Argomento: Voglia di imparare, ma tanta paura !

ciao a tutti, da bambino purtoppo mia madre mi ha sempre spaventato, dicendomi di stare attento all'acqua che è pericolosa. Risultato ? Ho 43 anni e da qualche mese dopo molte sofferenze (arrivando anche ad avere attacchi di panico molto violenti durante la notte) ho iniziato da prima un corso individuale e poi delle lezioni private.
Da tre lezioni sono in acqua alta, ho ancora molta paura di andare sotto e di non risalire, questa maledetta paura che non mi fa ragionare quando sono in vasca. A volte mi vien voglia di lasciare, ma sarebbe una sconfitta enorme. Voglio farcela, voglio riuscirci, ma come posso far capire al mio cervello che l'acqua non è una nemica ?

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2 (modificato da ippocampo 20-04-2010 08:29:30)

Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

Ciao, sono Federica. Riuscirai a superare la paura grazie agli insegnamenti dei tuoi istruttori, stai tranquillo, affidati a loro e abbi fiducia, ma se hai un qualsiasi problema comunicalo, loro sanno come aiutarti! Tieni duro che a nuotare imparano tutti, basta avere la volontà ...e poi è bellissimo quando capirai di esserci riuscito.
Tieni sempre presente che l'acqua ti spinge verso l'alto, in acqua si galleggia! Devi sperimentare bene questa cosa e poi ti accorgerai che invece è difficile andare giù perché l'acqua ti respinge sempre in su. Convinciti di questa cosa perché è così, gli animali non affogano anche se li butti in acqua per la prima volta, anche i gatti che odiano l'acqua non affogano ...affogano gli umani per paura! Se stai tranquillo e rilassato l'acqua ti tiene su, il principio di Archimede vale per tutti, anche per te! wink

P.S. scusa se mi permetto, ma tua madre ha fatto il contrario di quello che doveva fare: l'acqua è pericolosa per chi non sa nuotare e ne ha paura ....doveva farti imparare a nuotare!!!

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

ippocampo ha scritto:

P.S. scusa se mi permetto, ma tua madre ha fatto il contrario di quello che doveva fare: l'acqua è pericolosa per chi non sa nuotare e ne ha paura ....doveva farti imparare a nuotare!!!

hai detto giusto, ancor oggi la devo fermare perchè continua a dirmi: "...stai attento che..." . quelle parole non le voglio più sentire, mi bloccano e basta. Ho bisogno di aver più fiducia in me e come hai ben detto, devo verificare con calma la teoria di archimede. Domani pomeriggio ho la lezione, poi ti dico come è andata la sperimentazione !
Grazie

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

ippocampo ha scritto:

Riuscirai a superare la paura grazie agli insegnamenti dei tuoi istruttori, stai tranquillo, affidati a loro e abbi fiducia, ma se hai un qualsiasi problema comunicalo, loro sanno come aiutarti! Tieni duro che a nuotare imparano tutti, basta avere la volontà ...e poi è bellissimo quando capirai di esserci riuscito.

Siamo +/- coetanei e per l'esperienza personale che sto vivendo attualmente, quoto in pieno la prima parte: invece la seconda (imparare) e' il mio obiettivo, ancora assai lontano...  ;-)
Non mollare e affidati all'istruttore: la mia, e' riuscita a farmi superare gia alla prima lezione individuale il TERRORE dell'acqua che avevo fin da bambino anche a causa di scherzi stupidi, tipo tirarmi sott'acqua per i piedi di sorpresa...
Per me e' stata questione di volonta' (mia) ma SOPRATTUTTO di capacita' di chi insegna.

Abbi fede: se sei riuscito a deciderti ad andare a imparare hai gia' superato la paura piu' grande! ;-)

---> come ti fanno fare i galleggiamenti verticali?

Saluti!

P.s.
Ho appena scoperto che questi forum funzionano bene anche col telefonino palmare ;-)

Si fa presto a dire ... NUOTO

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

mauro65 ha scritto:
ippocampo ha scritto:

Riuscirai a superare la paura grazie agli insegnamenti dei tuoi istruttori, stai tranquillo, affidati a loro e abbi fiducia, ma se hai un qualsiasi problema comunicalo, loro sanno come aiutarti! Tieni duro che a nuotare imparano tutti, basta avere la volontà ...e poi è bellissimo quando capirai di esserci riuscito.

Siamo +/- coetanei e per l'esperienza personale che sto vivendo attualmente, quoto in pieno la prima parte: invece la seconda (imparare) e' il mio obiettivo, ancora assai lontano...  ;-)
Non mollare e affidati all'istruttore: la mia, e' riuscita a farmi superare gia alla prima lezione individuale il TERRORE dell'acqua che avevo fin da bambino anche a causa di scherzi stupidi, tipo tirarmi sott'acqua per i piedi di sorpresa...
Per me e' stata questione di volonta' (mia) ma SOPRATTUTTO di capacita' di chi insegna.

Abbi fede: se sei riuscito a deciderti ad andare a imparare hai gia' superato la paura piu' grande! ;-)

---> come ti fanno fare i galleggiamenti verticali?

Saluti!

P.s.
Ho appena scoperto che questi forum funzionano bene anche col telefonino palmare ;-)

Il galleggiamento verticale me lo hanno insegnato una lezione fa: gambe che fanno bicicletta con le ginocchia che quasi si toccano e braccia aperte che vanno avanti-indietro senza arrivare a toccarsi. E' giusto così ?

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

massimo67 ha scritto:

Voglio farcela, voglio riuscirci, ma come posso far capire al mio cervello che l'acqua non è una nemica ?

Con la politica dei piccoli passi,empiricamente cioè escludendo il confronto a volte conflittuale tra logica e istinto,facendo sopratutto cose divertenti in condizioni di sicurezza nell'acqua.
Questo è il compito del tuo istruttore.

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

massimo67 ha scritto:

Il galleggiamento verticale me lo hanno insegnato una lezione fa: gambe che fanno bicicletta con le ginocchia che quasi si toccano e braccia aperte che vanno avanti-indietro senza arrivare a toccarsi. E' giusto così ?

Sì questo è un metodo classico,però io ho appurato con l'esperienza che questo tende a trasmettere all'allievo la convinzione che si galleggia grazie ad un'attivazione muscolare,che il più delle volte risulta frenetica e compulsiva (oltre che costosa fisicamente) la quale allontana il rilassamento,che invece è la chiave di tutto oltre che il primo obiettivo.
Io preferisco mettere l'allievo nell'acqua fino al mento,o ancora meglio dove proprio non tocca con me di fronte ad infondere sicurezza;
poi richiedo un esercizio che io chiamo la mummia (altri,la bottigla):cioè mettersi a braccia conserte e a gambe unite e distese verso il fondo,dunque in verticale (come una mummia).
Tengo l'allievo per le spalle e ne impedisco l'affondamento,poi piano piano mollo la presa e l'allievo deve semplicemente lasciarsi affondare in apnea senza fare alcun movimento.
Dopo un primo momento in cui il corpo affonda fin oltre la punta dei capelli,entra in gioco la spinta di archimede (la cui percezione è lo scopo dell'esercizio) e l'affondamento si arresta e poi si inverte,riportando il corpo in superficie fino alla bocca,dopo poche oscillazioni il corpo si attesta su una linea di galleeggiamento più o meno all'altezza del naso.
Questo è il modo migliore per insegnare all'allievo che l'affondamento non è come precipitare da un dirupo,ma è invece molto lento e facilmente contrastabile,senza bisogno di scalciare e smanettare come un demente.

Il secondo passo è mettere l'allievo nell'acqua fino alla cintola e di chiedergli di sedersi sul fondo della vasca,cosa che risulterà impossibile.
NIENTE annulla la paura di affondare più dell'inutile tentativo di farlo volutamente.
In breve tempo l'allievo impara empiricamente che la condizione naturale di un corpo nell'acqua è il galleggiamento.

Ciao

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8 (modificato da massimo67 20-04-2010 11:44:20)

Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

stefano '62 ha scritto:
massimo67 ha scritto:

Il galleggiamento verticale me lo hanno insegnato una lezione fa: gambe che fanno bicicletta con le ginocchia che quasi si toccano e braccia aperte che vanno avanti-indietro senza arrivare a toccarsi. E' giusto così ?

Sì questo è un metodo classico,però io ho appurato con l'esperienza che questo tende a trasmettere all'allievo la convinzione che si galleggia grazie ad un'attivazione muscolare,che il più delle volte risulta frenetica e compulsiva (oltre che costosa fisicamente) la quale allontana il rilassamento,che invece è la chiave di tutto oltre che il primo obiettivo.
Io preferisco mettere l'allievo nell'acqua fino al mento,o ancora meglio dove proprio non tocca con me di fronte ad infondere sicurezza;
poi richiedo un esercizio che io chiamo la mummia (altri,la bottigla):cioè mettersi a braccia conserte e a gambe unite e distese verso il fondo,dunque in verticale (come una mummia).
Tengo l'allievo per le spalle e ne impedisco l'affondamento,poi piano piano mollo la presa e l'allievo deve semplicemente lasciarsi affondare in apnea senza fare alcun movimento.
Dopo un primo momento in cui il corpo affonda fin oltre la punta dei capelli,entra in gioco la spinta di archimede (la cui percezione è lo scopo dell'esercizio) e l'affondamento si arresta e poi si inverte,riportando il corpo in superficie fino alla bocca,dopo poche oscillazioni il corpo si attesta su una linea di galleeggiamento più o meno all'altezza del naso.
Questo è il modo migliore per insegnare all'allievo che l'affondamento non è come precipitare da un dirupo,ma è invece molto lento e facilmente contrastabile,senza bisogno di scalciare e smanettare come un demente.

Il secondo passo è mettere l'allievo nell'acqua fino alla cintola e di chiedergli di sedersi sul fondo della vasca,cosa che risulterà impossibile.
NIENTE annulla la paura di affondare più dell'inutile tentativo di farlo volutamente.
In breve tempo l'allievo impara empiricamente che la condizione naturale di un corpo nell'acqua è il galleggiamento.

Ciao

grazie mille, domani chiedo all'istruttore di provare l'esercizio. Ti dico però che mi ha fatto fare una cosa simile una sola volta poi mi ha fatto muovere braccia e gambe , ma come hai detto tu, un po' per la tensione un po' l'insesperienza ero stremato dallo sforzo. Non ero rilassato, devo provare a fare "la mummia".

p.s. per le ginocchia aperte e quasi seduto....perchè questa diversità di insegnamento ?

(è possiible attivare la notifica via email per le risposte del forum?)

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

massimo67 ha scritto:

p.s. per le ginocchia aperte e quasi seduto....perchè questa diversità di insegnamento ?

Non saprei,io preferisco così.

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

Ciao Stefano, ok per le gambe ma per le braccia chiedi un movimento preciso? No perché io ho imparato da sola e quindi lo faccio istintivamente, quando poi l'ho dovuto insegnare mi sono stupita perché ho riscontrato che hanno tutti difficoltà nell'impararlo, addirittura anche a persone che nuotano già bene.

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11

Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

chiedi al tuo istruttore di scendere con te in acqua smile le prime volte,per rasicurarti un pochetto wink

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12

Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

Te lo diranno (e giustamente) fino alla nausea: mi unisco anche io ;-)
La precondizione necessaria, ma non sufficiente, per imparare a nuotare e' il RILASSAMENTO. Avendo da poco superato la paura, mi accorgo spesso che se non mi rilasso abbastanza non vado bene, qualunque cosa stia facendo. Infatti ho iniziato da un mese esatto e, anche su suggerimenti avuti qua', mi sto ancora ambientando... ;-)
Mi raccomando, investi tempo ALL'INIZIO su questo fondamentale aspetto: magari andando anche da solo giusto per "sguazzare" e prendere confidenza.

Si fa presto a dire ... NUOTO

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

ippocampo ha scritto:

Ciao Stefano, ok per le gambe ma per le braccia chiedi un movimento preciso? No perché io ho imparato da sola e quindi lo faccio istintivamente, quando poi l'ho dovuto insegnare mi sono stupita perché ho riscontrato che hanno tutti difficoltà nell'impararlo, addirittura anche a persone che nuotano già bene.

Braccia larghe con gomiti e mani il più bassi possibile,all'altezza della cintola,che fanno cerchi come per accarezzare una palla.
Poi provare a fare un girotondo da una parte e dall'altra,sempre a gambe larghe.
All'inizio lo faccio provare col salsicciotto a cavaluccio,poi con la tavoletta messa a poltrona (poltrona di Fracchia),poi senza nulla,a volte a gambe diritte ed incrociate (per sviluppare le finalità galleggianti delle braccia).

Ciao

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

Grazie! All'inizio pensavo che ognuno dovesse trovare i movimenti a lui più comodi e quindi facevo vedere e provare un po' di movimenti diversi per le braccia ...per "girotondo", intendi girando su sé stessi?

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

Chiaro all'inizio lasci un pò di libertà di esplorazione,ma qualche input (in diretta però,non preventivo) lo devi dare.
Sì è girare su se stessi.

Ciao

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16

Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

massimo67 ha scritto:

ciao a tutti, da bambino purtoppo mia madre mi ha sempre spaventato, dicendomi di stare attento all'acqua che è pericolosa. Risultato ? Ho 43 anni e da qualche mese dopo molte sofferenze (arrivando anche ad avere attacchi di panico molto violenti durante la notte) ho iniziato da prima un corso individuale e poi delle lezioni private.
Da tre lezioni sono in acqua alta, ho ancora molta paura di andare sotto e di non risalire, questa maledetta paura che non mi fa ragionare quando sono in vasca. A volte mi vien voglia di lasciare, ma sarebbe una sconfitta enorme. Voglio farcela, voglio riuscirci, ma come posso far capire al mio cervello che l'acqua non è una nemica ?

Ciao posso scriverti la mia esperienza? Ho una madre come la tua, che mi diceva: stai attenta, l'acqua è pericolosa e stai attenta per ogni cosa, ogni cosa che ti allontana da lei è pericolosa, insomma è un meccanismo inconscio che certe madri hanno per tenere a sè i figli per sempre, e la logica sai qual'è: solo con me sei al sicuro! Sappi però che non lo fanno consapevolmente, perciò non condannarla, piuttosto fai a lei questa domanda: ma perchè non hai fiducia in me? Dovresti invece confrontarti con altri che hanno iniziato a nuotare con la paura dell'acqua e po ce l'hanno fatta! Ho iniziato in una piscina con l'acqua piuttosto alta, visto che facevano corsi per sub...mi aggrappavo al bordo ero terrorizzata crisi di panico comprese.. Il mio istruttore di allora mi ha trattato prima con comprensione poi con un pò di severità e mi propose un'esercizio: andare dal muretto alle boe di corsia e viceversa, poi si è immerso con me in vasca(sant'uomo) e mi ha insegnato la rana. Ora ho vinto questa paura, anche se al mare ci sto ancora lavorando su; a rana sono molto veloce perchè l'ho imparata così bene! Poniti piccoli obiettivi, ad esempio: oggi vado da una parte all'altra della corsia tipo dal muretto alle boe, poi domani provi a nuotare un pochino finchè ce la fai e piano piano guadagni metri e ti accorgerai che non hai bisogno di niente perchè ce l'hai fatta.. a piccoli passi! Auguri  big_smile

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

grazie per la tua testimonianza smile

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

Ragazzi,
oggi ho cominciato a fare un po' di esercizi per migliorare la tecnica, ma anche per affinare tutti quei particolari di base che spero mi aiuteranno a nuotare più tranquillamente e in maniera più efficace. Ho deciso di cominciare proprio dagli esercizi più semplici, come battuta di gambe dal bordo vasca, respirazione sotto e sopra la superficie, galleggiamento supino, battuta lenta di gambe a dorso e così via. E, con un po' di stupore, ho notato che non riesco a galleggiare sul dorso stando fermo. Se non subentra l'azione delle mani o delle gambe queste affondano nel giro di due secondi.
Credo che una tale difficoltà (ed incapacità di rilassamento se non posso muovere nessuna parte del corpo) influisca molto sulla nuotata in generale. Non sono mai stato bravo, neanche da piccolo, nel galleggiamento da fermo, ma con il passare del tempo, imparando e concentrandomi sui vari stili, ho trascurato questo fondamentale e basilare elemento. Posso fare qualcosa per migliorare il mio rilassamento in acqua in questa situazione di base e riuscire a galleggiare in modo tranquillo e rilassato?

Grazie,
Ste

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19

Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

certo!esercitalo come stai facendo,vedrai che non ti manca poi tanto!facci sapere!!

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

Io ho vinto la paura dell'acqua a 20 anni: ero al livello che mettevo la testa sott'acqua solo tappandomi il naso.
Un passo fondamentale per me è stato provare pian piano a riuscire a tenere gli occhi aperti sott'acqua.
Non so se tu sia in grado di farlo, ma da lì a me si è cominciato a liberare un po' tutto.

La fortuna è stata anche poter andare in piscina da un amico: in quel periodo avevamo tutti un mucchio di tempo libero, andavamo da lui spessissimo, e nel giro di un'estate sono arrivato al punto di riuscire a tuffarmi di testa.
Non so se tu possa avere la stessa disponibilità, ma penso che sia stato fondamentale il fatto appunto di provare in un ambiente "amichevole" (anche se i miei amici mi prendevano un po' per il sedere...).

Nel mio caso il punto non era convincersi che fondamentalmente in acqua si galleggia (beninteso: per nuotare è fondamentale): è stato più dover vincere una sensazione simile alla claustrofobia.
E probabilmente anche la soggezione di sentirsi incapaci di fronte ad altri che invece nell'acqua ci sguazzano.
Quindi frequentare un gruppo (un corso?) con altre persone che condividono lo stesso timore può essere di aiuto, credo. Anche solo per scherzarci sopra.
Secondo me chi non ha mai avuto paura dell'acqua fatica a capire la sensazione di disagio che si prova anche di fronte agli altri. A me stesso addirittura sembra incredibile di averne avuta prima!
Affrontare questa cosa con altre persone che condividono lo stesso timore secondo me può servire ad affrontare la cosa in modo anche ludico.
Perché in effetti il fatto è che stare in acqua è davvero divertente. Anche questo è un punto fondamentale. Il fatto di "sguazzare" liberamente in acqua mi ha fatto provare delle emozioni di sincero e profondissimo entusiasmo che non provavo da quando ero bambino! Non per niente anche dopo ormai 3 anni e mezzo di nuoto di gruppo, nei corsi, ancora non riesco a trattenere un irresistibile senso di euforia, di desiderio di gioco!
Torna bambino, gioca in acqua, non aver paura di essere un po' infantile in questo senso, chettifrega!
Ti auguro di riuscire, perché vedrai che la tua vita un po' cambierà in meglio; a me per lo meno è successo così. Tanto per dirne una, io temevo un po' l'arrivo dell'estate, perché non potevo godermi l'acqua come facevano un po' tutti! Non puoi immaginare quando l'anno scorso per la prima volta in vita mia ho fatto delle piccole escursioni in mare con pinne boccaglio!!!! Un'emozione fortissima!!!!
Buon divertimento!!!

The ice caps are melting, Leonard.
In the future, swimming isn't going to be optional.

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

Ciao Cirone, che bella testimonianza! Dopo 3 mesi circa di assenza da questo forum (purtroppo sono stata molto impegnata), sono tornata a rileggere questa discussione perché sarei davvero curiosa di sapere come procede l'apprendimento di massimo67. Cirone, visto che ti chiedi se uno che non ha paura possa capire chi invece ne ha tanta: ti posso dire che io non ho mai avuto paura dell'acqua, sono nata con l'amore per l'acqua, ai primi bagnetti da neonata invece di piangere, ridevo! Ricordo che quando non sapevo ancora nuotare non vedevo l'ora di imparare, mi piaceva troppo! E ti dirò che quel senso di euforia, quella gioia e divertimento per il solo fatto di stare in acqua l'ho sempre provato e lo provo ancora a 4 decenni d'età! Io sono una di quelle sceme che vedi sguazzare in ogni "posto acquatico" in cui si trova ....quest'estate alle terme giravo su me stessa come una foca a tempo di musica  big_smile   ....però, come insegnante, chi ha paura lo capisco, anzi, cerco di immedesimarmi il più possibile, ognuno è diverso dall'altro. La sensazione di claustrofobia l'ho provata anch'io nuotando a lungo nel lago perché sotto è tutto verdone ed è come se avessi un muro davanti, non vedi niente! Penso che ti abbia aiutato il fatto di aprire gli occhi e poter vedere qualcosa ...alla fine ti accorgi che in realtà è tutto il contrario, in acqua ti senti libero! smile

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Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

Io mi rendo conto costantemente che, ahimè, la paura istintiva dell'acqua che sotto sotto continua a covare mi rovina un po' tutto.
Spesso mi accorgo che ancora nuoto non "per nuotare", ma per tenermi fuori dall'acqua; questo anche se cerco sempre di ricordarmi il suggerimento di Stefano di "tenere il petto bello appoggiato sull' acqua".
L'altro giorno pensavo che mi stanco più del dovuto perché quando faccio una vasca in effetti non vedo l'ora di raggiungere il muretto dall'altra parte.
Non so se supererò del tutto queste cose, ma sicuramente stare nell'acqua scatena una voglia di giocare che raramente mi capita in altri contesti.
Spero che anche Massimo possa arrivare a godere di questo aspetto.

The ice caps are melting, Leonard.
In the future, swimming isn't going to be optional.

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23 (modificato da Marioaversa 01-10-2010 22:37:56)

Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

A me invece le situazioni stressanti innescano un meccanismo di paure immotivate. Da quando nuoto la cosa peggiora perchè penso che, sentendomi male in acqua, nessuno possa aiutarmi.
Adesso ho imparato a gestire questi momenti: quando sto tirando troppo, rallento e nuoto con più tranquillità o mi prendo più tempo nei recuperi.
Quindi vedo questo disagio come un segnale che il corpo mi manda per dire che sto esagerando.

Credo che questa sia la motivazione che mi tiene alla larga dal cronometro.

1) AUT DISCE, AUT DISCEDE
2) Azzoppare il cavallo pensante....questo

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24

Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

Io non ho paura dell'acqua, posso nuotare ad occhi chiusi ma non posso fare altrettanto camminando a passo svelto. L'acqua è il mio posto.

Un paio di anni fa però fui trascinata a fondo nella vasca con le onde di un parco acquatico. Sapevo già nuotare ma non riuscivo a tirare la testa fuori dall'acqua perchè le onde artificiali mi tenevano perpendicolare alla superficie. C'era anche molta gente e mi sono presa qualche bracciata in testa. Da sotto l'acqua vedevo i bagnini a bordo piscina ma loro non vedevano me. Ho alzato un braccio per farmi vedere ma niente. Mi aspettavo una scarica di adrenalina, una reazione di sopravvivenza, invece niente. Se avessi avuto paura dell'acqua forse mi avrebbe aiutata a reagire con più forza. Alla fine il mio ragazzo (che non è un nuotatore) mi ha sollevata e ha camminato sul fondo, stando in apnea, fino a dove l'acqua non tornava più bassa. Tremavo e il ricordo è rimasto indelebile, tutt'ora quando sento la canzone che era in sottofondo in quei minuti mi viene un colpo al cuore.
Quest'anno sono tornata in quella piscina perchè voglio razionalizzare la mia paura, ma non sono andata dove non tocco. Comunque quando ci sono onde, anche piccole ma in grado di spostarmi mentre nuoto, non mi sento a mio agio e preferisco stare con i piedi per terra.

Mia madre mi diceva sempre che solo i nuotatori muoiono in mare, perchè non hanno paura.

Secondo me la paura serve e và ascoltata. Si attenuerà solo quando il tempo consoliderà la fiducia in se stessi, solo con una storia personale senza intoppi. Quindi se l'acqua alta fa paura penso che non bisogna andarci, abituarsi all'acqua bassa, e solo quando l'acqua alta non farà più paura avventurarsi. Magari ci si mettono cent'anni, ma mi sembra il modo più naturale...

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25

Re: Voglia di imparare, ma tanta paura !

Laurablu ha scritto:

Secondo me la paura serve e và ascoltata. Si attenuerà solo quando il tempo consoliderà la fiducia in se stessi, solo con una storia personale senza intoppi. Quindi se l'acqua alta fa paura penso che non bisogna andarci, abituarsi all'acqua bassa, e solo quando l'acqua alta non farà più paura avventurarsi. Magari ci si mettono cent'anni, ma mi sembra il modo più naturale...

la cosa migliore sarebbe essere a conoscenza delle proprie capacità per sapere quanto e come spingersi in determinate condizioni!

se gettassi su di un piatto della bilancia tutto ci

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