76

Re: Stile libero: la spinta del braccio.

1)

stefano '62 ha scritto:

il secondo perchè non è sostituire un movimento con un'azione,ma solo un altro modo di richiedere lo stesso movimento (invece che un'azione),un diverso modo di spiegare su quale "binario" si deve muovere la mano;invece è esattamente il concetto stesso di "binario" preconfezionato che bisogna buttare nel cesso,e al suo posto imparare a sentire e a spingere.

Ciao

non sono d'accordo su una cosa.
da quello che conosco, la metafora rappresenta appunto un modo per evitare un'esecuzione che abbia a fondamento coordinate geografiche.
fino a qui siamo d'accordo.
magari quella che ti avevo proposto prima può essere pericolosa perché rischia di generare una passata troppo laterale, però non concordo sul discorso del binario in quanto ritenevo(e ritengo) che l'atto di immaginarsi una matita e con essa disegnare un contorno stimoli un'azione e non un movimento preciso col righello perché non dà nessun riferimento biomeccanico e quindi non inibisce la sensibilità
in cosa sbaglio?


2) faccio una domanda un po' banale,ma mi serve una conferma per evitare ogni ambiguità (uno dei pochi svantaggi delle comunicazioni via web)
quando dici "spingere sotto/verso la pancia" intendi proprio che la mano si deve avvicinare alla pancia fino quasi a toccarla?

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Re: Stile libero: la spinta del braccio.

No non deve avvicinarsi a toccarla,però se ci passi vicino oltre a interessare l'acqua in prossimità del braccio,riesci a coinvolgere (per "simpatia") anche l'acqua a metà strada tra braccio e pancia,aumentando la superficie su cui applichi la forza.

Ciao

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78

Re: Stile libero: la spinta del braccio.

Ciao, a volte mi capita nella fase terminale della bracciata (appena prima dell'uscita del braccio) di toccare la gamba sx, questa cosa non capita spesso ma non riesco a capire da cosa puo' essere provocata !? Avete qualche idea/suggerimento !?

N_

Buona bracciata a tutti -__-

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79

Re: Stile libero: la spinta del braccio.

stefano '62 ha scritto:

No non deve avvicinarsi a toccarla,però se ci passi vicino oltre a interessare l'acqua in prossimità del braccio,riesci a coinvolgere (per "simpatia") anche l'acqua a metà strada tra braccio e pancia,aumentando la superficie su cui applichi la forza.

Ciao

si, si
intedevo proprio quello! smile


nove ha scritto:

Ciao, a volte mi capita nella fase terminale della bracciata (appena prima dell'uscita del braccio) di toccare la gamba sx, questa cosa non capita spesso ma non riesco a capire da cosa puo' essere provocata !? Avete qualche idea/suggerimento !?

N_

bentornato norb!

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80

Re: Stile libero: la spinta del braccio.

nove ha scritto:

Ciao, a volte mi capita nella fase terminale della bracciata (appena prima dell'uscita del braccio) di toccare la gamba sx, questa cosa non capita spesso ma non riesco a capire da cosa puo' essere provocata !? Avete qualche idea/suggerimento !?

N_

potrebbe essere un errore connesso ad una perdita di lucidità causa stanchezza

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81

Re: Stile libero: la spinta del braccio.

nuotix ha scritto:
nove ha scritto:

Ciao, a volte mi capita nella fase terminale della bracciata (appena prima dell'uscita del braccio) di toccare la gamba sx, questa cosa non capita spesso ma non riesco a capire da cosa puo' essere provocata !? Avete qualche idea/suggerimento !?

N_

potrebbe essere un errore connesso ad una perdita di lucidità causa stanchezza

Non credo, pero' potrebbe anche se non ho memoria di cio' quando sono cotto cotto (inteso non alla fine della seduta).

Io propendo per una perdita di assetto per via di qualche mio errore, tipo una non corretta e completa spinta propulsiva nella fase terminale del braccio dx che determina una perdita appunto di assetto.

grazie cmq

Ciao

Buona bracciata a tutti -__-

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82

Re: Stile libero: la spinta del braccio.

prova a fare questi due esercizi:
- rana subacquea: aggancia l'acqua con la mano con un movimento esterno-basso (più o meno abbassando i pollici) come se dovessi afferrare un oggetto e poi spingi sotto il corpo fino alle chiappe. quando passi sotto il corpo di volta in volta a cambiare le angolazioni del gomito (cioè una volta passi più rasente alla pancia, una volta tine le braccia quasi tese, una volta fai una via di mezzo) in modo da poter confrontare le differenze sensazioni che ti dà la propulsione

- spinte: dita unite, gomiti quasi appiccicati ai fianchi, spingere alternativamente con gli avambracci fino in fondo verso i piedi. quando l'avambraccio si solleva in avanti non deve superare la linea della spalle

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83 (modificato da egi78 21-06-2013 15:18:57)

Re: Stile libero: la spinta del braccio.

stefano '62 ha scritto:
Paolo82 ha scritto:

Scusate ho un dubbio sulla fase finale della spinta (quando il pollice va a sfiorare la coscia per intenderci).

Il polso deve sempre restare FERMO.
Non esiste nel nuoto fare qua e là coi polsi,le mani devono essere un fermissimo prolungamento delle braccia.

scusate se riesumo la discussione, me la sono letta tutta ma non sono riuscito a risolvere i dubbi che ho sui polsi in fase di spinta, la fase cioè in cui spingiamo all'altezza della coscia facendola uscire poi dall'acqua e dando inizio al recupero.
Ho letto più volte che la mano deve spingere non verso il soffitto, ma verso i piedi e sinceramente non riesco proprio a capire...quando terminiamo la spinta tutto il braccio è disteso in orizzontale e il palmo della mano per forza sarà rivolto verso il soffitto, no?
Inoltre visto che si parla anche di polsi, volevo capire se l'abitudine quando si conclude la spinta facendo uscire la mano dall'acqua di spezzare il polso (praticamente c'è un istante in cui il palmo è rivolto verso avanti-lato opposto) è corretta oppure lì il polso dev'essere tenuto ancora rigido. Io spezzando e ruotando il polso, come a dare una frustata, ho la sensazione di spingere ancora di più e aiutare il recupero spontaneo, ma volevo capire se era corretto.
grazie

stefano '62 ha scritto:
enjoymike ha scritto:
stefano '62 ha scritto:

Ma leggendo tra le righe mi pare di capire che non hai presente una cosa fondamentale:
il braccio che ha recuperato deve assolutamente entrare in acqua PRIMA che quell'altro esegua la spinta,in modo che essa avvenga MENTRE la spalla opposta si protende in avanti.

Ciao

Ciao! in merito a questo esiste una serie di esercizi da inserire in allenamento per migliorare questa sincronia ?

Il migliore è il crawl in alternato con pausa avanti.

si intende il crawl tenendo entrambe le braccia avanti, muovo il sinistro e solo quando il sinistro torna avanti appaiato al destro, allora muovo il destro?

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84

Re: Stile libero: la spinta del braccio.

egi78 ha scritto:
stefano '62 ha scritto:
Paolo82 ha scritto:

Scusate ho un dubbio sulla fase finale della spinta (quando il pollice va a sfiorare la coscia per intenderci).

Il polso deve sempre restare FERMO.
Non esiste nel nuoto fare qua e là coi polsi,le mani devono essere un fermissimo prolungamento delle braccia.

scusate se riesumo la discussione, me la sono letta tutta ma non sono riuscito a risolvere i dubbi che ho sui polsi in fase di spinta, la fase cioè in cui spingiamo all'altezza della coscia facendola uscire poi dall'acqua e dando inizio al recupero.
Ho letto più volte che la mano deve spingere non verso il soffitto, ma verso i piedi e sinceramente non riesco proprio a capire...quando terminiamo la spinta tutto il braccio è disteso in orizzontale e il palmo della mano per forza sarà rivolto verso il soffitto, no?
Inoltre visto che si parla anche di polsi, volevo capire se l'abitudine quando si conclude la spinta facendo uscire la mano dall'acqua di spezzare il polso (praticamente c'è un istante in cui il palmo è rivolto verso avanti-lato opposto) è corretta oppure lì il polso dev'essere tenuto ancora rigido. Io spezzando e ruotando il polso, come a dare una frustata, ho la sensazione di spingere ancora di più e aiutare il recupero spontaneo, ma volevo capire se era corretto.
grazie

stefano '62 ha scritto:
enjoymike ha scritto:

Ciao! in merito a questo esiste una serie di esercizi da inserire in allenamento per migliorare questa sincronia ?

Il migliore è il crawl in alternato con pausa avanti.

si intende il crawl tenendo entrambe le braccia avanti, muovo il sinistro e solo quando il sinistro torna avanti appaiato al destro, allora muovo il destro?

Stefano, mi illumini...? grazie

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Re: Stile libero: la spinta del braccio.

Egi78
Quando il braccio ha completato la fase di spinta ESPLOSIVA, il palmo della mano si troverà a quel punto rivolto verso il soffitto o il cielo, a questo punto il recupero del braccio (compreso il polso) deve avvenire in maniera sciolta e rilassata altrimenti faresti una fatica boia! Il polso resta fermo solo in fase di spinta, resta fermo per permettere di spostare più acqua possibile e quindi nella fase finale non ha senso tenerlo rigido per spostare.....il nulla.

Enjoymike
Il crawl alternato e' partire con un braccio, recuperare e quando ti trovi con entrambi le braccia in avanti, parti con l'altro braccio. È la tipica nuotata dei mezzofondisti ED IO NE VADO MATTO smile

1) AUT DISCE, AUT DISCEDE
2) Azzoppare il cavallo pensante....questo

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86

Re: Stile libero: la spinta del braccio.

Mario tu sei matto !

Buona bracciata a tutti -__-

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87

Re: Stile libero: la spinta del braccio.

M I T I C O  Mario!!!!!
e vai di catch up drill!!

http://www.youtube.com/watch?v=16YB4gmIbuE
http://www.youtube.com/watch?v=nsX4VwhF38Y
http://www.youtube.com/watch?v=SxaYcmhTpB8

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88 (modificato da LittleSte 20-07-2016 18:16:43)

Re: Stile libero: la spinta del braccio.

stefano '62 ha scritto:
Cirone Furioso ha scritto:

È così? C'è questo tipo di analogia fra le dinamiche della spinta/recupero a delfino e a stile libero?

Certo che si,il delfino non è altro che due passate a crawl simultanee.


ma quindi la fase di presa trazione e spinta nello stile non sono altro che il movimento del delfino?
In tal caso ho capito dove sto sbagliando

ho letto anche questo di stefano
Per svilupparlo in coloro che abbiano preso strade differenti,invece che lanciarmi a spacciare fantomatiche esse,insegno la rana subacquea e in modo analitico la sua peculiare dinamica di braccia,sulla nuotata a rana o con esercizi in superficie,dopodichè lavoro in modo analitico a bracciate singole a crawl,però in termini di azione invece che geografici,richiedendo di fare la prima parte della bracciata come se fosse più o meno una singola bracciata a rana avvolgendo acqua,e terminare con la spinta ai piedi.

quindi se faccio la presa e trazione della rana e poi spingo l'acqua verso i piedi tipo delfino creo la presa trazione spinta dello stile?
che esercizi analitici per ogni singola bracciata si pos5sono fare dopo aver fattola rana subacquea?
la rana sub come esercizio per apprendere il movimento posso farla anche a pelo d'acqua?

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Re: Stile libero: la spinta del braccio.

Se fatta bene si.
Si chiama passata subacquea,è il modo con cui si aggancia e poi spinge l'acqua,ed è identica sia a stile sia a delfino sia a rana subacquea sia a rana normale per la prima parte (a rana non c'è fase di spinta).
Persino nel dorso,anche se la biomeccanica è diversa per motivo logistica,il principio ispiratore però è quello: una direzione curvilinea giustificato dal fatto che abbiamo le articolazioni,il cui trend medio però segue una logica lineare.

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Re: Stile libero: la spinta del braccio.

Prima di tutto vorrei ringrziarvi come sempre per le vostre sp6iegazioni, leggendo attentamente questo post ho cambiato da qualche giorno la mia nuotata e ne sento già i benefici e alcune osservazioni fatte, tipo il braccio che torna su da solo durante il recupero, prima facevo un recuoero più forzato.
L' unica cosa dove sto trovando un riscontro diverso è in questo es

prova a fare questo esercizio per la spinta. fai un 2x25m: le braccia stannolungo il corpo, muovi solamente e alternativamente gli avambracci, tenendo le dita ravvicinate, in modo che si tocchino appena, ma non serrate altrimenti aggiungi rigidità.
nel primo 25m immagina di spingere verso il soffitto. dopo, quando hai ripreso fiato, nel secondo immagina di spingere verso i piedi. poi dimmi quale delle due soluzioni offre più resistenza e quindi in quale hai fatto più fatica

Durante la spinta muvendo il braccio dal basso verso l'alto sento il movimento più sciolto e sento più acqua sul palmo della mano.

La stessa cosa avviene durante la nuotata normale
durante la spinta quando la mano è circa sotto la pancia con le dita della mano che puntano in basso, se spingo dal basso verso l'alto verso i piedi sento più acqua se spingo  la mano all'indietro verso i piedi sentomeno acqua.

Continuerò a provare per vedere se cambiano le sensazioni

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91

Re: Stile libero: la spinta del braccio.

Ciao a tutti,
Ho già letto diversi post del topic e nel forum, e vi chiederei un parere/consiglio riguardo la bracciata nel crawl, così riesumo questo topic che mi sembra in argomento.

Ho ripreso nuoto dopo tanti anni di inattività, durante la lezione l'istruttrice mi fa notare che la mia bracciata nel crawl si ferma a metà, all'altezza della pancia diciamo e poi tiravo fuori il braccio dall'acqua. L'entrata era in oltre a braccio curvo e non ben disteso.
Mi correggo allungando il braccio in fase di spinta fino a "toccare" (in modo più o meno figurato) la coscia.

La prima impressione è di una fatica molto maggiore ai muscoli delle braccia, in particolare il braccio più debole sx che talvolta fatico a sollevare fuori dall'acqua dopo che ho nuotato per diverse vasche.
Nei giorni mi rendo conto che per "aiutarmi" nel sollevamento del braccio faccio un uso maggiore della spalla con anche una lieve rotazione di spalla e bacino (il famoso rollio? o un mio errore? ).
Il movimento mi sembra in generale più fluido ed efficace con l'uso della spalla.

Mi accorgo però che adesso il braccio dx, quello su cui ho più forza (faccio sempre respirazione verso dx e ho molte difficolta a respirare a sx) in fase di trazione va molto più in profondità. La sensazione è che in fase di presa del braccio sx, la spalla dx affondi un pò troppo e il braccio dx in fase di trazione va in profondità e in posizione dritta (spalla e mano sulla stessa linea senza angolazione)  e allarga di un po' la "circonferenza", insomma come se andasse a cercare l'acqua in profondità e verso l'esterno. Il risultato è che dopo una sessione di nuoto così sento un fastidio alla spalla e al muscolo dorsale, come se avessi eccessivamente sovraccaricato il muscolo.
Ho pensato che il problema potesse essere causato dalla mancanza di angolazione fra spalla e polso, così oggi nuoto facendo attenzione a non tenere il braccio dritto in fase di trazione ma creare angolo fra braccio e avambraccio (guardando un po' di video, credo sia il famoso angolo 90 o 95).
Il risultato è una sensazione di sovraccarico della spalla e dorsale molto minore (è ancora un po' dolorante dalla sessione precedente), una maggiore durezza dell'acqua in fase di trazione (le braccia si sono stancate molto prima insomma) e una maggiore sensibilità in fase di spinta e uscita della mano dall'acqua.

Ora...capendo tutti i limiti nel consigliarmi in base a una descrizione testuale e in attesa della mia prossima lezione di nuoto, vi chiedo:

- Il maggior uso della spalla e leggera rotazione che ho descritto per aiutare il sollevamento/recupero del braccio è corretta o potrebbe essere una "stortura" che ho messo in atto per sopperire alla debolezza del braccio sx?

- La rotazione della spalla sul braccio più debole, può aver causato un affondamento dell'altra spalla in fase di trazione e conseguente trazione a braccio teso e in profondità? Ho è un problema di trazione del braccio dx che parte troppo in ritardo? (orientativamente comincio la trazione del dx quando il sx è appena entrato in acqua)
Può il braccio che si allunga in profondità avermi causato i dolori a spalla e muscolo dorsale?

- Creare angolo fra braccio e avambraccio è corretto? La maggiore resistenza dell'acqua in trazione percepita in questo caso è elemento positivo o negativo?

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Re: Stile libero: la spinta del braccio.

Ciao.
Il mio consiglio e' di non stare troppo a considerare angoli, curve e prese, trazioni e spinte empiriche, in quanto ogni nuotatore ha una nuotata leggermente diversa e non c'e' un metodo giusto: le cose importanti sono cercare di prendere l'acqua in allungo e poi, sentendo l'acqua, spingere fino in fondo facendo uscire la mano ad altezza coscia; la dinamica dei movimenti viene da se come conseguenza del prendere e tirare l'acqua sentendola.
Per quanto riguarda la fatica nel recupero in realta', se la spinta e' corretta fino in fondo, il braccio dovrebbe uscire dall'acqua come una fionda e il recupero agevolato.
Altro consiglio e' quello di sforzarti assolutamente a respirare da entrambi i lati, altrimenti affaticherai sempre piu' un lato e l'altro rimarra' sempre inefficente.
Sicuramente questi movimenti meno naturali ti faranno stancare prima e sentire qualche dolore muscolare in piu'; col tempo e il miglioramento della tecnica oltre al fatto che li farai piu' rilassati, i movimenti diventeranno piu' naturali e ti stancherai meno.
Detto cio' ci vuole pazienza e fare affidamento su quello che ti dice l'istruttore che ti vede e nel mentre concentrati sul sentire l'acqua.

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Re: Stile libero: la spinta del braccio.

nuotix ha scritto:

a me non piace.
se notate nelle inquadrature subacquee fa delle pause molto evidenti di gambe che è un erroraccio
in virata tiene le gambe aperte e potrebbe risparmirselo. pertanto non si appoggia sul fianco. per carità, non appoggiarsi sul fianco in virata non è un errore, ma è anche vero che permette una migliore uscita.

wink

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Re: Stile libero: la spinta del braccio.

nuotix ha scritto:

1)

stefano '62 ha scritto:

il secondo perchè non è sostituire un movimento con un'azione,ma solo un altro modo di richiedere lo stesso movimento (invece che un'azione),un diverso modo di spiegare su quale "binario" si deve muovere la mano;invece è esattamente il concetto stesso di "binario" preconfezionato che bisogna buttare nel cesso,e al suo posto imparare a sentire e a spingere.

Ciao

non sono d'accordo su una cosa.
da quello che conosco, la metafora rappresenta appunto un modo per evitare un'esecuzione che abbia a fondamento coordinate geografiche.
fino a qui siamo d'accordo.
magari quella che ti avevo proposto prima può essere pericolosa perché rischia di generare una passata troppo laterale, però non concordo sul discorso del binario in quanto ritenevo(e ritengo) che l'atto di immaginarsi una matita e con essa disegnare un contorno stimoli un'azione e non un movimento preciso col righello perché non dà nessun riferimento biomeccanico e quindi non inibisce la sensibilità
in cosa sbaglio?


2) faccio una domanda un po' banale,ma mi serve una conferma per evitare ogni ambiguità (uno dei pochi svantaggi delle comunicazioni via web)
quando dici "spingere sotto/verso la pancia" intendi proprio che la mano si deve avvicinare alla pancia fino quasi a toccarla?

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