Argomento: Consigli per la respirazione a stile libero

Ciao a tutti, mi permetto di aprire questo nuova discussione dato che non ho trovato un' esperienza simile nei precedenti!
Premesso che da poco più di 3 mesi faccio un corso di nuoto 2 volte a settimana e sono molto contento ( e consiglio ) degli istruttori che mi seguono ho cmq un dubbio che mi "ronza" sempre in testa.
Da bravo atleta terrestre sono un podista a livello mooolto amatoriale da mezze maratone e un ciclista da 4/5 granfondo all' anno
da media/bassa classifica, solo per far capire che ho un fondo aerobico.
Sono molto contento dei miglioramenti in vasca tranne che di un particolare, respirando a 2 (sempre a SX ) riesco a fare 7/8 serie da 75mt
e una 15 di vasche di fila con il pull, in totale circa una 40/50 di vasche con le dovute pause, 3 mesi fà facevo 1 vasca e "scoppiavo" nel vero senso della parola!!!
La situazione è che se provo a respirare a 3 materialmente non finisco 2 vasche o cmq vado in debito/agitazione e mi scompongo,
quindi mi sono detto:
" la terza seduta in piscina al venerdì cerco di fare fiato così quando devo fare tecnica non sono in acido, annebbiato
e agitato dalla mancanza di aria e lavoro meglio..." e nuoto sempre a 2.
"Quando avrò nelle braccia più fiato e resistenza potrò cercare di lavorare dimezzando le vasche e respirando a 3 ..."

Può essere uno sbaglio abituarsi a lavorare in questa maniera perchè si fà fatica a tornare indietro?
Avete qualche consiglio su come lavorare sulla respirazione a 3?   

Non ho fretta, ho capito che ci vuole tanta pazienza e tanto tempo per arrivare ad un risultato che potrebbe
non essere quello che spero, l' importante è che rimanga la voglia e la passione!!

Grazie,
Filippo.

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

mmm... il fatto che tu respirando a 2 abbia tutta sta resistenza e diminuisce così bruscamente credo sia lagato nn tanto alla bracciata in più, ma all'assetto che assumi quando respiri dal lato in cui ti trovi poco, che ti porta a sforzarti di più.... più che respirare a 3 impara a respirare direttamente solo da quel lato, facendo esercitazioni solo dal lato in cui ti trovi di meno, e perchè no anche a 3 ma nn solo quelle....

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3 (modificato da Cirone Furioso 21-01-2013 23:29:56)

Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Temo che abbia ragione Thorpe, nel senso che a giudicare da quello che racconti, si ha la sensazione che hai qualche problema di acquaticità: se nelle attività terrestri sei un buon fondista, se nuotassi bene, il fiato non dovrebbe essere un gran problema per coprire i lavori di cui parli.
Per altro si é già discusso diffusamente proprio in questo forum sul fatto che un nuotatore che ha buona acquaticità respira come e quando e dal lato che gli pare, e la frequenza dei cicli respiratori (a meno che non si stiano facendo esercizi particolari) dipende più che altro dall'intensità dello sforzo.

Tutto sommato potresti anche ragionare per priorità: se il tuo scopo é quello di fare fiato in vista delle altre attività, bé, puoi anche insistere così. Se una nuotata viziata ti porta a faticare di più, non sarai un nuotatore d'elite, ma per lo meno vorrà dire che i tuoi allenamenti valgono doppio: ci sta... (a patto che non succeda che fai dei movimenti talmente scorretti da correre il rischio di farti male: occhio alle spalle, e alle ginocchia se nuoti a rana).
C'é un tizio che ogni tanto vedo in piscina che, io non so come faccia, a ogni bracciata si tira su dall'acqua che sembra che stìa per affogare: eppure macina vasche su vasche!

Se il tuo scopo é essere più performante sulla nuotata, credo che dovresti lavorare di più per migliorarla: poi evidentemente ti succederà che i lavori che riuscirai a fare saranno poco per volta più voluminosi, e questo sarà dovuto forse in parte a un incremento della resistenza, ma ancora di più al fatto che fatichi meno a percorrere le stesse distanze.
E allora nuotare sarà come correre o camminare, e le situazioni di affanno non si ripresenteranno più, perché si riesce a gestire spontaneamente lo sforzo e i cicli respiratori necessari a sostenerlo.

Per inciso: ti parla uno che capisce in pieno il tuo problema, perché anch'io ho imparato a nuotare (maluccio), vittima di queste perplessità, ma già da tempo ho capito che é meglio concentrarsi su tanti esercizi per migliorare l'acquaticità.
E nuotare diventa anche molto più divertente.

Ad esempio, permettimi di farti una domanda: riesci a mantenere una nuotata bella ordinata e controllata se fai una vasca a stile libero lentissimamente?

PS: il primo argomento nella lista é "Il meglio di nuotomania", frutto preziosissimo del lavoro di Nuotix, uno dei moderatori del forum. Prova a spulciare, sicuramente troverai tanti ottimi spunti di riflessione su cui lavorare.

The ice caps are melting, Leonard.
In the future, swimming isn't going to be optional.

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

la regola numero 1 è che si respira al bisogno di aria. quindi si può respirare a 2 poi 3 poi di nuovo a 2 poi 4, ecc. non devono esistere regole in tal senso.

se poi per effetto dello sforzo si è costretti a respirare sempre dallo stesso lato, allora è buona norma cambiarlo regolarmente questo lato ad esempio 25m respirando ogni a 2 sx e un 25m respirando ogni 2 dx.

inoltre se dici che ti scomponi e ti affatichi, allora sono propenso a pensarla come thorpe. quindi ti manca equilibrio a destra. devi insistere su quel lato perché è fondamentale saper respirare in modo decente da ambo i lati

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Voglio sapere da voi cosa ne pensate del mio collega. Ho avuto l'anno scorso un'allieva alla quale era stato detto che quando respirava a stile, doveva guardarsi la spalla per non fare entrare l'acqua in bocca (io invece dico che se entra acqua basta sputarla!), ho lavorato molto con lei e in tutti i modi per farla migliorare, ma alla fine del corso non riusciva ancora a fare due vasche a stile per la fatica. Quest'anno è passata in corsia e il problema, che sembra simile a quello di Filippo76, continua ad esserci senza un minimo miglioramento, tanto che mi viene da chiedermi se ce la farà mai a coprire 50 mt.!
L'altra sera sento il mio collega le dice che secondo lui non ce la fa perché respira male e che il problema si risolverà nuotando .....argh! yikes

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Io vedo che se non sviluppo bene la bracciata, con un braccio che spinge bene fin là in fondo a tornar su quasi da solo, non ho poi spazio a sufficienza per respirare. Cioé, se spingo in fondo e chiudo bene in scioltezza, quasi automaticamente poi mi si gira la testa per respirare, ma non saprei proprio dirti dove sto guardando!
Senza tener conto che poi, a latere, recuperando troppo presto, l'altro braccio che cerca la presa, non può andare a prendere l'acqua avanti (perché deve controbilanciare la chiusura troppo anticipata del braccio che ha spinto), e quindi mi succede quello che io ho personalmente ribattezzato "la zoppicata". smile

A dire che mi son fatto l'idea che entrare nell'analitico della respirazione "guarda qui, guarda là, guarda su, guarda giù", secondo me é un po' il caso dei famosi disegni con la "s". Penso che se uno galleggia bene, con buon equilibrio nella remata, poi la respirazione viene un po' fuori da sola.

Se io fossi un istruttore, se vedessi un nuotatore che non migliora, farei qualche passo indietro alla ricerca di qualche squilibrio.
E a occhio e croce, nel 90 per cento dei casi, secondo me i vizi di un neofita (specie adulto), derivano in una qualche misura dal fatto che l'istintuale timore di affondare porta a nuotare per tirarsi fuori dall'acqua più che per spingersi avanti, oppure a stare rigidi.

In quest'ottica, ho recepito i concetti secondo cui considerazioni eccessivamente analitiche della nuotata possono essere utili solo per migliorare la performance, e siano appannaggio di atleti e allenatori di un certo livello.
Mi piace ripetermi che bisogna cercare di nuotare "come farebbe un bambino".

Dire poi che "un problema si risolve nuotando", può essere anche vero, ma secondo me non in questo caso, perché se uno parte male, e insiste portandosi a dietro degli handicap, ci costruirà sopra tutto un repertorio di movimenti sbagliati.

The ice caps are melting, Leonard.
In the future, swimming isn't going to be optional.

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Ciao a tutti, vi ringrazio per l' interessamento e per le risposte che mi hanno piacevolmente sorpreso per la loro lunghezza, chiarezza e semplicità. Sinceramente, come ho già spiegato in precedenza, non ho fretta, sono conscio del fatto che iniziare a nuotare a 36 anni vuole dire arrivare ad un livello sufficiente e forse neanche quello. Data la mia "acquaticita" sott'acqua ( sempre fatto snorkling e cmq senza problemi 25 mt in apnea a rana) comincio cmq a pensare di avere cmq qualche blocco a livello di "testa", mi capitano sere al corso dove sono più teso o cmq meno rilassato e mi capita di essere molto rigido come un palo. A detta dell' istruttrice a dorso sono impallato e quasi scattoso con le braccia, a stile vado meglio anche se mi trova legato di spalle. Ragionando sulla situazione posso dirvi che ho le masse muscolari abbastanza grandi soprattutto nelle gambe, questo dovrebbe comportare una difficoltà maggiore di assetto, a stile và cmq bene e la gambata è soddisfacente! Ho fatto alcune prove, tipo respirare 2 vasche a dx, cioè dove non respiro mai e ho fatto fatica a finirle, addirittura mi sembra di avere quasi un problema alla cervicale perché un po' mi girava anche la testa. Ho deciso di seguire il vostro consiglio e lavorare il venerdì almeno metà della seduta sulla respirazione da quel lato, il mio obiettivo non è uno sport invernale alternativo ma la capacità di arrivare ad un livello di nuoto che mi permetta di partecipare senza guardare troppo il cronometro a gare di triathlon!! Speriamo, io cmq ce la metto tutta...saluti e buone nuotate!!

P.s. X Cirone: riesco a fare una o anche due vasche di fila respirando a 3, belle lunghe ( mi sembra ) con 18/19 bracciate senza scompormi e terminandole ovviamente morto! Se può essere utile posso dirti che anche quando nuoto col pull NON riesco assolutamente a tenere ferme le gambe...addirittura mi sembra di scalciare, ci stó lavorando molto....grazie ancora!

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Sono lusingato per il tuo accenno al mio parere, ma io sono davvero un nuotatore meno che mediocre.
Il motivo per cui a volte mi permetto di esprimere opinioni diffusamente (a parte il fatto che siamo in un forum... smile ) è che l'argomento mi appassiona, e poi anche condividere i progressi fra neofiti può servire per aiutarsi a vicenda.
Inoltre, immagino che sapere come la pensa un adulto che sta imparando a nuotare, possa anche servire ai tecnici per capire sempre meglio quali possano essere le difficoltà che si incontrano nell'apprendimento.
Ciò detto, lascio il campo ai frequentatori del forum che hanno le competenze per considerazioni più specifiche.

Mi permetto ancora, comunque, non lo avessi fatto, di consultare la guida sistematica organizzata da Nuotix.

The ice caps are melting, Leonard.
In the future, swimming isn't going to be optional.

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

ippocampo ha scritto:

Ho avuto l'anno scorso un'allieva alla quale era stato detto che quando respirava a stile, doveva guardarsi la spalla

Giuro che quando sento queste cose mi incendio
Come si fa a chiedere ad un allievo una cazzata del genere???? Il guardarsi la spalla fa il paio con l’altra eminente cazzata di appoggiare la testa sul braccio. Non è un errore da poco o una piccolezza, ma è l’abc del nuoto.
Questo dimostra come purtroppo ci siano molti istruttori che pur non sapendo nuotare pretendono pure di insegnare.

Ora, ammesso che l’istruttore faccia per benino il suo mestiere e dica all’allievo che quando respira deve semplicemente appoggiare la guancia o l’orecchio, per la mia esperienza da nuotatore e osservatore, per quanto possa valere, se si manifestano squilibri, sbandamenti, alterazioni dannose dell’assetto, possono esserci 3 motivi.

-    l’allievo non riesce a spostare adeguatamente il peso e ad appoggiarsi bene sul fianco perché non riesce ad attivare la muscolatura del tronco.
-    L’allievo perde l’equilibrio perché non è in grado di trovare un punto solido di appoggio col braccio opposto alla respirazione. In tal caso succede che o il braccio lo tiene sotto il pelo dell’acqua senza far nulla oppure scava e schiaffa l’acqua senza nessuno esito
-    L’azione delle gambe è discontinua (ci tengo a precisare che la discontinuità delle gambe, specie in respirazione, è un errore per il principiante, ma NON per il nuotatore più navigato ed evoluto a patto di non inficiare negativamente sulla nuotata)

Infine condivido l’opinione di cirone che non bisogna fossilizzarsi dove deve orientarsi lo sguardo durante la respirazione. Però è anche vero che ci sono molti che guardano addirittura il soffitto o giù di lì quindi dare una semplice indicazione come “guarda sotto le panchine” può essere utile solo per dare un riferimento iniziale.


Ps @filippo
Se muovi le gambe pur avendo il pull, allora legale. Puoi usare o un cordoncino tubolare che si compra in merceria ad un prezzo simbolico (carlo docet) oppure usare un elastico di un paio di occhialini che non usi più

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Ciao Nuotix, grazie per le risposte, sono stato 2 volte in vasca oltre al corso e come mi sono ripromesso ho lavorato sulla parte dx. Devo dire che lentamente mi accorgo di prendere più familiarità con il movimento, ho capito che a distanza di mesi dovrei raggiungere non dico la scioltezza con la quale respiro a sx ma andarci vicino.
In assenza di un elastico che mi procurerò ho provato a nuotare col pull fra le caviglie ma è stato un mezzo casino...riportato sotto l' inguine e tornato tutto ok con le solite mezze scalciate incontrollabili.
Un ultimo consiglio che ti chiedo, è troppo presto dopo 3/4 mesi cominciare a lavorare con le palette? Ovviamente senza tirare ma solo per capire i movimenti in uscita della bracciata...
Ciao, Filippo

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

dipende.....
le ritengo utili  solo qualora l'azione delle braccia sia GIA' impostata correttamente. allora ok.
invece utilizzarle con certi difetti non mi piacciono molto.

considera inoltre che se usate per scopi tecnici vanno SEMPRE usate con moderazione perché inibiscono la sensibilità delle mani

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Nuotix, grazie per la risposta! Mi sto ancora arrovellando per questa mia amica/ex allieva che fa fatica a fare un 25 stile al terzo anno di nuoto ....infatti arriva col fiatone. Ho individuato come problema principale quello dell'equilibrio, dato che si muove troppo apparendo scoordinata. Vorrei che mi consigliaste degli esercizi da farle fare che possano essere utili per migliorare gli equilibri e anche rivelatori se il problema è effettivamente quello o se c'è anche altro. Per esempio, come mai tutto questo fiatone se è una che suona il flauto? Come mai lamenta continuamente giramenti di testa anche se le faccio fare una trentina di respirazioni verticali, può dipendere veramente dalla cervicale (quando nuota) o è eccesso di ossigeno?

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Ciao federica.
Non vorrei che pensassi ce la avessi con te, ma con quei cazzoni che dicono fesserie.

Ora, per la mia esperienza (per quanto possa valere), direi che per lavorare in  un settore della nuotata bisogna fare sia esercizi mirati sulla respirazione sia esercizi che permettono di consolidare certi requisiti.

Questi sono gli esercizi che preferisco. Non so quanto ti possano essere utili perché sono quelli che vanno per la maggiore, quindi non dico nulla di nuovo.

-    scivolamenti classici: per me, nell’apprendimento di qualsiasi cosa, non devono mai mancare. Io le farei porre l’attenzione specialmente sui piedi: dille che, durante la fase di scivolo deve sforzarsi di portare i piedi verso il soffitto (attivazione addominali + lombari + muscoli posteriori della coscia)

-    un braccio avanti, uno lungo il corpo, schiuma con le gambe. Le fai fare le bolle e quando deve prendere aria le dici di appoggiare l’orecchio. Importantissimo: il braccio davanti deve rimare SOTTO il pelo dell’acqua di pochi cm.
Per le sue caratteristiche È  il mio preferito

-    braccia lungo il corpo e schiuma di gambe. Bolle. Dille di respirare una volta destra e una a sinistra.

-    Questo lo chiamo le “spalle simmetriche”. Provo a spiegarlo. La posizione è fissa: una spalla “punta” verso il basso e l’altra “punta” verso l’alto. Pertanto l’allievo deve appoggiare la mano omologa sulla spalla alta con il gomito che punta sul soffitto. La propulsione è assicurata dalle gambe che assecondano l’assetto impostato dalla posizione fissa delle spalle.
Si respira dalla parte del gomito flesso

-    stile libero col pull buoy + gambe legate da un elastico tubolare (lo vendono i merceria a 1 euro al metro). Il pull favorisce l’uso dei muscoli del tronco


questo per la respirazione. Quanto al fiato e ai giramenti di testa, non saprei dirti. 3 anni di scuola nuota non sono pochi. Sarebbe interessante sentire stefano

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Non è che è anemica??? vedi se è pallida, solitamente sono i sintomi sofferti dagli anemici, che hanno l'emoglobina particolarmente giù...

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15 (modificato da ippocampo 29-01-2013 16:01:11)

Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Tutto fatto e come dici tu! Scivolamenti ok, ma proprio perché all'inizio perdeva facilmente l'equilibrio le avevo consigliato di continuare a farli ogni tanto. Gli esercizi per la respirazione li ho sempre fatti fare con le braccia in tutte le posizioni e sia frontalmente che lateralmente e anche quelli erano perfetti; purtroppo una volta passate in corsia col nuovo istruttore, le ho viste fare l'esercizio orrendo di fare la respirazione laterale con una mano sulla tavoletta e poi, questo istruttore, ha la strana abitudine di consigliare a tutti di respirare da una parte sola e sempre ogni due. Anche le gambe sul fianco le uso spesso, direi che è diventato il mio "cavallo di battaglia" visto che non lo vedo mai proporre da nessuno, pensa che quando l'ho proposto a quelli della corsia hanno commentato/criticato che era roba da sincronizzato. Invece il gomito piegato mi mancava, ti ringrazio, ma se la posizione è fissa anche la testa sta sempre ferma, giusto? Pull-buoy: infatti! E' una vita che le dico che deve farlo, prima mi rispose che glielo faceva fare, poi invece mi ha detto di no.
Grazie anche a Thorpe, chiederò se è anemica ...per adesso so solo che soffre di cervicale e da qualche parte ho letto che può essere un problema per una corretta respirazione a stile, ma per fortuna dice di non sentire differenze tra respirare a destra o a sinistra.

P.S. Certo che ho capito Nuotix ....e non sai quante fesserie sento e vedo! Io le mie ex-allieve le vedo peggiorate ...sigh!

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

ippocampo ha scritto:

Invece il gomito piegato mi mancava, ti ringrazio, ma se la posizione è fissa anche la testa sta sempre ferma, giusto?

l'allievo deve eliminare l'aria e quando deve prenderne di nuova deve ruotare il capo quanto basta da far uscire la bocca.
considera che non è un esercizio fra i più facili

ippocampo ha scritto:

Pull-buoy: infatti! E' una vita che le dico che deve farlo, prima mi rispose che glielo faceva fare, poi invece mi ha detto di no.

il pull è utilissimo per questo tipo di carenze.
ancora più utile una variante: ottimo se, anziché fra le coscie, viene messo fra le caviglie. in questo caso i muscoli del tronco vengono impiegati ancora di più


quanto alle difficoltà che presenta sono perplesso.
l'unica cosa che mi viene in mente è che possa avere grossi problemi di scambio respiratorio durante la nuotata completa.
un anno fà mia mamma venne in piscina. le feci fare una 50ina di respirazioni a candela in tutte le salse (solo naso, solo bocca, prima bocca poi naso, ecc) e alla fine della seduta, così x provare, è riuscita a fare una vasca intera e aveva ancora fiato per parlare. e considera che mia mamma è sedetaria quindi se dopo 3 anni di scuola nuoto esibisce ancora problemi di questo genere la questione mi insospettisce molto.

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Infatti, deve avere qualche sorta di problema perché non mi sembra normale, specie se si considera che dopo tutto questo nuoto non si vedono miglioramenti ....tutto quel fiatone per una vasca soltanto a me sembra veramente esagerato!
Tempo fa provai a chiedere all'allenatrice della squadra che ha più esperienza di me e ne ha fatto unicamente un problema caratteriale, cioè mi ha detto praticamente che lei è molto pacata e remissiva di carattere e quindi non è capace di tirare fuori l'energia necessaria per coprire più di una vasca alla volta e che non è il primo caso che gli capita di nuotatori da una vasca alla volta che non migliorano mai. A me sembra una cosa incredibile, amcje perché spesso a nuoto libero mi capita vedere signore appannatotte di terza età, per niente in forma, che arrancano in acqua nuotando malissimo a 3 metri l'ora eppure fanno anche dieci vasche senza fermarsi mai!

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18 (modificato da Smile 31-01-2013 16:23:01)

Re: Consigli per la respirazione a stile libero

@ Ippocampo
Ciao! Riguardo all'opinione dell'allenatrice, sto leggendo un libro che parla proprio del collegamento tra  mente - precisamente l'interpretazione positiva e corretta di segnali corporei (batticuore, stanchezza muscolare, nervosismo ecc) a livello mentale - e la CERTEZZA Di FARCELA e il risultato che si ottiene. L'autore la chiama resilienza. La differenza tra chi si arrende e chi ce la fa!! Scusa se sono un po fuori topic.. Che bello l' impegno che metti nell' insegnamento del nuoto!

smile

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Ciao Smile e grazie!
No, non credo che siamo fuori topic perché questa discussione riguarda i consigli sulla respirazione a stile ed è quello di cui ho bisogno io, dato che non ho mai visto un'allieva con tanto fiatone dopo solo una vasca. Il mio collega che le insegna quest'anno ha individuato il problema proprio nel suo modo di respirare ....all'inizio le disse di "fare le bolle grosse" e adesso le ha detto che sbaglia il movimento, in effetti tende ad alzare la testa. Probabilmente le ha detto la prima cosa per aiutarla, ma in realtà si sa che un difetto di solito proviene da più carenze e, in effetti, la vedo scoordinata in tutta la nuotata, quindi ha problemi di equilibrio e, se la faccio nuotare veloce a testa ferma, la nuotata migliora ma pare ferma ....quindi non sente l'acqua e così è tutto correlato e, secondo me, il problema nasce proprio da lì!

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Quanto al rapporto mente-copro…..È assodato che la testa influenzi notevolmente la prestazione, di qualsiasi genere. Ma sarebbe plausibile ad esempio se l’allieva si ponesse certi obiettivi da raggiungere ansiosamente e poi si scontra con la realtà. Però per questo caso concreto mi suona strano perché l’istruttore noterebbe un’eccessiva ansia da prestazione. Quindi tendo ad escluderlo.

Ippo, io la farei nuotare in apnea: sl fino a che non finisce le bolle e poi la fai ritornare al muro. Hai già provato?

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21 (modificato da ippocampo 01-02-2013 17:43:55)

Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Sì! Guarda, le ho fatto fare veramente di tutto ...peccato che quest'anno non sia più con me. L'ultima lezione l'ho ideata proprio per lei. Riscaldamento stile con gambe veloci visto che le cadono un po', poi 25 in positivo e 25 in negativo ripetuto due volte. Dopodiché lamentava dolore alle gambe e quindi 200 col pull-buoy dove ha notato anche lei un progressivo miglioramento, anche come fatica. Infine l'esercizio di ipossia che dici tu dove ho notato meno resistenza rispetto alle altre e poco avanzamento. Poi hanno provato le partenze e, nelle ultime vasche finali a stile si è sentita molto meglio, mi ha detto.
Devo dire che in questa lezione è riuscita a tenere di più il passo con le altre. Di solito nuotano soprattutto tre stili, ma anche se lei a dorso si ferma molto meno resta comunque parecchio indietro a causa dello stile, dato che ad ogni vasca sta ferma a riprendere fiato mentre le altre ne fanno un'altra!

P.S. molto raramente faccio una lezione facendo nuotare solo uno stile, anzi, mi sa che era la prima volta. So che è preferibile variare che fare lezioni dedicate ad un unico stile per volta.

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

ok, alzo le mani, mi arrendo sad

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Riprendo il post scritto in precedenza perché ho un nuovo quesito, ultimamente da bordo vasca una persona a mio avviso molto competente ( ovviamente un istruttore ) mi ha fatto notare che "facevo molte bolle " nelle prime bracciate e secondo lui, fra la seconda e la terza rimanevo in riserva.
Moltiplicando la riserva di ogni bracciata per 50 mt di fila abbiamo ragionato assieme sul mio effettivo affanno a fine lavoro e mi ha consigliato di provare a espirare lentamente.
Da quasi 2 settimane e quindi 4/5 nuotate ho sicuramente notato un miglioramento, ci devo lavorare...ho notato che espirando piano vado comunque in affanno mentre ritardando l' espirazione dalla seconda bracciata in poi ho avuto buonissime sensazioni...
La mia domanda è: sbaglio a fare questa mini apnea di 1 forse 2 secondi e devo quindi lavorare su una espirazione che comincia subito quando metto sotto la testa oppure scopro l' acqua calda ed è una cosa normale ritardare l' espirazione? Aggiungo che il mio obiettivo è un fondo lungo e non la velocità sui 100, quindi con ritmi respiratori diversi.
Grazie,
Filippo

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

secondo me sbagli.
se hai aria fino alla seconda bracciata e alla terza sei in apnea, signifca che devi prendere aria dopo la seconda bracciata.
infatti, esclusa l'ipotesi dei lavori in ipossia, l'espulsione dell'aria deve essere la più naturale e quindi la meno controllata possibile.

leggi qui: http://www.nuotomania.it/public/blog/index.php/2012/01/respirazione-stile-libero-crawl/

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Re: Consigli per la respirazione a stile libero

Fare un attimo di pausa prima delle espirazioni è una pratica molto comune e lecita che non presenta controindicazioni a patto che venga naturale,nel qual caso permette un maggior controllo dello scambio.

Nelle prime fasi della didattica è sconsigliato proporla perchè induce rigidità (iper-controllo) deviando dall'obbiettivo primario (soffiare forte senza parzializzare con boccucce da fru fru),comunque un amico istruttore lo fa a ragion veduta (cioè se e quando lo ritiene opportuno) ottenendo ottimi risultati,a dimostrazione che non esistono dogmi ma solo scelte razionali oppure no.
Ma in seguito il nuotatore stabilisce da solo come modulare lo scambio respiratorio sulla base delle sue esigenze contingenti (intensità della nuotata).

Ciao

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