Non sono un agonista né un master ma mi piacerebbe riuscire a nuotare 'bene' un 100 farfalla. Diciamo in 1'20", se possibile vorrei scendere anche sotto ma mi rendo conto che è piuttosto dura.
Ho 44 anni e mi alleno da solo 3-4 volte la settimana facendo 3km per volta.
Quest'anno sono migliorato abbastanza a livello tecnico a partire da marzo e oggi credo di aver una tecnica sufficiente grazie ai preziosi consigli di Stefano.
Faccio diversi set più o meno basati su misti. Ne posto uno per capirci (alterno un po' tra loro le serie centrali):
400 mx riscaldamento
200 crawl
200 dorso entrambi con palette
24x25 delfino a 20" pausa 10-15"
varie serie di 200 mx
2,3 volte - 50+25+25+25 delfino pausa 10"
2x100 gambe delfino subacquea
2x100 stile-delfino (vasche alternate)
8 gambe con tavoletta
8 braccia delfino con pull
8 defatiganti

Nuoto 50 delfino facilmente (sia corta che lunga). Respirazione ogni due.
Invece nuoto i 100 delfino in (grande) affanno dalla terza vasca in poi (in corta ovviamente), più o meno in 1'30". Ma arrivo che sono proprio 'cotto'.
Lo scorso anno li nuotavo più facilmente (respirazione ogni bracciata)  ma facendo un errore tecnico piuttosto importante - il cosiddetto 'cavalluccio' - come lo chiama Stefano, complicato da una pausa piuttosto importante in presa. Adesso tecnicamente ho eliminato questi errori e mi sento molto meglio però per contro faccio molta fatica dai 50 in poi. La base aerobica penso di averla costruita...
Da cosa può dipendere l'affanno dai 50 in su? Respirazione?
Consigli? Serie da fare per 'edificare' questi benedetti 100 farfalla?

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(46 risposte, pubblicate in Quinto stile)

Andrea85 ha scritto:

Ciao!
Qualche giorno fa mi è capitato di vedere una gara di nuoto per televisione in cui il telecronista tecnico evidenziava un particolare della subacquea in partenza dell’atleta che poi ha vinto la gara (50m a delfino mi pare).
L’atleta non realizzava la classica subacquea in posizione prona ma manteneva un certo angolo (non saprei stimarlo ma cmq < = 45°). L’angolo a cui mi riferisco è quello creato dall’asse passante per le spalle ed il piano costituito dal fondo della vasca.
Il commentatore sosteneva che tale posizione serve a ridurre le resistenze del corpo immerso in acqua.
Pensandoci un po’, mi trovo in parte d’accordo infatti, ragionando a parità di traiettoria (quindi di profondità) e di velocità sviluppata durante la subacquea, le resistenze idrodinamiche d’attrito dovrebbero essere le stesse per ogni posizione assunta visto che dipendono solo dal gradiente di velocità che si sviluppa in prossimità del corpo stesso; invece la resistenza di pressione (determinata dalla sezione frontale del corpo in avanzamento moltiplicata per la distribuzione della pressione) nel caso di posizione inclinata, diminuisce leggermente a patto che la spalla in posizione più bassa si trovi alla stessa profondità che si raggiungerebbe con una subacquea convenzionale.
Pertanto un accorgimento del genere, oltre ad aver senso solo se tutto il resto è perfetto, può portare a dei vantaggi. L’atleta per eseguirlo deve essere particolarmente sensibile, cioè in grado sia di capire in modo istintivo a che profondità si trova e come agire di conseguenza sia di comprendere come generare una spinta che permetta una subacquea inclinata senza però perdere di vista la fluidità nei movimenti e la velocità.

Questa è la mia, sicuramente discutibile, opinione. Voi cosa ne pensate?

Un saluto a tutti. Ciao.

Sono anni che cerco una spiegazione esauriente sulle differenze tra subacquea prona e sub laterale. La tua disamina è eccellente ma vorrei capire meglio perché la resistenza di pressione è inferiore nel caso della posizione inclinata.
La delfinista che hai visto è Therese Alshammar, la quale esegue le partenze e le virate con il corpo leggermente inclinato. C'è anche l'americana Coughlin ad adottare una tecnica simile: lei esegue una vera e propria sub laterale con il corpo completamente perpendicolare al piano del fondo su un fianco per qualche metro per poi riportarsi lentamente in posizione prona prima di emergere per la prima bracciata.

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

Secondo me è controproducente cercare anche solo di modificare un minimo i 'tempi' della meccanica del gesto nel delfino. La nuotata è molto 'automatica' una volta appresa e - a meno di errori macroscopici nella tempistica - risulta difficile (se non impossibile) anticipare o posticipare di poco le gambate per esempio. Quanto alla respirazione è ovvio che respirare appena prima che escano le mani è la tecnica migliore. Soprattutto per la cadenza di respirazione classica - cioè ogni due bracciate -. Tenere questo ritmo però potrebbe risultare difficile per chi respira ogni bracciata (molti 200isti ad esempio).

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

stefano '62 ha scritto:
Endimione ha scritto:

Io però ancora mi chiedo se non sia un orientamento tecnico efficace in alcuni casi e me lo domando anche in relazione al fatto che molti delfinisti sembra proprio abbiano cambiato (chi più chi meno) dettagli nella nuotata recentemente. Forse - è un'ipotesi - la passata senza riunire le mani sotto l'addome consente una trazione a gomiti più 'alti'. è possibile?

La propulsione più concreta è con le mani non appiccicate ma distanti una decina di centimetri,che massimizza sia la quantità di acqua cui ci si aggancia,sia l'utilizzo dei dorsali.
Più le distanzi da quel punto e meno sarà la massa di acqua di appoggio.
Capita che i velocisti cercano appunto di velocizzare sacrificando una piccola percentuale di spinta a favore di un aumento di frequenza (strada molto dubbia).
Il punto è che se le allarghi troppo,poi i dorsali lavorano di meno.

Ciao

Grazie x la spiegazione estremamente convincente. Quindi tu sostieni che le mani larghe sono una necessità di frequenza non una tecnica per mantenere i gomiti alti? Ma lo scopo ultimo del mantenere i gomiti alti qual è in definitiva'

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

nuotix ha scritto:

qui paola
http://www.nuotomania.it/public/forum/upload/viewtopic.php?id=310&p=42
ovviamente appogio l'intervento di endimione

wink

Io però ancora mi chiedo se non sia un orientamento tecnico efficace in alcuni casi e me lo domando anche in relazione al fatto che molti delfinisti sembra proprio abbiano cambiato (chi più chi meno) dettagli nella nuotata recentemente. Forse - è un'ipotesi - la passata senza riunire le mani sotto l'addome consente una trazione a gomiti più 'alti'. è possibile?

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

paolac ha scritto:

Ciao, una domanda sul delfino, mi sembra di averla già posta ma ho usato la ricerca e non l'ho trovata. Volevo porvi una domanda: che ne pensate della bracciata esterna a delfino evitando la passata subacquea sotto la pancia? Io ho provato e mi risulta più facile e meno faticoso, me l'ha suggerito la mia istruttrice...voi che ne dite?

Recentemente ho introdotto questo quesito. Tra l'altro osservando molti farfallisti negli ultimi tempi si nota sempre di più questa tendenza a non unire le mani sotto l'addome nella passata subacquea. L'americana Dana Vollmer poi è l'esempio più evidente, col suo delfino straripante, di questa tecnica.
Sinceramente non saprei. Stefano '62 ha risposto sconsigliando di imitare la tendenza.

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(287 risposte, pubblicate in Quinto stile)

ang2900 ha scritto:

mi inserisco nella discussione perché interessa anche me, nel senso che non riesco ancora a quantificare il “peso” del tuffo nel cronometraggio.
Ovviamente è logico che qualità del tuffo influisce, però non riesco ancora a capire se per valutare un tempo dal basso devo togliere 1/2 secondi oppure 3/4 secondi.
Dico questo perché personalmente mi sembra di avere una differenza di 3/4 secondi o anche più, pur non avendo un tuffo eccellente.
Secondo voi dico un’eresia  e ho fatto male i calcoli o ci può stare?

tre secondi di solito

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

stefano '62 ha scritto:

Bè certo,nessuno è perfetto,e chiunque ha margini di miglioramento.

Intendevo chiedere se per ipotesi ci sono nuove formulazioni tecniche, dato che gli stili sono in continuo progresso e mi sembra che molti delfinisti abbiano cambiato (chi un po', chi parecchio) impostazioni. Avvicinare le mani potrebbe fare perdere un minimo di tempo durante la passata? Lo sottolineo: è un'ipotesi.

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

stefano '62 ha scritto:

Più le mani sono vicine e più è concreta la spinta,ma oltre ad un certo punto in cui le mani sono abbastanza vicine da coinvolgere anche l'acqua che le separa,non c'è miglioramento.
Dunque non è necessario che si tocchino,ma se le fai passare larghe non c'è dubbio che si va di meno.
Secondo me 50 centimetri sono un pò tantini.

Ciao

Però negli ultimi tempi ho visto molti farfallisti con una passata a mani larghe; un esempio per tutti la recente campionessa mondiale dei 100 femminili Dana Vollmer.

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(93 risposte, pubblicate in Stile libero (crawl))

Leggendo la storia della tecnica su Nuotamania mi sono imbattuto in qualche frase sullo stile di Popov, dove si parla di effetto 'sciarpa'. Cosa si intende?

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

Cosa ne dite di come nuota Dana Vollmer?

http://www.youtube.com/watch?v=GLAjpsxzTao

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

curioso ha scritto:

ho provato come dicevi tu Stefano'62..a spingere il petto verso il fondo della piscina...automaticamente come dicevi tu il sedere tende a uscire dall acqua..per cui grazie di questo consiglio! avrei un altra cosa da chiederti...per quanto riguarda la posizione delle mani all ingresso in acqua, vedo alcuni nuotatori che entrano in acqua con i palmi delle mani rivolti verso l esterno e la remata che ne segue in acqua e di allargare le braccia verso l esterno...altri nuotatori entrano con la posizione delle mani con i palmi rivolti verso la superficie dell acqua, piegando subito le braccia e non cercando lo stesso movimento ad allargare che invece ho notato nell altra posizione..ti faccio copia incolla di un link che ho trovato su questo argomento su GOSWIM.TV eccolo Stefano http://www.goswim.tv/entries/5508/butterfly---hand-entry.html ora mi chiedo, fermo restando che credo nello sport non ci siano tecniche standardizzate per ogni atleta, ma che sia l altleta a dover sentire cio' che e' meglio per lui, ma dicevo, fermo restando questo Stefano'62, per me che faccio i 50fa ..secondo te quale dei due modi e' il migliore per la presa in acqua? e perche'?
Saluti Stefano'62 e grazie

curioso ha scritto:

chiarissimo, grazie infinite!! faro' sapere. un salutone

stefano '62 ha scritto:

Non è la testa che deve andare giù,ma il petto (mentre la testa prosegue diritta con le spalle a pelo d'acqua).
Se tu spingi in giù col petto allora la schiena si inarca e viene lascudisciata propulsiva che innalza il sedere.
Se non funziona allora più che di fare come il Nautilus,hai bisogno di migliorare la flessibilità dei tuoi muscoli della colonna.

Ciao

Aspetto anch'io la risposta di Stefano'62. Intanto ti dico un mio parere...
L'attacco delle mani all'entrata è sempre stato anche un mio problema. Molto dipende secondo me dal tuo timing sull'intero gesto corporeo. Uno dei movimenti che cerco di 'tenere presente' mentalmente (e di imitare) quando nuoto è quello che si vede bene in questo video: http://www.youtube.com/watch?v=Y-khffSoLzs

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

megattera ha scritto:
rebutia ha scritto:

Ho solo il terrore di perdere la nuotata acquisita ma credo che sia come la patente : una volta imparato a guidare nn si perde più.Bisogna solo andare in giro in auto in tutte le condizioni.

Vi leggo sempre ....non vi mollo!!

Il paragone con l'auto mi sembra molto azzeccato ... infatti le strade sono piene di pessimi e pericolosi guidatori! e non sarebbe male ogni tanto ripassare la tecnica anche in tale materia.

Per quanto riguarda me, principiantissima nel delfino, devo riconoscere che farsi filmare e riguardarsi è molto utile: quando ci si vede da fuori è tutta un'altra cosa.

Farsi filmare - se se ne ha la possibilità - rappresenta secondo me un punto importantissimo. Prima di farmi fimare pensavo di nuotare bene a delfino, dopo essere stato ripreso sono inorridito dalla mia nuotata. Da allora sono circa due mesi che continuo a cercare di affinare la tecnica e correggere i difetti.
Ogni tanto mi faccio riprendere per fare il punto della situazione.

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

Marioaversa ha scritto:
Endimione ha scritto:

Ciao,

oggi bel sole così vado a nuotare nel 50 metri della mia città (l'unico che c'è).
A parte l'H2O gelida (ma la scaldano nei 50m all'aperto? Secondo me no, per risparmiare), buone sensazioni.
Unico problema: il delfino.
Ormai in vasca corta faccio tranquillamente (lento ma sciolto) anche i 200 (anche qualche serie con intervalli lunghi).
Invece oggi nella lunga gran fatica gli ultimi 20 metri, durante serie da 50 tirando appena un po'. Neanche provato un 100 completo.
Tenendo presente la partenza con una lunga subacquea e quindi poche bracciate (ne ho contate 18-19-20 in tre serie da 50, per coprire la vasca),
da cosa può dipendere?

Riporto la mia esperienza, poi Stefano farà la sua parte da tecnico.

Nella 25, volere o volare quando si vira un minimo di riposo te lo puoi permettere, nella 50 te lo puoi scordare ma non solo per il delfino ma per tutti gli stili. Per questo preferisco ALLA GRANDE la vasca lunga per lavorare sulla resistenza. Ho stimato 7 settimane di lavoro in vasca lunga e dovrò fare il pieno di allenamenti SERI di resistenza, giusto qualche richiamo di tecnica in defaticamento.

PS: nelle piscine scoperte il riscaldamento si chiama: SOLE smile

Ciao

Grazie, grazie.
Il fatto comunque è che gli altri stili non mi hanno dato problemi ed è la prima volta da anni che nuoto in un 50m.
Forse a farfalla vado troppo su di ritmo. Boh.


Be' per il riscaldamento dipende anche da quale ricambio si impiega. Questo sembra un ricambio acqua da scioglimento ghiacciai tongue

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

Ciao,

oggi bel sole così vado a nuotare nel 50 metri della mia città (l'unico che c'è).
A parte l'H2O gelida (ma la scaldano nei 50m all'aperto? Secondo me no, per risparmiare), buone sensazioni.
Unico problema: il delfino.
Ormai in vasca corta faccio tranquillamente (lento ma sciolto) anche i 200 (anche qualche serie con intervalli lunghi).
Invece oggi nella lunga gran fatica gli ultimi 20 metri, durante serie da 50 tirando appena un po'. Neanche provato un 100 completo.
Tenendo presente la partenza con una lunga subacquea e quindi poche bracciate (ne ho contate 18-19-20 in tre serie da 50, per coprire la vasca),
da cosa può dipendere?

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

Marioaversa ha scritto:

... ESSERE SCIOLTI NEL MOVIMENTO, il delfino è l'unico stile che mi dà una sensazione di libertà. La massima espressione è la frazione che parte dalla 2° gambata all'aggancio delle braccia in avanti, più siete rilassati e sciolti e più il movimento risulta eseguito a modo...

è molto bello quello che dici e lo condivido in pieno.
A proposito di rilassamento nella frazione del gesto di cui parli, guardate questo verso 2'27":

http://www.youtube.com/watch?v=1frdHvYMlzE

masticando un po' di spagnolo si può intendere anche quello che dice Subirats; ed è esattamente quanto riportato sopra.

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

nuotix ha scritto:
stefano '62 ha scritto:

Invece bisognerebbe richiedere l'anticipo della testa sulle braccia,cioè dopo la respirazione la testa deve tornare in acqua (in appoggio,non in immersione,dunque nessunissima ridicola capocciata) un attimo PRIMA delle braccia.

mi sorge una curiosità sul posizionamento della testa connesso al movimento ondulatorio.
se la testa non deve affondare eccessivamente perché altrimenti si causano ulteriori resistenze, il ragazzo in questo video della fin ( http://www.youtube.com/watch?v=F3mMJRKK6Jw) esegue il delfino in maniera errata (guardare da 1:55 in poi): affondo della testa accentuato e movimento ondulatorio troppo ricercato.

che ne pensate?

Direi che il ragazzo nuota piuttosto male: ha lo stesso difetto che ho io e sto cercando di correggere con i preziosi consigli di Stefano.
Affonda con la testa e le spalle facendo il cosiddetto 'dondolo'.

Phelps adotta una tecnica che a prima vista potrebbe raccomandare l'affondamento della testa:
http://www.youtube.com/watch?v=jd67PMryIT0
ma se guardi bene le sue spalle rimangono sempre in superficie grazie a una flessibilità articolare straordinaria.
In questo video poi credo che Phelps esageri un po' il movimento odulatorio rispetto alla sua nuotata 'normale', a scopo dimostrativo.

In ogni caso lo stile del campione americano non è tra i migliori da imitare, a meno di non aver la sua forza flessibile e la sua sensibilità.

Tra le tecniche più efficaci cui ispirarsi (che si trovano su YouTube almeno), a mio parere, figura questa:
http://www.youtube.com/watch?v=igq14sW2KbU

Il grandissimo Ian Crocker (WR sui 100 in tessile ancora imbattuto).

Altri buoni esempi potrebbero essere questi:
http://www.youtube.com/watch?v=Y9dMmbcKUc4
http://www.youtube.com/watch?v=2mS_4OBIMwg&feature=channel_video_title
http://www.youtube.com/watch?v=xbZChkmhGIk

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

stefano '62 ha scritto:

Il recupero a delfino deve essere fatto a braccia tese per esaltare l'effetto balistico della spinta e del relativo sfruttamento dell'inerzia.
Le braccia troppo tese non esistono,o sono tese (corretto) o sono piegate (sbagliato) e non c'è margine per le opinioni personali perchè è la biomeccanica (una scienza) a raccontarci che piegando le braccia si attivano muscoli che peggiorano l'economia.

Più il recupero passa basso sull'acqua e meglio è.
Quelli che passano alti sbagliano anche nel caso che se lo possano permettere,come nel caso delle donne con estrema efficienza articolare,perchè per passare alto è necessario che la parte finale della spinta avvenga in modo circolare dal basso verso l'alto (per fare uscire le braccia alte),cosa che ottiene l'effetto di generare un vettore di spinta in senso opposto a danno del galleggiamento del bacino,e di sciupare il migliore effetto propulsivo generato dalla corretta spinta lineare parallelamente al corpo.
Se addirittura poi una cosa del genere la fa qualcuno con scarsa motilità delle spalle,allora è ancora peggio.

Il recupero a crawl è differente,ma la passata subacquea non cambia di un virgola.

Ciao

Grazie. Come sempre chiarissimo.
Però si vede molto ultimamente questo recupero con le braccia abbastanza 'alte', soprattutto tra le donne.
Si può considerare quindi un errore tecnico anche se forse non gravissimo?

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

nuotix ha scritto:
stefano '62 ha scritto:
Cirone Furioso ha scritto:

È così? C'è questo tipo di analogia fra le dinamiche della spinta/recupero a delfino e a stile libero?

Certo che si,il delfino non è altro che due passate a crawl simultanee.

prendo spunto da ciò per farti un altra domanda: un recupero a delfino tenendo le braccia completamente tese può inficiare una prestazione perché (forse) mette stressa eccesivamente le spalle?

ciao
wink

Vorrei approfittare di queste domande - che incuriosiscono anche me - per introdurre un'altra questione.
Nuotix chiede se un recupero a braccia (troppo) tese può stressare eccessivamente le spalle. Ecco negli ultimi anni mi sembra di vedere molti delfinisti/e che
effettuano un recupero con le braccia che compiono un movimento circolare e passano piuttosto 'alte' sopra il pelo dell'acqua. Forse per sfruttare l'inerzia 'circolare' dell'articolazione scapolo-omerale? Sbaglio?
Eppure in passato si vedevano recuperi con le braccia tese e 'basse' sull'acqua (Hyman, Crocker, Frolander, e oggi lo stesso Phelps. Cavic, Sjoestroem, Alshammar).
La didattica  classica oggigiorno qual è?
Per inciso personalmente adoro come stile il recupero di Crocker e lo ritengo più redditizio. Però magari mi sbaglio.

20

(116 risposte, pubblicate in Domande e dubbi sulla tecnica del Nuoto.)

sere_p ha scritto:

alla fine di ogni allenamento faccio uno shampoo specifico con maschera per proteggere dal cloro in più metto delle gocce di olio di semi di lino e una crema per capelli secchi wink

L'olio di semi di lino puro è un toccasana, posso confermare.

21

(163 risposte, pubblicate in Stile libero (crawl))

Io faccio 9-10 cicli. Se tiro la subacquea anche 7-8.

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

Ciao,

ma per 'rotazione' del bacino si intende ondulazione alto-basso?

23

(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

stefano '62 ha scritto:
Endimione ha scritto:

Cioé: è sbagliato applicare la forza lì o sbaglio io per effetto che sono troppo affondato?
Devo dire che ho fatto tantissima subacquea (mi piace molto) epperò beccheggio sempre un po' con le spalle. Come cavolo faccio a tenerle ferme?

No,non è sbagliato mettere la spinta lì,il punto è che mentre dai la spinta le gambe dovrebbero essere allineate con la pancia,in modo che la spinta serva a tirare in avanti una barca che sta galleggiando,invece che il Titanic.
Le spalle beccheggiano perchè le braccia non tirano sempre per diritto,ma fanno la prima parte scavando per sollevare le spalle,cosa che fai sicuramente per abitudine perchè non hai mai lavorato con il pool (sbaglio ?) e perchè sei vittima della leggenda metropolitana che vuole il nuoto a delfino fatto in su e giù.
Se impari a lavorare come si deve con le frustate (fatte a partire da una contrazione addominale che si riverbera lungo la colonna) e a remare andando diritto allora vedrai che i tempi si abbassano.

Ciao

Eh sì sul pool hai proprio ragione: ho lavorato con tutto tranne che con quello. E sono anche vittima della leggenda del delfino up/down: cioè ho guardato troppo Phelps.
Tipo questo: http://www.youtube.com/watch?v=jd67PMryIT0

Secondo te è controproducente una nuotata del genere (se non si è Phelps)?
So che tiro in ballo una 'vacca sacra' ma sto seriamente considerando che questa tipologia stilistica non sia ortodossa.
Al di là del fatto che per avere quella flessibilità scapolare bisogna essere degli alieni.

Comunque il mio problema 'focale' è il bacino, da quello che ho sperimentato ieri in acqua (a livello di sensazioni) dopo che ho letto i tuoi preziosi consigli.
Serve l'idea di 'dare un colpo di reni' secondo te?

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

Ciao,


allora ho letto un po'... innanzitutto; primo: la videocamera che ho usato (veramente l'ha usata la mia ragazza con una pazienza certosina: meno male che mi sopporta... ) è proprio straordinaria.
Ve la consiglio; oddio non so se posso fare pubblicità. Posso? Boh, comunque si chiama GoPro HD Hero costa relativamente poco (il modello base circa 260 euro). La trovate facilmente sul web; non posto il link per pudore dai... Non ha praticamente difetti: io la uso anche per altri motivi (faccio il videomaker). Facile, leggerissima, con molti settaggi. Unica particolarità: non ha il display perché è stata studiata per lo Stunt Act (da montare sul casco o appunto in acqua ecc) ma vi assicuro che dopo un po' di pratica l'inquadratura viene quasi da sé (l'obiettivo è grandangolare).

Secondo: per Cirone; sì vado a nuotare all'Ego. Ci siamo incrociati di sicuro. Ciao.

Terzo: be' grazie Catullo per i complimenti video. Grazie anche a Ippocampo: mi sa che però io devo migliorare ancora molto.

Quarto: grazie mille a Stefano.
Credo di aver capito le obiezioni che mi fai e riflettendoci penso tu abbia ragione. Solo una cosa non ho capito: "Infatti nel video laterale puoi notare come la tua spinta di braccia avvenga in modo che l'acqua su cui applichi la forza vada ad impattare verso la parte bassa del corpo, le cosce, perchè troppo affondata, interrompendone la corsa e inficiando la propulsione".
Cioé: è sbagliato applicare la forza lì o sbaglio io per effetto che sono troppo affondato?
Devo dire che ho fatto tantissima subacquea (mi piace molto) epperò beccheggio sempre un po' con le spalle. Come cavolo faccio a tenerle ferme?

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(1,654 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

Ciao Stefano,

allora: ecco i video della mia farfalla delfinata:
http://www.youtube.com/watch?v=bCFVux-p1AA
http://www.youtube.com/watch?v=Fz2Spx_jT3E
http://www.youtube.com/watch?v=zIHpb-sxNI0


Spero che si possano vedere bene i difetti tecnici da queste riprese.

Vorrei innanzitutto sottolineare che ho 43 anni; sono totalmente autodidatta pur avendo preso lezioni di nuoto a 14 anni, ho ripreso a nuotare da 3 anni con una frequenza di 3-4 volte la settimana. Da questo settembre faccio 2,5km per volta in 1h10min, seguendo varie tabelle di allenamento miste.
Amo particolarmente la farfalla e, pur non avendo alcuna velleità agonistica, vorrei arrivare a nuotarla bene. Il mio scopo è questo insomma; un discorso di ‘purismo’ stilistico se così posso dire.

Come vedi (soprattutto nella ripresa ralenti semi-frontale) il difetto più evidente è la pausa delle mani subito dopo l’ingresso in acqua; qualcosa che proprio non riesco a eliminare pur avendoci lavorato tanto. Credo sia una carenza di propriocezione, dato che quando nuoto non mi sembra di farla e invece riguardando i video ogni volta la ritrovo. C’è qualche esercizio specifico per eliminare questo macroscopico difetto?
Inoltre anche la passata di trazione è troppo verso l’esterno e quasi del tutto sprovvista di movimento circolare verso il basso.
Mi limito a segnalare questo. Per il resto mi affido alla Tua competenza.
Come posso migliorare?

Grazie ancora per qualsiasi suggerimento.
A presto.