Ciao. Se conosci tutti gli stili e tecnicamente sei a posto, allora ti conviene seguire degli allenamenti strutturati, quantificare un seduta in piscina come il numero di vasche fatte non ha molto senso. Ti consiglio di andarti a vedere quelli di questo sito, ce ne sono tanti e fatti molto bene. nel caso avessi esigenza c'e' anche la possibilita' di farteli fare su misura.

Per avere una nuotata corretta e bilanciata impara a respiarare da ambo i lati, vedrai che in questa maniera risolverai anche l'eccessivo rollio e l'incrocio che fai col braccio destro davanti alla testa.

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(1 risposte, pubblicate in Domande e dubbi sulla tecnica del Nuoto.)

Ciao. Per un cosi' breve tratto in apnea non e' che ti serva un particolare allenamento, le cose sono 2: o arrivi gia' sfinito dopo i primi metri a stile libero, nel qual caso allenati in qualsiasi sport che preveda attivita' aerobica, e prima dell'apnea prendi bene fiato, oppure e' il fatto stesso di stare in apnea che ti crea ansia e fame d'aria, in questo caso prova magari ad abituarti a trattenere il fiato a secco, poi in apnea statica e poi a provare solo l'apnea in piscina allungando mano a mano le distanze. Importante nell'apnea e' fare movimenti tranquilli che ti facciano consumare energie e liberare la mente dall'ansia.

Ciao, ti dico la mia: come detto sopra fai un movimento fluido, senza che questo pero' abbia effetto sulla propulsione; devi imparare a sentire l'acqua e per farlo devi cominciare con lo scomporre la nuotata: usa il pull buoy tra le gambe e concentrati sulla presa in acqua, fai un paio di vasche a pugno chiuso  e poi a seguire a mano normale; prova ad usare le palette, ti fanno aumentare esponenzialmente la sensibilita' alla presa; per le gambe devi fare vasche con la tavoletta e le gambe a stile, non c'e' altra soluzione, cerca di tenere morbida la caviglia, un po' alla volta a forza di dai e dai comincerai a sentire l'acqua anche sui piedi.
A livello tecnico fai troppo rollio con il bacino e le gambe, che invece dovrebbero rimanere in assetto; sei troppo corta di bracciata, la passata deve finire con il braccio che si distende fino a sfiorare la coscia, mentre tu inizi il recupero un po' presto, perdendoti la parte piu' propulsiva; tendi ad incrociare l'ingresso del braccio in acqua davanti alla testa, specie col braccio destro, la mano deve entrare dritta in corrispondenza della spalla, altrimenti vai a rendere inutile la fatica che fai all'inizio della presa, in quanto non serve a farti andare avanti e inoltre ti fa dondolare e perdere la direzionalita'.
Per valutare i miglioramenti, come detto sopra, conta le bracciate che fai ad ogni vasca e cerca di diminuirle concentrandoti sulla sensazione di prendere l'acqua senza fare un movimento puramente empirico.
Comunque sono cose che  con un istruttore dovresti sistemare in breve tempo.

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(3 risposte, pubblicate in Tutto Master!!!!!!)

Si beh, le andature devi un po' vederle tu, perche' ovviamente in base a tecnica e allenamento che hai, il responso in battiti e' molto personale; tendelzialmente per forza di cose per alzare i battiti allo stesso livello in distanze piu' corte devi spingere un po' di piu' che in distanze piu' lunghe.
Comunque il consiglio e' di prenderti i battiti alla fine di ogni serie, che andrebbe nuotata allo stesso ritmo, in modo da poter modificare il passo in quella successiva; poi con l'esperienza e conoscendoti vedrai che trovi i passi giusti costanti per l'andatura che vuoi eseguire.

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(3 risposte, pubblicate in Tutto Master!!!!!!)

Ciao.
Per rilevare i battiti e' facile, metti 2 dita sul collo alla base del mento e conti i battiti guardando un orologio nell'arco di 6 secondi, poi moltiplichi per 10.
Se su una certa distanza i battiti non raggiungono i livelli desiderati, o vai troppo piano o basta diminuire il riposo tra una serie e l'altra.

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(3 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

Sicuramente con qualche lezione individuale puoi scaoprire e correggere i principale difetti della nuotata e in poco tempo.
Diciamo che perche' poi il miglioramento diventi definitivo, occorre che essere seguiti da un istruttore o allenatore in maniera continuativa, perche' poco dopo che si e' capito dove si sbaglia spesso si tende a ricadere negli stessi errori e a commetterne di nuovi magari.
Per cui a parte qualche lezione privata, ti consiglio comunque un corso, solo magari sali di livello, cioe' trovane uno dove ci sia un obiettivo da raggiungere per te senza che ti ritrovi nuovamente in una classe che ti frena.

Ciao.
Sul fatto che tu vada piu' veloce senza pull buoy che con direi che e' un'ottima cosa, vuol dire che l'aggiunta delle gambe ti da' propulsione; nella maggior parte di chi inizia a nuotare da adulto spesso e' il contrario, in quanto a causa di un assetto poco idrodinamico e di una gambata poco efficente, va piu' veloce con il pull buoy che alza l'assetto delle gambe.
Per quanto riguarda muta e mare, beh, le mute da triathlon aiutano a dismisura, come assetto, come galleggiabilita', come scivolamento in acqua e se la muta e' anche solo di medio livello anche nel ritorno di forza degli arti, il mare a sua volta da' galleggiabilita'.
Io ti direi di concentrarti sulla bracciata dove noti anche tu dei difetti: assolutamente da evitare l'incrocio del braccio, che deve entrare dritto in linea con la spalla; verifica quando fai la respirazione, che deve essere in corrispondenza della fase di spinta e concludersi prima che il braccio rientri in acqua; fai esercizi di stile libero alternato respirando da entrambi i lati o di stile ad un braccio solo; prova a fare qualche serie con le palette, ti aiutano a trovare la sensibilita' alla presa e a rendere molto piu' efficente la passata.
Potresti valutare di farti una lezione personale con un allenatore, la pagherai un po', pero' se lui e' bravo probabilmente trovera' subito dove la tua tecnica e' migliorabile.

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(3 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

Ciao, il mio consiglio e' di iscriverti ad un corso di nuoto che preveda almeno 2 allenamenti settimanali, non c'e' altra via se non affidarsi ad un istruttore per imparare a notare bene, poi puoi anche pensare di allenarti a nuoto libero nel momento in cui la tua tecnica sara' perfezionata; oltre al corso puoi anche valutare delle lezioni individuali, che certamente massimizzano gli insegnamenti sulla tua persona, pero' ovviamente hanno un costo diverso.

Per rispondere al tuo primo post, non credo che esista una soluzione particolare, se non quando la stanchezza avanza riprendere la concentrazione e focalizzare l'attenzione in particolare sulla presa in acqua e l'assetto, li per li sembra essere piu' faticoso, ma in realta' paga a livello di velocita' ed efficacia, rendendo poi il tutto meno faticoso per assurdo.
A tutti succede che la fatica porti ad avere movimenti meno fluidi, irrigidimenti o assetto che si perde un po', l'allenamento e la testa anche nei momenti piu' difficili alla lunga consente di migliorare  e automatizzare la risposta nervosa e muscolare.

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(6 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

Si ti parlo per esperienza, non direttamente nel nuoto, bensi' nella sessione in palestra.
Comunque si e' trattato di uno sforzo molto forte che mi ha portato a sentire questo tac a livello di trapezio; li per li niente, poi ha cominciato a dolere un po' fino a indurirsi tanto e costringermi ad una postura del collo via via piu' piegata in avanti come per stirare il muscolo; in seguito e' cominciato l'intorpidimento delle dita della mano e la completa perdita di forza ad un braccio.
Temevo un'ernia cervicale, invece era una contrattura, da cui un' infiammazione che ha interessato il nervo.
Ho dovuto curarla con qualche iniezione di cortisone ed e' passata.
Per questo ti dico di non sottovalutare la cosa, quando il corpo da' un segnale di dolore vuol dire che c'e' qualcosa che non va, se non dovesse passare in fretta vai a farti una visita.

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(6 risposte, pubblicate in Delfino (farfalla))

Ovviamente il consiglio e' di farti visitare da un medico se la cosa non dovesse risolversi da sola in breve tempo.
Detto cio' potrebbe essere un semplice stiramento e conseguente contrattura, con infiammazione della zona locale.
Si risolve con il riposo e aiutati con qualche anti infiammatorio.
Attenzione che una contrattura che crea infiammazione alla lunga puo' andare ad interessare anche i nervi, con sintomi simili all'ernia cervicale, tipo dita intorpidite o perdita di forza in alcune fasce muscolari, in questo caso servono anti infiammatori piu' forti magari per iniezione, per cui se non ti passa vai a farti visitare da un medico.

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(2 risposte, pubblicate in Stile libero (crawl))

Perche' evidentemente l'uso delle gambe invece di aggiungere propulsione fa invece da freno: questo e' dovuto quasi sicuramente ad un assetto meno idrodinamico, che invece con il pull buoy ( bussolotto?!? ) hai.
Da verificare anche il discorso rigidita', quando fai gambe con la tavoletta vai avanti?
Inoltre le gambe sono molto ma molto dispendiose in termini di energia, li ci sono i muscoli piu' grandi del corpo che richiedono molte risorse, infatti se tu guardi qualche gara di mezzo fondo vedrai che le gambe sono poco utilizzate, se non nello sprint finale.

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(3 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

Pericolose no, se no non le farebbero; certo le condizioni sono molto piu' variabili rispetto ad una piscina, quindi temperatura acqua variabile, possibili correnti o moti ondosi; in ogni caso c'e' l'assistenza di barche con addetti al soccorso e medici a bordo lungo il percorso.
Per quanto riguarda le regole, se sono gare FIN sono ammessi solo costumi in tessuto, anche a gamba intera, mentre se sono gare aperte a tutti, specie nei laghi, c'e' la possibilita' di usare le mute.
La gara ha una partenza da un molo, artificiale o no, o da una spiaggia, si parte tutti insieme, per cui all'inizio c'e' da sgomitare un po' e qualche pacca la si prende, a tal proposito meglio occhialini con guarnizione in gomma, e segue un percorso delimitato da boe; l'arrivo e' generalmente sotto una piastra che fa da ponte dove battere la mano per fermare il tempo.
Le distanze variano, le piu' comuni sono 1500, 3000, 5000 e 10000.

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(3 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

Ciao, per gli allenamenti puoi guardare quelli del sito, se anche quelli master non ti soddisfano puoi richiederne di personalizzati col modulo online versando un minimo contributo.
Per quanto riguarda le acque libere, cosa vorresti sapere?

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(9 risposte, pubblicate in Rana)

LittleSte ha scritto:

sono ancora lontano da una gambata decente, sto pensando di prendere una lezione individuale giusto per capire cosa c'è che non va
Oggi mi sembrava un po' meglio
Non ho capitouna cosa quando do la gambata spingo indietro o eseguo il famoso cerchio senza spingere indietro?

Per andare avanti deve esserci per forza la spinta dietro, ma non ti crucciare troppo con i movimenti, se la posizione di partenza e' corretta vedrai che viene fuori sia quel movimento che descrivi a cerchio sia la spinta dietro: intatti partendo a piedi piu' larghi delle ginocchia e bene a martello la spinta sara' verso dietro/esterno e andra' a formare il "cerchio" nel momento in cui vai a chiudere.
Quando fai il movimento corretto dovresti sentire un po' la pressione dell'acqua anche nella parte interna delle gambe sotto il ginocchio.
Per assimilare la gambata corretta fai molto rana con pull buoy o elastico e dorso gambe a rana o solo gambe a rana con tavoletta, questi ultimi ti permettono di controllare meglio il movimento; poi non esagerare le andature, concentrati solo sulla gambata e, anche in rana comopleta, cerca di guardarti le ginocchia e le gambe, anche a scapito di perdere un po' di idrodinamicita'.

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(9 risposte, pubblicate in Rana)

LittleSte ha scritto:
stefano '62 ha scritto:

L'esercizio con il pool va benissimo,solo devi cercare di trasferire le sensazioni alla nuotata standard.
Il meglio è fare esercizi a secco,seduti cercando di ricreare il movimento a terra,cercando di portare i piedi non verso il "buco del culo" bensì verso le chiappe,quella destra e quella sinistra,cioè separando i piedi come a disegnare un triangolo,e tenendo le ginocchia più vicine rispetto ai talloni (non occorre che siano appiccicate,basta che siano ruotate in dentro).
Alla lunga costruisci la biomeccanica e ti ci abitui.

ciao scusate ancira ma vorrei capire una cosa che forse non ho capito

Oggi mentre nuotavo mi sono messo dietro ad un master e ho notato che lui la gambata la eseguiva in questo modo
talloni verso le chiappe e fin qui ci siamo
durante la fase di raccolta le sue ginocchia erano più aperte, patendo dal culo aveva la forma di un triangolo
un po' come in questo video al min. 3.48


https://m.youtube.com/watch?v=kpaHls6fyW8


a me hanno detto e ho capito che le ginocchia devono essere chiuse in asse cin ik corpo

ho capito male?


Non e' che per il fatto di essere master in automatico tutti usino una tecnica corretta...comunque le ginocchia non devono essere completamente chiuse, l'importante e' che i piedi messi a martello siano piu' esterni delle ginocchia.

elalma ha scritto:

Ma il defaticamento dev'essere per forza fatto nuotando, oppure si può considerare parte del defaticamento anche tornare a casa in bicicletta con pedalata rilassante?

Il defaticamento dovrebbe andare a coinvolgere tutta quella muscolatura che ha lavorato fino a quel momento, serve infatti a fare in modo che acido lattico e tossine accumulate durante l'allenamento vengano smaltite attraverso un lavoro blando ma che le metabolizzi, senza questo rimarranno accumulate e il tempo per smaltirle a riposo sara' maggiore.

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(20 risposte, pubblicate in Stile libero (crawl))

Si l'importante e' che il gomito resti piu' alto della mano, ma il movimento che descrivi varia anche dal tipo di nuotata, se e' piu' in allungo o magari piu' di potenza in uno scatto veloce...io mi soffermerei meno sul cercare una particolare posizione del braccio e porrei maggiore attenzione alla presa in acqua, il movimento poi verra' da solo...per aiutarti nelle sensazioni sulla presa trovo molto utile l'uso delle palette.

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(9 risposte, pubblicate in Rana)

Per aiutarti nelle sensazioni quando fai il movimento corretto, dovresti sentire la spinta dell'acqua anche all'interno della gamba sotto il ginocchio.

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(2 risposte, pubblicate in Tutto Master!!!!!!)

Ciao, la muta deve vestire giusta, se e' anche solo leggermente larga non va bene perche' l'acqua ci gira dentro ed e' come non averla, perlopiu' nel nuoto ti farebbe da effetto paracadute; deve stare aderente, pero' assolutamente non toglierti il fiato, anche se poi leggermente cede in acqua.
La vestibilita' e' personale e cambia da marchio a marchio, provane di alri produttori finche' non trovi quella con cui stai piu' comodo.

La testa, facendo da contrappeso, condiziona il galleggiamento e la postura di tutto il corpo, in particolare negli uomini che non hanno solitamente nelle gambe tessuto adiposo che galleggia piu' facilmente di quello muscolare; per cui se si e' a faccia in giu', tirare la testa indietro fara' affondare le gambe, al contrario piegarla verso il mento fara' assumere una postura che agevolera' il loro galleggiamento; nel dorso o in posizione supina ovviamente avviene il contrario, quindi per far galleggiare le gambe e' meglio tirare indietro la testa.

Per migliorarti ulteriormente la soluzione migliore e' un allenatore e quindi corsi di livello piu' avanzato di quello che hai frequentato, che oltre a farti migliorare la tecnica ti faranno fare nuotate a intensita' e distanze differenti.
Se proprio non riesci a frequentare corsi per motivi di orario, puoi provare a scaricarti gli allenamenti per nuoto libero qui dal sito, che sono veramente ben fatti.
Pero' la vera soluzione e' solo quella dell'allenatore, per cui potresti vagliare anche la possibilita' di fare qualche lezione privata e poi continuare da sola.

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(1 risposte, pubblicate in Tutto Master!!!!!!)

Ciao, i 2 tipi di palette si diversificano per l'uso che ne puoi fare: le palette tradizionali, piu' grandi, offrono maggiore resistenza e quindi, oltre allo sviluppo della sensibilita' alla passata subacquea comune ad entrambe le palette, servono a sviluppare prettamente la forza; le finger paddles offendo minor attrito affaticano meno e permettono di usare le palette anche in stili quali rana e delfino.

ludovico_van ha scritto:

Ciao ragazzi. Tempo fa l'istruttore mi faceva fare un esercizio simile a quello descritto in questo thread.
Si tratta di nuotare a stile libero con un modo di fare il recupero della bracciata diverso: praticamente quando la mano esce dall' acqua si disegna nell'aria un semicerchio...fino a quando il braccio è perpendicolare all'acqua; a quel punto si porta la mano a toccare la spalla e poi si porta il braccio in avanti. Mi sapreste dire il fine di questo esercizio?

Serve a insegnarti la rotazione delle spalle e il recupero del braccio in maniera che rimanga morbido, ovviamente amplificando il movimento.