi,dalle andature e dalla dimensione delle serie e delle ripetute.
Più è lunga la ripetuta e più si riposa (ma non è sempre vero,dipende dagli obiettivi) più si va forte e più e lungo il recupero (ma non è smepre vero,dipende ancora dagli obbiettivi).
Più si allunga il recupero e più si strizza l'occhio alla glicolisi.
Meno si riposa e più si strizza l'occhio all'aerobia.

I riposi assegnati devono essere rispettati dal singolo nuotatore.
Non è che se uno arriva più tardi poi deve saltare il riposo per non perdere il trenino (che tra l'altro è un abominio e ogni allenatore dovrebbe evitarlo,distanziando le ripartenze degli atleti di almeno cinque secondi,e incazzandosi se qualcuno non li rispetta).
Il discorso cambia se invece che recupero fisso c'è la ripartenza,ma ancora vale la regola personale,cioè tu devi guardare il tuo tempo di partenza,e calcolare la ripartenza sulla base di quello.
Se invece solo il primo guarda il tempo,poi parte e gli altri dietro a trenino,allora non va bene.

Ciao

Il distanziamento delle partenze è un'ideona! La propongo spesso sono io che tengo molto al recupero specie nelle serie veloci dove si fanno scatti o andature sprint...a volte qualcuno si ferma e salta un giro perchè non recupera quando ne avrebbe bisogno, purtroppo in tanti hanno paura di essere spostati nelle vasche dei più lenti quindi corrono!! Ciao

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(19 risposte, pubblicate in Domande e dubbi sulla tecnica del Nuoto.)

stefano '62 ha scritto:
paolac ha scritto:

Salve, a volte vedo dei nuotatori molto potenti avere gambate fantastiche che fanno tanta schiuma, io ho una gambata troppo debole e come frequenza ci siamo poco, servirebbero gli esercizi che ha consigliato stefano nel blog ? http://www.nuotomania.it/public/blog/index.php/2010/11/nuoto-allenamento-battuta-di-gambe/

Potrei anche io finalmente fare un pò di schiuma visto che a tavoletta sono ancora lenta? Anche se noto che anche chi è veloce a tavoletta a stile non mette le gambe...ciao!

Fai questo esercizio che io faccio (e propongo) molto spesso:
gambe a stile libero,senza tavoletta,a braccia tese in avanti sotto al pelo dell'acqua,A TESTA FUORI (sconsigliato alle schiene "diversamente sane")
Se proprio non ce la fai,incomincia con le pinne,ma fino a che non ci riesci senza,ancora le gambe non le avrai imparate a dovere.

Ciao

Ciao, questo esercizio lo faccio ogni tanto e sempre senza pinne, si ci riesco ma non riesco ad avere un buon ritmo di gambata a stile libero, non mi sono mai vista ma non ho l'impressione di fare la schiuma, comunque lo farò più spesso magari è solo questione di pratica... GRAZIE

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(19 risposte, pubblicate in Domande e dubbi sulla tecnica del Nuoto.)

Salve, a volte vedo dei nuotatori molto potenti avere gambate fantastiche che fanno tanta schiuma, io ho una gambata troppo debole e come frequenza ci siamo poco, servirebbero gli esercizi che ha consigliato stefano nel blog ? http://www.nuotomania.it/public/blog/index.php/2010/11/nuoto-allenamento-battuta-di-gambe/

Potrei anche io finalmente fare un pò di schiuma visto che a tavoletta sono ancora lenta? Anche se noto che anche chi è veloce a tavoletta a stile non mette le gambe...ciao!

Vi sono mai capitate persone che danno di matto perchè gli avete toccato i piedi? Non le sopporto perchè non solo sono lente, ma non si spostano neanche e nelle vasche strette non si può sorpassare!!!

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(7 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

Cercavo una discussione che parlasse del recupero durante gli allenamenti, spero sia quella giusta. Spesso in allenamento si fanno  serie di esercizi dove è previsto un recupero ma molte persone credono che il recupero sia solo una perdita di tempo e che se lo si fa si fanno meno vasche e quindi non si allena la resistenza. Spesso ci fanno fare non più di dieci secondi e se sei l'ultimo ne fai ancora meno di 4 oppure zero, conta che se poi ci sono scatti a tutta velocità non mi sembra una cosa fatta bene. Questo comportamento è l'eredità lasciata da una vecchia istruttrice incompetente che avevamo fino all'anno scorso. Quanto recupero si dovrebbe fare ad ogni serie? E per gli ultimi della fila, devono rispettare i recuperi dei più veloci o per tutti vale lo stesso? Questo è un'argomento che mi interessa tantissimo e vorrei che tutti coloro che sono competenti in materia potessero rispondermi. Grazie. Ciao

Iside89 ha scritto:

salve a tutti smile sono appena entrata in questo forum e ho appena lasciato la mia presentazione nell'apposita sezione smile
perdonatemi se non ho letto tutte le 51 pagine di discussione, ma solo qualche post qui e là wink
questo dell'alimentazione è un problema che mi preme molto...
infatti sono una ragazza di 22 anni sottopeso (52kg per 175cm di altezza...sto cercando di andare a nuoto almeno 2-3 volte la settimana, per circa 40-60 minuti a seconda di quanto reggo wink ho cominciato da un paio di settimane, anche per cercare di stimolare di più il mio appetito e cercare di mangiare di più per riprendere qualche kg..
di solito vado a fare il mio allenamento di nuoto libero in pausa pranzo, alle 14 circa, dopo essere stata la mattina a lezione e prima di mettermi a studiare. Non riesco a tornare a casa prima delle 16 e quindi i pasti sballano un po'
a colazione, nei giorni in cui decido di nuotare, cerco di mangiare uno yogurt magro con dei cereali integrali...
a metà mattina una barretta ai cereali e un'ora prima di avviarmi un frutto (meglio una mela)
a "pranzo" per la stanchezza e per la fretta di dovermi buttare sui libri mangio qualcosa di freddo (oggi per esempio 90g di sgombro al naturale e insalata) sempre con frutta
a cena carboidrati (stasera 40g di riso thai con verdure al vapore) e frutta
durante la giornata comunque spizzico cereali (dopo cena ne ho mangiati un bel po' oggi) e qualche biscottino

nei giorni normali non so ancora come regolarmi, se aumentare ancora il mio apporto giornaliero (mai superiore alle 1200kcal, se non nel weekend, un po' per lo stress, un po' per mancata fame, un po' lo ammetto, per paura di ingrassare, anche se sarebbe strettamente necessario)...
all'incirca quanto dovrei assumere nei giorni normali?
e nei giorni in cui nuoto?
considerate che quando sono in acqua praticamente faccio i miei 40-60 minuti continuati, specie andando a rana (cerco di alternare però con lo stile e il dorso), con pause brevissime...
potete darmi qualche consiglio spassionato?

Ciao, vorrei darti un mio parere ma ti voglio avvisare sarò un pò critica ma tu non prendertela magari voglio solo darti una mano. Evidentemente sei molto in sottopeso e questo è un dato di fatto ma non è irrimediabile solo che non so fino a che punto vuoi entrare nella fascia normopeso se continui a mangiare come se fossi a dieta..yougurt magro a colazione? Troppo ipocalorico, meglio un latte anche parzialmente scremato o uno yogurt intero con cereali e se vuoi anche due o più fette biscottate con la marmellata non ci starebbero male.. A pranzo pranza! Un bel piattone di pasta con il pomodoro e il parmigiano, i carboidrati sono molto importanti dopo uno sforzo fisico. Questa tua paura di ingrassare non è per niente sana e occhio a non cadere nella rete dell'anoressia per carità, magro non è bello, magro è malato. Un'atleta in salute ha una buona percentuale di cane in corpo, una discreta massa muscolare che non avrai mai mangiando ciò che mangi. Vorrei farti riflettere che stai giocando con la tua salute e nel contempo ti alleni e la mia impressione è che ti alleni per smaltire! Non cadere nella rete del controllo del peso, non farti fregare da questa moda cretina pensa alla tua salute, nuotando tre volte la settimana non puoi ingrassare anche se mangi come un bue, fidati. Spero di non essere stata troppo pesante ma anche io sono stata ad un passo dall'anoressia e forse è per questo che ci tengo a darti un consiglio. Ciao e in bocca al lupo! smile

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(44 risposte, pubblicate in Dorso)

Cirone Furioso ha scritto:

@Paola
Credo che nel video che hai pubblicato si vede bene quello che spiega Stefano; sebbene penso di averlo ben immaginato a secco, però, una volta provato in acqua proprio non mi é riuscito.
Il che era prevedibile, dato che tutta la mia nuotata nel tempo si é costruita intorno al modo di nuotare che a cui mi sono abituato, ovvero fatto di compensazioni appiccicate intorno a un ambientamento ancora farraginoso.

E qui la risposta anche a Nove: penso che prima di tutto il mio problema sia assimilare il galleggiamento nella maniera più distesa e naturale possibile, altrimenti tutto il resto, direi, non ha molto senso.
Voglio pensare soprattutto a galleggiare (parlo del dorso, beninteso) come se fossi su un materasso con il cuscino.
Finché non guadagno questo tipo di agio, tutto il resto sarà sempre per forza raffazzonato.

Ma del resto, già da tempo ho smesso di pensare a meccanismi che per me risultano speciosi, in tutti gli stili: quando nuoto per lo più cerco di pensare all'acqua che mi sostiene.
Perché l'acqua ti sostiene, é così: per uno come me che a livello di istinto ha paura dell'acqua é una remora ardua da smaltire, ma penso che sia la strada migliore da seguire. Solo a rana, stile in cui riesco a essere decisamente più a mio agio, ho delle sensazioni più evolute, tipo cercare acqua ferma per appoggiarmi, o evitarla quando invece devo scivolare.

Anche il mio istruttore si é accorto che negli ultimi mesi nuoto meglio, ed é solo merito di questo modo di stare in acqua.
Ancora una volta, concetto che ho appreso frequentando questo forum...

Ciao non parlo di galleggiamento a dorso, sto parlando di scivolamento il che è molto diverso. Non posso accontentarmi di galleggiare ne posso dirmi che ormai ho acquisito certi schemi. Ti faccio un esempio: un paio di settimane fa una nuova istruttrice tra l'altro molto preparata, mi ha detto che a rana facevo una gambata larga e mi ha spiegato come farla stretta e propulsiva; l'ho fatta ed ora non riesco più a nuotare come prima, questo dimostra che gli schemi possono e devono essere rotti quando la nuotata è sbagliata, le resistenze che si incontrano spesso sono per la maggior parte mentali, ossia non posso non esiste esiste solo non voglio! Tornando al dorso, il fatto della spalla fuori per me è una novità, l'ho provato ieri e ti devo dire che ho diminuito parecchio lo svantaggio che ho rispetto ad altri compagni di vasca più bravi di me a dorso! Devo fare gli esercizi proposti da Lochte a nuoto libero, non penso che diventerò brava ma di sicuro voglio migliorare. Nel video ci sono tanti spunti cercherò di coglierli provaci anche tu dopotutto che ti costa? Ciao smile

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(44 risposte, pubblicate in Dorso)

Ciao. anch'io vorrei chiedere qualcosa a proposito di questo stile per me molto misterioso, pare facile e invece e difficile! Sono molto lenta anche se mi piace tantissimo e non capisco il perchè quindi mi sono messa a studiare un pò la didattica. Ho visto un video dove Lochte mentre nuotava oscillava un pò a destra e un pò a sinistra tirando fuori la spalla: ma a me era stato detto di non oscillare ma di mantenermi dritta! Ho visto poi che scivolava bene, ma quali sono i trucchi per scivolare nel dorso? Io ho sempre pensato che si dovesse remare acqua, scusate ma finora l'ho veramente curato poco, sarebbe ora di dedicargli più tempo al povero dorso!! Ciao

Ecco il link per vedere il video http://www.youtube.com/watch?v=jR4IgctibNg

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(1,091 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

Marioaversa ha scritto:

Norbeto la correzione era riferita alla gambata. La bracciata era stata già sistemata alle prime lezioni. Ti ringrazio per avermi dato questo assist per dire che adesso copro una vasca con 24 bracciate prima.......non ve lo dico per vergogna!
L'allenatore dice di non dar retta, in questo momento, a bracciate e cronometro, ma concentrarmi solo nella nuotata completa, di mettere in pratica ciò che imparo con la tecnica e NUOTANDO PIANO (questa cosa l'ha ripetuta 3 volte!!). A dire il vero mi ha anche detto che se vede che nuoto con frenesia nel nuoto libero mi caccia dalla vasca a calci nel sedere lol lol
Forse anche per questo, vuole che nuoti con lui!!

Ciao

Di al tuo istruttore una cosina da parte mia: Bravooooo! Prima una buona esecuzione tecnica, poi la velocità. Anche Fantozzi sa nuotare veloce, ma la differenza tra lui ed un vero nuotatore è la tecnica! CIaooo smile

stefano '62 ha scritto:

Quello che non è normale,è che la tua sitruttrice continui a menarla rimarcando le differenze tra voi e loro.
E' un pessimo esempio di mancanza di tatto che amplifica il vostro disagio quando invece dovrebbe prevenirlo o mitigarlo.
Per esempio motivando la loro bravura in modo diverso dal "loro eroi,io stupido" che qualcuno potrebbe sospettare (nuotano fin da quando sono nati,hanno fatto agonismo etc.) .

Ognuno deve nuotare con le proprie andature e i propri tempi e non guardare a ciò che fanno gli altri,soprattutto perchè non sempre la velocità dipende da una buona tecnica,e al nuoto libero ne vedo parecchi di scarsoni pieni di forza,come di buone tecniche poco allenate.

Non correre,non tagliare la vasca,fregatene di come nuotano gli altri e trova in te stessa le tue motivazioni.
E se la maestrina sbrodola tanto da risultare inopportuna e fastidiosa,allora fagli notare che la vostra bravura dipende (anche) dalle sue capacità nell'insegnare (e chissà chi ha insegnato a quei fulmini di guerra),così che per una volta sia lei a dovere imparare qualcosa dai suoi allievi:il garbo e il rispetto per coloro che le pagano lo stipendio.

Ciao

Wow,grazie! smile

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(287 risposte, pubblicate in Quinto stile)

Ho letto l'articolo con molta attenzione giorni fa, è molto utile ma non è facile mettere in pratica i consigli, come si visualizza un'ostacolo da evitare? Il problema è lo spazio per allenarlo il tuffo, ho visto su internet qualcuno che mette un salsicciotto galleggiante da acquagym da evitare ad esempio, da noi non c'è una vasca libera per fare questi esercizi! Ciao

Ho provato la bracciata ogni due nelle distanze più lunghe e veloci e devo dire che vado più veloce anche se devo andare più fluida perchè mi sono accorta che vado un pò a "scatti" non so se riesco a spiegarmi nel senso di un difetto di fluidità tra respirazione e ripresa della bracciata, come mai? Devo scivolare meglio, però funziona molto bene per ridurre la fatica. Credevo che più bracciate volessero dire più velocità, invece ho notato che ogni due mi viene più veloce che ogni 3 o 4, boh! Ciao

Salve, ho trovato questa discussione sulla psicologia del nuoto e vorrei fare alcune domande. Da poco si è unita al nostro gruppo una nuotatrice fortissima, una ex agonista molto informa a cui spesso si aggiunge un'altro agonista anche lui un drago... Io mi sono unita al loro gruppo da poco da due mesi, arrancavo dietro di loro già all'inizio, ora le cose sono diventate ancora più faticose e sono sempre al rimorchio, purtroppo l'alternativa sarebbe nuotare con un gruppo troppo lento per me, allora ho deciso che preferisco soffrire e migliorare piuttosto che stagnare per me sarebbe letale! Noto però che la mia istruttrice ha un timore quasi reverenziale verso questa ragazza e non manca di sottolineare che noi siamo delle pippe mentre lei si che è forte, dice che noi siamo invidiose, io invece penso che sia lei che proietti su di noi i suoi sentimenti. Per quanto mi riguarda io cerco di imparare da lei e basta e per me lei è una grande opportunità! Il problema è che quando nuoto insieme a loro penso spesso che non riuscirò a raggiungerli e così tutto diventa una corsa per non uscire dal gruppo perchè se vai troppo piano ti spostano di vasca e allora devi andare al rimorchio e spesso sono troppo veloci a delfino o a dorso che sono gli stili che mi vengono peggio, e così devo correre, tagiare la vasca e a volte devo fermarmi perchè li ho persi magari per una virata troppo lenta. Spesso facciamo cronometro ma noto che loro non rispettano lo stop e partono, così non puoi mai recuperare! Mi date un consiglio, è normale una situazione così?
Ps: a rana mi vendico e li lascio tutti dietro toh!
Ciao