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Argomento: la tecnica/la forza

Sento sempre dire che, nel nuoto, la tecnica è tutto!  io sono principiante è ovviamente, (per ora spero) non possiedo grandi doti tecniche, ne tanto meno la forza fisica, visto che ho una corporatura esile e, non ho mai praticato sport. Qualche giorno fa, mi ritrovo in seconda corsia  (non c'era spazio i prima) con persone che nuotano da molto più tempo di me, ovviamente non sono veloce come loro ma, almeno non mi doppiavano! smile  Mi fermo un attimo per vedere le  loro nuotate, sperando di poter imparare,  si è vero sono veloci, però vedo grandi spruzzi, gambe larghe, mani che pestano l'acqua, insomma non proprio belli da vedere... Una di queste persone aveva le braccia molto sviluppate muscolarmente, quindi sopperiva alla sbagliata posizione delle gambe con la forza delle braccia. Io andavo piano e mi concentravo sui movimenti per cercare di eseguirli correttamente. Mi domando sé determinati equilibri e movimenti, la posizione delle gambe, l'ingresso in acqua con le dita piuttosto che con il palmo etc etc... non siano fondamentali per ottenere i requisiti necessari per essere promossi in  seconda corsia? e non solo la velocità naturalmente.  Si è vero al lato pratico, la nuotata dei mie colleghi è efficace, però non si può proprio guardare. big_smile 

P.S: Sé c'è una discussione aperta che riguarda ciò, chiedo scusa, non voglio creare disordine. Grazie mille.

smile

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Re: la tecnica/la forza

Anch'io ogni tanto faccio considerazioni del genere e mi prende lo sconforto! sad Vedo tanti ragazzi robusti e muscolosi che vanno molto molto piu' veloci di me ma nuotano malissimo, brutti da vedere, come hai detto tu. Io invece che ho una corporatura esile e debole devo puntare per forza sulla tecnica, dal mio fisico non mi verrà mai niente "gratis" e ogni singolo secondo che guadagno me lo devo sudare con esercizi su esercizi e tanto allenamento e probabilmente non raggiungerò comunque mai il loro livello di velocità e resistenza. Pazienza, io preferisco nuotare "bene" piuttosto che "veloce", i progressi nella velocità li considero solo rapportati al livello da cui partivo, nel mio caso è impensabile fare dei paragoni con dei ragazzi atletici e muscolosi, tutta la tecnica di questo mondo penso che non potrà colmare il divario.

...nuota che ti passa...

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Re: la tecnica/la forza

E invece sì,lo puó colmare,dato che la percentuale di forza che si puó riuscire ad applicare nell'acqua,sul totale disponibile,é di un solo miserrimo OTTO per cento.
Dunque le differenze di resa tra una nuotata apparentemente (e quasi certamente) piena di difetti,e un'altra apparentemente più corretta,stanno certamente nella valenza propulsiva,o nella visibilità di tali difetti.
Se qualcuno va più forte non é quasi mai merito dei muscoli,bensì di una migliore sensibilità del momento di spinta:quando questa c'é,eventuali difetti influiscono sul rendimento della nuotata penalizzandolo in proporzione al rango del difetto (e a questo punto migliorare la tecnica dunque risulta l'unica via per migliorare il rendimento);quando invece non c'é,persino una ipotetica e totale mancanza di difetti (ipotetica,perché il difetto di sensibilità é il peggiore) risulta perfettamente inutile perché migliorare la tecnica di una cosa che non ti sposta é come moltiplicare lo zero per un numero più alto:la risposta é sempre zero.

Dunque consiglio finale:non state troppo a pensare ai fronzoli,prendete l'acqua,e tiratevi avanti.

Ciao

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Re: la tecnica/la forza

Ciao ragazzi, idem con patate, ho un amico muscolosissimo che fa circa un centinaio di vasche (solo crawl però senza virate..e questo vuol dire più fiato) che va molto forte, ma nuota male, respira solo da una parte e facendo così da uno schiaffo all'acqua da quella parte e non dall'altra. Se facciamo una gara di velocità dovrei essere in grado di batterlo ma se devo fare un centinaio di vasche di fila come lui credo mi passerebbe diverse volte. Anche io mi concentro più sulla tecnica, ingresso delle mani,rotazione per fare uscire solo la bocca e non tutta la faccia ecc...
Lui ha grandi braccia muscolose, quando ruota per respirare ruota molto anche il busto, gambe zero, io presumo siano solo le braccia la sua vera forza e che lo fa andare più di me nel fondo sennò non me lo spiego.

....io preferisco nuotare....

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Re: la tecnica/la forza

Certo che è così.
Però se trova un avversario ipotetico come lui con la stessa spinta propulsiva,però tecnicamente evolutissimo non c'è storia,le prende sicuramente.
Come avere due macchine con lo stesso motore,però una è aereodinamica e l'altra è un cassone....la prima vince.
Se però questo avversario ipotetico pur mantenendo la tecnica evoluta invece difettasse (troppo) nella fase propulsiva,allora della sua tecnica se ne farebbe zero e le prenderebbe lui (perchè avere l'aerodinamica della ferrari non aggiunge niente in velocità al motore del solex).
Bisogna vedere quanta è la differenza propulsiva,perchè prima di un certo punto la tecnica continua a fare la differenza abbattendo le resistenze all'avanzamento;al di là invece no,perchè se non c'è avanzamento è inutile abbatterne le resistenze.

Ecco perchè il lavoro dell'istruttore è sviluppare nel nuotatore due qualità primarie:
SCIVOLAMENTO e SPINTA
La seconda in termini sia di sensibilità propulsiva sia di forza propulsiva.
Il primo significa sviluppare la capacità di trovare meno resistenza favorendo l'inerzia,anche questa sia in termini di sensibilità (con risvolti sia statici sia dinamici,cioè equilibrio) sia in termini di tecnica delle nuotate.
Devono interagire,non conviene svilupparle in modo (troppo) separato ed esclusivo.

Ciao

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Re: la tecnica/la forza

Allora tutte le volte che ho sentito dire, anche su questo forum: Non importa quante vasche fai, conta come le fai! Oppure: le gambe danno stabilità, è fondamentale che stiano su, e anche chi sa veramente nuotare lo sa fare anche piano!! Io credo che questi fortunati muscolosi che usano solo la forza con quelle gambe così giù, se vanno piano affondano, o no?  Quindi certo vincono in velocità, la loro nuotata è sicuramente efficace, ma... si può dire che sappiano realmente nuotare?

smile

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7 (modificato da mauro65 18-06-2010 17:30:37)

Re: la tecnica/la forza

fritz ha scritto:

Allora tutte le volte che ho sentito dire, anche su questo forum: Non importa quante vasche fai, conta come le fai! Oppure: le gambe danno stabilità, è fondamentale che stiano su, e anche chi sa veramente nuotare lo sa fare anche piano!! Io credo che questi fortunati muscolosi che usano solo la forza con quelle gambe così giù, se vanno piano affondano, o no?  Quindi certo vincono in velocità, la loro nuotata è sicuramente efficace, ma... si può dire che sappiano realmente nuotare?

scusa se mi intrometto: sono un newbie "convinto", ma DAL MIO PUNTO DI VISTA credo sia pacifico che fare le famose "milioni" di vasche senza cercare di CAPIRE COME e PERCHE' si fanno, se non sono dannose saranno molto probabilmente INUTILI, almeno per imparare e migliorarsi

io andrei cauto a definire "fortunati" quei tipi cosi' muscolosi in acqua: da quanto ho cercato di capire finora, nuotare non e' propriamente quello che fanno loro...

Si fa presto a dire ... NUOTO

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Re: la tecnica/la forza

dopo molti tentennamenti alla fine ho deciso di cominciare un po' di "moderata" attivita' di palestra con l'obiettivo di rinforzare (almeno UN POCO) le spalle ma soprattutto gli addominali e per aumentare un po' la "scioltezza" generale (non so come definirla meglio...) che nonostante tutto in parte sento ancora mancarmi: il personal trainer che segue la palestra, nello stesso centro sportivo fa anche istruttore di nuoto e ho chiesto attivita' MIRATA SOLO per questo

dopo questi primi 3 mesi di attivita' in piscina (per me neofita, discretamente intensi: fra corsi e liberi, circa quaranta ingressi), in acqua sento molto piu' facile rilassarmi e in generale i movimenti mi sembrano piu' efficaci: pero' ho la sensazione (magari sbagliata) di non avere abbastanza forza come vorrei, in particolare nelle braccia sebbene rispetto all'inizio si siano un ben po' rinforzate, ma va detto che quando ho iniziato come muscolatura ero +/- a zero...

ok che la tecnica e' (quasi) tutto, pero' vorrei migliorarmi: come ignorante in materia sto volendo "troppo e subito"?
a me non interessa "esagerare": pero' spesso ho la sensazione di sbagliare direzione e pretendere un po' troppo

come neofita senza (ancora) nessuna esperienza sportiva credo che all'inizio capire male le esigenze del nostro corpo sia abbastanza usuale...
o no ?

Si fa presto a dire ... NUOTO

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Re: la tecnica/la forza

fritz ha scritto:

....Quindi certo vincono in velocità, la loro nuotata è sicuramente efficace, ma... si può dire che sappiano realmente nuotare?

Dubitare se sappiano realmente nuotare mi sembra un po’ esagerato; teniamo presente che anche le tecniche di nuoto si sono evolute negli anni, già tra un istruttore ed un altro possiamo trovare sfumature diverse …
E’ opinione abbastanza diffusa, che una volta imparato a nuotare si è raggiunto lo scopo e mi è stato chiesto più volte per quale motivo non vada solo a nuoto libero “visto che sai già nuotare”.
Ci potrebbero anche essere persone che non si rendono conto di avere una pessima tecnica, se nessuno glielo fa notare. Oppure apprendono una nuotata grezza e si fermano lì.
A volte vedo persone che corrono ed ammiro per la loro falcata felina, sembra quasi che non fatichino, mentre altre sono inguardabili, sollevano appena i piedi e sembrano allo stremo delle forze, eppure la corsa dovrebbe essere un movimento così naturale …
Io prima dei 17 anni non avevo mai seguito nessun corso di nuoto ed andavo regolarmente al mare, mi tuffavo, facevo capriole, verticali, apnee, nuotavo tra i cavalloni e  in acque profonde, ma sicuramente avevo uno stile orrendo.
L’importante è arrivare poi alla consapevolezza che c’è sempre da imparare per migliorarsi e forse anche avere l’umiltà di non ritenersi perfetti.
Buone vasche a tutti voi da una forzata in secca (spero ancora per poco)!

"questo spazio è vuoto perché sono una persona priva di fantasia" Col. Kurtz

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Re: la tecnica/la forza

dimenticavo ... x Sally & Fritz
una certa superiorità fisica maschile con più potenza nelle braccia è necessario anche riconoscerla ... e non è tutto, volete mettere la differenza di pinne, pardon di numero di piede ...
nel corso precedente mi trovavo con una donna che avanzava fuori dall'acqua con almeno 10 cm. di spalle ( la piscina è 155) e come piede aveva un 42, vi assicuro che a crawl aveva una marcia in più.
Aribuonevasche

"questo spazio è vuoto perché sono una persona priva di fantasia" Col. Kurtz

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Re: la tecnica/la forza

Per Megattera, io sono bassa 1,52 cm. calzo 35 e peso 45 kg! L'unico mio vantaggio è la leggerezza, le mie gambe vanno sempre su, quindi non ho problemi con il galleggiamento. smile
Forse sono stata fraintesa, oppure probabilmente non mi sono spiegata bene. Allora, io sono in prima corsia, (giustamente), visto che nuoto da appena sei mesi! La mia domanda d'origine era sè, il requisito fondamentale per passare dalla prima alla seconda corsia, fosse la velocità? visto e considerato che in seconda corsia, ci sono persone che, a mio avviso, nuotano malissimo, utilizzando solo le braccia e le gambe sono un traino al seguito! Io per malissimo, intendevo solo esteticamente, ma,  ovviamente come mi faceva notare Stefano, vanno a spingere l'acqua nel punto e nel modo giusto! Io caratterialmente non sono una guerriera, non mi interessa fare gare o vincere, il mio obbiettivo è imparare più cose possibili, ora mi sono appassionata al nuoto come non ho mai fatto per nessuna disciplina in passato. La mia passione nasce oltre che per l'acqua, anche per la filosofia che credevo appartenesse al nuoto e che mi era sembrato di riscontrare spesso nelle parole scritte da molti in questo sito. ma, sé tutto poi si riduce solo alla prestazione in termini di tempo, questo mi delude un po.  In vasca vedo anziani, persone con handicap, donne in gravidanza, lo sport per tutti, forse il mio spirito romantico ha avuto il sopravento, ora ritorno alla realtà e vedo che dentro la piscina non c'è un mondo a parte ma, è uguale a fuori dove contano sempre i risultati e non giocar bene.
Ora dopo questo sfogo... mi preparo e vado in piscina: cercherò di essere velocissima ! wink big_smile big_smile  Ciao

smile

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Re: la tecnica/la forza

fritz ha scritto:

Per Megattera, io sono bassa 1,52 cm. calzo 35 e peso 45 kg!

Allora mi sa che io e te siamo gli scriccioli del forum: 1,56 cm, 36 di piede, 44 kg. big_smile
Ha ragione Stefano a dire che quel che conta è la sensibilità, però io posso anche sentire la spinta e cercare l'acqua dura per andare avanti, ma dopo un po' di vasche i muscoli delle braccia non ce la fanno più...in questo senso sicuramente una corporatura più muscolosa mi aiuterebbe. Comunque pazienza, prima o poi spero di irrobustirmi un po'.

...nuota che ti passa...

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Re: la tecnica/la forza

Mi sembra che si sia frainteso.

Facciamo chiarezza
-) La sensibilità propulsiva è qualcosa che non ha NIENTE a che fare con la forza muscolare,e rappresenta la capacità (a livello neuro-muscolare,cioè percettivo) di "sentire" come agire per trovare acqua dura e massimizzare l'effetto della forza applicata;cioè si tratta della capacità di ottenere il massimo spostamento con il minimo sforzo;quando parlavo di capacità di SPINTA intendevo questo,e NON invece la quantità di muscoli a disposizione.
Quando se ne dispone,si va quasi sempre più forte di qualcuno che non ne ha,a dispetto della sua forza e in special modo se commette errori grossolani.

-) Lo sviluppo della tecnica invece è qualcosa che diminuisce le resistenze all'avanzamento,ottimizzando ulteriormente l'effetto della forza applicata,per poca che sia.

-) I MUSCOLI,(inteso come sviluppo metabolico),sono qualcosa che migliora ulteriormente la capacità di SPINTA,ma ciò va curato specificamente solamente in ultima battuta (con piccole debite eccezioni propedeutiche ad un corretto apprendimento,di cui non è il caso discutere ora perchè non cambierebbe la sostanza del discorso) su nuotate tecnicamente congrue,perchè farlo prima non avrebbe senso e consoliderebbe un gesto che invece dovremmo cercare di modificare.

Ebbene,come diceva fritz,all'inizio bisogna nuotare piano,e con piano non si intende tot metri al secondo,si intende invece con poco sforzo e con la tranquillità necessaria ad un buon apprendimento (però non è che si debba aver paura di far male all'acqua....lo spostamento non è un effetto casuale delle braccia che si mettono a girare,deve essere un effetto VOLUTO,ricercato e ottenuto con una bella spinta).
Il buon apprendimento è composto dallo sviluppo della sensibilità e di una tecnica adeguata,però attenzione....adeguata non significa evoluta (o perfetta,che nemmeno esiste),significa tale da evitare il più possibile gli errori,ma ancora semplice a sufficienza da permettere all'allievo di sviluppare il requisito primario,cioè la sensibilità propulsiva;cosa che sarebbe invece disturbata dagli allenamenti di elevato impatto metabolico (forza e muscoli),ma anche da allenamenti con eccessiva (e precoce) valenza tecnica.
Mi spiego:prendi un allievo appena costruito,con poca sensibilità ancora in fase di sviluppo,comincia a insegnargli i particolari di tecnica fine e di precisione (angoli delle mani,traiettorie subacquee,quando battere la gamba destra e quando la sinistra,etc.) e fai pure ciao ciao alla sensibilità perchè tanto quello non penserà più a spingere acqua,ma solo a fare un disegnino astratto nello spazio,un balletto sull'acqua cercando qualcosa a livello estetico di nessuna utilità;sempre ammesso che abbia portato la calcolatrice per riuscire a mettere insieme i mille particolari che ha incamerato,come per fare un puzzle.
Nuotare invece deve essere qualcosa di più istintivo e naturale,che si sviluppa nel tempo cercando di mettere a posto vari particolari,però non per AGGIUNGERE elementi,bensì per TOGLIERNE e rendere il tutto ancora più naturale.
Infatti il 99 per cento delle correzioni di tecnica non hanno lo scopo di fare qualcosa di innaturale,magari per opinabili motivi estetici;hanno invece lo scopo di ELIMINARE alcuni movimenti o gesti superflui (automatizzatti durante le fasi di apprendimento o altre volte frutto di una compensazione del nostro corpo per reagire a mancanza di forza) che impediscono un'azione più agevole.
Quello che voglio dire è che lo scopo della tecnica non è far girare le braccia tutti allo stesso modo o infilare le mani tutti nello stesso punto come tanti robottini,infatti non esistono modelli definitivi che stabiliscono la tecnica perfetta (che non esiste);esistono invece i postulati didattici,che derivano anche dalle leggi della idrodinamica,che determinano un VENTAGLIO di soluzioni possibili,da ricercare a livello personale,adattando la nuotata su di se,perchè qualsiasi soluzione tecnica che debba invece essere ricercata con eccessiva concentrazione chè altrimenti non viene,è assolutamente inutile e disturberà certamente l'equilibrio della nuotata e i suoi elementi fondanti.
Fare tecnica infatti non significa (per un principiante) cercare ostinatamente (e magari senza successo) di fare una cosa invece che un'altra;significa invece fare esercitazioni che costruiscano un determinato requisito (posturale o articolare),il cui effetto nel tempo sia quello di aumentare la probabilità di riprodurre in modo quasi AUTOMATICO E NATURALE i parametri voluti o la correzione di questo o quell'errore.
Stare a pensare (ostinatamente) dove e come infilare un'unghia invece è tecnica analitica,adatta agli agonisti iper-evoluti,ma anche nel loro caso fino a che non c'è il suddetto requisito,al di fuori dell'esercizio non verrà naturale farlo.


Dunque ricapitoliamo:
la prima cosa è migliorare il rendimento della poca forza applicata;il modo per farlo è impostare nuotate grezze,poi sviluppare PRIMA una buona sensibilità propulsiva : aumento del rendimento a parità di forza migliorando un requisito percettivo;e DOPO le soluzioni tecniche e gli accorgimenti sempre più sofisticati (e la finezza deve essere proporzionale al consolidamento dei requisiti primari,soprattutto la sensiblilità che altrimenti verrebbe dimenticata in uno sgabuzzino) : questo aumenterà ulteriormente il rendimento abbassando le resistenze all'avanzamento,dunque migliorando,questa volta,un requisito di equilibrio.
In realtà questa separazione non è cosi netta,ma gli istruttori devono tenerla presente (e anche gli autodidatti).
Solo alla fine gli allenamenti metabolici potranno gradatamente aumentare di peso,cioè quando non potranno più disturbare l'apprendimento tecnico che resta primario a qualunque livello evolutivo.

Spero che ora siano più chiari i rapporti di equilibrio tra forza e tecnica,i quali vedono il primato della tecnica,solo che la tecnica non è ciò che spesso comunemente si crede.
E anche il perchè a volte qualcuno va più forte pur nuotando peggio,sempre ammesso che sia davvero peggio......questione di importanza degli errori.

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Re: la tecnica/la forza

fritz ha scritto:

Allora, io sono in prima corsia, (giustamente), visto che nuoto da appena sei mesi! La mia domanda d'origine era sè, il requisito fondamentale per passare dalla prima alla seconda corsia, fosse la velocità? visto e considerato che in seconda corsia, ci sono persone che, a mio avviso, nuotano malissimo, utilizzando solo le braccia e le gambe sono un traino al seguito! Io per malissimo, intendevo solo esteticamente, ma,  ovviamente come mi faceva notare Stefano, vanno a spingere l'acqua nel punto e nel modo giusto!

Da neofita partita a fondo vasca e passata oggi in seconda corsia  ti posso dire che secondo me il criterio per noi piccolette (sono alta 1,55 m per 57 kg e 38 di piede) è quello di non essere più tanto stanche finendo l'ora di lezione, almeno dal mio punto di vista. Impara sopratutto a far bene la bracciata sia a dorso che a crawl e vedrai che dopo i risultati si vedono wink nel giro di un mesetto e mezzo dopo che il mio istruttore mi ha corretto un difetto che avevo nella bracciata a stile mi si sono formati i muscoli sia nella spalla che nel bicipite (spero di averlo scritto giusto tongue).

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15 (modificato da megattera 21-06-2010 09:40:53)

Re: la tecnica/la forza

megattera ha scritto:
fritz ha scritto:

....Quindi certo vincono in velocità, la loro nuotata è sicuramente efficace, ma... si può dire che sappiano realmente nuotare?

L’importante è arrivare poi alla consapevolezza che c’è sempre da imparare per migliorarsi e forse anche avere l’umiltà di non ritenersi perfetti.

Per prima cosa mi autocito per chiarire che questa frase è assolutamente rivolta a me stessa - scusate se mi sono espressa male non vorrei aver offeso nessuno.

Poi anche io sono bassa 1,62 e calzo 38, quindi la mia invidia verso le pinne altrui è forse motivata da una tecnica (scarsa) che sto cercando di migliorare...
anche se mi difendo bene in galleggiamento smile:):)

Un po' di storia del nuoto: Novella Calligaris 1° record mondiale italiano (800 sl) negli anni '70, è alta 1,63 - quindi non disperare ma nuotare! 

Ringrazio Stefano per la risposta che chiarisce ogni dubbio e che incoraggia a perseverare!

"questo spazio è vuoto perché sono una persona priva di fantasia" Col. Kurtz

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Re: la tecnica/la forza

stefano '62 ha scritto:

Ebbene,come diceva fritz,all'inizio bisogna nuotare piano,e con piano non si intende tot metri al secondo,si intende invece con poco sforzo e con la tranquillità necessaria ad un buon apprendimento (però non è che si debba aver paura di far male all'acqua....lo spostamento non è un effetto casuale delle braccia che si mettono a girare,deve essere un effetto VOLUTO,ricercato e ottenuto con una bella spinta)......
.

Prendo spunto da questo bellissimo post.
Premetto che gli allenamenti li eseguo con l'occhio verso il cardiofrequenzimetro perchè sono ancora poco acquatico.

a) In fase di riscaldamento dovrei girare al 50% della MFC, questo mi riesce bene con dorso e rana ma a crawl per rispettare i parametri dovrei nuotare talmente piano da rischiare di introdurre delle pause nelle bracciate (in genere ho pulsazioni tra 90 e 95). Cosa fare? Rallentare comunque, sono poco rilassato perchè ancora "freddo", respirare ogni 2 bracciate anzichè ogni 4?

b) Nuotare piano per acquisire prima di tutto una buona tecnica ed evitare che vizi o errori vengano cronicizzati. Ma a delfino non mi riesce proprio di nuotare piano in quanto la velocità di movimento delle braccia mi porta in automatico ad una nuotata veloce. Cosa fare?

Grazie

1) AUT DISCE, AUT DISCEDE
2) Azzoppare il cavallo pensante....questo

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Re: la tecnica/la forza

In realtà per fare un buon riscaldamento,dopo avere fatto almeno cinque minuti tranquilli,sarebbe opportuno fare una piccola puntata nei dintorni della soglia anaerobica (80%),per provare il motore,e poi tornare a calmarsi per alcuni minuti.
Comunque il 50 per cento corrisponde ad un impegno metabolico molto al di sotto della soglia aerobica (da non confondere con la soglia anaerobica,più elevata),dunque è un pò come fare una passeggiata fra i negozi e cercare di mantenerle così basse mentre si nuota anche se pianissimo è davvero utopistico (a meno di non nuotare a rospo con la testa fuori) e direi che puoi tranquillamente spostare le tue pretese verso un più verosimile 65-70 % (più o meno la soglia aerobica).
Tu comunque nuota senza stare troppo a guardare il cardio (eccetto nelle fasi più intense)e se segui le tue sensazioni sarai certo di avere fatto un buon lavoro.

Il secondo punto è particolare e bisogna fare attenzione ad alcuni concetti:
il delfino deve essere continuo,ma ciò non significa "veloce",e la passata deve essere lenta (funzioni di aggancio) all'inizio e in accelerazione (funzioni di spinta) alla fine;comunque ho capito cosa intendevi dire e concordo:la forza necessaria resta comunque elevata.
Il motivo è che il cuore deve pompare sangue contemporaneamente a entrambe le braccia nello stesso momento,dato che lavorano simultaneamente,e questo determina un fabbisogno minimo di forza più elevato degli altri stili;d'altronde la maggiore velocità minima rispetto al crawl è giustificata dalla stessa situazione:la simultaneità della spinta,tanto che il momento della spinta a delfino rappresenta il sistema di spostamento in acqua più rapido in assoluto (un agonista può raggiungere punte di tre metri al secondo).
Da questo deriva che il fabbisogno energetico minimo della nuotata (cioè la quantita di forza minima necessaria a sviluppare uno spostamento in situazione di equilibrio decente e tale da impedire l'affondamento del corpo) difficilmente risulta essere inferiore al 70 per cento del massimale del nuotatore (a meno che non si tratti di un toro con un massimale di forza disponibile esprimibile in acqua estremamente elevato) e perciò la nuotata a delfino risulta essere quasi sempre un esercizio di forza già alle basse andature.
Di conseguenza la parola "piano" applicata al delfino nelle fasi di apprendimento ha un valore molto relativo,da soddisfare con distanze minori e riposi più lunghi fino a che la forza non cresce in modo specifico rendendo possibili distanze maggiori a parità di sforzo.
Il sistema è fare mezze vasche alla volta,all'inizio la prima metà a delfino e la seconda a piacere;più in là mezza vasca a stile poi mezza a delfino,in modo da cercare di sviluppare un dato di resistenza specifica per la nuotata.
Quando la vasca singola diventa possibile con un impegno di forza adeguato,non eccessivo,allora si può applicare lo stesso sistema di prima (25 + 25 invece che mezza più mezza) per aumentare la resistenza e raggiungere l'obiettivo del 50 metri.

Ciao

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Re: la tecnica/la forza

Tutto chiaro Stefano, grazie.
Per quanto riguarda questa fase di apprendimento delfino, oggi ho nuotato in apnea mezza vasca per poi proseguire a rana. Ho fatto 4 ripetute così e poi un paio inserendo una respirazione, ma mi fermavo a 3/4 vasca perchè poco brillante ma soprattutto perchè quando respiro perdo ritmo e fluidità.
Gran mal di testa e spossatezza.
Ho terminato la seduta con virate e dorso

1) AUT DISCE, AUT DISCEDE
2) Azzoppare il cavallo pensante....questo

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19 (modificato da Lele 24-06-2010 10:26:19)

Re: la tecnica/la forza

Ciao a tutti, dunque l'altra sera è scattata una mezza sfida con il mio amico muscoloso che ha molta presa in acqua, ho faticato per stargli alla pari poi siccome avevo fatto poche vasche ero appena entrato mi sono affaticato e quindi fermato (mentre lui proseguiva con le sue 100 vasche di fila ad una bella intensità), anche perchè ci vado tutte le sere a nuotare e anche perchè io faccio le virate e lui no quindi presumo abbia un po' piu' di fiato, ok prendi su la sconfitta e portala a casa, e così è stato. Ieri mentre ero solo e rilassato mi stavo studiando come sempre il movimento a crawl e notavo che ho meno spinta sul braccio più debole il sx, inoltre pensavo a cercare l'acqua dura e sembra che questa sia più in basso di dove la prendo ora, cioè io tenendo l'avambraccio a circa 90° col braccio faccio passare la mano non troppo distante dal torace (ma non  vicino intendiamoci), invece andando un pò più in basso l'acqua è più dura, è forse così???? Perchè ho l'impressione che non si debba andare troppo giù.
Grazie smile

....io preferisco nuotare....

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20

Re: la tecnica/la forza

non è che  è + dura o - dura...è il raggio d'azione del muscolo interessato(tricipite) che è +"duro da fare lavorare"...se per basso intendi sotto la pancia non devi andarci perchè il movimento on è affatto propulsivo wink

Il mio nickname

di marina sito web

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21

Re: la tecnica/la forza

Ciao Marina, intanto è bellissimo risentirti smile......mmmm ok dunque quindi la mano deve andare in basso a spingere l'acqua perchè così si ha più propulsione??? In basso chiaramente non vuol dire a braccio teso ma comunque con una angolazione braccio avambraccio vicina ai 90°...

....io preferisco nuotare....

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Re: la tecnica/la forza

devi portare l'acqua sui piedi..io per basso intendo il fondo della vasca!!direi..dietro wink
grazie!!

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di marina sito web

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Re: la tecnica/la forza

smile si si quello l'ho corretto, ora faccio fare una escursione maggiore al braccio fino in fondo anche per agevolare l'uscita del gomito alto e il rollio ma come deve essere la profondità della mano sotto la pancia? Braccio e avambraccio angolati ma passaggio più basso verso il fondo della vasca o passaggio della mano un pò più alto ma non attaccato al torace chiaramente???

....io preferisco nuotare....

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Re: la tecnica/la forza

non ci pensare!!anche perchè varia da persona a persona sia per caratteristiche fisiche che tecnihe wink pensa solo a prendere l'acqua lontano e portarla sui piedi!!!attaccato o no fregatene basta che il braccio quando entra stia vicino all'orecchio..se ti rilassi ti riesce tutto!!!pensa solo a sentire l'acqua!!

Il mio nickname

di marina sito web

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25 (modificato da Lele 25-06-2010 10:30:49)

Re: la tecnica/la forza

Ciao Marina smile, ok perfetto, ieri sono stato contento, inizio ad assimilare il rollio (che non è proprio una baggianata), spingo fino in fondo, prendo acqua lontano, devo solo assimilare più sensibilità sul braccio più debole il sinistro, miglioro sempre più la respirazione facendo uscire appena appena la bocca senza ruotare la testa, insomma migliora la sensibilità ed è una sensazione impagabile, ieri tra l'altro c'era ancora il tipo muscoloso e gli stavo alla pari anche se lui fa un centinaio di vasche di fila io come valore aggiunto faccio virate (sia a crawl che a dorso) ,serie di vasche a crawl e dorso separate, e vasche miste ad intensità sostenuta quindi sono soddisfatto e rimborsato big_smile

....io preferisco nuotare....

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