Argomento: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

Sto leggendo il libro " La nuova scienza del nuoto " di Counsilman, ultima edizione e a proposito della fatidica S che molti nuotatori di crawl eseguono in fase di trazione mi ha chiarito molto bene la questione.
Dalle risposte avute dal forum sembrava che un tale metodo non avesse grande rilevanza nell'economia della nuotata, ma un dettaglio di poco conto, quasi un vizio stilistico da evitare e comunque praticamente ininfluente, ma le cose non stanno così !!!

Nel libro si fa un paragone fra la propulsione di 3 tipi di imbarcazioni con 3 metodi di trazione nel crawl.

ecco il testo accompagnato da illustrazioni esemplificative:

"Sia una vecchia ruota a pale che esercita una spinta posteriormente secondo due dimensioni sia un nuotatore che esercita la trazione in linea retta lungo la linea mediana del suo corpo  senza piegare il gomito sono esempi di applicazione inefficiente della forza, perché entrambi spingono indietro l'acqua che si sta già muovendo in direzione posteriore.

Ancora meno efficiente è il movimento di un mezzo cingolato, che, se fosse utilizzato nell'acqua, potrebbe essere paragonato a un nuotatore che flette il braccio al fine di esercitare una spinta all'indietro in linea retta. Il modo di procedere del cingolo funziona quando si applica a una superficie solida, come il terreno, ma non a un fluido come l'acqua.

Quando le pale dell'elica si muovono in avanti incontrano costantemente acqua ferma; anche il corpo del nuotatore che si sposta in avanti incontra acqua ferma, contro la quale può applicare la forza in modo più efficace che se l'acqua si stesse già spostando posteriormente. Questo è il motivo per cui i nuotatori utilizzano una traiettoria elicoidale, secondo due o tre dimensioni, ma mai secondo una sola dimensione. "

Sembra chiaro dunque che una spinta rettilinea fa presa solo all'inizio sull'acqua ferma per poi agire su acqua in movimento riducendo così la propulsione; è come se un saltatore dell' asta al momento della spinta verso l'alto si sentisse il pavimento scendere verso il basso. Quindi il movimento a S del nuotatore ha lo scopo di andarsi a prendere sempre acqua ferma per aumentare la spinta e di conseguenza la propulsione.

ciao

http://www.nuotomania.it/public/forum/upload/img/m/2/t/p19kt9ko1nt211ljdlpu1sgfun03.jpg

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Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

Ne abbiamo parlato ancora molto spesso.
Il punto non è se sia meglio fare una linea retta o una curvilinea,cosa appurata da tempo (quel libro è molto buono ma è preistoria e per alcune cose addirittura superato).
Il punto è che il nuotatore ci deve arrivare in modo naturale,istintivo,e percettivo e NON per rispondere alla richiesta precisa di un allenatore folle che chiede ai suoi atleti di fare i disegnini sott'acqua;perchè invece che la esse subacquea farebbero molto più verosimilmente una inutile zeta di zorro senza spingere un fico secco.


Per ottenere l'effetto di trovare sempre acqua ferma è sufficiente che l'azione avvenga in accelerazione,anche solo leggerissima,e questo è  uno dei primissimmi obiettivi della nuotata,la sua mancanza configura un errore strutturale di ritmo.
Fare solo il movimento circolare senza accelerazione NON permette di trovare acqua ferma (perchè in qualsiasi direzione vada la mano,anche circolare,l'acqua appena mossa anticipa la mano a meno che essa non acceleri)
Fare solo l'accelerazione senza movimento circolare invece lo permette.
Fare l'azione in accelerazione trovando una soluzione non rettilinea IN MODO NATURALE PERCHE' HO IMPARATO A SENTIRE L'ACQUA (cosa impossibile se il maestro mi chiede di fare i disegnini,ottenebrando così le informazioni cinestesiche che l'acqua fornisce alle mie braccia) invece risulta la soluzione in assoluto più efficace ma non tutti sono in grado di arrivare a farlo;se si viene naturale ok,altrimenti lasciate stare che è meglio pensare a tirare acqua.

Credetemi,nessuno va dalla Pellegrini a dirgli: sai ? dovresti passare due centimetri più in qua e tre gradi più in la..."

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Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

il libro in questione è uscito nel 1973 ma la seconda edizione riveduta e corretta nel 2004.
Quello che a me interessa è capire il meccanismo della propulsione e quindi acquisire la consapevolezza mentale di come funziona e come migliorare la spinta " prendere acqua ferma ". Tu dici che è sufficiente che l'azione avvenga in accelerazione; bene, prendo questa informazione e la metto nel cervello insieme alle altre. Sarà poi nella pratica che cercherò di sviluppare questi concetti in modo naturale senza forzature; arrivarci senza essere informati in maniera per così dire "empirica" secondo me rischia di allungare i tempi di apprendimento. Magari non tutti imparano a sentire l'acqua anche dopo anni di nuoto e questo rende poi difficile un eventuale correzione per cui per me prima della pratica è necessaria una buona dose di teoria. Un altro mezzo molto potente per l' apprendimento è anche guardare come nuotano gli altri, io ho modificato il mio modo di nuotare guardando una miriade di video su youtube e naturalmente su nuotomania; molto ben fatti i video 3d che ti consentono di guardare da varie angolazioni.
ciao

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Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

E' giustissimo informarsi e cercare di ottenere tutti gli strumenti per migliorarsi.
Però quello che nei libri di tecnica del nuoto non c'è scritto (al contrario di quelli sulla didattica) è il come e il quando debbano essere affrontati certi tipi di lavoro,in ordine logico o cronologico,e la relativa importanza;dunque qualcuno meno esperto potebbe ritrovarsi a lavorare sul "colore delle tendine della soffitta quando ancora non è stato costruito l'impianto elettrico della casa,se non addirittura le fondamenta".
Ecco perchè certi testi pur essendo oro puro per i tecnici,a volte potrebbero addirittura causare guasti ai lettori occasionali (e a volte ai tecnici meno dotati).

Piccolissimo esempio (che ho visto succedere realmente) di cosa vera che perseguìta al momento sbagliato può causare guasti:
diciamo che il nostro autodidatta (o maestro improvvisato) legge su un libro che il recupero deve avvenire in modo lineare con mano bassa e rasente al corpo,ma che l'autore ometta di scrivere che questa cosa è un particolare spaziale delle nuotate,cioè di quelli su cui lavorare in modo analitico in fase evoluta in presenza di precisi e importanti requisiti primari.
Dunque ci prova (oppure lo richiede) prima di avere consolidato un'azione corretta e concreta,finallizzata all'avanzamento puro e semplice,caratterizzata da una buona rotazione dell'articolazione delle spalle (cosa che viene meglio se invece si lasciano girare le braccia belle ampie e distese almeno nelle fasi iniziali dell'apprendimento) conseguenza di una bella spinta convinta fino in fondo.
Ebbene mancando la spinta e il relativo ruolo delle spalle,per fare uscire le mani sarà costretto per forza a ruotare la mano in fuori,e per farla recuperare vicino al corpo la strascinerà in avanti come fosse un aeroplanino (a palmo verso l'acqua) che si porta dietro il gomito e tutto il resto del braccio (invece deve avvenire per inerzia con azione guidata dalle spalle e mano assolutamente inattiva e passiva),e il gomito starà bassissimo quasi strisciando l'acqua;questo inibirà ancora di più la spinta.
Inoltre l'equilibrio della nuotata sarà pessimo e assolutamente piatto,con petto sempre fermo e senza rollio determinando una nuotata ridicola e inefficace,In più la mancanza di rollio e il gomito basso sono una delle cause di conflitto acromion-omerale,anticamera della lussazione delle spalle,come ho spiegato altrove.
Tutto questo nonostante il nostro ignaro autodidatta sia invece tutto bello felice e contento di essere riuscito a far passare la mano vicino al corpo,e sia convinto di avere migliorato la sua nuotata.
E tutto perchè si è letto su un libro una cosa giusta,ma senza le istruzioni per l'uso.

Leggete tranquillamente tutti i libri possibili che fa certamente bene,ma alla fine fatevi insegnare dagli istruttori che conoscono il giusto peso di ciò che vi è scritto.

Ciao

PS
Farsi filmare e poi confrontarsi con i video è una ottima strategia didattica.

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Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

Ok ...... ho capito.... penso proprio tu abbia ragione, grazie per i preziosi consigli.

ciao

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Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

stefano '62 ha scritto:

Per ottenere l'effetto di trovare sempre acqua ferma è sufficiente che l'azione avvenga in accelerazione,anche solo leggerissima,e questo è  uno dei primissimmi obiettivi della nuotata,la sua mancanza configura un errore strutturale di ritmo.

Mi permetto umilmente oh Onorevole Maestro Stefano, può gentilmente spiegarmi questo concetto, e illuminarmi sul significato del "fare l'azione in accelerazione".. sono terminologie per me... umile allievo... ancora sconosciute... a che azione si riferisce?

nell' attesa continuerò nei miei umili allenamenti per "sentire" l'acqua.
Grazie.

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Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

Premetto che se sei principiante non dovresti nemmeno provarti a fare come sto per dirti ma semplicemente nuotare piano eseguendo azioni in modo uniforme e cercando di "accompagnare" l'acqua,poi una volta sviluppata una certa congruenza nelle azioni e un pò di sensibilità allora ci si può concentrare sul "Ritmo" dell'azione,la sua dinamica,ossia la corretta distribuzione della forza nei vari momenti dell'azione.
Per il motivo di cui parlavo sopra,cioè le cose giuste al momento opportuno per garantire lo sviluppo corretto di requisiti irrinunciabili concatenati tra loro in sequenza lineare.

Detto questo,mi spiego meglio sul punto in questione:
quando la tua mano spinge acqua,la massa di acqua in questione si sposta nella direzione voluta,però questa massa di acqua va a sua volta a spostare altra acqua,per cui quando la mano ci arriva si ritrova a spingere acqua "morbida" che fornisce dunque uno scarso appoggio.
Ciò non dipende dalla velocità della mano ma dalla dinamica dell'azione,e avviene nei casi in cui la mano viaggia a velocità costante (piano o veloce che sia non cambia nulla) e ancora peggio nei casi in cui la mano va in decelerazione,cioè inizialmente spinge ad una certa velocità e progressivamente decelera (anche qui piano o veloce sono concetti relativi,ciò che conta è la dinamica).
Se invece la mano comincia a spingere ad una certa velocità (piano o forte che sia) e poi aumenta progressivamente la velocità di spinta,anche solo con differenze irrisorie,allora la mano precede la massa di acqua che ha appena spostato,e si ritrova sempre a spingere acqua non ancora mossa,che fornisce una base molto più solida e migliora la propulsione a parità di sforzo.
E' questo il segreto di quegli squali che a volte vedete nelle altre corsie,che vanno fortissimo pur nell'apparente lentezza delle azioni.
Si tratta di capire che se la mano entra piano deve uscire forte,se entra pianissimo deve uscire piano,se entra forte deve uscire fortissimo,e così via.
Quando ciò non avviene si parla di errori di ritmo,cioè la distribuzione della forza (poca o tanta che sia) non è adeguata e la nuotata risulta inefficiente o addirittura inefficace.

Ciao

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Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

Credo di intuire Grazie Maestro

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Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

bellissima spiegazione Stefano!
ciao

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10

Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

Grazie,ho capito il concetto.
Applicarlo sarà tutta un'altra cosa,ma cmq col tempo magari riusciró ad inserirlo nella mia nuotata,e scendere sotto i 37 secondi sotto i quali non sono mai riuscito ad andare (50 m sl)

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11

Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

...non dimentiate mai di non perdere di vista l'intenzione:prendere aqua e spingerla sui piedi!! smile

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12 (modificato da ippocampo 26-01-2011 16:35:09)

Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

Ditemi se spiegato così ad un principiante può andare bene (magari mimando il movimento):

vai a prendere l'acqua lontanto, cerca di sentire la presa come se ti aggrappassi, poi raccoglila (movimento circolare), portala verso la pancia e infine spingi con decisione (e quindi accellerazione) verso dietro e bene fino in fondo, fino a stendere completamente il braccio.
Però io penso che più che verso i pedi la spinta finale sia leggermente più in fuori che in dentro, no?

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13

Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

troppo lunga come spiegazione a mio avviso hmm va bene per un addetto ai lavori ma non per un neofita...
o dico verso i piedi perchè l'angolo va chiuso sempre verso il fondo della vasca,starà a loro con il tempo personalizzarla:verso fuori rischi che strappino in trazione con il braccio teso...pernicioso direi wink ldella pancia non ne parlo affatto perchè non è un movimento propulsivo di partenza,ma solo una soluzione motoria che può esserci o non esserci senza inficiare la qualità della bracciata...
io dico:è come se dovessi aggrapparti ad una corda posta davanti la tua spalla:prendila,aggrappati e tirala verso i piedi big_smile
il movimento mimalo pure aiutandoti ocn il tono della voce lento-medio-veloce in base all'informazione che vuoi che passi in quel momento...puoi anche tirarli fuori dalla vasca e muovere tu e braccia commentando le fasi...
è come faccio io,non certo la Bibbia!!

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Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

Io la faccio più semplice possibile.
Porta l'acqua verso la pancia e poi buttala verso le ginocchia.

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15

Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

...io"pancia"non lo dico più perchè se la "spalmano" tuta yikes...dico piedi e non ginocchia perchè stanno più lontano e sono meno portati a mollare l'avambraccio in spinta hmm

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Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

Grazie, farò tesoro dei vostri consigli.
I miei allievi sono ancora principianti, hanno iniziato l'ambientamento con me 4 mesi fa e, per adesso, mi preoccupo che il recupero avvenga bene fuori dall'acqua ...e questo lo fanno, pure piegando le braccia, poi vanno in presa con le braccia belle distese ...ok, la passata subacquea (controllo anche da sotto), la vedo ancora con le braccia un po' distese che, quindi, tendono a scavare un po' più in profondità. Mi rendo conto che sono piuttosto pignola (deformazione data dalla danza), probabilmente è solo questione di tempo e ci arriveranno. Pensavo di far fare le rematine (solo presa, trazione e spinta), per far diventare la bracciata più tonda nella fase iniziale e quindi piegando di più le braccia.
Quindi, MariaPia, parlando in generale per tutti i nuotatori, dici che se la mano va a passare sotto la pancia, oppure passa solo di fianco, non cambia molto, percui va bene in tutti e due i modi? Bene! Perché è quello che pensavo anch'io, anche se una volta un istruttore mi aveva detto (io passavo sotto, forse ora un po' meno), che non andava bene perché sotto la pancia c'è acqua già in movimento.

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Re: Risolto l'arcano della S nella bracciata a stile libero

si,fai fare tanto nuoto lungo:tante volte le soluzuni motorie le trovano da soli...tu devi solo aggiustare il tiro:è molto più facile migliorare quanyp già c'è che impiantare qualcosa ex novo wink
rematine ottima idea,come gli esercizi di sensibilità ed eslusione,oltre la variare sempre tipologia di respirazione....
si,non cambia nulla a livello bio-meccanico...è solo questione di sensibilità:come sentono l'acqua...il corpo che avanza già sposta acqua:questo intendeva il collega,credo,ma se per arrivare a iò ci dobbiamo incasinare meglio evitare...nella mia piccolissima esperienza vedo che meno"comandi"si danno e meglio&prima si impara!

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