Argomento: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Ciao sono nuova! un caro saluto di pinna a tutti voi.
Una domanda subito per gli esperti. Nello stile libero mi trovo ad adottare due tecniche rispetto alla posizione della testa , con risultati diversi.
Parlerei più di sguardo tanto è piccola la variazione, mi spiego con le due possibilità che posso adottare:
1) sguardo posizionato verso il basso con visione del percorso scarso (non sto parlando comunque di guardare il fondo) in questo modo mi sento scivolare tantissimo, sono molto raccolta, sono più veloce.
2) Sguardo in avanti, con visione chiara del percorso. durante la rotazione della testa per presa d'aria rallento di più perche sono naturalmente più "fuori" e quindi buco meno l'acqua. Mi hanno insegnato che lo sguardo deve essere verso il percorso.
Altra cosa:
Ho un galleggiamento che mi è sempre sembrato "esagerato" io sono in lotta con l'acqua perchè ho sempre l'impressione che mi spari via. Dopo molte vasche mi sembra di essere appoggiata ad un solido viscido e di svcivolare in avanti. Succede a qulcun'altro?
Grazie di cuore e complimenti per il bel sito

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

ciao!!
1)se stai troppo raccolta rischi di insaccare acqua sulla nuca quindi di farti attrito
2)io preferisco questo assetto in cui la testa si alza ancora un po'nella velocità

hai una buona acquaticità oltre a un ottimo galleggaimento!! smile
c'è una discussione sulla testa a stile libero:cercala e posta là smile
grazie x i complimenti big_smile

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di marina sito web

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Ciao nuotadevi (e benvenuta).
Nel seguente link c'è un commento che avevo inserito in proposito.
http://www.nuotomania.it/public/forum/upload/viewtopic.php?id=586

Ciao

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Buona sera,

giusta osservazione che non tutti si pongono..., ma
partendo dal fatto che ogni parte del corpo in base alla sua dimensione produce più o meno attrito in acqua, ciò ci porta ad affermare che l'inclinazione della testa rispetto al piano orizzontale della piscina, ha una influenza notevole nella propulsione.
      La sua doppia descrizione circa l'angolazione (della testa) credo siano le più comuni (oltre a quella troppo raccolta descritta da Marina),  se quella perpendicolare al piano della vasca risulta senz'altro la più idrodinamica ma con meno visibilità, è anche vero che la seconda possibilità; quindi con una inclinazione della testa più elevata, risulterà si più agevole per la visibilità ma altrettanto sfavorevole idrodinamicamente.
      A mio avviso l'applicazione o meno delle due possibilità sono vincolate da varie circostanze (come ad es. la presenza o meno di altri atleti nella medesima corsia; l'avvicinarsi al muro della piscina in prossimità della virata;ecc.) in cui dovrò prestare più attenzione-prudenza e quindi maggiore visibilità...
      Ciò detto e poi concludo, mi porta ad affermare che in acqua l'assetto (in questo caso della testa) che un atleta ricerca non deve essere: rigido-statico-invariato, ma poiché egli è in una continua ricerca di fluidità, l'assetto può variare da momento a momento...

Buona nuotata...

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Invece devo dire che i movimenti della testa si ripercuotono negativamente sulle resistenze all'avanzamento.
Infatti la testa nel nuoto è il timone,e il suo movimento anche minimo determina imbardate e beccheggi,assolutamente perniciosi.
E' vero naturalmente che la testa non deve essere rigida,per evitare di indurire la muscolatura del collo,ma lo sguardo deve essere assolutamente fisso.
Il ventaglio di posizioni corrette vanno da circa 80 gradi a 35-40 gradi,a seconda delle preferenze del nuotatore e della dinamica della nuotata (velocista o fondista).
La visione di campo di cui parli,Lorenzo,ha senso più che altro in acque libere,dove si deve trovare un compromesso tra la tecnica di nuotata e l'esigenza di impostare una strategia di condotta di gara sulla base degli avversari e delle traiettorie di un campo gara vastissimo.
In vasca ci si affida solo ai momenti della respirazione.

Ciao

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

inoltre,muovere la testa comporta disperisone energetica e una rimodulazione del tono dei muscoli ti testa e tronco..
ai miei dico semore che la testa da timone quele è,meno cose fa e tanto meglio è big_smile

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di marina sito web

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Grazie per le cortesi risposte..
sapevo (so) che occorre tenere piuttosto ferma la testa e lo sguardo va alla profondità. tra le altre cose infossando un po la zona lombare con la testa più a pelo d'acqua affondo quel poco che mi permette di essere meno "sparata" fuori, dato il mio galleggiamento. Ma... vado più piano, non cè verso! lo scivolamento e più corto tendo a bloccarlo con una spinta anticipata.
Consigli? idee su dove devo lavorare?
Un altra domanda: io ho imparato a nuotare in Australia. Li le gambe ti insegnano a muoverle pochissimo e a lavorare tantissimo con le spalle. Alcuni mi dicono che muovo troppo poco le gambe. Più che altro lavoro di dorso(piede) in spinta e lascio che il piede ritorni da solo.
Uffa e ora come vi mollo?? smile
Nuotare per me è come volare... e qualcosa che accade, al mio corpo e alla mia mente, come se ritornassi alla mia vera casa. Se qualcuno mi urta e come se mi svegliasse da un sonno ristoratore.
Buona  e felice giornata

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Riciao. Ho letto le risposte già date. Grazie. Leggendo, credo che la posizione che ho chiamato 2 (sguardo allungato ma senza focalizzare nulla) , che mi fa andare più fluida sia quella corretta. ma è molto sottile la variazione.
Merci smile)

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Però le posizioni corrette della testa nello scivolamento,nella subacquea in partenza,o nella nuotata,sono diverse.

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Quindi? cambiare posizione tra partenza, fase subacquea e scivolamento? non ho capito. Io per la verità tendo a mantenere una posizione perchè come dice marina se muovo la testa mi scoordino.
Ciao ciao

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Per scivolamento non intendo il sistema di partenza,bensì l'abilità base dei primi livelli,esercizio nel quale la testa deve essere posizionata sopra alle braccia unite,con lo sguardo orientato verso gli avambracci,il cui scopo è quello di fornire i primi equilibri su cui costruire le nuotate.
Questa posizione della testa permette di evitare quello squallidissimo assetto con le braccia sopra all'acqua e ai lati delle orecchie,magari piegate in posizione a rombo,che impedisce di sviluppare un vero equilibrio in cui le braccia stiano DENTRO all'acqua a sviluppare doti percettive.
Solo in seguito l'esercizio viene eseguito anche in subacquea,questa volta però la testa va messa sotto alle braccia con il mento appoggiato al petto,dunque con sguardo a fondo vasca;questo è il miglior posizionamento idrodinamico in subacquea ed è la posizione corretta da tenere nella subacquea delle partenze e delle virate.
In superficie invece,durante la nuotata,la testa deve essere semplicemente appoggiata e non completamente affondata,esattamente come spiegavamo in precedenza io e Marina.

Ciao

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

si,una cosa è la nuotata una cosa le virate e le fasi subacquee del tuffoin questo contesto la testa è bassa per assecondare lo scivolamento e la propulsione del tuffo o del muro...poi,siccome la testa è il timone,quando la spinta viene meno,si inizia a tirar fuori la testa per riemergere smile

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13 (modificato da ippocampo 11-02-2010 10:20:13)

Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Aiuto! Da "me" si dice che negli scivolamenti a stile la testa è tra le braccia e si guarda giù dritti le mattonelle, il collo è steso e le braccia sono distese (ma non tutti ce la fanno e così viene il rombo), le mani sono una sopra l'altra a formare una punta per fendere l'acqua. Quindi tutto il corpo è allineato come una tavola e completamente rilassato per scivolare sull'acqua. Stessa cosa per gli scivolamenti a dorso. Penso che in questo modo siano utili come inizio per il rilassamento e gli equilibri però capisco che per sentire l'acqua, quindi l'appoggio, le braccia devono stare sotto la superfice e, di conseguenza, anche quando si inserisce la gambata, giusto?

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

io direi di inclinarla un po'verso il basso la testa...
la gambata la inserisci in un monento di transizione,quando lo svivolamento inzia a venire meno e tiri fuori la testa!!giusto:braccia sotto,quindi non sei riemersa completamente smile

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

ippocampo ha scritto:

Aiuto! Da "me" si dice che negli scivolamenti a stile la testa è tra le braccia e si guarda giù dritti le mattonelle, il collo è steso e le braccia sono distese (ma non tutti ce la fanno e così viene il rombo), le mani sono una sopra l'altra a formare una punta per fendere l'acqua. Quindi tutto il corpo è allineato come una tavola e completamente rilassato per scivolare sull'acqua. Stessa cosa per gli scivolamenti a dorso. Penso che in questo modo siano utili come inizio per il rilassamento e gli equilibri però capisco che per sentire l'acqua, quindi l'appoggio, le braccia devono stare sotto la superfice e, di conseguenza, anche quando si inserisce la gambata, giusto?

Giusto.

I primi scivolamenti del principiante,quelli con l'istruttore che ti trascina per le mani,non devono essere infarciti di informazioni su dove-come-braccia e testa.
Li si tira e basta,in modo che le gambe si alleggeriscono.
Poi li fanno da soli e come vengono non importa,gli si chiede la faccia nell'acqua in modo che il peso di petto e testa sia sostenuto dall'acqua.
Dunque sguardo in basso come dice Marina (e anche io).
Però si tratta della forma grezza;il punto di arrivo è quello che ho spiegato sopra,e ci si deve arrivare più o meno quando si comincerà a lavorare sulla prima coordinazione a dorso e a stile in apnea.
Perchè dico questo ?
Perchè quando io propongo le prime coordinazioni,gambe che producono un minimo di equilibrio,e braccia che lavorano come remi,è NECESSARIO che le braccia abbiano l'input inconscio di terminare il recupero DENTRO all'acqua,a cercare quella interazione con l'acqua che fornisca stabilità nel momento in cui l'altro braccio produce la spinta.
NON POSSIAMO essere noi a dire all'allievo:"mentre un braccio spinge l'altro deve già essere entrato nell'acqua",li manderebbe in tilt.
Deve venirgli naturale remare con braccia alternate,in modo continuo,senza pensare anche al recupero,che deve essere il frutto di un'azione consapevole di un braccio che dopo avere spinto esce per andare a cercare altra acqua da spingere;e dove la cerca ?
Sotto all'acqua.
Ma solo se ha fatto decine di scivolamenti dove "la casa" delle braccia era sommersa sotto acqua.

Quando vedete quei principianti che nuotano magari con un pò di pausa,con le bracccia che escono (se escono) dall'acqua come un robot,e poi rallentano prima di andare a toccare l'acqua,allargando e appoggiando prima il gomito (abitudine da scivolamenti a rombo),magari con le dita puntate in alto e il polso in anticipo come per fare una carezza a qualcosa di invisibile che sta sopra all'acqua,mentre l'altro braccio esce prima che l'altra mano sia andata a cercare un appoggio bello e deciso dentro l'acqua,bè io SCOMMETTO che lo scivolamento lo fanno con le braccia a rombo attorno alle orecchie,scivolando SOPRA all'acqua come una foglia e senza un briciolo di consapevolezza di equilibrio.

Se invece dopo i primi giorni di scivolamenti (a foglia) io gli insegno a farli in modo più consapevole,trasmettendo l'input che le braccia sono come le pinne dei pesci,e che hanno una funzione PRIMARIA pur restando ferme (facendo provare scivoli anche a braccia indietro),che devono essere unite come fossero una sola,che lo SGUARDO va orientato verso gli avambracci,questo abbasserà lievemente il bacino e renderà più concreta e stabilizzante la battuta di gambe,e io avrò ottenuto un siluro invece che una foglia.
Poi gli fai fare metri e metri in questo modo,con gambe e senza tavoletta (provate invece a farlo in posizione "foglia" senza fare uscire il sedere o le gambe,se ci riuscite).
A questo punto quando ci metti le braccia verranno eseguite in modo semplice e naturale.
Tutto grazie agli scivolamenti fatti con la posizione corretta della testa.

Ciao

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Benissimo, grazie a tutti e due!! Chissà perché ai corsi (almeno nel mio caso), tutti questi dettagli importantissimi non li spiegano, mi rendo conto che in qua e in là mi mancano dei tasselli, piccole cose ma importanti. Ci si arriva anche con esperienza e intuizioni, a volte provo le cose su me stessa prima di riproporle ai miei allievi perché ormai per me è tutto facile e naturale in acqua e devo riprovare per capire le loro difficoltà e come aiutarli. Però non è giusto, a me è sembrato che ci abbiano riempito di una marea di nozioni (tutto interessante per carità) ma mai abbastanza sulla cosa più importante: cosa fare in pratica!

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Gli errori che spesso i docenti fanno nell'istruire gli aspiranti,sono della stessa categoria di quelli fatti poi da molti istruttori nei confronti degli allievi.
Troppe nozioni (descrizioni sterili dei movimenti) che prese così in astratto non servono a niente,invece di coscienza ed essenza delle abilità motorie da insegnare (azioni concrete e finalizzate,e struttura cronologica e sinergica dei loro requisiti) e relativa didattica (strategia e comunicazione).

A onor del vero queste cose vengono dette,per esempio in molti testi si dice di non fermarsi sulla forma,ma mirare all'essenza;altre volte si consiglia di concentrarsi sull'azione invece che sul movimento;oppure ancora,insegnare il "cosa" invece del "come".
Poi però i docenti non si soffermano abbastanza a spiegare cosa significa,e così lo si perde nei meandri delle succesive descrizioni astratte di gomiti,mani,posizionamento degli ombelichi,e amenità varie.
Tutte cose che gli istruttori devono certamente imparare,se non altro per conoscere la destinazione del loro insegnamento,ma che non devono usurpare il primato,che invece andrebbe assegnato alla discussione sulle abilità obiettivo (caratteristiche globali,dinamiche e cinematiche,non solo "geografiche") e alla loro didattica.

Dunque ai corsi da una parte c'è l'aspirante che muore dalla voglia di sapere l'angolazione perfetta dell'unghia del mignolo,e che gli diano magari un bel librone con tutti gli esercizi possibili,cioè la pappa cotta per evitare di dover poi ragionare lui su come intervenire.
Dall'altra parte c'è il docente,che dovrebbe indirizzare questa voglia di conoscenza dell'allievo più sulla DIDATTICA di tutti quei particolari,e spiegare che avere una enciclopedia con ogni possibile esercizio non serve a niente se non se ne conosce anche il come,il quando e il perchè,e se non si dispone della fantasia costruttiva per sapercisi barcamenare.
Invece spesso per la smania di dimostrare che conosce la materia,il docente risponde a tutte queste quisquilie e porta fuori strada gli aspiranti.
I quali escono dai corsi convinti che insegnare il nuoto significhi descrivere ai bambini,per filo e per segno,le nuotate dei campioni.

Ciao

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

A quanto ho capito sti corsi danno una infarinatura generale...io l'ho letta così,plagiata magari da tutto quello che ho studiato a scienze motorie...a volte vedendo lavorare alcuni colleghi penso che è puù"urgente"insegnare cosa non fare che cosa fare...

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di marina sito web

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Anche questa sarebbe una buona idea,alla luce dell'esperienza su tanti errori generati (senza volere e in buona fede) proprio dagli istruttori.

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20

Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

um mese o poco più di corso è troppo poco per una materia talmente vasta...inoltre,si parla solo di nuoto in condizioni"normali"non si accenna neanche a traumatologia:vedo gente politraumatizzata che si allena come gente sana...

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di marina sito web

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

E' vero! Mi sembra molto importante anche quello! C'è qualche testo che mi puoi consigliare, mi rendo conto che la materia è un po' vasta .... a proposito, mi viene subito in mente una domanda: avevo un allievo che, diceva, di essere di natura molto legato, specie l' iliopsoas che secondo lui gli impediva di effettuare il movimento corretto della gambata a rana. In effetti il recupero lo faceva allargando molto le ginocchia, sono riuscita a correggerlo un poco ma lui diceva di non riuscirci perché sentiva "tirare" ...rispondete pure nella discussione più adatta ...grazie smile

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Io ho un pò di materiale su DVD,per gentile concessione della federazione agli allenatori,però non credo di riuscire a inserirlo.

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Ciao.L'inclinazione della testa regola l'assetto di tutto il corpo nell'acqua o meglio sull'acqua essendo un timone per la migliore idronamicità. Per poter  ottenere la giusta inclinazione sto dando priorità al momento in cui la testa si gira per respirare  (sentire l'orecchio e guancia che appoggia sull'acqua e vedere la superficie dell'acqua e il bordo della piscina in orizzontale);da qui ruotando la testa verso il fondo mantengo la stessa inclinazione che ho mentre respiro. Può essere giusto questo punto di riferimento?

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

Secondo me più vi ostinate alla ricerca dei particolari e peggio fate.
Il punto perfetto non esiste,esiste invece un range di posizioni al di fuori del quale la postura risulta penalizzante.
E dato che la testa deve stare appoggiata nel modo più naturale possibile,allora una volta che siete all'interno del range corretto state a posto,nuotate e godeteve
Invece cercare in modo paranoico un inesistente punto perfetto può solo snaturare il tutto irrigidendo e peggiorando la postura.

Ciao

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Re: posizione della testa/ sguardo nel libero.

stefano '62 ha scritto:

Secondo me più vi ostinate alla ricerca dei particolari e peggio fate.
Il punto perfetto non esiste,esiste invece un range di posizioni al di fuori del quale la postura risulta penalizzante.
E dato che la testa deve stare appoggiata nel modo più naturale possibile,allora una volta che siete all'interno del range corretto state a posto,nuotate e godeteve
Invece cercare in modo paranoico un inesistente punto perfetto può solo snaturare il tutto irrigidendo e peggiorando la postura.

Ciao

Più che altro è che quando faccio gambe con la tavoletta le gambe le sento venir fuori dall'acqua. Cosa che non sento (e mi è stata confermata da chi mi stava guardando) quando nuoto normalmente a stile. Siccome un po' di tempo fa avevo la sensazione di generare propulsione con le gambe durante lo stile (cosa che non sento adesso)  e di avere la sensazione con la testa di tenerla più bassa e di regolarmi  come spiegato nel post precedente sull'angolazione della testa durante l'inspirazione, ho pensato di riprendere queste vecchie sensazioni per avere più fluidità .Grazie per la risposta.

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