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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

Piscis99 ha scritto:
Laura82 ha scritto:

capisco.. NB ho scritto in maiuscolo non per evidenziare la mia tesi, ma seplicemente per una svista, chi si fosse "offeso", chiuedo umilmente scusa..




..............mah  ovviamente il commento nn è rivolto a Stefano ma al sig/ Piscis ps bellissimo nick, compliementi big_smile

Hahahaha tranquilla Lalla   wink

Piscis sisi... 14 Marzo! smile

fossi in te prenderei poca confidenza smile Lalla ci chiami tua madre, tua sorella oppure chi vuoi tu smile grazie. Non abbiamo mai mangiato insieme nè giocato a briscola, quindi poca confidenza smile

buon proseguimento

" ..A volte quando si perde, si vince!"

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77

Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

stefano '62 ha scritto:

Provaci poi fammi sapere se ancora non capisci quello che intendo dire con "nuotata concreta" e gratificante

Intanto... grazie, è un post bellissimo e l'ho letto e riletto già un pò... smile
La nuotata di cui parli forse la conosco, ma a mare. Certo lì non penso a spingere perchè con maschera e tubo mi godo il panorama dei pescetti... e se spingessi, ora dopo ora, mi ritroverei ad Ustica! tongue
In piscina ho la sensazione della spinta e le immagini della barca le avevo già in testa, ora che mi ci fai pensare però mi manca quella sensazione di galleggiamento, di stare distesi sull'acqua, che invece a mare è netta e che permette di muoversi con il minimo sforzo...
Io prima nuotavo facendo "l'inutile cerchio", a stile e a dorso... dopo circa 3 anni così (nuoto libero saltuario) un'amica mi spiega che il gomito si piega e da lì ovviamente è cambiato tutto! Ho capito che senza qualcuno che mi dà "l'idea" io non modifico la nuotata perchè non mi si accende mai la lampadina!
Mattone, grazie dell'incoraggiamento, peccato che il tuo post si sia cancellato! Il boccaglio in piscina non lo userei ma a mare... *_* e quanto ai dettagli... li faccio e li disfo tutti... per es. notando che a stile i miei compagni di corsia non vedono i piedi della persona davanti avevo pensato che fosse più giusto guardare il fondo, così ho fatto per mesi (sforzandomi, gradualmente), poi l'altra volta leggo Stefano che scrive che l'entrata della mano in acqua và nel campo visivo, torno a nuotare come facevo prima e scivolo meglio! Ora non vedo l'ora di tornare in acqua per provare a "liberalizzare" di nuovo il rollio! big_smile Chissà...! smile
Mario, abbiamo una nuovo "miglio post" di Stefano o no?! Ahhh sei invidioso che l'ha scritto a me? wink Sul lavoro per migliorare le capacità fisiche hai ragione, cmq non mi scappa perchè nuoto in gruppo e quindi anzi il problema è inserire gli esercizi particolari in quelle vasche in cui siamo più liberi... altrimenti devo aspettare un mesetto quando sarò più libera nelle mattine per nuotare da sola... o a mare qualche ora prima di andare in piscina smile

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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

Povero Piscis gli danno tutti addosso. Laura, il chiamarti Lalla era in senso affettuoso e non offensivo,.
Sù, fate pace smile

1) AUT DISCE, AUT DISCEDE
2) Azzoppare il cavallo pensante....questo

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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

mattone ha scritto:

Ti avevo scritto un bellissimo messaggio che si è cancellato tutto....

Che sfortuna,mi è capitato alcune volte,è qualcosa che ti annichilisce.

mattone ha scritto:

5) non sono daccordo con stefano sul fatto che il rollio non si insegna/impara ma viene da se
6) procurati un boccaglio frontale e con sguardo fisso alla riga nera e gomiti sempre più alti delle mani, dentro e fuori dall'acqua, dacci dentro di gran vasche e vedrai che musica.

Per amore di chiarezza,
io non propugno di fregarsene del rollio perchè tanto poi viene da se,bensì l'esatto contrario.

Sostengo invece che il rollio non è un elemento aggiuntivo in più che si impara in un secondo momento,ma fa invece parte integrante della coordinazione di base braccia e gambe,perchè se non c'è rollio significa che le spalle non girano e che le braccia nemmeno,ma sono invece le mani a trascinare le braccia nel recupero (aeroplanino),quindi la coordinazione gambe-braccia ancora non c'è ma al suo posto c'è quella inutile gambe-MANI,dunque l'obiettivo coordinativo di fatto non è raggiunto perchè ne manca una delle caratteristiche biomeccaniche principali.
Se uno nuota senza rollio,non c'è da aggiungere il rollio alla sua nuotata,ma c'è invece da rifondare la coordinazione di base e gli equilibri su cui si fonda,perchè non sta facendo delle BRACCIATE,ma sta facendo invece delle MANATE.

Quello che sostengo dunque non è che il rollio non si insegna o che viene da sè,ma sostengo che piuttosto che essere insegnato direttamente e appositamente e separatamente,il bambino lo sviluppa automaticamente se dispone degli input giusti e gli abbiamo insegnato in modo specifico e intelligente allo scopo di ottenere pure quello.
Che non è la stessa cosa che mettersi a dire,sapete...oggi impariamo una cosa nuova,il rollio,e poi magari intasarli con richieste marziane.
Non si può dire al bambino,batti le gambe gira le braccia e fammi anche il rollio;al che lui ci chiederà cos'è il rollio....e poi che facciamo...? gli diciamo gira le spalle ma anche un pochino la pancia e poi i piedi appena un pochino di meno,da una parte e poi dall'altra come un girarrosto ?
Quello prima gli fuma la crapa,poi ci sputa in un occhio e alla fine ha anche ragione.
Invece è sufficiente andare in acqua e prenderlo da dietro per i gomiti e fargli girare braccia e spalle nel modo giusto,e poi magari dirgli appunto di girare per bene le braccia e magari anche di tenerle belle diritte con le mani sempre più alte del gomito,che è appunto il consiglio che mattone ha molto correttamente dato a Laura,e che è esattamente ciò che chiedo anche io.

Devo dire che questo mi fa pensare che forse mi ero spiegato male,e io e mattone pensiamo più o meno la stessa cosa.

Ciao

PS
A proposito dell'isegnamento "naturale"....
Nell'insegnamento del nuoto,non sempre conviene chiedere espressamente quello che voglio ottenere,piuttosto è più utile pensare a come impostare la questione per raggiungere l'obiettivo,e a volte la via migliore non è quella esplicita e diretta,bensì quella indiretta e più furba.

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80

Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

QUOTING Laura82: fossi in te prenderei poca confidenza smile Lalla ci chiami tua madre, tua sorella oppure chi vuoi tu smile grazie. Non abbiamo mai mangiato insieme nè giocato a briscola, quindi poca confidenza smile

buon proseguimento

mega ROTFL! lol scusa oh! hai proprio ragione! Lalla è MIA moglie!...
Scusate tutti l'OT.

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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

Laurablu ha scritto:

dopo circa 3 anni così (nuoto libero saltuario) un'amica mi spiega che il gomito si piega e da lì ovviamente è cambiato tutto!

Ecco,questo è un esempio ottimo della differenza tra pertinenza della correzione e adeguatezza della comunicazione.
Naturalmente la tua amica non poteva saperlo,ma una indicazione come questa,corretta ma ambigua,può creare un bel casino.
Le indicazioni sono ambigue (o poco chiare) quando l'allievo invece che avere chiaro ciò che deve fare e perchè (i termini del problema da risolvere),si ritrova altre domande che gli frullano nella testa.
In questo caso per esempio,quanto devo piegare il gomito,a che punto della passata devo piegarlo,deve stare piegato nello stesso modo per tutto il tempo o devo cambiare angolazione ? (confessa che questi dubbi ti sono venuti wink ).
Questo genere di indicazioni compromettono spesso la spinta,perchè ci si concentra più sulla geografia che sull'azione,cioè più sul come invece che sul cosa.

Se io ti avessi visto a braccia diritte a fare il cerchio,invece ti avrei detto scherzosamente di non togliere le conchiglie dal fondo,e di portare invece tanta acqua verso la pancia prima di spingerla tutta insieme;in qesto modo avresti avuta chiara un'azione (invece che una mappa con scritto un percorso confuso) e il tuo corpo l'avrebbe organizzata certamente piegando il braccio e evitando di scavare,ma anche continuando a spostare e spingere acqua.

Ciao

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82

Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

Stefano perdonami, ma cosa significa che le mani devono essere piu' alti dei gomiti? Io ho sempre sentito dire, letto etc che i gomiti devono restare alti durante la fase aerea della bracciata e le mani sono solo un "prolungamento" e lo stesso discorso vale x i piedi.. poi per favore mi spieghi il discorso di non fare dei cerchi durante le bracciate, ossia nn prendere le conciglie sul fondo ma di portare piu' acqua possibile verso di noi... cioè.. questo movimento è quello che piu' forse si avvicina alla mia nuotata, anche se temo di avere una bracciata troppo corta.. a volte mi sforzo di allungarmi piu' che posso x riuscire a diminuire le bracciate, ma nn mi viene una nuotata naturale e faccio uno sforzo innaturale nn so come spiegarlo.. sad e poi il mio problema è che spesso durante la respirazione che mi viene piu' scomoda ( cioè a dx ) mi ritrovo leggermente storta, cioè perdo l'assetto della nuotata, invece quando respiro a sinistra tutto ok..  mi succede perchè quando respiro a dx forse ruoto troppo le spalle e la testa e il busto e così perdo il giusto equilibrio??? ciao e grazie..




stefano '62 ha scritto:
mattone ha scritto:

Ti avevo scritto un bellissimo messaggio che si è cancellato tutto....

Che sfortuna,mi è capitato alcune volte,è qualcosa che ti annichilisce.

mattone ha scritto:

5) non sono daccordo con stefano sul fatto che il rollio non si insegna/impara ma viene da se
6) procurati un boccaglio frontale e con sguardo fisso alla riga nera e gomiti sempre più alti delle mani, dentro e fuori dall'acqua, dacci dentro di gran vasche e vedrai che musica.

Per amore di chiarezza,
io non propugno di fregarsene del rollio perchè tanto poi viene da se,bensì l'esatto contrario.

Sostengo invece che il rollio non è un elemento aggiuntivo in più che si impara in un secondo momento,ma fa invece parte integrante della coordinazione di base braccia e gambe,perchè se non c'è rollio significa che le spalle non girano e che le braccia nemmeno,ma sono invece le mani a trascinare le braccia nel recupero (aeroplanino),quindi la coordinazione gambe-braccia ancora non c'è ma al suo posto c'è quella inutile gambe-MANI,dunque l'obiettivo coordinativo di fatto non è raggiunto perchè ne manca una delle caratteristiche biomeccaniche principali.
Se uno nuota senza rollio,non c'è da aggiungere il rollio alla sua nuotata,ma c'è invece da rifondare la coordinazione di base e gli equilibri su cui si fonda,perchè non sta facendo delle BRACCIATE,ma sta facendo invece delle MANATE.

Quello che sostengo dunque non è che il rollio non si insegna o che viene da sè,ma sostengo che piuttosto che essere insegnato direttamente e appositamente e separatamente,il bambino lo sviluppa automaticamente se dispone degli input giusti e gli abbiamo insegnato in modo specifico e intelligente allo scopo di ottenere pure quello.
Che non è la stessa cosa che mettersi a dire,sapete...oggi impariamo una cosa nuova,il rollio,e poi magari intasarli con richieste marziane.
Non si può dire al bambino,batti le gambe gira le braccia e fammi anche il rollio;al che lui ci chiederà cos'è il rollio....e poi che facciamo...? gli diciamo gira le spalle ma anche un pochino la pancia e poi i piedi appena un pochino di meno,da una parte e poi dall'altra come un girarrosto ?
Quello prima gli fuma la crapa,poi ci sputa in un occhio e alla fine ha anche ragione.
Invece è sufficiente andare in acqua e prenderlo da dietro per i gomiti e fargli girare braccia e spalle nel modo giusto,e poi magari dirgli appunto di girare per bene le braccia e magari anche di tenerle belle diritte con le mani sempre più alte del gomito,che è appunto il consiglio che mattone ha molto correttamente dato a Laura,e che è esattamente ciò che chiedo anche io.

Devo dire che questo mi fa pensare che forse mi ero spiegato male,e io e mattone pensiamo più o meno la stessa cosa.

Ciao

PS
A proposito dell'isegnamento "naturale"....
Nell'insegnamento del nuoto,non sempre conviene chiedere espressamente quello che voglio ottenere,piuttosto è più utile pensare a come impostare la questione per raggiungere l'obiettivo,e a volte la via migliore non è quella esplicita e diretta,bensì quella indiretta e più furba.

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83 (modificato da Laurablu 23-05-2011 10:13:21)

Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

stefano '62 ha scritto:

In questo caso per esempio,quanto devo piegare il gomito,a che punto della passata devo piegarlo,deve stare piegato nello stesso modo per tutto il tempo o devo cambiare angolazione ? (confessa che questi dubbi ti sono venuti wink )

Ah guarda... nello stile anzi ho avuto fortuna perchè subito l'ho piegato sotto la pancia (poi però rimaneva piegato per tutta la subaquea ed usciva già piegato O_O ), nel dorso invece è stato un macello, nuotavo con il gomito piegato in fase aerea e disteso sott'acqua! >.<

Spieghi anche a me la cosa delle mani ad aereoplanino? Perchè ultimamente sto attenta ad entrare la mano "come in un guanto" e a fare meno bolle, però sento che questo un pò mi disturba, come se ritardasse il movimento, e a volte sento che nella prima fase della subaquea sto spingendo l'acqua con il gomito e non con il palmo della mano (che sta ancora lì ad indugiare per posarsi "delicatamente")!

Un'ultima cosa per capire se ho capito il concetto di rollio: SE si sta in apnea o con il boccaglio il rollio non c'è, giusto?

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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

Laura82 ha scritto:

Stefano perdonami, ma cosa significa che le mani devono essere piu' alti dei gomiti? Io ho sempre sentito dire, letto etc che i gomiti devono restare alti durante la fase aerea della bracciata e le mani sono solo un "prolungamento" e lo stesso discorso vale x i piedi..

Nella nuotata fluida e evoluta le braccia recuperano a partire dalla spalla,poi il gomito che deve passare alto e per ultima la mano che dovrebbe seguire una linea retta e a pelo dell'acqua (ma se ne può discutere perchè le nuotate in realtà vanno personalizzate).
Ma non è che si può insegnare così ai principianti (e spesso non solo a loro) perchè è troppo complicato e perchè l'allievo si concentrerebbe sulla mano irrigidendola e facendole fare un mucchio di cose strane che traformerebbero la bracciata in qualcosa di patetico e senza nessun lavoro dell'articolazione della spalla.
Invece la prima cosa in assoluto da garantire è appunto che le braccia girino per effetto della rotazione delle spalle,quindi va benissimo che all'inizio le braccia fuoriescano belle diritte e sparate,con la mano più alta del gomito,così siamo sicuri che le spalle girano.
Ci sarà tempo in seguito a rilassare ben benino l'azione ottenendo di abbasssare la mano senza però far cadere il gomito che nuotando così avrà preso l'abitudine a girare alto.
Si tratta solo di una progressione didattica dunque,in base al principio che prima si impara a nuotare in modo grezzo effficace e corretto,e poi la nuotata si evolve gradualmente mano a mano che si conseguono gli obiettivi di percorso.

Ciao

PS
Se la tua mano fa un cerchio subacqueo spingerà acqua prima verso il fondo e poi verso l'alto e mai verso dietro,che è l'unica cosa che ti fa andare avanti.
Nella fase iniziale quando ho l'obiettivo di ottenere la coordinazione e il lavoro corretto delle spalle lo posso anche accettare,ma poi bisogna sviluppare l'idea che le braccia servono per remare e tirarsi avanti,quindi invece che fare inutili cerchi perfetti con un "palo di ferro" sott'acqua,bisogna visualizzare l'idea di afferrare acqua e poi spingerla verso dietro.
Non è che bisogna tirare delle righe diritte e la traiettoria invece resterà vagamente circolare,ma la differenza in termini di azione invece che di disegnino sarà sostanziale ed è irrinunciabile.

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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

Laurablu ha scritto:

Spieghi anche a me la cosa delle mani ad aereoplanino? Perchè ultimamente sto attenta ad entrare la mano "come in un guanto" e a fare meno bolle, però sento che questo un pò mi disturba, come se ritardasse il movimento, e a volte sento che nella prima fase della subaquea sto spingendo l'acqua con il gomito e non con il palmo della mano (che sta ancora lì ad indugiare per posarsi "delicatamente")!

La mano ad aeroplanino è una mia personale definizione del recupero fatto con la mano con le dita in avanti e a palmo perfettamente orizzontale e rivolto all'acqua,come un aereoplano,che si trascina dietro il gomito e il resto del braccio.
Invece bisogna far si che il recupero avvenga per l'inerzia generata dalla spinta subacquea finale,a mano rilassata e DOPO a spalle e gomito.

La passata subacquea deve avvenire in accelerazione,per evitare che l'acqua spostata dal braccio anticipi il braccio stesso,andando a spostare la massa di acqua successiva prima che ci arrivi il braccio,che la troverebbe inconsistente.
Invece bisogna far sì che il braccio trovi sempre acqua ferma per meglio spingere,da qui l'importanza di spingere in modo uniforme oppure in accelerazione,per leggera che sia,ma mai in decelerazione.
La spinta finale genera diversi kg di energia cinetica,e se la spalla ruota lasciando libero il braccio di recuperare in modo naturale e senza forzature o rallentamenti,questa energia resta idealmente "agganciata" alla mano anche nel momento della presa di acqua (trasferimento di carico),fornendo una base solidissima alla successiva passata (questo spiega la velocità di certi squali che vedi sfrecciare nella corsia accanto pur nell'apparenza di bracciate lentissime,come se agganciassero le braccia nel granito invece che nell'acqua).

Se invece nel momento dell'ingresso in acqua si dà una zampata,oltre alla possibilità di fare una passata in decelerazione (perniciosa come ho scritto sopra) capita che quei kg invece che restare agganciati alla mano vengono dispersi in acqua a generare spruzzi,vero e proprio spreco.
Se però al contrario la mano rallenta artificialmente per paura di fare due spruzzi,allora l'attivazione muscolare necessaria disturba l'inerzia del recupero e proprio come nel caso precedente il traferimento di carico non avviene,e quei kg,virtuali ma non troppo,si disperdono lungo le braccia e finiscono ad appesantire affondare e disturbare il bacino e l'azione di gambe.
Stesso discorso per il recupero ad aeroplanino.

Per nuotare bene non è necessario impararsi la pappardella della spiegazione idrodinamica e fisica,ma è sufficiente che fai il recupero lasciando che il braccio torni in acqua liberamente,senza cercare di accelerare ma nemmeno controllare l'intensità dell'ingresso di mano.
Quanche schizzo non fa male a nessuno,basta guardare quanti se ne fanno in gara.

PS
Un certo controllo della parte finale del recupero nel nuoto molto evoluto c'è,ma non riguarda assolutamente l'intensità dell'ingresso e non disturba il trasferimento di carico.

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86

Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

Stefano, sono convinta che quando si parla di nuotata intendiamo pressochè la stessa cosa, dai l'impressione, ma sono certa che nella realtà tu lo sia molto meno, di essere un po' rigido circa la cosiddetta progressione didattica. D'altro canto mi rendo conto io stessa, invece, di apparire un po' più spregiudicata di quanto non lo sia realmente. Quando vedo grossi problemi, back to basics è la mia religione, ma essendo abituata a pensare al nuoto come una questione di equilibrio dinamico cerco sempre di capire in che misura sia possibile limitare la regressione tecnica, anche per non demoralizzare troppo, e nel nuoto l'umore è fondamentale, l'aspirante uomo di atlantide. Se uno come laurablu dice di aver eliminato il rollio dalla sua nuotata, ad esempio, sono portata a pensare in primo luogo che non lo abbia neutralizzato completamente, e posso mettere sulla bilancia l'insieme di mostruosità che questo tentativo le ha sicuramente generato in ogni fase della della bracciata e in ogni categoria della posizione del corpo chiedendomi: se provo ad inserire artificialmente il rollio risolvo più problemi di quanti non ne vado sicuramente a creare? La mia risposta immediata è si, poi si andranno a moderare tutte le questioni che rimangono e altre create dal nuovo ma intanto il passo avanti sarà sostanziale. Proprio perchè sei un appassionato di metodologia e fondamenti didattici sono convinta che nonostante professi la fede verso il metodo lineare, chissà quante volte hai cavato le castagne dal fuoco proprio deviando dalla retta via.
Ad esempio io per quanto riguarda la questione di cosa faccia il braccio sott'acqua intervengo solo se mi rendo conto che il movimento del braccio influenza negativamente la posizione del corpo e se non vi è una spinta adeguata allo sforzo. Tanti agonisti, soprattutto tra i velocisti, utilizzano, magari apposta, una trazione a braccio teso e a livello accademico la discussione su quale gesto sia maggiormente propulsivo è quanto mai aperta. Sul recupero invece cerco di intervenire con netto anticipo, forse anche per via del mio senso estetico;)

Per quanto riguarda il boccaglio frontale, avendolo consigliato come strumento per facilitare un buon rollio è chiaro che anche col boccaglio e anche in apnea il movimento del corpo vada eseguito.

Ciao.

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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

mattone ha scritto:

Sul recupero invece cerco di intervenire con netto anticipo, forse anche per via del mio senso estetico;)

Sensibilità femminile.
Ci sta...

The ice caps are melting, Leonard.
In the future, swimming isn't going to be optional.

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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

Solo una cosa per mattone poi corro dai miei bimbi:
a parte le cose giuste che hai detto,io non applico il metodo lineare ma quello globale,come ho spiegato in questo articolo sull'apprendimento motorio :
http://www.nuotomania.it/public/blog/index.php/2010/12/didattica-e-apprendimento-motorio/
Se non sembra è perchè il mio metodo è globale per davvero e non invece anarchico.

Ciao

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89

Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

stefano '62 ha scritto:

Solo una cosa per mattone poi corro dai miei bimbi:
a parte le cose giuste che hai detto,io non applico il metodo lineare ma quello globale,come ho spiegato in questo articolo sull'apprendimento motorio :
http://www.nuotomania.it/public/blog/index.php/2010/12/didattica-e-apprendimento-motorio/
Se non sembra è perchè il mio metodo è globale per davvero e non invece anarchico.

Ciao

Forse da qualche parte mentre cercavi di distinguere tra chi applica il metodo bene e chi male mi è parso che lo presentassi come il male assoluto, ma mi sono subito convinta che tu saresti stato un ottimo interprete di quel tipo di approccio e non pensavo, come ho detto, che tu fossi dedito ad un metodo lineare nemmeno se mi pareva che tu dicessi proprio questo. Contenta del chiarimento.
Io credo comunque che un metodo valga l'altro e che la differenza la facciano l'istruttore e i suoi obiettivi, sono convinta daltronde, anche se non ho verificato, che non esista una letteratura in grado di supportare prove a favore di un metodo sull'altro ma solo di ipotizzarle... un po' come il problema dell'età della tartaruga di Darwin.

Ciao

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90

Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

stefano '62 ha scritto:
Laura82 ha scritto:

Stefano perdonami, ma cosa significa che le mani devono essere piu' alti dei gomiti? Io ho sempre sentito dire, letto etc che i gomiti devono restare alti durante la fase aerea della bracciata e le mani sono solo un "prolungamento" e lo stesso discorso vale x i piedi..

Nella nuotata fluida e evoluta le braccia recuperano a partire dalla spalla,poi il gomito che deve passare alto e per ultima la mano che dovrebbe seguire una linea retta e a pelo dell'acqua (ma se ne può discutere perchè le nuotate in realtà vanno personalizzate).
Ma non è che si può insegnare così ai principianti (e spesso non solo a loro) perchè è troppo complicato e perchè l'allievo si concentrerebbe sulla mano irrigidendola e facendole fare un mucchio di cose strane che traformerebbero la bracciata in qualcosa di patetico e senza nessun lavoro dell'articolazione della spalla.
Invece la prima cosa in assoluto da garantire è appunto che le braccia girino per effetto della rotazione delle spalle,quindi va benissimo che all'inizio le braccia fuoriescano belle diritte e sparate,con la mano più alta del gomito,così siamo sicuri che le spalle girano.
Ci sarà tempo in seguito a rilassare ben benino l'azione ottenendo di abbasssare la mano senza però far cadere il gomito che nuotando così avrà preso l'abitudine a girare alto.
Si tratta solo di una progressione didattica dunque,in base al principio che prima si impara a nuotare in modo grezzo effficace e corretto,e poi la nuotata si evolve gradualmente mano a mano che si conseguono gli obiettivi di percorso.

Ciao

PS
Se la tua mano fa un cerchio subacqueo spingerà acqua prima verso il fondo e poi verso l'alto e mai verso dietro,che è l'unica cosa che ti fa andare avanti.
Nella fase iniziale quando ho l'obiettivo di ottenere la coordinazione e il lavoro corretto delle spalle lo posso anche accettare,ma poi bisogna sviluppare l'idea che le braccia servono per remare e tirarsi avanti,quindi invece che fare inutili cerchi perfetti con un "palo di ferro" sott'acqua,bisogna visualizzare l'idea di afferrare acqua e poi spingerla verso dietro.
Non è che bisogna tirare delle righe diritte e la traiettoria invece resterà vagamente circolare,ma la differenza in termini di azione invece che di disegnino sarà sostanziale ed è irrinunciabile.

grazie, ora ho capito meglio. Sai cosa pensavo? che guardando tantissimi video su you tube, ho notato che spesso la bracciata che intendi tu: cioè potente, tirare piu' acqua possibile etc, NO CERCHI  e via dicendo, è piu' marcata negli uomini che nelle donne.. è solo una mia impressione?? hmm

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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

Tornato adesso.....
Sì mattone hai ragione,non sono tanto rigido come può apparire dai post dove metto più enfasi.
Nè con me stesso dato che il mio metodo è più che altro una traccia che poi adatto a ogni situazione,nè coi colleghi che hanno metodi ognuno diverso dagli altri,dato che ritengo che l'importante non è fare una cosa invece che un altra,ma il motivo per cui si sceglie appunto di fare una cosa invece che un'altra.
Non apprezzo l'istruttore che lavora come me se poi non sa il perchè lo fa,apprezzo invece l'istruttore che ragiona su quello che fa e sa spiegare le sue scelte,a prescindere dal fatto che assomiglino o meno alle mie.
Non apprezzo invece quello che lavora tanto per fare e magari non conosce nemmeno i fondamenti del nuoto e della didattica,e purtroppo ce ne sono diversi in giro.
Credo infatti che la libertà di scelta didattica debba servire a usare la testa per trarre il maggior frutto da ciò che si conosce,e non debba servire invece come comodo alibi per i cialtroni buoni a nulla e che nulla sanno.
E se a volte sembro reciso in alcuni interventi,il mio bersaglio sono quei tipi li,non quelli che fanno scelte precise con raziocinio.

Ciao

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92

Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

stefano '62 ha scritto:

Se però al contrario la mano rallenta artificialmente per paura di fare due spruzzi,allora l'attivazione muscolare necessaria disturba l'inerzia del recupero e proprio come nel caso precedente il traferimento di carico non avviene,e quei kg,virtuali ma non troppo,si disperdono lungo le braccia e finiscono ad appesantire affondare e disturbare il bacino e l'azione di gambe.
Stesso discorso per il recupero ad aeroplanino.

Per nuotare bene non è necessario impararsi la pappardella della spiegazione idrodinamica e fisica,

Stefano, chiarissimo come sempre! smile Ho scoperto che mi ero persa il blog! Conoscevo solo quello su fb!
Credo che il mio caso sia esattamente quello che hai descritto prima, sono contenta che non fosse solo una mia impressione, e sono soddisfatta della spiegazione meccanica smile tnks!!

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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

Dopo la spinta dal muretto allungo il braccio sinistro in avanti e poi esco con il destro per la bracciata, ma quale conteggio come prima bracciata? l'allungo del braccio sinistro o quella del braccio destro?

Oggi sono sceso a 12/13 bracciate per vasca con il pullbuoy, che soddisfazione!

Like a rolling stones!
Rollando al limite con il pullbupy a volte però rischio il ribaltamento sulla schiena (ridicolous).

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94

Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

lucignolo ha scritto:

Dopo la spinta dal muretto allungo il braccio sinistro in avanti e poi esco con il destro per la bracciata, ma quale conteggio come prima bracciata? l'allungo del braccio sinistro o quella del braccio destro?

Oggi sono sceso a 12/13 bracciate per vasca con il pullbuoy, che soddisfazione!

Like a rolling stones!
Rollando al limite con il pullbupy a volte però rischio il ribaltamento sulla schiena (ridicolous).

smile tipo le tartarughe quando si ribaltano? wink.. io ancora devo provare l'abrezza del pull boy smile hahahhah smile

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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

lucignolo ha scritto:

Dopo la spinta dal muretto allungo il braccio sinistro in avanti e poi esco con il destro per la bracciata, ma quale conteggio come prima bracciata? l'allungo del braccio sinistro o quella del braccio destro?

Ciao Lugignolo,
devi contare le passate subacquee (=presa+trazione+spinta), cioè ogni volta che un braccio dà propulsione!

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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

Scusa, mancandomi le basi teoriche, sto cercando di erudirmi al riguardo, correggimi se sbaglio.
Una bracciata è composta da 4 fasi: presa - trazione - spinta - recupero
Presa trazione e spinta (ovvero il braccio che prende tira e spinge l'acqua sotto la pancia) è la parte iniziale della bracciata mentre il braccio che esce dall'acqua portandosi avanti (ovvero il recupero) è da considerarsi la parte conclusiva della bracciata.
Quindi dopo la spinta dal muretto devo contare come prima bracciata il braccio sinistro che si allunga e tira l'acqua sotto la pancia, ma a fine vasca quando arrivo con il braccio teso a toccare il bordo è da considerarsi mezza bracciata?

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97

Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

lucignolo ha scritto:

Scusa, mancandomi le basi teoriche, sto cercando di erudirmi al riguardo, correggimi se sbaglio.
Una bracciata è composta da 4 fasi: presa - trazione - spinta - recupero
Presa trazione e spinta (ovvero il braccio che prende tira e spinge l'acqua sotto la pancia) è la parte iniziale della bracciata mentre il braccio che esce dall'acqua portandosi avanti (ovvero il recupero) è da considerarsi la parte conclusiva della bracciata.
Quindi dopo la spinta dal muretto devo contare come prima bracciata il braccio sinistro che si allunga e tira l'acqua sotto la pancia, ma a fine vasca quando arrivo con il braccio teso a toccare il bordo è da considerarsi mezza bracciata?

l'importante è che le conti senza farti troppi problemi dove inizia e dove finisce la bracciata. per comodità numerale da quando la mano tocca l'acqua.
magari ti sei espresso male ma x sicurezza voglio darti un suggerimento: il braccio non deve passare sotto la pancia. per ottenere un movimento corretto la mano deve passare parellela alla linea delle spalle tenendo il gomito più o meno ad un angolo di 90°. questo è importante perché se si passa il braccio troppo sotto la pancia o troppo esterno alla spalla si rischia di non prendere "acqua ferma"

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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

No invece le bracciate vanno assolutamente contate nel momento in cui la mano spinge,per due motivi.
Perchè quello che conta è il numero delle spinte.
Perchè così facendo è più facile concentrarsi sulla spinta,assegnandole l'importanza che merita e migliorando di fatto la nuotata (lo chiedo spesso ai bambini che hanno difficoltà a percepire il momento di spinta,il fatto di contare quante volte il braccio butta fuori l'acqua ottiene sempre l'effetto di renderli coscienti sulla spinta e di migliorarne l'efficacia).

Ciao

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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

E' vero, prima davo molta importanza all'ingresso del braccio in acqua, come se dipendesse solo da quello la mia avanzata in acqua, trascurando la spinta subacquea. Concentrandomi su quest'ultima ho quasi raggiunto il mio obbiettivo di fare una vasca in 12 bracciate.
Grazie.

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Re: Stile libero: numero di bracciate per vasca

beato te.. per me è pura utopia..

" ..A volte quando si perde, si vince!"

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