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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

Nella nuotata di Lochte, come in altri nuotatori, c'è una certa aritmia della nuotata.
L'avvicendamento tra braccio sinistro e destro non è regolare ma si nota una pausa ogni 2 bracciate:
http://www.youtube.com/watch?v=WTXSMKFSEYQ

Qual'è il vantaggio di questa nuotata ed è tipico delle gare un pò più lunghe?

Ciao

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177

Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

Grazie Stefano. Ieri mi sono riletto tutto il thread. Ho preso diversi appunti.
Per completare il tutto, oggi ho deciso di farmi del male, e quindi posto 2 video che mi ritraggono in vasca.

http://www.youtube.com/watch?v=DDHlXtNmjL0

http://www.youtube.com/watch?v=-RVJznV6vVI

In ordine di importanza vedo i seguenti difetti:
1. l'allineamento è pessimo. non riesco a tenere in linea il sedere con gambe e tronco. Personalmente penso che qui l'azione correttiva possa essere quella di bloccare maggiormente gli addominali, e forse far partire la gambata più dal gluteo.
2. la presa avviene tardi. E' evidente una pausa che provoca quasi un "affondamento", per cui sembra necessaria una forza superiore nella bracciata successiva ...
3. il rollio non è buono. la rotazione del corpo non è sufficiente
4. la testa è troppo alta, e soprattutto non rimane in linea con il corpo durante la respirazione
Vorrei capire se in effetti sto evidenziando i difetti reali, e quali potrebbero essere gli esercizi per potermi migliorare.
Comincio già a tremare per i commenti ..
Grazie di tutto
Giorgio

stay hard, stay hungry, stay alive.

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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

Catullo ha scritto:

Nella nuotata di Lochte, come in altri nuotatori, c'è una certa aritmia della nuotata.
L'avvicendamento tra braccio sinistro e destro non è regolare ma si nota una pausa ogni 2 bracciate:
http://www.youtube.com/watch?v=WTXSMKFSEYQ

Qual'è il vantaggio di questa nuotata ed è tipico delle gare un pò più lunghe?

Ciao

Non è tipico delle nuotate più lunghe (nel senso di nuoto di fondo) ma dei nuotatori in vasca.
E' una aritmia studiata a tavolino e ricercata appositamente con allenamenti analitici.
Si tratta di un sistema per sfruttare i moti ondosi generati dal corpo e acquisire una maggiore inerzia nella spinta.
In pratica si rende la propulsione leggermente discontinua ravvicinando tra loro le azioni propulsive lasciando poi scivolare il corpo successivamente,allo scopo di ottimizzare la spesa energetica aumentando la risultante velocità media.
Dunque non è una pausa anche se lo sembra,invece un braccio cerca gli appoggi giusti aiutando attivamente lo scivolamento,per spingere meglio in sovrapposizione.
E' una tecnica assolutamente difficile da sviluppare e a meno di non essere veramente ma veramente evoluti si rischia di combinare un gran pasticcio.
Ogni tanto in allenamento ci provo e mi diverto un sacco a nuotare così,però non ho mai provato a prendere riscontri cronometrici.

Ciao

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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

giorgio ha scritto:

In ordine di importanza vedo i seguenti difetti:
1. l'allineamento è pessimo. non riesco a tenere in linea il sedere con gambe e tronco. Personalmente penso che qui l'azione correttiva possa essere quella di bloccare maggiormente gli addominali, e forse far partire la gambata più dal gluteo.

Il punto uno spiega tutto,ti mancano le gambe,ti vengono dietro senza equilibrare la nuotata,determinando tutte le altre diseconomie.
Non è una questione di mancanza di forza,è un problema di equilibrio,cioè le tue gambe non sono capaci di capire quello che devono fare,e tu chiaramente non è che glielo puoi spiegare.
Lo devono capire da sole con l'esperienza,e per farlo bisogna che si ritrovino DA SOLE  a gestire l'avanzamento.
Hai bisogno di fare tanto tanto lavoro di gambe ma soprattutto senza tavoletta,facendo vasche intere a braccia ferme,in basso e\o in avanti,respirando frontalmente a gambe forti o a gambe piano,insomma di tutto.

Fino a che durante la nuotata non gli verrà naturale di attivarsi nel modo più congruo.

Tutti gli altri vari errori nella nuotata,dall'allineamento della testa in respirazione in poi,sono una diretta conseguenza di questa carenza che è dunque il tuo obiettivo primario.
Peccato,perchè l'azione di braccia invece è molto buona,alta,sciolta e naturale.

Ciao

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180

Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

stefano '62 ha scritto:

Non è tipico delle nuotate più lunghe (nel senso di nuoto di fondo) ma dei nuotatori in vasca.
E' una aritmia studiata a tavolino e ricercata appositamente con allenamenti analitici.
Si tratta di un sistema per sfruttare i moti ondosi generati dal corpo e acquisire una maggiore inerzia nella spinta.
In pratica si rende la propulsione leggermente discontinua ravvicinando tra loro le azioni propulsive lasciando poi scivolare il corpo successivamente,allo scopo di ottimizzare la spesa energetica aumentando la risultante velocità media.
Dunque non è una pausa anche se lo sembra,invece un braccio cerca gli appoggi giusti aiutando attivamente lo scivolamento,per spingere meglio in sovrapposizione.
E' una tecnica assolutamente difficile da sviluppare e a meno di non essere veramente ma veramente evoluti si rischia di combinare un gran pasticcio.
Ogni tanto in allenamento ci provo e mi diverto un sacco a nuotare così,però non ho mai provato a prendere riscontri cronometrici.

Ciao

Figo; se ho guardato bene nel video questo obbliga, però, il nuotatore a respirare sempre da una parte e, a meno che Lochte non sia mancino, a sfruttare maggiormente il braccio dominante.

Ciao

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181

Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

A me dà proprio l'impressione di una nuotata molto potente dove sfrutta maggiormente la forza del braccio destro...
Lì per lì ci sono rimasta pure un po' male, questo tipo di nuotate io le chiamo "zoppe", a volte si vede fare anche a dorso, il ritmo è spezzato, la bracciata non è più omogenea e non mi piace, però, con la spiegazione di Stefano ho capito, sembra proprio una tecnica difficile e pericolosa!
Sinceramente non mi sembra neanche che stenda bene le braccia prima della presa, ma questo forse è colpa della velocità?

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182

Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

stefano '62 ha scritto:

Hai bisogno di fare tanto tanto lavoro di gambe ma soprattutto senza tavoletta,facendo vasche intere a braccia ferme,in basso e\o in avanti,respirando frontalmente a gambe forti o a gambe piano,insomma di tutto.

Grazie. Se possibile vorrei chiederti maggiori spiegazioni sugli esercizi che potrei/dovrei fare.
A braccia avanti intendi come se avessi la tavoletta ?E a braccia in basso intendo lungo il corpo ?
Ritieni che usare il pull nel mio caso peggiori la situazione ?
In un allenamento di circa 2500/2700 metri quanto dovrei dedicare a questi esercizi ?
Mi hai fatto troppi complimenti sulla bracciata ? Non ti sembra che il braccio affondi troppo quando entra in acqua ?
PS:poi non ti stufo più !
Ciao

stay hard, stay hungry, stay alive.

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183

Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

intanto che entra stefano ti rispondo io:
1)si
2)si
3)secondo me no,ma meglio lasciare molto più spazio al lavoro a oropo libero!
4)la bracciata non la trovo male affatto:conetrati di più sull'oppositività delle braccia e dell'ampiezza dell'azione!!

Il mio nickname

di marina sito web

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184

Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

Grazie Marina. Nel frattempo mi è venuta in mente un'ultima domanda.
Pinne si o Pinne no ?
Ciao

stay hard, stay hungry, stay alive.

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185

Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

si,ma non oltre 1/4 dei metri perorsi totale a massimo una volta a settimana...
io sono restia alle pinne per hi non ha grande continuità perhè dal momento che sposti più acqua hi meno motivo di batterle bene!!!insisterei con gli eserizi di gambe laterali che ti ostringono a batterle bene!

Il mio nickname

di marina sito web

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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

Nuovo istruttore!!!
È sempre motivante, perché ognuno, a quanto sembra, vede il nuoto un po' a modo proprio, e questo ti dà nuovi stimoli, ti porta a provare nuove cose.

Questo ragazzo mi sembra in gamba, e mi ha fatto notare ancora che non allungo abbastanza; ha anche osservato che vado subito in presa, e mi ha suggerito di sfruttare lo scivolamento e afferrare l'acqua con calma.

Facendo questo, ahimè, mi sono accorto che in effetti non è solo quello: ho la netta sensazione che in verità con la mano che sta entrando in acqua istintivamente cerco un sostegno. Come dire che quando vado a prendere l'acqua, sotto sotto cerco anche un appoggio per tirarmi fuori e aiutarmi a respirare.

E poi ancora dall'altra parte (l'altra mano che finisce la spinta), non so come, ma ho la sensazione che la mano non spinge fino in fondo.
Credo che anche qui mi freghi l'istintuale desiderio di spingermi fuori: il cervello ha fretta di recuperare la mano per riportarla in avanti a remare per tener su la faccia.

E in ultima analisi, penso che ci debba essere una correlazione con la respirazione: probabilmente se riuscissi a impostarla bene, non andrei alla ricerca del supporto delle braccia per tenermi fuori.

Come vorrei che qualcuno mi avesse impostato bene sui fondamentali all'inizio del mio nuoto!!!...

The ice caps are melting, Leonard.
In the future, swimming isn't going to be optional.

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187

Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

grazie per i preziosi consigli utili anch eper me!

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188

Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

Ciao Cirone,

ricordati che istintivamente il tuo bisogno d'aria ti fa alzare la testa fuori dall'acqua ma così ottieni il risultato inverso: se resti appoggiato sull'acqua questa ti sorregge mentre più esci fuori e più affondi! yikes
Questo lo saprai già benissimo anche tu ma, anche ai miei allievi, devo ripeterglielo spesso!
Però, in questo, gli animali sono più avanti a noi, loro seguono solo l'istinto ma se cadono nell'acqua, ci restano benissimo, mica cercano di arrampicarsi su per aria! yikes roll

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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

Anche io ho lo stesso problema: mi hanno messo in una piscina e mi hanno detto:"Nuota!"
Adesso che nuoto da due anni ormai mi dicono che il mio stile è tutto sbagliato. Ovviamente è una cosa che noto anche io da quando leggo nuotomania.
Mi sembra assurdo che non insegnino da subito lo stile corretto e che dopo 2/3 anni di nuoto mi si venga a correggere lo stile, cosa peraltro che mi risulta difficilissima adesso.
Io penso che alcuni istruttori quando fanno il corso per adulti, lo programmano in modo tale da permettere alle persone di nuotare e di arrivare in fondo alla vasca. Amiche che frequentavano i corsi da piccole mi dicevano che a loro tutti i movimenti erano stati fatti vedere fuori dall'acqua.
Boh, che tristezza!!!

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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

Bè un momento facciamo chiarezza.
Una cosa sono gli errori conclamati e riconosciuti come tali,un'altra l'evoluzione delle nuotate da grezze (ma corrette) a evolute.
Dunque la rispondenza a certi parametri generali e essenziali deve essere perseguita e fin qui ci siamo,ma una volta assicurati questi canoni grezzi tutto il resto non costituisce un obbligo e la mancanza di certi particolari non configura errore da eliminare.
Perchè non è che poi nel nuoto esistano dei modelli definitivi di nuotata,cioè non è che si debba per forza misurare al centimetro i movimenti.
Infatti ciò che conta non è un determinato movimento astratto (concatenazione cronologica dei lavori di differenti segmenti corporei,la risposta al "come") ma la vera e propria azione con uno scopo preciso che quel movimento dovrebbe svolgere (la risposta al "cosa"),cioè qualcosa che il sistema nervoso organizza con uno scopo definito,e mette in essere svolgendo i movimenti nel modo che ritiene più congruo per raggiungere quello scopo;e la risposta ottimale varia in funzione della nostra situazione coordinativa,cioè a monte (senza contare patolgie personali,mal di schiena,di spalle,scarsa flessibilità di certi muscoli,etc.).
Il movimento dunque non deve rispondere a parametri assiomatici e fini a se stessi,ma deve ssere adeguato alla singola persona.

Cioè uno può anche riuscire a riprodurre al millimetro ciò che fa Lochte,solo che alla fine magari non sarebbe la risultante biomeccanica di un'azione,ma la astratta fotocopia di qualcosa di sterile e senza scopo,col risultato di non riuscire nemmeno a spostarsi perchè le braccia invece che tirare acqua fanno dei semplici disegnini su carta milimetrata.
Nuotare in modo naturale (e corretto,naturalmente) è l'unica scelta possibile che ci permetta di ottenere i migliori risultati dalla nostra situazione attuale.

L'ideale dunque sarebbe costruire a monte i requisiti atti a far si che il tentativo di AZIONE portasse l'allievo automaticamente e naturalmente verso parametri più congrui e atti a svolgere quella azione nel modo più ottimale secondo le leggi della idrodinamica e della biomeccanica (cioè quello di Lochte e quelli come lui),però in modo naturale senza cercare di costruire artificialmente qualcosa che non ci appartiene.
In mancanza di quei migliori requisiti,il tentativo (la scorciatoia) di costruire ugualmente e ostinatamente quel preciso modello di movimento,passando sopra a quello che invece ci viene più naturale,porterebbe solo a peggiorare la nuotata.

Fare tecnica dunque non significa cercare di fare ostinatamente qualcosa (in modo analitico,adatta solo ai più evoluti),significa invece eseguire questo o quell'esercizio,e altri via via più difficili,in modo da costruire un pò alla volta quei requisiti mancanti o carenti,una briciola alla volta come le formichine,in modo che la tua nuotata più naturale che oggi è così,un pò alla volta diventi cosà senza quasi accorgersene.

Quindi ogni volta che leggete qui o altrove che la tal nuotata va fatta in un certo modo,sappiate che alcune volte si tratta di consigli importantissimi su come evitare errori molesti,ma altre volte si tratta di pure speculazioni (a volte anche gratuite) su quello che può servire ad un atleta professionista per guadagnare qualche centesimo di secondo,dunque inadatto a moltissimi altri soprattutto ad un principiante.
Noi cerchiamo di fare chiarezza sulla reale valenza e sul target dei singoli consigli tecnici,ma alle volte ci spieghiamo male o veniamo fraintesi,caso mai domandate,prima di gettare al vento senza motivo quello che avete imparato con fatica.

Dunque per rispondere a vogliovivere,prima di tutto bisogna vedere se quelli che tu chiami errori o nuotate sbagliate sono davvero tali (facci domande specifiche nelle discussioni che ti fanno sorgere dubbi),in secondo luogo se non si insegna da subito la nuotata di Phelps o Lochte è esattamente per non fare disastri.
Dimostrare i movimenti fuori dall'acqua ha la sua utilità e lo faccio anche io,ma la mancanza di questa accorgimento non basta da sola a spiegare gli insuccessi.
Poi c'è naturalmente la possibilità che tu abbia avuto cattivi maestri,ma questo può stabilirlo solo qualcuno che conosca bene il modo in cui sei stato gestito.

Ciao

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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

La cosa più importante che ho capito leggendovi in questo sito in effetti è questa: andare a cercare, mentre nuoto, le rigidità e le insicurezze.
Per questo da tempo mentre nuoto, a volte sbraccio in modo esagerato, o sgambo in tanti modi, per provare se riesco a sentire l'acqua in modo migliore.
E per molti versi funziona.
Evidentemente il contributo di un esperto che ti vede da fuori, o anche un filmato, possono aiutarti a indirizzare queste esperienze nella maniera più proficua.
Quando avevo cominciato a nuotare, e sono partito da zero 4 anni fa, dicevo all'istruttore: "Voglio arrivare a riuscire a fare una vasca per intero".
Ora, col senno di poi, mi dico che se dovessi ricominciare, vorrei aver fatto tanti esercizi, ma neanche "esercizi", direi "esperienze" di acquaticità per costruirmi una buona sensibilità.

Direte: non è mai troppo tardi, e infatti un po' lo faccio.

Spesso mi succede (è il caso della bracciata a stile) che mi rendo conto di essere rigido, che qualcosa, per così dire, "non mi finisce", ma gli automatismi che si sono ormai costruiti sono difficili da superare.
Ora come ora non sono più alla ricerca della tecnica chirurgica (che per altro, per un nuotatore del mio rango, davvero poco senso); la mia ricerca è ispirata da un un fondamentale semplice: riuscire a stare in acqua con la stessa disinvoltura con cui cammino o corro.
In effetti, i consigli che più mi hanno dato leggendo questo sito sono quelli che mi hanno indicato come andare a cercare le "esperienze" di moto/nuoto (si dice "cinestesiche"?...) più efficaci.

The ice caps are melting, Leonard.
In the future, swimming isn't going to be optional.

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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

stefano '62 ha scritto:

Cioè uno può anche riuscire a riprodurre al millimetro ciò che fa Lochte,solo che alla fine magari non sarebbe la risultante biomeccanica di un'azione,ma la astratta fotocopia di qualcosa di sterile e senza scopo,col risultato di non riuscire nemmeno a spostarsi perchè le braccia invece che tirare acqua fanno dei semplici disegnini su carta milimetrata.

Premesso che dall'ultima volta che ci siamo sentiti ho letto molte delle cose che hai scritto e posso unirmi al gruppo di coloro che ti considerano un ottimo istruttore di nuoto. Complimenti davvero. Alcune volte però non sono davvero daccordo o fatico a capire. Pensi davvero che uno che non riesce ad andare avanti possa simulare la nuotata di Lochte? O all'inverso, che uno possa essere talmente bravo da nuotare come Lochte ma non muoversi? Questo è un concetto che esprimi qua e là e che non mi sento di condividere. Dal mio punto di vista, se mai può esserci un motivo per non spiegare ad un allievo concetti di nuotata evoluta è proprio perchè non sarebbe in grado di applicarli, cioè nemmeno di imitare e di riprodurre quei movimenti senza passare un preciso percorso propedeutico. Se bastasse dire high elbow catch per non vedere affondare arti disordinatamente....
Io credo sia a fisicamente impossibile che il movimento giusto di un corpo non determini la spinta, il problema è proprio arrivare a quel movimento. Possiamo immaginarci la sensibilità di un elica o di un remo! Quello che il noefita deve subito sapere se vuole affrontare il nuoto in maniera un po' più arrembante e saltare qualche tappa, sempre che possa permetterselo, è che se anche riesci a riprodurre il movimento di un braccio di Phelps, devi anche assicurarti che il resto del corpo in quel momento faccia esattamente quello che farebbe il corpo di Phelps o molto probabilmente neutralizzeresti tutti i vantaggi di avere innestato nel tuo corpo acerbo il braccio di un professionista.
Per concludere, una cosa secondo me importante ma che mi pare il contario di ciò talvolta scrivi: la sensibilità è un parametro che ti aiuta a trovare il movimento che cerchi e non a produrre istintivamente un movimento corretto che non sai quale possa essere. Altrimenti nuoteremo ancora come Calligaris!

Ciao

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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

Ehilà bentornata (e grazie).
No infatti non penso che un novizio possa riprodurre certe nuotate e nemmeno che abbia già certe velleità.
Però a volte invece in vasca capita proprio che il principiante ti chieda certi particolari,e anche nel forum a volte ci arrivano domande su particolari che sembrano un pò fuori tema per chi li richiede.
Allora io naturalmente non posso rifiutarmi di darli,ma al tempo stesso cerco di fare in modo che quelle informazioni non producano peggioramenti invece che evoluzioni,per questo non potendo controllare direttamente gli effetti di ciò che consiglio,sottolineo l'importanza di una nuotata la più naturale possibile (che è diverso da istintiva).
Poi è chiaro che per sviluppare le caratteristiche fini e di precisione ci vuole un lavoro analitico,come è chiaro che lo stesso lavoro analitico è necessario anche per correggere certe tipologie di handycap,ma questo via internet è un sistema onestamente impraticabile perchè i lavori di analisi vanno controllati da qualcuno fuori vasca,e se l'allievo privo di riscontro diretto non è dotato almeno di buona autocoscienza motoria si risolvono in uno sparo nel buio.
Ecco perchè preferisco comportarmi secondo un metodo generale (invece che specifico o analitico) come farei con un gruppo di principianti,o di ragazzini con i quali a volte basta effettivamente un corretto imprinting e lo sviluppo di una serie di requisiti per far si che sviluppino quasi automaticamente nuotate meravigliose che sembrano studiate a tavolino.

Ecco spiegato il perchè della "linea naturale".
Si tratta dunque solamente di una scelta strategica precisa dettata dalla necessità,e non significa che tu invece non abbia ragione e che ad un certo punto per migliorare non sia utile un bel lavoro specifico o analitico gestito da un buon tecnico;ma via internet come si fa ?

Ciao

PS
Ti invito a restare con noi perchè abbiamo bisogno di pareri diversi e contradditorio,perchè siamo in pochini (tecnici) e a volte le discussioni terminano con consigli che più che altro sembrano degli ipse-dixit perchè non c'è mai nessuno che dice qualcosa di diverso.
Cosa che naturalmente non è intenzionale,ma visto da fuori appare così,ed è abbastanza imbarazzante.

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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

Ciao Stefano, grazie per la risposta... No, non vorrei imitare né Phelps né Lochte, me ne guarderei bene, e poi sono d'accordo con te quando dici che è solo stando in acqua e nuotando che si stabilisce sintonia con questo elemento. Adesso faccio proprio così, leggendo le vostre discussioni, capisco dove sbaglio e mi rivolgo alla mia istruttrice che ovviamente non nega mai l'errore e mi da consigli utili su quale genere di esercizi fare.
Adesso sto "re-imparando" lo stile libero e mi dedico all'ambientamento (quando ho iniziato non avevo fatto neanche mezzo esercizio) e sto scoprendo volta per volta che mi riescono cose che fino a qualche settimana fa non avrei neanche mai pensato di fare.
Vi terrò aggiornati sui miei miglioramenti :-)

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195

Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

Io penso che a voler imitare i grandi campioni non ci sia nulla di male, anzi. E' meglio però approfondire per capire cosa si può fare e cosa potrebbe essere addirittura dannoso. Tanto, se uno è quà a chiedere lumi, in qualche modo, si è già fuori dalla strada maestra. O non si hanno propri allenatori o in non li si considera all'altezza o magari semplicemente si vuole di più rispetto a quanto il proprio maestro stia dando. Se uno si diverte a cercare di migliorare imitando malamente i video su internet è libero di farlo, magari si scopre padrone di una propriocezione notevole che gli permette di migliorare davvero.
Qualcuno ha citato alcuni post fa la nuotata asimmetrica di Lochte della quale Stefano ha prontamente dato una correttissima e ultra tecnica descrizione. Ebbene quello è un tipo di nuotata che ad alcuni nuotatori anche scarsi, riesce di imitare abbastanza bene e spontaneamente. Per eseguire il movimento è necessario respirare ogni due e tanti scarsoni non hanno molte alternative, cioè già lo fanno per forza, bisogna quindi che la bracciata in cui si respira sia più lunga dell'altra e anche qua lo scarsone non ha nulla da imparare. C'è bisogno di ritmo e in questo sarà meglio impegnarsi un pò. Quella bracciata viene chiamata ibrida perchè nasce dalla fusione dei due stili crawl fondamentali: quello del velocista basato su una rotazione delle spalle maggiore rispetto alla rotazione delle anche e quello più allungato dove spalle e anche hanno pressochè stessi ratei e gradi di rotazione. Nella bracciata ibrida un lato del nuotatore usa le rotazioni del velocista e l'altro quelle del mezzo fondo. Si presta quindi perfettamenta su una distanza come i 200, ma alcuni lo piazzano anche sui 100 e 400. Necessita di una gran gran gambata. Pare che non lo abbiano studiato a tavolino ma, addirittura, pare in australia, osservandolo proprio tra gli scarsoni, ne abbia valutato le potenzialità anche per il nuoto di vertice. E allora coraggio che nella corsia di fianco qualcuno si contorce anche per il bene della scienza.

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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

lol

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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

Vi spiego come sto facendo, che mi sembra stìa dando dei frutti.
Chiave della cosa è stato il nuovo istruttore, che mi ha fatto notare che recupero portando avanti la mano prima del gomito.

Essendo che in acqua non mi riusciva di capire come fare il movimento, me lo son provato davanti allo specchio (fase progettuale del movimento, per dirla con le parole di un bell'articolo di Stefano che ho letto un po' di tempo fa).

Non ci credevo, ma intanto capivo di più, e poi ripetendolo più volte si dà una svegliata a quei muscoli che altrimenti non sarebbero stati interrogati.
Come se il cervello dicesse ai muscoli: "Ragazzi, imparate bene cosa dovete fare, che poi in acqua lo dovete fare da soli perché non vi vedo!".

Poi una volta "progettato" un po' il movimento, in acqua mi sono imposto di non pensare assolutamente alla mano, di portare avanti solo il gomito, ripetendo quel movimento che avevo esercitato a secco.

Bè, sembra che funzioni: a fresco l'istruttore mi ha detto che la bracciata aveva un'impostazione decisamente migliore.

I vostri consigli sono stati ancora una volta impagabili!!!!

The ice caps are melting, Leonard.
In the future, swimming isn't going to be optional.

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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

Cirone Furioso ha scritto:

(fase progettuale del movimento, per dirla con le parole di un bell'articolo di Stefano che ho letto un po' di tempo fa).

Era questo sulla didattica:
http://www.nuotomania.it/public/blog/index.php/2010/12/didattica-e-apprendimento-motorio/

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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

Purtroppo il mio dubbio sulla bracciata nasceva dal fatto che mi sentissi ripetere che per migliorare il mio stile avrei dovuto "allungarmi di più in acqua".
Per un po' ci ho anche provato, ma mi sentivo abbastanza scema e io stessa mi sentivo completamente sbilanciata.
Così dopo 2 lezioni di nuoto passate a chiedermi come cavolo ci si potesse allungare in acqua, ho fatto una ricerca in google e sono approdata su questo forum, dove ho letto i preziosissimi consigli di stefano.
Ovviamente poi sono tornata dalla mia istruttrice e mi sono fatta esattamente spiegare che cosa intendesse per "allungarsi di più" e si riferiva precisamente all'ampiezza della bracciata. Ci ho provato per qualche vasca e finalmente adesso ho una bracciata più o meno normale.    lol

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Re: Per una bella bracciata ben distesa a stile libero ...

vogliovivere ha scritto:

Purtroppo il mio dubbio sulla bracciata nasceva dal fatto che mi sentissi ripetere che per migliorare il mio stile avrei dovuto "allungarmi di più in acqua".

Qualcosa come un milione di anni fa leggevo un testo che da molti è considerato una specie di Bibbia del nuoto:il leggendario "La scienza del nuoto" dell'altrettanto leggendario James Counsilmann.
Ebbene mi colpì una frase che diceva più o meno così:
NON BISOGNEREBBE MAI CHIEDERE AI PROPRI ATLETI DI ALLUNGARSI !
Ricordo di avere pensato che pur condividendo il concetto di fondo,che è quello che poi spiego spesso nei miei post,magari stesse un pò esagerando.
E invece aveva ragione da vendere.
La richiesta cosi formulata è ambigua,e riesce a confondere persino alcuni tecnici che si limitano a richiederlo senza realmente capire di cosa stanno parlando.
Esiste un solo modo per aumentare l'ampiezza di nuotata senza incasinare l'allievo e senza perdersi in un congresso a bordo vasca:chiedere di contare le bracciate e di cercare di abbassare il numero.

Ciao

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