Argomento: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

salve a tutti, sono nuovo del forum. La mia esperienza di nuotatore si riduce a 2 anni di "nuoto" da bambino, intorno ai 6-7 anni, che mi hanno dato le basi, per cui so eseguire correttamente 3 stili su 4 (il delfino mi manca, ho provato a volte e col mio livello di allenamento è incompatibile, almeno adesso; pure la virata non me l'hanno mai insegnata, ho imparato a farla da me molto approssimativamente). Ho fatto inoltre due anni fa un corso di qualche mese che mi ha un  po' migliorato la tecnica, poi da lì in poi ho fatto saltuariamente del nuoto libero, a periodi, di media 2 volte la settimana. Siccome ho deciso che voglio migliorare decisamente, sono arrivato a 3 volte la settimana di nuoto libero.  Il mio problema è che non miglioro come vorrei. Considerate che non seguo alcuna tabella di allenamento. DI media sto in acqua 45 min 1 ora massimo e faccio stile o dorso (evito la rana perchè mi sembra non mi impegni a sufficienza), principalmente stile (diciamo 2-3 vasche a stile per una vasca a dorso di media), fermandomi quando mi stanco, diciamo ogni 100 metri (in vasche da 50) di solito, ogni 200 metri se voglio spingere un po' di più. Più di 300 metri di seguito non li ho  mai fatti, non a stile. A dorso riesco a farne, ad una andatura "Normale" (normale per me, per voi nuotatori esperti probabilmente lentissima) anche 400-600 senza fermarmi, 200 se vado tirato al massimo; la differenza è abissale perchè nel dorso posso respirare normalmente e non vado in affanno. Mentre nello stile libero il mio problema principale è proprio la sensazione di affanno, di mancanza di aria, che aumenta progressivamente dopo i primi 50 metri fino a diventare insopportabile. Penso che se avessi un boccaglio potrei continuare tranquillamente, perchè a livello muscolare non sento fatica. Diciamo che se i primi 30 metri posso respirare anche ogni 6-8 bracciate, tranquillamente, dopo per qualche motivo inizio a sentirmi i polmoni esplodermi dopo pochi secondi di bracciate in apnea. Di solito, se voglio arrivare a fare almeno 200 metri di fila, arrivo a respirare ogni 2 bracciate, ma non mi piace ed inoltre ho la sensazione di essere rallentato.
La mia domanda è: è meglio se cerco di fare più vasche respirando quando mi va, ovvero dopo le prime due vasche, praticamente ogni 2 bracciate? è normale che inizialmente sento di poter respirare anche ogni 6-8 bracciate e poi vada sempre di più in affanno? è meglio che cerco di fare meno vasche ma forzando il respiro per quanto posso, considerando  che per me la sensazione dello stare senza aria è molto sgradevole, è necessario per migliorare velocità e resistenza, oppure posso ignorare questa cosa? 
Ho provato a seguire il consiglio che mi diede il mio istruttore, ovvero rilasciare lentamente l'aria mentre sto in apnea, mentre a me verrebbe di rilasciarla tutta assieme prima di inspirare, però non trovo grossi migliorament; anzi, se la rilascio troppo in fretta e rimango senza alla fine, mi pare pure peggio. Ricordo che mi disse che il problema era proprio che respiravo troppo frequentemente e non svuotavo mai i polmoni del tutto, perciò quando inspiravo introducevo una quantità di ossigeno minore di quella che avrie potuto immettere. Può essere questo? come mai allora se forzo il respiro cercando di mantenerlo costante (es ogni 5 bracciate) mi sento sempre più affaticato rispetto a quando respiro ogni 2?

INoltre un'altra cosa: il numero di bracciate. Mi sono comprato un orologio dell'arena che misura vasche e bracciate e mi sono accorto che, almeno con una andatura normale da crocera, faccio 250 bracciate per 200 metri (vasche da 50, senza tuffo con pochissima spinta, no virata). MI pare moltissimo. Eppure io cerco di allungare bene il braccio, di spingere fino in fondo, di fare il rollio, di fare la famosa s all'altezza delle spalle non troppo esterna nè troppo interna... ed a livello muscolare non mi manca certo la forza, almeno apparentemente sono piuttosto muscoloso. Da cosa può dipendere quindi? chiaramente senza video si tratta di ipotesi.

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

hai una miriade di questiti, tutti diversi, che sono stati affrontati, uno per uno, in modo a dir poco esauriente.

molto sinteticamente: se vai in affanno le spiegazioni possibili sono: o ti manca resistenza o non sei ancora correttamente ambientato, in particolare hai uno scambio respiratorio deficitario cioè incameri aria senza aver espulso completamente l'aria che avevi assunto precedentemente oppure entrambe le possibilità precedenti.

non esitono ritmi di respirazioni: l'unica regola è che non ci sono regole, quindi respira quando hai bisogno. le formule del tipo "si respira ogni 3, ogni 5, ogni 2" sono da buttare nel cesso a patto di non lavorare volutamente in ipossia, ma questo è un altro discorso.
l'eliminazione dell'aria va eseguita in maniera leggermente decisa e soprattutto naturale, senza forzature.

il modo migliore per sbagliare a nuotare è pensare cioè mettere in pratica cose che invece andrebbero lasciate fare al nostro sistema nervoso senza l'intervento del controllo razionale. perché? perché il controllo o ancor peggio l'ipercontrollo combinano sempre dei danni. quindi lascia perdere a rollio, esse e altri particolari perché farli volutamente si traducono in un fallimento. del resto fare 250 bracciate in 200 m (cioè 31 bracciate in 25m) ne è la prova


per il resto ti consiglio di leggere le discussioni che ritieni più opportune contenute nella guida. se hai dei dubbi posta in una di quelle
ciao

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

Aggiungerei il fattore psicologico: per chi (come me) non è educato ad affrontare la fatica, 5 minuti di lavoro anche non particolarmente intenso possono generare un'insofferenza importante, che ti porta a dire "non ce la faccio", "ora mi fermo".

Io me ne sono accorto cominciando a praticare con sistematicità la corsa: dopo 5/10 minuti, le prime volte, mi capitava una sensazione di "panico" da "non ce la faccio". Analogo a quanto mi accadeva in piscina.
Correndo però riesco a rallentare quanto basta per poter continuare la mia corsa; nuotando questo è un po' più difficile (per chi non è bene ambientato, ovviamente).

Una volta un mio istruttore in piscina mi disse una cosa saggia: "cerca di razionalizzare lo sforzo necessario a compiere questo lavoro che stai facendo".

Proprio questo era (ma per molti versi, o è ancora...) il punto: ho capito che mi era necessario gestire psicologicamente la fatica che stavo facendo.

In questo modo, uno può decidere di rallentare il ritmo, se necessario, ma soprattutto sforzarsi di non scomporre l'azione motoria a causa del sopraggiungere della fatica: mantenere la concentrazione.

Questo è vero anche per la corsa: tipicamente si vede chi corre deconcentrato che comincia a fare le spallucce, a tenere le braccia come un t-rex, la testa che ciondola, i piedi che strisciano.
Correndo riesci anche a strascicarti per finire il tuo percorso, ma nel nuoto questa deconcentrazione porta a fare il quadruplo della fatica, il tutto reso ancor più difficile dal fatto di dover gestire la respirazione.

In sostanza, la mia esperienza, è che questa sensazione di affanno (che tipicamente ancora provo anch'io in acqua) sia causata da questi due fattori, che incidono l'uno sull'altro: il fattore psicologico e il fattore ambientamento in acqua.

Secondo me, non è del tutto appropriato porsi il problema della resistenza per uno che non ha degli obbiettivi atletici precisi.

Voglio dire: mettiamo che io lamenti il fatto che vado in affanno se cerco di coprire 200 metri a stile.
Ebbene, se io avessi l'obbiettivo di percorrere quella distanza entro un certo tempo, allora sì che si potrebbe dire che vado in affanno perché lo sforzo è intenso e non riesco a sostenerlo, e quindi ho un problema di resistenza.

Ma quando io faccio un 200 metri e vado in affanno lo stesso, anche se nessuno mi corre a dietro con un cronometro, allora devo escludere l'ipotesi che io abbia un problema di resistenza, perché potrei più o meno tranquillamente chiudere i miei 200 metri diminuendo l'intensità. Come dire che smetto di correre e chiudo il mio percorso camminando.

Su questo forum mi è stato insegnato un parametro facile e ragionevole per capire se la nuotata a stile è eccessivamente dispendiosa (leggi = nuotare male): se sei in grado di fare una vasca per intero in apnea a stile libero, vuol dire che male male non vai.
Ho anche imparato che all'incirca 18/20 bracciate per chiudere una vasca, per un dilettante, sono un numero abbastanza plausibile.

Io ti direi di praticare la tecnica, sicuramente, e quando lo fai fallo in situazione di agio: mai lunghezze che fai fatica a sostenere, anche a costo di fare una vasca per volta. Io lo faccio prendendo spunto dai programmi per principiante e dai numerosi esercizi proposti nel forum, sforzandomi di capire dove i miei equilibri sono più zoppicanti.

Secondo: cerca di calibrare la lunghezza delle tue nuotate basandoti su quanto riesci a coprire prima che la tua nuotata si scomponga, facendo attenzione a quanto tempo recuperi fra una ripetuta e l'altra.
In questo modo aumenterai un po' la resistenza, ma soprattutto costruirai una buona confidenza e con una nuotata corrette, e con la gestione dello sforzo.

Riguardo alla respirazione, è stato spiegato allo sfinimento che la regola è che si respira quando se ne ha bisogno, a destra o a sinistra. Quando corri stai lì a chiederti se devi respirare ogni tre passi, se devi trattenere il fiato o respirare poco per volta? Ovviamente no. La stessa cosa deve succedere quando nuoti.
Se stai facendo una serie un po' lunga e cominci a sentire di dover respirare molto frequentemente, o tieni botta perché devi chiudere la serie entro un certo tempo, oppure rallenti un po' e cerchi di riprendere un ritmo che ti consenta di respirare meno freneticamente.

Un consiglio: io credo sia utilissimo fare allenamento con altre persone. Da solo non avrei mai fatto allenamenti che invece sono riuscito a sostenere grazie al traino del gruppo. Ed è anche più divertente.

The ice caps are melting, Leonard.
In the future, swimming isn't going to be optional.

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4 (modificato da andrew881 13-06-2013 13:43:33)

Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

anzitutto, grazie mille delle risposte. MI scuso se nell'altro post sono stato scortese ma non sono pratico di forum e pensavo di essere stato ignorato. Ad ogni modo, cerco di aggiungere dettagli cosicchè vi facciate un'idea più precisa: non ho provato di recente, anche perchè ora mi alleno in vasche da 50 metri e non so calcolare esattamente la metà, ma quando un paio d'anni fa mi allenavo nel corso di nuoto riuscivo (arrivando in fondo abbastanza spompato ovviamente) a fare una vasca da 25 metri in apnea totale. E più o meno adesso sarò tornato a quel livello lì. Quindi escludo di avere uno stile così orrendo; certo non perfetto ma neanche orrendo. Per l'acquaticità, avendo fatto 2-3 anni di nuoto in età infantile, credo mi sia rimasto un certo imprinting, un po' come quando si impara a sciare no? poi purtroppo non avendo fatto sport in modo continuativo non ho creato una resistenza ed una tecnica.
Per l'aspetto della corsa, a volta, soprattutto nei periodi in cui non nuoto, vado a correre circa un'ora per conto mio, faccio 7-10-12 chilometri e conosco il senso di fatica, ma quello che provo in acqua è molto diverso. So che nessuno mi corre dietro, però spesso mi sento in dovere "con me stesso" di mantenere un buon ritmo (buono per me, magari mediocre per voi allenati) anche se forse non sono allenato a sufficienza, quindi mi stresso troppo forse e vado in affanno. 
Ah, una cosa: spesso noto che è proprio nei primi 20-30 minuti della seduta che provo di più quel senso di affanno, in pratica mi manca il fiato, poi è come se mi sentissi più sciolto e potessi continuare quanto mi pare o quasi (però smetto lo stesso dopo 45 minuti- 1 ora massimo). Sto provando a respirare quando mi viene, ed in pratica dopo la prima vasca (da 50 metri) o le prime due respiro ogni 2 bracciate fisso, anche se mi sento parecchio rallentato e mi pare di andare meno sciolto a livello muscolare. Facendo così e rallentando un po' la nuotata, riesco a percorrere distanze maggiori di quanto facessi prima (un mese fa, facevo 100 metri ed ero esausto). La mia idea è che, siccome essendo non molto allenato, pure ogni 2 bracciate vado lievemente in affanno, tendo ad anticipare lievemente il momento della respirazione ed a perdere un attimo l'assetto, in un riflesso involontario che mi porta ad alzare la testa impercettibilmente, anzichè girarla soltanto...ma è solo una mia ipotesi, dovrei vedermi e guardare i tempi di quando respiro ogni 2 ed ogni 5 o 8 bracciate. Ad ogni modo credo che l'aspetto psicologico che hai individuato sia essenziale: sono un tipo "ostinato" e forse, quando non sono allenato, non accetto di andare lento come forse dovrei, allora forzo e vado in affanno. Per il fatto di allenarmi con altri, primo non mi sento capace di inserirmi in una squadra, per i corsi di nuoti, ne ho fatti un paio e diciamo le cose che dovevan dirmi me le han dette, poi ho fatto un abbonamento annuale con groupon ad un prezzo molto conveniente, faccio 3 volte a settimana e mi basta così!

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

mi chiedevo se l'allenamento col boccaglio frontale potrebbe essere utile per concentrarmi sulla tecnica e non far si che il mio problema con la respirazione non vada ad inficiare l'aspetto tecnico (quando mi manca l'ossigeno tendo ad essere più scoordinato).

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

andrew881 ha scritto:

mi chiedevo se l'allenamento col boccaglio frontale potrebbe essere utile per concentrarmi sulla tecnica e non far si che il mio problema con la respirazione non vada ad inficiare l'aspetto tecnico (quando mi manca l'ossigeno tendo ad essere più scoordinato).

Il boccaglio frontale è nato per concentrarsi sugli esercizi di tecnica, non solo per le braccia ma anche e soprattutto per la battuta di gambe crawl e le gambate rana e delfo. Inoltre migliora anche le capacità polmonari.
Come tutti gli ausili didattici occorre non esagerare e magari completare la seduta con vasche di nuotata completa per capire la differenza tra una nuotata "aiutata" ed una nuotata "come natura crea" smile

1) AUT DISCE, AUT DISCEDE
2) Azzoppare il cavallo pensante....questo

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

Segui una tabella di allenamenti anche del sito!! Iniza con la più corta e sicuramente troverai difficoltà perche come hai detto te fai solo vasche su vasche ma invece è importante cambiare il ritmo..
Non è importante nuotare come la maggior parte nuotatori del libero fanno.. Praticamente entrano fanno 2 vasche si fermano quando sono riposati ripartono !! Non ci si allena così.. Segui degli allenamenti fatti da persone serie..
Se vuoi allenarti maggiormente entra nei master !!
L rana secondo me la devi fare non come dici tu che non è. Faticosa.. Falla ad andature sostenute e vedi..
Se ti sentì che manca ancora qualcosa in tecnica torna alla scuola nuoto magari in un corso avanzato..
La tecnica nel nuoto e la base principale

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

steffforno ha scritto:

Segui una tabella di allenamenti anche del sito!! Iniza con la più corta e sicuramente troverai difficoltà perche come hai detto te fai solo vasche su vasche ma invece è importante cambiare il ritmo..
Non è importante nuotare come la maggior parte nuotatori del libero fanno.. Praticamente entrano fanno 2 vasche si fermano quando sono riposati ripartono !! Non ci si allena così.. Segui degli allenamenti fatti da persone serie..
Se vuoi allenarti maggiormente entra nei master !!
L rana secondo me la devi fare non come dici tu che non è. Faticosa.. Falla ad andature sostenute e vedi..
Se ti sentì che manca ancora qualcosa in tecnica torna alla scuola nuoto magari in un corso avanzato..
La tecnica nel nuoto e la base principale

farò così, dal prossimo anno penso. Per gli allentamenti tutte le volte mi propongo di seguire quelli del sito, però o mi manca un attrezzo, o mi dimentico l'esercizio, oppure non riesco a sostenere il ritmo, insomma alla fine di solito faccio di testa mia (sbagliando lo so). Sì io sono tra quelli che fanno due vasche e si fermano infatti XD. Allenandoti da solo alla fine non hai una motivazione per dare proprio il massimo.

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

Marioaversa ha scritto:

Inoltre migliora anche le capacità polmonari.

per me sarebbe una manna dal cielo (certo costicchia quindi devo vedere se intendo usarlo davvero) visto che per me l'80% della fatica nel nuoto è nella respirazione, cioè nel dover trattenere l'aria per troppo tempo, se poi mi migliora pure le capacità polmonari, perfetto, allora lo prendo subito.

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

andrew881 ha scritto:
Marioaversa ha scritto:

Inoltre migliora anche le capacità polmonari.

certo costicchia quindi devo vedere se intendo usarlo davvero.....

Costicchia? Prendi un boccaglio qualsiasi e infilalo sotto gli occhialini........ Con € 5 te la cavi.

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

andrew881 ha scritto:

per me sarebbe una manna dal cielo (certo costicchia quindi devo vedere se intendo usarlo davvero) visto che per me l'80% della fatica nel nuoto è nella respirazione, cioè nel dover trattenere l'aria per troppo tempo, se poi mi migliora pure le capacità polmonari, perfetto, allora lo prendo subito.

se trattieni l'aria significa che non appreso le respirazioni a candela.
è la base del nuoto indi per cui urge impararle bene bene bene bene.

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12 (modificato da andrew881 27-07-2013 14:04:22)

Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

nuotix ha scritto:
andrew881 ha scritto:

per me sarebbe una manna dal cielo (certo costicchia quindi devo vedere se intendo usarlo davvero) visto che per me l'80% della fatica nel nuoto è nella respirazione, cioè nel dover trattenere l'aria per troppo tempo, se poi mi migliora pure le capacità polmonari, perfetto, allora lo prendo subito.

se trattieni l'aria significa che non appreso le respirazioni a candela.
è la base del nuoto indi per cui urge impararle bene bene bene bene.

può essere, anzi di sicuro le facevo da bambino, alla fine ho fatto 2-3 anni di nuoto quasi continuo, però forse non è totalmente vero che quando si impara a nuotare (o sciare etc) non si dimentica più. Comunque posso pure non trattenere l'aria, anzi spesso lo faccio, però istintivamente mi viene di trattenere l'aria. La cosa strana è che glielo dissi pure al mio vecchio istruttore ma non mi disse niente in proposito nè mi fece fare esercizi specifici. Ricordo anzi che come unico correttivo mi faceva fare vasche respirando ogni 7-8 bracciate (ovviamente continuavo a farlo in apnea, col risultato che dopo le prime bracciate iniziavo a morire per la mancanza d'aria, più che autocorreggermi).
Per le respirazioni a candela significa semplicemente a quanto ho capito andare su e giù con la testa espirando completamente con bocca e naso quando sono sotto? perchè se è così non c'è problema, certo mi sentirò un po' ridicolo, ma se serve lo faccio.

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

Catullo ha scritto:
andrew881 ha scritto:
Marioaversa ha scritto:

Inoltre migliora anche le capacità polmonari.

certo costicchia quindi devo vedere se intendo usarlo davvero.....

Costicchia? Prendi un boccaglio qualsiasi e infilalo sotto gli occhialini........ Con € 5 te la cavi.

se lo prendo lo prendo da piscina non da mare e quello da piscina costa minimo 30 euro, da decatlon.

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

andrew881 ha scritto:
nuotix ha scritto:
andrew881 ha scritto:

per me sarebbe una manna dal cielo (certo costicchia quindi devo vedere se intendo usarlo davvero) visto che per me l'80% della fatica nel nuoto è nella respirazione, cioè nel dover trattenere l'aria per troppo tempo, se poi mi migliora pure le capacità polmonari, perfetto, allora lo prendo subito.

se trattieni l'aria significa che non appreso le respirazioni a candela.
è la base del nuoto indi per cui urge impararle bene bene bene bene.

può essere, anzi di sicuro le facevo da bambino, alla fine ho fatto 2-3 anni di nuoto quasi continuo, però forse non è totalmente vero che quando si impara a nuotare (o sciare etc) non si dimentica più. Comunque posso pure non trattenere l'aria, anzi spesso lo faccio, però istintivamente mi viene di trattenere l'aria. La cosa strana è che glielo dissi pure al mio vecchio istruttore ma non mi disse niente in proposito nè mi fece fare esercizi specifici. Ricordo anzi che come unico correttivo mi faceva fare vasche respirando ogni 7-8 bracciate (ovviamente continuavo a farlo in apnea, col risultato che dopo le prime bracciate iniziavo a morire per la mancanza d'aria, più che autocorreggermi).
Per le respirazioni a candela significa semplicemente a quanto ho capito andare su e giù con la testa espirando completamente con bocca e naso quando sono sotto? perchè se è così non c'è problema, certo mi sentirò un po' ridicolo, ma se serve lo faccio.

Perché ridicolo??? Io faccio questo: quando faccio sessioni un cui mi dedico alla tecnica, nelle pause in cui sono al muretto dove c'è fondo, faccio la pausa facendo questo tipo di respirazione, ed evitando di aggrapparmi al muretto.

The ice caps are melting, Leonard.
In the future, swimming isn't going to be optional.

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

Concordo con te Catullo! Nell'apprendimento del nuoto niente di ciò che si fa è ridicolo! Solo le persone sbruffone e piene di sé eventualmente deridono chi si impegna in esercizi che sicuramente richiedono molta fatica! smile ciao

smile

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

Una cosetta: quando fai queste respirazioni, cerca di capire se sei effettivamente sciolto e rilassato.
Io ad esempio all'inizio mi ero "sorpreso" a farle immergendo la faccia di piatto (quindi inclinando il capo in avanti).

No buono, mi sono detto: ho pensato che era una scappatoia per evitare di far entrare l'acqua nel naso.
Quindi immergersi in direzione verticale, perché è necessario abituarsi a compensare per evitare di bere e/o fare entrare l'acqua nel naso.

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

Io in ogni mia seduta di allenamento mi cimento in respirazioni a candela e in esercizi vari da primo livello , apnee comprese.

R

Utilizzatore della funzione "Ricerca" wink

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

grazie mille per i consigli, a questo punto dall'anno prossimo faccio il corso però! troppi esercizi così a mente da solo senza feedback mi pare poco sensato.

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19 (modificato da andrew881 16-10-2013 21:15:25)

Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

visto che l'altro topic mi è stato chiuso scrivo qui lo stesso: ho ancora il problema della respirazione, sto seguendo un corso due volte a settimana ed una volta faccio nuoto libero. Ho sempre il problema di sentirmi senza fiato, principalmente nello stile libero, ovvero quando ci sono fasi di apnea. Ad esempio nel dorso mi sento molto più tranquillo. Il mio problema è che o respiro quando mi viene di farlo, ovvero ogni due bracciate, però così se sul momento mi pare di migliorare nel lungo periodo mi pare di affaticarmi di più e di peggiorare nella coordinazione, o mi forzo a respirare ogni 3-5 bracciate, e se all'inizio lo faccio tranquillamente, dopo i primi 50-100 metri consecutivi diventa sempre più difficile e l'ossigeno più scarso. Anche per questo motivo devo spesso fermarmi a riprendere il fiato. Ho provato, anzi sto provando ad espirare l'aria completamente ma mi sembra poi di rimanere senza per le ultime bracciate, quindi è un po' penoso e non mi viene naturale; però mi sono accorto che quando lo faccio, poi nel lungo periodo mi stanco un po' meno ed ho più fiato. Ciò che non capisco è come mai sempre nell'ultima bracciata senta che mi manca l'aria, sia che faccia 3, o 5, o 7 o 8 bracciate prima di respirare è uguale. Ho sempre la sensazione di affanno l'ultima bracciata, o le ultime due. E' normale? Forse doso lo sforzo automaticamente diminuendolo se so di dover fare più bracciate prima di respirare (miglioro il rendimento)?  l'istruttore dice che è perchè non espiro totalmente, ma io mi sforzo di buttare fuori tutta l'aria, sia dal naso sia dalla bocca, quando sono sotto, ma così facendo spesso mi pare di far peggio.

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

Il tuo istruttore ha ragione perché se non espiri bene va fuori l'ossigeno e resta dentro l'anidride carbonica(che ti fa stancare).
La stanchezza E'normale  all'inizio perché i problemi tecnici fanno fare movimenti poco economici a livello energetico!Se vuoi postare un video,lo guardiamo insieme e proviamo a capire un po' meglio.
Il tuo post l'ho chiuso a malincuore per regolamento:tendiamo a raggruppare  le discussioni per argomento in modo che si eviti di aprire nuove discussioni di continuo che rendono complicata la consultazione del forum:ti chiedo scusa!

Il mio nickname

di marina sito web

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21 (modificato da andrew881 16-10-2013 21:12:22)

Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

marina ha scritto:

Il tuo istruttore ha ragione perché se non espiri bene va fuori l'ossigeno e resta dentro l'anidride carbonica(che ti fa stancare).
La stanchezza E'normale  all'inizio perché i problemi tecnici fanno fare movimenti poco economici a livello energetico!Se vuoi postare un video,lo guardiamo insieme e proviamo a capire un po' meglio.
Il tuo post l'ho chiuso a malincuore per regolamento:tendiamo a raggruppare  le discussioni per argomento in modo che si eviti di aprire nuove discussioni di continuo che rendono complicata la consultazione del forum:ti chiedo scusa!

si è stato un mio errore comunque, ma tornando all'argomento respirazione, ho fatto numerosi esercizi di tecnica e cerco di espirare del tutto prima di inspirare di nuovo, ma il problema "affanno" lo sento sempre. Più che la tecnica, direi che è il mio problema principale, non so se è per tutti i principianti così. Per esempio vedo certi che nuotano con me che hanno uno stile apparentemente peggiore del mio, ma respirano ogni 3-5 bracciate anche dopo 4 vasche da 50 di fila (li ho osservati), quindi credo che non dipenda tutto dallo stile. Mi sto chiedendo, è possibile che questo dipenda proprio dalla così detta capacità polmonare?
Per le riprese video per adesso non riesco a trovare nessuno che me le faccia, appena potrò le posterò di certo.

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

No,continuo a pensare a problemi tecnici sia sulla respirazione che sulla nuotata.

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di marina sito web

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23 (modificato da andrew881 16-10-2013 21:38:50)

Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

marina ha scritto:

No,continuo a pensare a problemi tecnici sia sulla respirazione che sulla nuotata.

per il mio video della nuotata puoi guardare quello vecchio, è di questa estate e forse un pizzico sono migliorato, spero (per esempio ho fatto parecchie gambe ed ho perfezionato l'entrata della mano, forse alzo meno la testa), ma di base la mia nuotata credo sia quella. (non so se l'avevi visto)

https://www.youtube.com/watch?v=htfbUUcUNr4&hd=1

guarda solo lo stile libero semmai

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

...la respirazione mi pare anticipata.E comunque mi pare che esci la testa ma aria ne pregni poca e ne soffi ancora meno.

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Re: consigli per un quasi principiante: senso di ipossia, respirazione

marina ha scritto:

...la respirazione mi pare anticipata.E comunque mi pare che esci la testa ma aria ne pregni poca e ne soffi ancora meno.

ok grazie mi concentrerò sulla respirazione allora, in effetti nei vari corsi fatti la davano sempre per scontata, e pure io lo facevo, ma magari non l'ho mai appresa bene. Respirazioni a candela vanno bene? ci sono altri esercizi?

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