stefano '62 ha scritto:

Non si tratta nè di automatismi nè di abitudini,le quali si valutano sempre e solo sulla tecnica e sul breve periodo.
Si tratta di condizione metabolica,cioè forza e resistenza.

Chiarissimo, come sempre. Spero allora, insistendo, di non fare danni, mi accontento, per il momento,  di migliorare la mia condizione metabolica.
P.S.: prima o poi (quando avrò il coraggio) mi deciderò a farmi riprendere per pubblicare un video della mia nuotata. La qualità, la preparazione e la passione  dei frequentatori del forum mi hanno trasmesso l'interesse verso questo sport e la volontà a migliorarmi, tuttavia il coraggio di cui ho bisogno per farmi riprendere e pubblicare la mia nuotata rasenta l'incoscienza smile

Durante la mia abituale sessione di fondo tendo a spegnere il movimento delle gambe gia' dopo le prime vasche.  A questo punto spero sia un automatismo piuttosto che un'abitudine visto che sto da qualche settimana tentando di correggermi. Subito dopo il riscaldamento iniziale vado di solo gambe senza tavoletta per qualche centinaio di metri. Poi vado di completo concentrandomi sul lavoro delle gambe che sono belle attive, ma avverto rigidita' e fatica e mancanza di fiato. A tratti sento la bracciata robotica, soprattutto nella fase di recupero. Come se la battuta di gambe voglia comandare il ritmo delle bracciate e forse anche la respirazione. Tempo qualche vasca e sento le gambe spegnersi guadagnando pero' in scioltezza. Allora riparto di nuovo di solo gambe alternando vasche solo gambe ad altre dove la inizio per meta' solo gambe e la termino completa. E, questo lavoro, tra due vasche e le successive, sento che, per farlo nel migliore dei modi, ho necessita' di un breve recupero ( qualche secondo ). Devo insistere o rischio di peggiorare la situazione?

stefano '62 ha scritto:

cioè la capacità di nuotare di volontà invece che di abitudine....


Ciao

E' giusto prendere questa frase anche come definizione di esercizi di tecnica?
Nel mio caso, notando un maggiore dispendio energetico nuotando di volontà, è controproducente fare delle pause, anche se di pochi secondi, tra un cinquantino e l'altro?
Ho notato che se evito pause l'abitudine tende a predominare sulla volontà.

Dato il suo elevato contenuto calorico va presa in modica quantità, tuttavia il suo contenuto di grassi  mono e polinsaturi fa bene... a prescindere.

OlympiansNews

Trovate l'articolo scansionato qui

Ho letto su una rivista sportiva un articolo che copio\incollo qui per avere un vostro parere:

L’attività aerobica a lungo termine compromette il sistema immunitario. Ci sono dati più che sufficienti sul fatto che l’allenamento aerobico provoca immunosoppressione, cosa che espone gli atleti di durata aerobica a un rischio maggiore di infezioni, soprattutto malattie dell’apparato respiratorio superiore. Il tipo peggiore di attività aerobica per il fatto di causare immunodisfunzione è l’attività continua e lunga (circa novanta minuti per sessione) e di intensità moderata-alta (60-80% dell’assorbimento massimo di ossigeno). Com’è possibile che l’attività aerobica faccia così male se dottori e medici professionisti incoraggiano tutti a farla? In verità, l’attività aerobica offre dei benefici veri e propri, specialmente per categorie specifiche, come gli ipertesi, gli obesi, i sedentari o le persone con molto grasso nella pancia. Il punto è che l’allenamento aerobico presenta anche degli aspetti negativi considerevoli che molte persone ignorano, e che si possono evitare facendo allenamento con i pesi, ossia di tipo anaerobico.

Io domenica scorsa ho nuotato per la prima volta in mare aperto così come faccio in piscina e senza occhialini. Ho avuto un inizio infelice già dopo poche bracciate, causa mancanza fiato. Credo che il ritmo respiratorio in mare sia diverso da quello in piscina ma perseverando ci ho messo poco ad adattarmi. Mi ero portato gli occhialini ma ho comunque voluto provare senza e non ci sono stati problemi. A parte il fatto di non vedere niente ed avere la sensazione di nuotare alla cieca.  Ad ogni uscita sentivo gli occhi un poco irritati, senzazione spariva dopo pochi minuti. Fa male all'occhio nuotare in mare senza occhialini? Devo dire che la sensazione di libertà nuotando in mare è indescrivibile, in piscina a volte mi sembra di essere come un pesce dentro un acquario che va avanti ed indietro smile Credo che la prossima volta approfondirò le sensazioni, ma ci andrò da solo, la vista della moglie che da riva ti controlla nemmeno fossi un bimbo e che alla prima occasione ti invita a salire è stato poco romantico smile

stefano '62 ha scritto:

L'ovolmaltina contiene cioccolata,in assoluto la cosa più "velenosa" prima di fare sport.

E' stato segnalato proprio in questo lungo thread da molti utenti. Qualcuno addirittura notatva una spinta energetica dopo la sua assunzione. Può darsi che dipenda dal fatto che se viene ingerita in minima quantità non provoca quel picco glicemico che scatena la produzione dell'insulina. Sarebbe interessante riparlarne. Personalmente non l'ho mai provato l' urrà smile quindi non saprei dire. Inoltre, in questo thread veniva segnalato anche, se la memoria non mi inganna, che la carica energetica viene comunque fornita in particolar modo dagli alimenti mangiati dalle 3 alle 9 ore precedenti l'attività. Per cui si consiglia soltanto una ricca colazione al mattino e poi godersi un lauto pasto subito dopo l'attività. Al massimo, se hai fame, alle 13.30 mangia soltanto un frutto di stagione.  Verrà digerito in quell'ora e mezza che intercorre prima che tu faccia attività.

Un paio di cucchiai di ovomaltina pare sia la giusta carica energetica.

stefano '62 ha scritto:

Stai cercando una formula magica.
E io ti regalo la formula magica che utilizzano gli atleti di fama mondiale:
mangiano quando hanno fame e finchè ne hanno,poi stop.

Ciao

Più di un medico mi ha detto che se usassi la formula magica degli atleti di fama mondiale sarei già da tempo in un altro mondo smile

Cercavo un consiglio da chi, più esperto di me, o che viva una esperienza simile alla mia, costretto a determinate privazioni non vive un buon rapporto con il cibo.
Personalmente dopo l'allenamento prima di cominciare ad accusare i primi sintomi della fame devono passare almeno un paio di ore. Le quattro che intercorrono sono il giusto tempo per farmi sedere a tavola per cena con appetito. Leggendo però su questo ed altri forum questa mia abitudine alimentare sarebbe la peggiore per preservare i muscoli. Ed effettivamente dopo un paio di mesi di assestamento del peso corporeo sto ricominciando a dimagrire. E da che ero in sovrappeso di circa 20 chili adesso, in poco meno di un anno, ne mancano due tre per entrare in sottopeso. Per questo chiedevo cosa fosse sufficiente ad ''ingannare'' il metabolismo per le successive quattro ore.

Dopo un allenamento in pausa pranzo ad una intensità medio bassa di circa 100 minuti, per ripristinare le riserve di glicogeno evitando che si cannibalizzino i propri muscoli, è sufficiente integrare con 70 grammi circa di parmigiano nella mezz'ora successiva e cenare quattro ore dopo con porzioni abbondanti di frutta verdura ed una porzione di pesce grasso? Mi alleno 3-4 volte la settimana. Tengo a precisare che per un difetto metabolico sono costretto a limitare molto l'assunzione di carboidrati ad alto indice glicemico ( pane e pasta che mangio non più di una volta la settimana) e zuccheri raffinati come i dolci.

Svolgo da poco più di sei mesi nuoto libero a bassa intensità 3 volte la settimana in pausa pranzo dalle 12.15 alle 14.00. Dopo questo allenamento, in attesa della cena (che avverrà non prima di 4 ore e rigorosamente di pesce con frutta e verdura in abbondanza) è preferibile mangiare 50-100 grammi di parmigiano-grana o un paio di frutti di stagione come 2 arance?
  La colazione, quando  precede di circa 3 ore l'allenamento è composta da un tazzone di latte freddo (non meno di 300cc) con una zolletta di stevia (dolcificante naturale), 2 caffè caldi amari o sempre con stevia e un paio di fette biscottate con marmellata di albicocche fatta in casa (albicocche del mio albero e zucchero raffinato). Quando invece non devo nuotare tolgo le fette biscottate con la marmellata. Da qualche settimana avverto un calo di pressione che mi obbliga ad un'attesa di un paio di secondi nel passaggio dalla posizione supina a quella in piedi. Qualche giorno fa volevo provare a donare il sangue ma mi hanno pronosticato un valore massimo della pressione a 90 e mi hanno "scartato". Non è che adesso riesco a mantenere sotto controllo i trigliceridi ma sto creando uno squilibrio che mi sta provocando altri scompensi? A breve farò degli esami completi del sangue anche se mi sento in formissima come non mi sentivo da 20 anni. Ho 41 anni.
Preciso che per un difetto metabolico il mio organismo tende  a superare i limiti di rischio dei trigliceridi quindi, per mantenere sotto controllo questo valore, è da un anno che sono riuscito ad eliminare-limitare l'assunzione di zuccheri raffinati, dolci e carboidrati ad elevato indice glicemico. Compenso con carne bianche, poca rossa, molto pesce e frutta-verdura in quantità industriale. In 9 mesi ho perso circa il 20% del mio peso corporeo (20 chili). Da tre mesi ho raggiunto il mio peso forma e pur non variando l'alimentazione ho smesso di dimagrire. Credo che il mio corpo abbia raggiunto un certo equilibrio.

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(310 risposte, pubblicate in Stile libero (crawl))

nuotix ha scritto:

e allora io mi chiedo: chi erano i docenti del docente? come è possibile che un tal signore pur con queste lacune abbia ricevuto l'abilitazione addirittura ad insegnare? possibile che la federazione non possa metterci mano?

Scusa lo sfogo nuotix, ma la risposta credo sia scontata. Una repubblica delle banane che forma la sua classe dirigente non per meriti ma attraverso lo scambio di "favori" e la "corruzione" a tutti i livelli vuoi che non abbia da tempo coinvolto il mondo dello sport?

Sono un principiante come te. E' da 4 mesi che frequento con costanza nuoto libero 3 volte la settimana. Ricordo la mia prima nuotata. Non sono riuscito a completare nemmeno una vasca intera a crawl. All'uscita mi sono fiondato alla reception per chiedere l'aiuto di un istruttore.  Ho potuto seguire solo 5-6 lezioni perchè poi gli orari di lavoro mi hanno impedito di continuare ed ho proseguito nuoto libero. Nuotando con costanza, settimana dopo settimana ho notato un lentissimo ma inesorabile miglioramento della resistenza.  Il mio obiettivo è nuotare lentamente ma continuamente con poche soste. A quattro mesi di distanza riesco a fare decine di vasche senza fermarmi. E se ci sono riuscito io che sono da sempre un pigrone vedrai che ci riuscirai anche tu. L'importante è avere pazienza e non scoraggiarsi se i progressi ti sembrano non arrivare. Perchè i progressi ci sono, sarai tu come è successo a me a non accorgertene. Personalmente alterno giorni dove dopo 40 minuti scappo perchè non riesco proprio a reggere il ritmo a giorni dove do il meglio solo dopo 50 minuti o persino un'ora. il corpo sembra come cambiare marcia all'improvviso e mi fa nuotare per mezz'ora senza sosta. Per cui non mollare e cerca di alternare al nuoto libero almeno qualche lezione anche privata.

nuotix ha scritto:

non ho ben  capito la dinamica del tuo disagio, ma suppongo si possa trattare di un problema di equilibrio

nessun disagio, nuoto con naturalezza in questo modo,  ma mi chiedevo se questa nuotata nasconde un macro errore che rischio di automatizzare o se è normale che un braccio possa uscire dall'acqua più "piegato" rispetto all'altro.

E' normale invece che nel momento in cui sta per  iniziare il recupero un braccio, nel mio caso quello opposto al lato della respirazione, sia sempre più corto dell'altro? Cioè il braccio del lato respirazione fuoriesce dall'acqua più o meno all'altezza della coscia, mentre l'altro all'altezza del gluteo. Ho provato a stendere di più il più corto, prima della fuoriuscita, ma mi sbilancio e barcollo. Sono un mancino e tendo a respirare sempre da un solo lato, il destro,  ogni tanto faccio qualche vasca respirando anche dall'altro lato, per adesso ancora con notevole sforzo.

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(1 risposte, pubblicate in Presentazioni)

Ciao a tutti, mi chiamo Paolo. Mi presento e vi descrivo come sta nascendo la mia passione per il nuoto. Sperando di non essere troppo prolisso e di non annoiarvi. Ho 40 anni ed ho cominciato a frequentare la piscina da circa tre mesi. Ho iniziato per dovere e sto continuando per piacere. Da sempre da me maledetta, sono circa due mesi che benedico la mia ipertriglicemia. Mi ha dato la motivazione iniziale a frequentare una piscina. Questa "malattia" mi costringe da oltre 20 anni ad un regime alimentare troppo restrittivo per i miei gusti. Sono napoletano doc e mi piace 'o magnà smile Ad ogni minimo sgarro sono stato ripagato con un picco di trigliceridi oltre la soglia consigliata.  I napoletani di certo sapranno che almeno nelle feste comandate è inevitabile una pasta al forno, lasagne, cannelloni,  il tortano, il casatiello, la pastiera, gli struffoli, una normale pizza la domenica,  tra poco le chiacchiere, ecc.. Non vi dico i rimorsi dopo lo "sgarro". La paura di farmi le analisi consapevole dei valori oltre la soglia. A ottobre dello scorso anno poi è scattato qualcosa nella mia mente che mi ha spinto ad iscrivermi ad un corso collettivo di nuoto. Dopo un breve stop dovuto ad un infortunio è da novembre che ho ricominciato regolarmente con il  nuoto libero almeno 3 volte la settimana. Ed ho notato che pur sgarrando saltuariamente con l'alimentazione i valori riesco ancora a tenerli sotto controllo. Ripetizioni delle analisi ogni 15 giorni per 2 mesi. Benedetto nuoto, perchè non mi sono convinto prima è la domanda più frequente che mi pongo in questo periodo. Mi guardo allo specchio e mi "sfotto" da solo per quanto è cresciuto il benessere fisico ma soprattutto psicologico. E sono entrato nel circolo vizioso delle crisi d'astinenza quando manco dalla vasca per piu' di 24 ore. Avrei un terremoto di dubbi e domande da condividere con voi ma credo sia giusto esporle nelle altre sezioni.