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(1 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

Il consiglio e' di frequentare un corso di nuoto un po' piu' completo, che parta dalle basi e ti insegni anche gli alri stili.
La frequenza di bracciata e' una cosa relativamente soggettiva, ma lo scivolamento in acqua deriva da piu' fattori, posizione del corpo, noi maschi tendiamo molto ad affondare col bacino, presa in acqua, utilizzo corretto della gambata, respirazione ecc...
Quindi un corso non punterebbe solo sulla prestazione, 100 vasche magari ad andatura blanda non servono a granche', ma ti darebbe tutti quei benefici tecnici e allenanti che cerchi.

202

(803 risposte, pubblicate in Quinto stile)

Nel forum se ne parla, prova con il tasto cerca a vedere le discussioni inerenti...

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(803 risposte, pubblicate in Quinto stile)

ludovico_van ha scritto:

Una domanda: ma dopo che si è fatta la capriola e che ci si è spinti dal muretto...quanto bisogna rimanere sott' acqua prima di uscire in superficie?

Prova a cercare quanto scritto sulla fase subacquea, comunque la risposta e' finche' la tua velocita' e' superiore a quanto lo sarebbe nuotando in superficie; nel momento in cui la velocita' eguaglia quella che avresti in superficie per ovvie ragioni prestative dovrebbe iniziare la fase di nuotata.

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(2 risposte, pubblicate in Tutto Master!!!!!!)

Probabilmente c'e' un errore nella presentazione, c''e' anche in qualche allenamento master o libero, risolvibile appunto aprendo lo specifico degli allenamenti.
Considerando che si tratta di materiale gratuito e anche ben fatto, non e' un grosso problema.

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(7 risposte, pubblicate in Domande e dubbi sulla tecnica del Nuoto.)

Beh a fine maggio uno specchio limitato come una piscina potrebbe essere sopportabile, dipende da che meteo fara'.
Nel caso un mutino potrebbe aiutare comunque, pero' devi vedere se sara' permesso dal regolamento della gara e basarti un po' anche sugli altri, perche' un mutino appunto rallenta.
Per dirti in acque libere piu' o meno nello stesso periodo tutti invece usano una muta sottile, sarebbe difficilmente affrontabile altrimenti l'acqua di un lago a 16 gradi.

A me sembra che nel tuo caso, prima di andare ad analizzare nuotate evolute come quelle degli agonisti, ci sia da apprendere la tecnica di base della bracciata, che prevede la rotazione delle spalle e la spinta fino in fondo, facendo uscire la mano appunto all'altezza dei glutei.
Provando a fare la tecnica corretta ora ti stanchi piu' in fretta perche' non nuoti piu' rilassato, cosa che succede sempre quando si stanno attivando muscoli e dinamiche che ancora non sono tue.
Detto cio', vedrai che man mano che i movimenti e la tecnica diventano naturali, riuscirai a fare maggiori distanze con tempi minori, ma tempo al tempo.
Come si suol dire, prima di imparare a correre e' bene imparare a camminare bene.
Una volta appresa la tecnica corretta, potrai adattarla alla distanza da percorrere e a frequenze piu' o meno alte, che derivano appunto dal tipo di gara da affrontare, ma anche dalle tue caratteristiche soggettive; anch'io per esempio non amo le frequenze alte, anche in gare veloci, che tendono a farmi stancare prima che non una nuotata piu' di potenza.

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(7 risposte, pubblicate in Domande e dubbi sulla tecnica del Nuoto.)

Ne esistono di tutti i tipi, dalla lycra a quelle in neoprene di vario spessore come quella indicata.
Servono per sentire meno freddo, limitano lo scambio d'acqua a contatto col corpo.
Pero' nel nuoto, se non quello in acque libere in stagioni fresce, vedo piu' svantaggi che vantaggi, in quanto frenano un bel po' e comunque l'apporto di calore e' minimo.

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(7 risposte, pubblicate in Domande e dubbi sulla tecnica del Nuoto.)

In qualsiasi negozio che vende attrezzatura subacquea.

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(7 risposte, pubblicate in Domande e dubbi sulla tecnica del Nuoto.)

Ciao, direi di si, e' 1,5 mm di neoprene che vai ad aggiungere e che quindi fara' resistenza all'acqua.
Comunque ti dara' anche un effetto galleggiante alla parte superiore del corpo.

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(1,091 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

Catullo ha scritto:

Cosa strana; ho fatto 5 * 500 con tutte le virate senza affanno in una piscina con pochissimo fondo: si va da un metro a 50 cm. Nella mia piscina(dove non si tocca mai) non ci sono mai riuscito......... Pensavo di aver fatto un salto di qualità e invece, tornato alla piscina di casa, è tornata quella sensazione di mancanza di fiato nelle virate.

Avessi problemi con l'acqua alta lo capirei ma passo l'estate a fare gare in acque libere... sad

Non e' che con la scusa dell'acqua bassa riesci a velocizzare naturalmente la virata, mentre dove hai piu' fondo tendi a rallentarla e quindi affondare di piu'?
Ovviamente nel primo caso spunti prima fuori dall'acqua e a riprendere il respiro.

211

(9 risposte, pubblicate in Domande e dubbi sulla tecnica del Nuoto.)

Paolo82 ha scritto:

Compensare all'inizio non ha senso perche' non c'e' niente da compensare.
Bisogna scendere piano piano e compensare periodicamente.
Se impari a compensare coi movimento di collo/mandibola puoi compensare praticamente "in continuo".
Comunque fai sempre le cose lentamente.

Arinaldisub, correggimi se sparo delle cavolate!
smile

Invece e' proprio importante iniziare a compensare appena si comincia la discesa, in quanto invece di dover raddrizzare un timpano gia' compresso, permette di anticipare la cosa rendendola piu' agevole e naturale.
Ovvio poi che bisogna continuare a farlo periodicamente, non necessariamente con la manovra dello stringere il naso, la compensazione puo' avvenire deglutendo, muovendo la mandibola, inclinando la testa o in maniera naturalissima senza che ce ne accorgiamo.
Farlo subito ci allontana da rischio di essere fondi e doverla forzare, cosa che puo' portare alla rottura della finestra ovale, situata sulla coclea ( orecchio interno ), con conseguenze non certo rosee.
Peraltro l'aumento della pressione e' esponenziale in percentuale man mano che si scende, ossia la pressione rispetto alla superficie aumenta molto di piu' nei primi metri d'acqua che non piu' in profondita'.
Ovvio che se si va a 1 metro di profondita' non servira' compensare con manovre particolari, un minimo di elasticita' il timpano ce l'ha, ma in previsione di fare una discesa a 4 metri, magari ripetuta piu' volte, consiglio vivamente di farlo.
Non ha importanza quanto poi si stia a quella profondita', e' il fatto di andarci che fa piegare all'interno il timpano.
Tutto cio' lo dico per esperienza, sono un istruttore subacqueo.

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(9 risposte, pubblicate in Domande e dubbi sulla tecnica del Nuoto.)

La compensazione a 4 metri direi che e' indinspensabile se non ti vuoi far male ai timpani; in realta' puo' darsi benissimo che tu riesca a compensare in maniera naturale, comunque te ne dovresti accorgere da una pressione che puo' arrivare al fastidio e ovviamente dolore ai timpani; attenzione che potrebbe succedere che li per li senti solo una leggera pressione, ma dai e dai alla fine ti viene appunto mal di testa o peggio male alle orecchie, che vuol dire infiammazione al timpano e possibili otiti o danni allo stesso; quando si scende in profondita' la pressione dell'acqua aumenta e causa lo schiacciamento della membrana del timpano verso l'interno e a 4 metri ha gia' il 40% di pressione in piu' rispetto alla superficie; per ovviare a cio', bisogna compesare questa pressione applicandone una uguale all'interno della parete del timpano; per fare questo occorre aggiungere aria alla parte interna attraverso le trombe di eustachio; ci sono vari metodi per farlo, il piu' classico e' chiudere con 2 dita il naso e soffiare, delicatamente mi raccomando, in modo che l'aria invece di uscire dal naso vada appunto attraverso le trombe di eustachio a fare pressione all'interno del timpano per raddrizzarlo; altro metodo e' deglutire o muovere la mandibola.
La compensazione va fatta subito appena si comincia a scendere, in modo da renderla piu' agevole, non aspettare di essere a 4 metri.
Questa manovra e' alla base di qualsiasi corso di apnea o subacquea.

213

(9 risposte, pubblicate in Domande e dubbi sulla tecnica del Nuoto.)

Ciao, le otiti dipendono da un'infezione batterica, quindi non dal fatto di fare apnea, almeno non in piscina.
Se fosse in acque libere invece riveste molta importanza risciacquare le orecchie in quanto eventuali depositi di alghe o microorganismi potrebbero favorire un'infezione.
Come consiglio asciuga bene le orecchie in modo da non prendere un colpo d'aria quando esci dalla piscina, ma soprattutto mi raccomando la compensazione, senza potresti infiammare o peggio lacerare il timpano.

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(4 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

Per il nuoto libero guarda i programmi di allenamento che ci sono qui sul sito, sono fatti molto bene e molto vari.
Se vai a nuoto libero non ci saranno istruttori che ti seguiranno, potresti ogni tanto farti una lezione privata con un allenatore e farti dare consigli anche su cosa fare in palestra.
Comunque ti consiglio di proseguire i tuoi post nella discussione apposita, cerca nuoto e palestra qui sul forum e leggendoti la discussione chiarirai altri eventuali dubbi.

215

(4 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

Ciao, ti posso gia' dire che col nuoto non aumenterai la massa muscolare, anzi ti asciugherai, pero', questo si, definendo la muscolatura. Io per esempio sono passato da circa 80 kg di quando facevo solo palestra ai 75-76 attuali.
Ti consiglio di cercare la discussione nuoto e palestra, dove viene discusso ampiamente l'argomento.
Per quanto riguarda la postura delle spalle, se non e' dovuto a niente di patologico, sicuramente il nuoto ti aiutera' ad avere una postura corretta perche' andra' a formare ed allungare tutta la muscolatura in modo armonico. Attenzione pero', se non hai una buona tecnica e quindi movimenti corretti, andare a nuoto libero potrebbe anche peggiorare alcune posture, per cui ti consiglierei di allenarti con un istruttore, sempre che tu non nuota gia' in maniera corretta inteso.
Per eventuali allenamenti ne trovi di molto ben fatti qui sul sito.

216

(803 risposte, pubblicate in Quinto stile)

D'accordo con quanto detto sopra, se si ha una carenza bisognerebbe puntare a risolvere quella, a costo di dover sacrificare per esempio nel tuo caso le distanze complessive nuotate...come gia' ti dicevo, il mio allenatore insiste per fare sempre e comunque la virata, questa a me costa ancora parecchio in termini di fatica, quindi se non la facessi sicuramente avrei quell'attimo di respiro che mi consentirebbe di fare ripetute piu' veloci o quantomeno con meno riposo tra una o l'altra, soprattutto a livello psicologico, in quanto la paura di non farcela a volte e' peggio della fatica stessa...ti faccio un altro esempio: sono sempre stato abituato alla respirazione solo a destra; ora, posto che e' normale quando si tira che la respirazione venga fatta dal lato piu' congeniale, questo mi ha causato una discreta inefficacia nella passata subacquea del braccio destro in occasione della respirazione; quindi l'allenatore mi costringe a respirare ogni 3 bracciate o almeno dispari per cercare di fare mio un movimento piu' efficace, che effettivamete in questo caso avviene; a me al momento affatica tantissimo non poter respirare ogni 2 bracciate o doverlo fare dal lato sinistro, specie in andamenti veloci...quindi sicuramente mi limita nella " prestazione " assoluta, ma un po' alla volta correggera' un errore e mi permettera' un anuotata migliore...quindi insisti con la virata, sempre, e pace se i tempi si alzeranno un po' perche' senti la fatica, o ti tocca saltare un giro, succedera' solo all'inizio e per poco, poi pero' avrai i vantaggi della virata con capriola.
Tra l'altro la fatica in piu' fatta per eseguire la capriola compensera' la mancata esecuzione di una ripetuta, quindi a livello allenante non ti cambiera' niente, anche in vista di una gara.

Ciao, le virate, troppo spesso tralasciate negli insegnamenti durante i corsi, rimangono spesso un problema. Io non sono ancora a livello master, ma a quello piu' alto dei corsi di nuoto. Il nostro allenatore ci chiede di fare le virate SEMPRE in allenamento e questo penso sia l'unico sistema per farla propria un po' alla volta, oltre ad allenarla specificatamente quando si riesce. Certo e' faticoso e spesso, almeno all'inizio, crea piu' problemi che benefici, ma farla sempre prima o poi ti creera' quella tranquillita' per farla anche in gara.

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(4 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

Ciao, la tua esperienza e' molto simile alla mia...20 anni di palestra e bodybuiding, quando ho cominciato col nuoto a riitmi piu' elevati ero sui 79 kg...ho perso subito circa 3-4 kg, definendo molto il fisico sul quale non ho proprio nulla da lamentarmi, purtroppo anche nel mio caso il dimagrimento e' stato subito molto visibile sul viso, che si e' un po' scavato al punto che amici e conoscenti mi chiedevano se stavo bene...e' tipico di chi ha il fisico magro...ora pero' nonostante gli allenamenti siano molto intensivi, il metabolismo ha trovato un nuovo equilibrio, il peso si e' stabilizzato intorno ai 76 kg e anche il viso ha ripreso un aspetto piu' "vivo".

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(23 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

ippocampo ha scritto:

Grazie! La notizia mi rincuora ..e come te la sei cavata con i galleggiamenti?
Marina grazie, mi fai qualche esempio di esercizi di mobilità per cortesia? Ciao!

Beh io avevo problemi di rigidita' e mobilita' articolare, dati dall'ingommamento da palestra.
Per il resto, a parte la poca conoscenza degli stili, sapevo gia' nuotare e acquaticita' ne avevo da vendere, sono istruttore subacqueo.
Pero' anch'io a stile avevo problemi a fare piu' di 2 vasche di fila, a causa della rigidita' con conseguente affondamento e quindi affaticamento, strappavo la passata subacquea per tenermi su, peggiorando ulteriormente le cose; il galleggiamento viene da solo col tempo, insisti a ricordargli di stare piu' rilassato possibile, magari percorrendo un po' meno strada e a ritmi piu' blandi. A me ha aiutato molto fare stile lentissimo, per cui concentrandomi proprio sul galleggiamento invece che su tutti i movimenti che sarebbero propulsivi e invece a me servivano a tenermi su.

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(23 risposte, pubblicate in Allenamento e Didattica del Nuoto)

ippocampo ha scritto:

Ciao!!! Mi inserisco qua perché il mio problema riguarda proprio la preparazione al Triathlon!
Quest'anno, per circa 4 mesi, ho avuto un allievo di 28 anni che è venuto regolarmente in piscina due volte alla settimana per imparare a nuotare (quasi da zero perché sapeva fare il canino), con lo scopo in futuro di partecipare a qualche triathlon.
Sono soddisfatta del suo livello raggiunto in quanto alla tecnica nuota scivolando bene a stile, se la cava bene a anche a rana, un po' meno a dorso a causa dei problemi di galleggiamento e rigidità. Ha una buona sensibilità all'acqua, tra le tante cose gli ho fatto fare anche molte rematine e sostentamento ma la cosa più dura e nella quale non sono riuscita a farlo migliorare è il galleggiamento.
Penso che la causa della sua rigidità sia dovuta al fatto che lui fino ad ora ha fatto molto jogging e molta bicicletta (è anche istruttore di spinning) e fa pure pesi in palestra! Ho parlato con un mio collega e mi ha detto che per sua esperienza chi ha fatto in passato sport come questi è troppo rigido ed è impossibile che riesca a fare più vasche di seguito (in effetti il mio allievo non riesce a fare più di 50 mt.), mentre ci riescono quelli che magari nella vita non avevano mai fatto nessuno sport! Ora lui parlava di persone più avanti con l'età, ma questo ragazzo è ancora abbastanza giovane e spero che un bel po' di stretching fatto a modo lo possa aiutare .....voi che dite?

Ciao, e' una question e di tempo, gli ci vorra' un po' di piu', ma a forza di nuotare la rigidita' un po' alla volta se ne va.
Io prima di iniziare i corsi di nuoto 2 anni fa venivo da 20 anni di body bulding, rigidita' era un eufemismo.
Ora me la cavo benino e con tempi discreti e sto pensando di entrare in una squadra master.

Ciao...da ex palestrato, posso dirti che le difficolta' che stai trovando sono piuttosto comuni tra chi ha praticato pesistica per molto tempo prima del nuoto, abbiamo un livello di ingommamento notevole...anche per me all'inizio, non c'era verso di riuscire a far arrivare le braccia in alto a contatto con la testa e nel recupero a gomito alto identici problemi di mobilita' con conseguente dolore al deltoide posteriore...e' solo un problema di mobilita' che si risolve col tempo; armati di pazienza, vedrai che un po' alla volta i muscoli accorciati con la pesistica si allungano e la mobilita' migliora, fino a consentirti anche questi esercizi che ora sembrano impossibili.

Ciao...nella mia esperienza viva il cambio di istruttore! Ovviamente non che sia una cosa frequente, perche' come dici tu un istruttore impara a conoscerti e ti porta lungo un percorso formativo, che e' bene sia portato fino in fondo...pero' ogni tanto un punto di vista diverso aiuta a notare imperfezioni che con il fatto di essere visti sempre dagli stessi occhi alle volte passano inosservati; poi possono esserci diversi approcci didattici per raggiungere gli obiettivi e questo stimola la concentrazione e il divertimento.
Ovviamente bisogna magari portare un attimo di pazienza per un allenamento o due per dare il tempo al nuovo istruttore di conoscerti, pero' entro certi limiti ho sempre notato una crescita con l'apporto di esperienze diverse.
Tutto cio' purche' anche il nuovo istruttore sia competente.

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(76 risposte, pubblicate in Domande e dubbi sulla tecnica del Nuoto.)

ippocampo ha scritto:

In effetti, grazie Stefano! E poi vedo sempre che la respirazione la piazzano bene in modo naturale, quindi me ne sto ben zitta se vedo che è soddisfacente già dall'inizio ...addirittura mi è capitato un ragazzo che fa già la passata subacquea a dorso molto bene di suo, me ne sono meravigliata! A voi è mai capitato?
Tornando alla respirazione a stile, approfitto per porre un mio dubbio di questa mattina perché io e mio marito abbiamo usato lo snorkel frontale con gli occhialini mentre lo avevamo sempre usato con la maschera da sub, quindi con il naso al chiuso, e mi sono meravigliata perché avevo una strana sensazione al naso come se mi ci entrasse l'acqua, ma in realtà non entrava veramente; ho provato pure a soffiare dal naso ma la sensazione rimaneva. Per mio marito è stato anche peggio, tanto che dal fastidio si è messo il tappanaso! yikes Ora, quello che non mi spiego è che differenza c'è se cmq quando nuotiamo a stile abbiamo il naso libero e respiriamo senza problemi e, naturalmente, senza fastidio al naso? Secondo mio marito è perché ci siamo abituati a respirare dal tubo col naso tappato, ma non credo sia solo per quello ......?!?

Ciao,
la differenza e' che quando non usi lo snorkel espiri solo sott'acqua, mentre quando lo usi inspiri anche; in questo caso, per la depressione data dall'atto respiratorio, un pelino di acqua tende ad andare su per le narici, in special modo se non usi il naso per espirare, creando all'interno delle cavita' nasali una specie di bolla d'aria.
In ambito subacqueo e' il motivo per cui a tanti da' molto fastidio respirare dall'erogatore senza la maschera che tappa il naso.

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(235 risposte, pubblicate in Domande e dubbi sulla tecnica del Nuoto.)

gerolamo ha scritto:
ippocampo ha scritto:

Visto che sono subacquea anch'io ....il fatto che dici che con gav e muta si fa fatica a scendere è una conferma delle tue paure perché in realtà con la cintura dei pesi e gav sgonfio l'assetto è negativo e se fatichi a scendere sgonfiando il gav è perché è la tua testa che non vuole! La prossima volta fai caso se trattieni il fiato. Inoltre, avendo fatto il corso per prendere il primo brevetto, dovrebbero averti insegnato bene almeno il sostentamento,  oltre a migliorare in generale l'acquaticità. Che tipo di brevetto hai preso?
E' cmq ovvio che se non sai fare né galleggiamenti statici né dinamici, poi nell'acqua alta non sei tranquillo! roll
Oltre ai vari galleggiamenti da fermo (statici), devi imparare anche il sostentamento (galleggiamento dinamico) e il canino che ti permette di nuotare senza stancarti troppo (se lo fai rilassato) e di respirare liberamente; a che punto sei con questo tipo di abilità?
Ciao!

Ciao a tutti ed in particolare a ippocampo e arinaldisub.
Premesso che mi sono avvicinato al mondo dei sub, come ho fatto presente nella precedente mia, solo per provare ad affrontare di petto le mie paure, migliorare la mia acquaticità ecc ecc. e ultimo mio pensiero era realmente quello di conseguire il brevetto, vi posso assicurare che nulla mi è stato regalato, almeno credo.
Oggi che sono più informato posso sicuramente dire che la preparazione e le ore di piscina che vengono richiesti ai corsi Fipsas sicuramente non vengono richiesti in corso Open Water Padi che ho frequentato io; vi posso però tranquillizzare sui miei 200 metri di nuoto continuo ( o quasi) e sui dieci minuti di galleggiamento. Prove fatte e superate. Per quanto riguarda il galleggiamento è stato fatto in acqua di cm 180 e qualche volta ho "barato" toccando il fondo, ma a stando a stellina, in verticale, seduto o a cagnolino, facendomi venire un affanno che sembravo un mantice, dieci minuti ci sono stato. Per quanto invece riguarda la prova dei 200 mt vi spiego come ho superato la prova anche perchè forse così avrete qualche nozione in più per esaminare le mie problematiche.
Soprattutto in allora (oggi in parte comincio a superare questi problemi) quando cominciavo a nuotare non vedevo l'ora di arrivare dall'altra parte per potermi attaccare al bordo; prima finiva la vasca prima "ero sicuro". avevo spesso la sensazione di non riuscire a finire e quindi acceleravo le bracciate andando sempre più in crisi e in affanno pur di arrivare dall'altra parte. Ebbene, conscio di questo mio Handicap (chiamiamolo così) sono entrato in corsia dietro a due altri aspiranti sub, molto cicciottelli che nuotavano lentissimi a stile con la testa fuori dall'acqua; per non raggiungerli sono partito quando loro erano a metà della prima vasca arrivando quasi a tempo a loro e permettendomi così una breve pausa tra una vasca e l'altra, pausa necessaria per non raggiungerli non potendoli superare perchè nell'altro senso altri aspiranti sub facevano la loro prova. le mie otto vasche (un po a stile e un po a dorso) sono state fatte praticamente in contemporanea a quelle di tutti gli altri.
Ripeto, so cosa sia il corso Fisaps ma i miei istruttori di sub non credo mi abbiano regalato qualcosa; io conosco i miei limiti e loro conoscono i miei e soprattutto non so cosa farmene del brevetto e proprio perchè conosco i miei limiti non faccio immersioni se non in loro compagnia che ben mi conoscono. Con questo ho fatto in tutto 6-7 immersioni e appena posso (vedi questa sera) vado con loro in piscina ove faccio esercizi per l'assetto, lo studio della giusta pesata per la semistagna che ho appena preso ecc, tutto sempre sotto loro controllo e osservazione, cercando di sfruttare tutti i suggerimenti e gli insegnamenti possibili. Tutte le settimane loro vanno in vasca e se voglio io, tutte le settimane sono da loro seguito.
Sempre per la mia voglia di affrontare di petto i miei incubi, a settembre sono andato lontano dalla mia residenza a sentire una lezione introduttiva all'apnea, mondo che mi sembra affascinante. Ebbene, continuo a pensare che mi farebbe molto bene poter seguire uno di quei corsi, ma la prima cosa che ovviamente viene chiesta è una grande acquaticità; quello che per me era l'obiettivo finale (o quasi) viene, credo logicamente, richiesto come requisito indispensabile. (Libero tu di iscriverti anche senza acquaticità, ma dopo aver pagato il corso, comprato tutta l'attrezzatura ecc, alla seconda o terza lezione rischi di non essere in grado di seguire gli altri ed essere praticamente lasciato a te stesso). (Soldi buttati in pratica).
Dopo questa lunga chiacchierata su un mondo che trovo affascinante e che voglio conoscere meglio senza essere di pericolo a nessuno, in primis il compagno di immersione, finisco di rispondere alle domande di ippocampo su:

"Oltre ai vari galleggiamenti da fermo (statici), devi imparare anche il sostentamento (galleggiamento dinamico) e il canino che ti permette di nuotare senza stancarti troppo (se lo fai rilassato) e di respirare liberamente; a che punto sei con questo tipo di abilità?

A che punto sono? una bestia. Autodidatta in tutto; come sopra vi ho detto sono stato dieci minuti in galleggiamento sfruttando tutte le posizioni e le capacità che avevo, "barando" anche perchè qualche volta ho toccato il fondo.

Mi rendo conto, dopo aver letto tanti argomenti già affrontati in questo forum, che il mio caso è comune a tanti adulti che iniziano a nuotare. Ci è stata insegnata la tecnica del movimento senza che neppure sapessimo stare in piedi come giustamente dice Cirone.
La domanda però ora è:  Cosa faccio ora? nel mio corso riesco malamente a stare dietro agli altri (una vecchietta come me ha i miei stessi problemi di galleggiamento statico e dinamico ma meno paura e meno affanno di me) ma le mie 26-28-30 vasche di esercizi stile- dorso- rana me le faccio e lentamente si sono visti ed apprezzati grandi miglioramenti (ni direte che in tre anni o ci sono dei miglioramenti o mi posso sparare e avreste anche ragione). Per me è impensabile "tornare indietro". Il gruppo è simpatico e l'aspetto sociale è quello che in tanti momenti mi è stato di aiuto per superare certe difficoltà e mi è di sprone in tanti esercizi a me ostici. Quindi vi chiedo: che suggerimenti mi date?
Quando si parla di scivolamenti, intendete lo Spingersi dal fondo cercando di scivolare sull'acqua il più possibile senza muovere gambe e braccia? ci sono filmati in cui vedere questi "scivolamenti"? Se è questo io già sto cercando di farlo il più possibile ogni volta che inizio una vasca; il vostro suggerimento è invece quello di spingersi, scivolare e tornare indietro e ripetere l'esercizio fino a quando il corpo non scivola galleggiando sull'acqua?
Un'ultima domanda sciocca magari la faccio a ippocampo e marina.

Ho letto che a tabs78 avete detto che gli occhialini li avrebbe potuti mettere solo quando si fosse abituato all'acqua negli occhi.
Ebbene, anche questa esperienza mi manca.
Ho sempre usato gli occhialini e solo sabato scorso, dopo avervi letto, non mi sono messo le lenti a contatto e ho provato ad aprire (due volte!!!) gli occhi sott'acqua: non vedevo nulla, solo nebbia. e provavo un gran fastidio.
Comincio a fare anche questo esercizio?
Grazie e scusate la prolissità.

Come dice Ippocampo il consiglio e' di ricominciare con esercizi di ambientamento e non voler correre se prima non hai imparato a camminare.
Tutti gli esercizi che fai, il fatto di imparare gli stili, le vasche, sono sicuramente adatti a insegnarti la tecnica del nuoto, ma non a toglierti l'ansia dell'acqua profonda.
Se non avessi potuto appoggiare anche solo per un attimo i piedi nei 10 minuti di sostentamento come sarebbe andata? Se i 200 metri a nuoto, che non vuol dire fatti in qualche stile, andrebbero bene anche a cagnolino o a dorso solo gambre ecc, basta muoversi, fossero stati tutti di fila in acqua profonda ce l'avresti fatta?
Se in un'uscita in barca dovessi cadere in acqua dove non si tocca, cosa faresti?
Per questo ti consiglio di risolvere il rapporto con l'acqua fonda ed essere ben sicuro di saper galleggiare, prima di riprendere l'attivita' subacquea; bada che io sono istruttore Padi, non di qualche corpo speciale della marina ;-)

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(235 risposte, pubblicate in Domande e dubbi sulla tecnica del Nuoto.)

ippocampo ha scritto:

Infatti arinaldisub, è per questo che chiedevo il tipo di brevetto, io ho il Fipsas e il corso viene svolto seriamente come dici tu ma, purtroppo, proprio l'altra sera il mio "capo" mi raccontava che adesso ci sono società che fanno corsi che durano solo tre giorni yikes

Beh non e' questione di didattica, io sono istruttore Padi, o di quanto dura il corso, in Italia dura molto di piu' che in vacanza, dove concentrano tutto in programmi full day, ma dal seguire o meno quello che la didattica dice di insegnare, che ormai e' uguale sia in Fipsas che in Padi o nelle altre innumerevoli sigle.
Per me dare un brevetto subacqueo a chi ancora non si sente sicuro in acqua e se dovesse cadere da una barca affogherebbe e' uno sbaglio.