Argomento: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

In più occasioni abbiamo criticato ed elogiato i nostri Allenatori/Istruttori. Disseminati qua e là nelle varie discussioni c'è sempre un riferimento a questa figura fondamentale per la crescita di ognuno di noi. Allora mi e vi domando: quali caratteristiche umane e tecniche debba avere il nostro insegnate ideale?
Fermo restando che questa domanda calza comodamente per tutti gli sport, proviamo a disegnare il nostro prototipo di allenatore, utile anche a chi lo fa per professione da tempo peraccrescere il giusto impatto con i propri allievi.

Io penso che un allenatore debba prima di tutto essere un bravo psicologo e dotato di una certa umanità nei rapporti interpersonali, facile a dirlo ma difficile a farlo! L'incompatibilità caratteriale giocoforza ha un ruolo importante ma l'ostacolo può essere superato partendo dal solo punto in comune: il nuoto smile e da qui nasce il concetto che "lo sport unisce". Per l'allievo in età scolare. l' allenatore ha lo stesso compito pedagogico di un insegnante: deve aiutarlo a crescere, a diventare uomo, con i valori nobili di lealtà ed abitudine al sacrificio, al lavoro. Incoraggiarlo nei momenti difficili, equilibrando l'entusiasmo nei momenti di apice agonistico.

Tecnicamente apprezzo molto l'allenatore che ti spiega il lavoro da fare, indicando le finalità e mettendoti in guardia su eventuali errori possibili in determinati passaggi dell'esercizio proposto.
Apprezzo molto quando un allenatore ti chiede LE SENSAZIONI che un esercizio o le ripetute kilometrica in A2, ti danno.
Apprezzo molto gli allenatori che ti incrociano nel corridoio e ti chiedono: "come va?, sei in forma?"
Apprezzo quando ferma tutti i bimbi in corsia per spiegare a modo un esercizio non eseguito correttamente (è capitato ieri a mia figlia).
Ecco a grandi linee, il mio prototipo è questo.  E spero che gli allenatori / Istruttori in linea traggano spunti di riflessione da questa discussione!

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2 (modificato da ippocampo 14-10-2011 22:38:23)

Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Sono d'accordo con Mario. Per mia esperienza e in generale aggiungo che per me è importante che l'istruttore tratti tutti gli allievi allo stesso modo perché io da bambina e poi anche da grande sono stata malissimo nel vedere i miei insegnanti avere delle preferenze, questa è una cosa che odio e che, dal momento che sono diventata istruttrice, ho sempre tenuto ben presente di evitare di fare!

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Istituzionalmente (per la federazione nuoto) l'istruttore di nuoto deve disporre di tre requisiti:
sapere,saper fare,saper far fare.
Traduzione: teoria,pratica e comunicazione.

La teoria è necessaria perchè se io non conosco la nuotata più evoluta che ho come obiettivo,poi come farò a valutare cosa proporre ai miei allievi e come valutare le loro risposte per far si che le cose semplici che scelgo di insegnare oggi,siano compatibili con il migliore sviluppo futuro delle loro nuotate ?
Se non conosco il punto di arrivo,come farò a scegliere il percorso da seguire ?
Dunque la teoria delle nuotate più evolute,non tanto per farli nuotare così (ipse dixit),ma per metterli sulla strada giusta.

La pratica è necessaria perchè "se io non ho le mele in cantina,come farò a venderti una cassetta di mele ?"
Traduzione:se io non ho provato sulla mia pelle le cose che ti insegno,come farò poi a capire quello che stai provando tu ora in acqua ? Come farò a "leggere" la tua risposta alla mia proposta ? Come farò a valutare il grado di apprendimento di ciò che ti insegno ? Come farò a capire se ti ho messo sulla strada giusta o meno ?
Dunque la pratica è necessaria per la lettura dell'allievo (riscontro e controllo dell'insegnamento);non occorre essere fulmini di guerra,ma certamente superiori alla media (o volete che il vostro allievo si vergogni di come nuotate ?)

La comunicazione è necessaria perchè io posso conoscere tante belle cose,che se non ho il dono della favella non riuscirò a divulgarle.
Quindi l'istruttore deve disporre di ottimi strumenti di trasmissione delle sue competenze.
Vale a dire da un lato un efficace sistema didattico,e dall'altro la capacità di rapportarsi con differenti tipi di allievi e la conseguente capacità di rendere elastico il proprio sistema didattico.
Perchè tocca all'istruttore capire quali sono i canali e sistemi di comunicazione e di trasmissione più consoni per ogni singolo allievo.

Ciao

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Stefano, il buon senso e la logica mi conducono sui sentieri da te tracciati. E' giusto quello che dici ma ci sono casi (non solo nel nuoto) di gente affermata come allenatore ma che sono stati dei mediocri o addirittura non hanno mai praticato lo sport di cui si occupano (vedi il caso di Arrigo Sacchi: mai giocato a pallone ed ha raggiunto risultati eccellenti da tecnico). Lo stesso discorso vale a ritroso, campioni pluridecorati che non hanno il fuoco sacro dell'indottrinamento.
Allora ti chiedo, chi non conosce o non ha acquisito una nuotata evoluta, dovrebbe avere la carriera da istruttore pregiudicata già in partenza? Prendi il caso di Castagnetti o di Nick Bollettieri nel tennis, avrebbero dovuto fermarsi a semplici istruttori per neofiti? Hanno fatto esplodere fior di campioni (Pellegrini, Agassi, Sampras, ecc...).

Ciao

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Io parlavo di istruttori.
L'allenatore è un'altra cosa.
Comunque le buone qualità di cui parli tu vanno annoverate nella capacità di comunicazione.

Ciao

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6 (modificato da paolac 29-02-2012 09:27:31)

Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Ciao volevo chiedere dei consigli a degli istruttori di esperienza. Sono fresca di brevetto da allievo istruttore e volevo un consiglio su come iniziare ad intraprendere questa professione sono combattuta tra il contiunare del tirocnio gratis per ampliare la mia esperienza prima di cercare lavoro, ma il problema è economico visto che la benzina costa tanto e io non posso farmi sponsorizzare da nessuno... Oppure cerco direttamente lavoro e mi facco tutta l'esperienza sul campo?(sempre che le strutture me lo permettano..) Oppure lavoro gratis per un certo periodo sperando che mi assumano ma ho paura che una volta assaggiata la gratuità appena faccio richiesta di retribuzione mi mettano allla porta....Per quanto riguarda gli adulti ho seguito diverse corsie tante volte e non ho difficoltà, i bambini con i quali ho una certa preparazione fuori dall'acqua perchè sono maestra d'asilo e e ho fatto attività ludiche con i portatori di handicap per diversi anni essendo animatore socio culturale ed anche con gli anziani tutto ok, ma con i bambini le attività acquatiche richiedono molta esperienza che ho fatto solo attraverso il tirocinio pratico nel senso che ho proprio lavorato non guardato come si fa. Anche se so che sarà difficilissimo trovare un lavoro perchè da noi il sistema di assunzione è clientelare e si basa sulle amicizie e parentele e non sulle capacità putroppo! Pensate che nella struttura dove ho fatto il tirocinio sono tutti parenti del coordinatore e chi è fuori dal giro di parentela non entra a lavorare, mi sono addirittura imbattuta in un istruttore che non ha mai fatto nuoto ma è il cognato allora.. Mah. Scusate se mi sono dilungata... mi date un consiglio? Grazie smile

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Il primo consiglio è di fregartene delle clientele che fannno schifo e ci sono dappertutto,ti abbatteresti solamente.
Chiudi gli occhi e assegna in tutta umiltà il beneficio del dubbio senza giudicare nessuno.
Osserva gli altri e copia quello che più ti convince,non per piatto spirito di imitazione,ma per ragionamento critico e concreto su quello che vedi.

Il secondo ma più importante,imposta il tuo lavoro su due cardini base:la semplicità e la consapevolezza.
Cioè ragiona in termini semplici,osserva gli allievi cercando di capire dove stanno,poi scegli in termini realistici dove vuoi portarli e cosa gli serve in termini di requisiti;con la politica dei passi piccoli e semplici;senza fare mai niente a caso ma ragionando su quello che fai.
Qualsiasi errore tu faccia diventerà esperienza positiva.
Diversamente non riusciresti nemmeno a capire se e cosa hai sbagliato,e non avresti costruito una esperienza reale nemmeno in trent'anni gerstiti al buio dell'abitudine.

Ciao

PS
Leggi tutto quello che vuoi sulla tecnica evoluta delle nuotate ma non metterti a insegnare a scuola nuoto i particolari spaziali delle nuotate agonistiche,perchè dietro a quei particolari spaziali c'è tutto un mondo di parametri dinamici.
Intendi la conoscenza della tecnica evoluta solo come sistema per stabilire se stai mettendo gli allievi sulla strada giusta o no.
Quello su cui devi concentrarti è di trasmettere le sensazioni e gli equilibri giusti,non un modo astratto di esecuzione.
Trova metafore per insegnare azioni invece che movimenti.
Tutto deve avere uno scopo,persino la respirazione,all'inizio puoi dire di fare le bolle,ma subito dopo devi assicurarti di legarlo ad uno scopo preciso:
"nelle bolle c'è aria sporca,butta fuori tanta l'aria sporca altrimenti non ci sarà spazio per prendere quella pulita" (vedrai quanto soffieranno convinti dopo)
All'inizio puoi dire di fare la schiuma con i piedi,ma subito dopo devi legarlo al concetto di spostamento:
"parti dal muretto e arriva fino a me scivolando,ma se non ci arrrivi o se io cerco di scappare tu accendi il motore (facendo la schiuma) per riuscire a prendermi" (coi bambini puoi dire che loro sono il siluro e tu la portaerei da affondare,così tengono le braccia diritte,di arrivare silenziosi scivolando vicino a te,poi di accendere i motori all'improvviso per affondarti;se invece ti metti a descrivere piattamente il movimento su e giù delle gambe staranno inesorabilmente fermi e cadrai nel ginepraio delle mille domande su particolari assurdi)
Non metterti a dire agli allievi cosa deve fare il braccio quando esce dall'acqua,altrimenti penseranno (assurdamente) a quello invece che a quello più importante che in quello stesso momento è sott'acqua e deve spingere a dovere.
Non metterti a dire come deve fare a spingere,ma solo che devono usarlo per tirarsi avanti come fosse un remo
Tu devi solo assicurarti che le braccia girino senza fermarsi,spingendo a dovere applkicando la forza al momento giusto,e poi uscendo ben benino dall'acqua (altrimenti le spalle non girano)
Azioni e dinamica,non movimenti e spazialità,il resto la farà il sistema nervoso,e i miglioramenti arriveranno con le esercitazioni specifiche sui requisiti.

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Vorrei soffermarmi su un altro aspetto: io desidero fare l'allenatore di una squadra agonistica, assoluti o master; leggo i costi dei corsi e sento gli amici istruttori che vengono pagati qualcosa tipo 6€ l'ora, un amico allenatore mi dice di guadagnare 400€/mese.
Mi passa la voglia di lavorare, di essere sempre aggiornato, di fare corsi, di assumermi le responsabilità, di mettermi in gioco.
Se non viene valorizzata la figura dell'insegnante, del "magister", a me sembra ovvio vedere un corpo docente (allargo la discussione alle scuole) demotivato. C'è qualcosa che non va: o il sistema è sbagliato o sono io troppo venale.
Per quanto riguarda le caratteristiche, ho avuto un allenatore che mancava nella comunicazione (fa' questo perché lo dico io!) col quale ho raggiunto buoni risultati; ed un altro allenatore molto bravo nella comunicazione ma col quale ho raggiunto risultati meno buoni. A distanza di tempo ricordo i RISULTATI raggiunti col primo allenatore, ma se devo pensare ad un allenatore penso al secondo, di cui, però, ricordo prima l'UOMO.
Non so cosa sia meglio, non ho risposte... propongo argomenti su cui riflettere.

Ciao

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

dino ha scritto:

Vorrei soffermarmi su un altro aspetto: io desidero fare l'allenatore di una squadra agonistica, assoluti o master; leggo i costi dei corsi e sento gli amici istruttori che vengono pagati qualcosa tipo 6€ l'ora, un amico allenatore mi dice di guadagnare 400€/mese.
Mi passa la voglia di lavorare, di essere sempre aggiornato, di fare corsi, di assumermi le responsabilità, di mettermi in gioco.

Ma non è che un allenatore fa solo quello.
Chiaro che si lavora in vasca tutta la giornata o giù di li.
Poi il tempo viene ripartito tra le varie attività,insegnare e allenare.
Che gli stipendi non siano lauti è pacifico,e per mangiarci bisogna essere professionisti a tempo pieno,non andare là solo un paio d'ore al giorno.
Ma 6 euro sono la tariffa che le società micragnose assegnano ai tecnici tappabuchi di dubbio valore.
Quelli stabili e di provata validità che la società vuole tenersi stretti prendono molto di più.
Nella mia società gli istruttori ne prendono 12,e come allenatore prendo un forfait che ne vale circa una trentina.

Quanto alla comunicazione facciamo chiarezza.
Non è che uno che abbaia ordini non comunica,e uno che è buono e cordiale invece si.
Esistono tecnici incapaci di comunicare,sia che abbaino ordini sia che siano degli amiconi con gli atleti.
Ed esistono tecnici capaci di comunicare pur se in un modo rude,e altri che riescono a farlo in un modo più cordiale.
Quando tra i requisiti del tecnico si mette la comunicazione (saper far fare) si intende dire che il tecnico deve selezionare un tipo di comportamento tra i vari a disposizione,allo scopo di trasmettere qualcosa con la consapevolezza specifica di farlo.

Tra le metodiche di comunicazione ce ne sono di tre tipi.

Il sistema direttivo:
si tratta del metodo tipo sergente dei marines,fai questo perchè lo dico io.

Il sistema "democratico" (detto impropriamente):
si tratta del metodo discorsivo dove il tecnico spiega il perchè e il percome delle proposte;consiste nel dare coscienza agli atleti di ciò che fanno e perchè,in modo che riescano ad interpretare meglio le richieste (didattiche o allenanti che siano) adattandole a loro stessi,e permette al tecnico di rendere elastica la comunicazione adattandola ai diversi canali ricettivi degli atleti (leggere gli allievi).

Il sistema intermedio:
Si tratta di tutte le gradazioni di un mix tra i due sistemi precedenti.

Nel primo sistema avremo un allenatore autoritario.
Nel secondo un allenatore potenzialmente debole.
Il sistema migliore è il terzo perchè l'allenatore da autoritario o debole diventa autorevole,che è la cosa migliore.
Però perchè funzioni a dovere occorre essere in grado di applicarne entrambe le facce.

La superiorità della comunicazione autorevole rispetto a quella autoritaria è evidente:
nessun atleta avrà voglia di farsi un mazzo così per uno stronzo incapace di farsi apprezzare.

Il compito del buon tecnico è selezionare un tipo di comportamento che sia adatto a se stesso,cioè che permetta a lui di comunicare al meglio;ma al tempo stesso che sia elastico in modo da potere essere rielaborato sulla base della lettura degli allievi,cioè che si possa volta a volta ri-sintonizzare sui loro diversi canali ricettivi.

PS
nella didattica tipica della scuola nuoto il peso specifico conviene che sia molto più spostato sul secondo sistema piuttosto che sul primo.

Ciao

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Dalle mie parti il "nero" non esiste anche perchè un apprendista mica è immune da infortuni o altre disavventura. A me darebbero 10€ ad ora, durante il tirocinio, ma ho già detto di dirottarlo nella quota sociale della Cooperativa. Mi basta lo stipendio che ho, anche se siamo in "solidarietà" per evitare il licenziamento di alcuni colleghi e ciò mi costa 150€ in meno di stipendio.

PS: spero che le Fiamme Gialle facciano un bel giretto dalle parti di Paola ed altrove, per beccare gli sfruttatori!!

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Ragazzi scusate se intervengo di nuovo ma non mi dò pace!

Come si fa a pagare 30€ all'ora (e scommeto pure lordi) ad un allenatore di 2 livello??!! Ma qui siamo proprio alla follia!! I nostri gruisti (con tutto il rispetto) prendono 34€ all'ora ed in più vitto, 14 mensilità, contributi etc.
Per chi non lo sapesse, un allenatore di 2 livello è il massimo della carriera contanto di corsi "salatissimi" alle spalle!!
Bah! Io non ho parole......

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

stefano '62 ha scritto:

Poi il tempo viene ripartito tra le varie attività,insegnare e allenare.
Che gli stipendi non siano lauti è pacifico,e per mangiarci bisogna essere professionisti a tempo pieno,non andare là solo un paio d'ore al giorno.
Ma 6 euro sono la tariffa che le società micragnose assegnano ai tecnici tappabuchi di dubbio valore.
Quelli stabili e di provata validità che la società vuole tenersi stretti prendono molto di più.
Nella mia società gli istruttori ne prendono 12,e come allenatore prendo un forfait che ne vale circa una trentina.

E' esattamente il nocciolo della questione, ci sono società (quella per cui nuoto è una delle più importanti e blasonate della regione) che, soprattutto nella scuola nuoto, si avvalgono di istruttori giovanissimi che si accontentano di lavorare per "pagarsi le sigarette" con contratti della durata di un anno: buono per arrotondare lo stipendio ma non ci vivi!
Il mio allenatore svolge la maggior parte del lavoro a casa, preparare gli allenamenti, studiare gli esercizi, personalizzare allenamenti ed esercizi per migliorare i difetti di ognuno di noi... questo lavoro viene retribuito?
E' un po' come l'insegnante di scuola che viene pagato per il lavoro svolto a scuola, le ore previste dal contratto, ma non viene pagato per il lavoro svolto a casa per preparare la lezione del giorno dopo, per correggere i compiti, ecc.
Vorrei chiederti se anche tu lavori a casa e, se si, se nel calcolare il valore di un'ora di lavoro hai tenuto conto anche di queste ore.
Poi, per carità, ci sono società che investono in qualità e società che preferiscono tagliare i costi a danno della qualità, con tutte le possibilità intermedie (valorizzare solo la squadra agonistica, solo la squadra master...)

marioaversa ha scritto:

Ragazzi scusate se intervengo di nuovo ma non mi dò pace!

Come si fa a pagare 30€ all'ora (e scommeto pure lordi) ad un allenatore di 2 livello??!! Ma qui siamo proprio alla follia!! I nostri gruisti (con tutto il rispetto) prendono 34€ all'ora ed in più vitto, 14 mensilità, contributi etc.
Per chi non lo sapesse, un allenatore di 2 livello è il massimo della carriera contanto di corsi "salatissimi" alle spalle!!
Bah! Io non ho parole......

Quando dico che, in questo sistema, non viene valorizzata la figura del docente, intendo esattamente questo! che senso ha acquisire esperienza, professionalità... investire tanti soldi, se poi vieni considerato meno di un operaio generico? (per operaio generico intendo senza professionalità specifiche)?
Ovviamente sto ingigantendo un po' per meglio sottolineare le mie perplessità.

stefano '62 ha scritto:

Quanto alla comunicazione facciamo chiarezza.
Non è che uno che abbaia ordini non comunica,e uno che è buono e cordiale invece si.

Condivido in pieno, mi sono spiegato male io: l'allenatore-sergente non aveva la capacità di relazionare con gli atleti, non comprendeva le difficoltà e i problemi dei singoli (adolescenti).
Ma il quesito che mi pongo è un altro: per un adolescente è preferibile avere un allenatore-sergente che ti porta a buoni risultati o è meglio valorizzare l'aspetto umano (è il mio secondo padre)?

E' solo per la discussione, il passato non torna!

Ciao

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13 (modificato da paolac 01-03-2012 09:35:18)

Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Ringrazio tutti per i suggerimenti e soprattutto Stefano. La mia domanda però era diversa, esprimevo la difficoltà di trovare una struttura dove lavorare in primis ed in secondo punto volevo solo dei suggerimenti su come iniziare ad esempio dopo il brevetto è meglio il tirocinio oppure buttarsi subito in onda e fare esperienza diretta sul campo? Sulle retribuzioni ma quali 10 euro??????? Da noi 4 o 6/7 euro se sei ben pagato, ragazzi la benzina costa e questo mestiere che faccio per pura passione mi costa però e va retribuito e non mi posso certo permettere di devolvere niente in beneficenza!!! Ps: non sono ancora professionista ma io sono disponibile a lavorare full time e anche extra non ho problemi, per me questo non è un hobby!! Altro ps: nella struttura dove gli istruttori sono meglio pagati in Sardegna si prendono 7€ all'ora a prescindere che tu sia un mago,c'è solo un'allenatore che prende più di 10€ vedete un pò voi, ma vivete a fantasilandia???? Ciao

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14 (modificato da paolac 01-03-2012 09:41:09)

Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Marioaversa ha scritto:

Ragazzi scusate se intervengo di nuovo ma non mi dò pace!

Come si fa a pagare 30€ all'ora (e scommeto pure lordi) ad un allenatore di 2 livello??!! Ma qui siamo proprio alla follia!! I nostri gruisti (con tutto il rispetto) prendono 34€ all'ora ed in più vitto, 14 mensilità, contributi etc.
Per chi non lo sapesse, un allenatore di 2 livello è il massimo della carriera contanto di corsi "salatissimi" alle spalle!!
Bah! Io non ho parole......

Ciao Mario, scommetto che tu lo fai per passione o hobby ma hai già un lavoro!Si ragiona così a pancia piena..non sono gli istruttori che dici tu ad essere pagati poco ma il gruista ad essere pagato una miseria. Hai sentito il tg? Abbiamo gli stipendi più bassi in europa assieme ai paesi dell'est! Vieni da noi che ti danno 4€ e campaci la famiglia! Scusa se mi sono un pò arrabbiata! Ciao

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Paola ti sei arrabbiata perchè non hai capito.

E poi lo sai benissimo che per riempirmi la pancia e per campare la famiglia SON DOVUTO EMIGRARE DALLA BASILICATA!!!!! con tutti i disagi che ne comporta. Comunque sono discorsi da fare più su Facebook che nel forum.

Di sicuro mi interessa il corso da Istruttore più per passione che per lavoro, in questi giorni ho avuto un ripensamento perchè la passione per la tecnica ed evoluzione di nuotata certamente non la trovo in quei corsi ma nei Convegni e negli scambi d'opinione in piscina. Comunque nella vita non si può mai sapere: "impara l'arte e mettila da parte". Pensa che mi sto già informando presso l'Università di Parma per la facoltà d'Informatica on-line. Ho in cantiere anche quello perchè vedo nubi minacciose all'orizzonte nel settore edile.
L'importante è non fermarsi e guardare avanti!

In bocca al lupo per tutto! CIAO

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Marioaversa ha scritto:

Paola ti sei arrabbiata perchè non hai capito.

E poi lo sai benissimo che per riempirmi la pancia e per campare la famiglia SON DOVUTO EMIGRARE DALLA BASILICATA!!!!! con tutti i disagi che ne comporta. Comunque sono discorsi da fare più su Facebook che nel forum.

Di sicuro mi interessa il corso da Istruttore più per passione che per lavoro, in questi giorni ho avuto un ripensamento perchè la passione per la tecnica ed evoluzione di nuotata certamente non la trovo in quei corsi ma nei Convegni e negli scambi d'opinione in piscina. Comunque nella vita non si può mai sapere: "impara l'arte e mettila da parte". Pensa che mi sto già informando presso l'Università di Parma per la facoltà d'Informatica on-line. Ho in cantiere anche quello perchè vedo nubi minacciose all'orizzonte nel settore edile.
L'importante è non fermarsi e guardare avanti!

In bocca al lupo per tutto! CIAO

Grazie per gli auguri, spero di trovare una struttura che mi accolga e magari mi dia il neccessario per campare altrimenti sto lavoro rimarrà solo un sogno... Non ti chiedo neanche perchè non ne vuoi fare una professione visto che devi mantenerti la famiglia ...ciao

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

paolac ha scritto:

Anche se so che sarà difficilissimo trovare un lavoro perchè da noi il sistema di assunzione è clientelare e si basa sulle amicizie e parentele e non sulle capacità putroppo! Pensate che nella struttura dove ho fatto il tirocinio sono tutti parenti del coordinatore e chi è fuori dal giro di parentela non entra a lavorare, mi sono addirittura imbattuta in un istruttore che non ha mai fatto nuoto ma è il cognato allora.. Mah. Scusate se mi sono dilungata... mi date un consiglio? Grazie smile

Guarda non so dove tu abbia fatto il corso e per quale società abbia lavorato. Ti posso garantire che nella mia città (Bologna) questo fenomeno è sconosciuto! E' chiaro che se sei un ex-nuotatore agonista hai più probabilità di riuscire ad insegnare, rispetto ad un'altro che arriva dai corsi e basta, poichè sei da anni nel mondo del nuoto, conosci a fondo le problematiche relative all'apprendimento e all'allenamento, e quindi sei preferito. In più conosci probabilmente i membri delle strutture societarie (sia della tua ex squadra che di altre), e quindi sai già chi è la persona o le persone alle quali rivolgersi per lavorare. Capita poi talvolta che fanno fare l'istruttore a nuotatori agonisti delle proprie squadre anche per dare loro una specie di stipendio, in uno sporto molto avaro di denari per i propri praticanti.
Fossi in te andrei presso tutte le segreterie delle società di nuoto della tua città e mi proporrei (non ho capito se hai preso il brevetto FIN)

di SpartansMaster sito web

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

dino ha scritto:

Vorrei soffermarmi su un altro aspetto: io desidero fare l'allenatore di una squadra agonistica, assoluti o master; leggo i costi dei corsi e sento gli amici istruttori che vengono pagati qualcosa tipo 6€ l'ora, un amico allenatore mi dice di guadagnare 400€/mese.

Da noi gli istruttori guadagnano 10/12 €/ora, mentre per un allenatore la somma più del doppio (sui 24-26 € ora) naturalmente al netto. La somma mi sembra più che onesta!
Penso che alla President Bologna, CN UISP Bologna, CSI Azzurra 91 (Rari Nantes BO, AICS  e Nuovo Nuoto Bologna sono nostre consorelle) le somme siano più o meno le stesse.

di SpartansMaster sito web

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Si è vero le società preferiscono spesso buttare nella mischia gli ex agonisti,un pò per far mangiare quelli che hanno mollato perchè privi di prospettive di risultati apprezzabili,un pò nell'illusione che conoscano meglio la materia.

Invece la didattica e la pratica sono due cose diverse,e la pratica (saper fare) diventa un requisito ottimo e necessario per fare un buon tecnico,come ho spiegato sopra nel mio primo post e consiglio di rileggerselo,solo se supportata dagli altri due requisiti (sapere e saper far fare),cioè una seria preparazione circa la teoria e la didattica,e di queste nei gruppi agonisti non c'è n'è nemmeno un briciolino.
Per questo la stragrande maggioranza degli ex-agonisti che ho visto insegnare hanno solo fatto dei gran danni ai loro allievi.
E la responsabilità è di chi troppo spesso lascia intendere loro più o meno esplicitamente che basta la loro destrezza in vasca (pratica) a renderli idonei a insegnare,di conseguenza non si sbatteranno mai a sviluppare le altre qualità necessarie stabilite non a caso dalla Federazione (teoria e didattica), certamente mancanti dato che verosimilmente NESSUNO può avergliele insegnate mentre facevano chilometri a testa bassa.
Il risultato è che si mettono a insegnare le nuotate partendo dai particolari che gli allenatori gli urlavano nelle orecchie fino a poco prima,unico ricordo vivo che hanno,invece che dalle fondamenta.
Un pò come se il muratore partisse dalle tendine del solaio per costruire un palazzo.

Per costruire un buon tecnico essere ex agonisti aiuta e molto,ma solo se c'è l'umiltà di mettersi a imparare tutto daccapo per sviluppare tutti i requisiti necessari,come uno qualsiasi degli altri candidati provenienti dal nuoto libero.
Poi le società migliori selezioneranno i tecnici la cui somma di tutti i requisiti è soddisfacente.
I maestri migliori sono ovviamente solo quelli che dispongono di tutti i requisiti in quantità apprezzabile.
Purtroppo e ne abbiamo parlato spesso,invece le scelte sono spesso opinabili e i requisiti non sono mai completi.
Quelli carenti nella didattica e quelli carenti nella pratica che magari vengono dal nuoto libero ma nessuno si preoccupa del fatto che nuotano a cane.

Quelle che mettono gli ex agonisti senza però preoccuparsi che abbiano imparato anche il resto,sono quelle dove poi a scuola nuoto trovi il tizio che ti racconta subito ai primi livelli di fare la esse subacquea,o che il delfino si fa con due gambate e una bracciata,o che esistono le nuotate perfette,quelle che hanno imparato loro (e che si ostinano a riprodurre già al terzo livello),invece che una serie di postulati teorie e convinzioni personali che devono andare d'accordo tra loro.

Poi ci sono quelli provenienti invece dal nuoto libero che vengono selezionati nonostante nuotate patetiche,che magari imparano tutto sulla didattica ma non sanno fare una nuotata decente nè mai riusciranno a insegnarla.
Questi istruttori compensano le carenze nella pratica andando a leggere libri sulla tecnica ed è cosa buona e giusta (specialmente se nel frattempo imparano a nuotare),ma il loro difetto è che spesso li scambiano per la Bibbia,e poi la propinano paro paro agli allievi in modo ugualmente inadeguato senza un ragionamento congruo,e spesso si mettono pure loro a parlare di esse e stronzate varie come quegli altri.

Morale della favola,gli ex agonisti sono la più grande risorsa per la scuola nuoto,ma le società la buttano nel cesso ogni volta che propinano al candidato l'idea che non serve loro altro per fare un buon lavoro.
E capita tutti i giorni.

Consiglio a questo proposito agli eventuali istruttori ex agonisti (ma non solo) la lettura di questo articolo sulla didattica.
http://www.nuotomania.it/public/blog/in … o-motorio/

Ciao

PS
Il dibattito su quale sia il peggiore tra i due modelli contrapposti di istruttori (a seconda del requisito mancante,chiaramente),è tuttora aperto.

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Si da per scontato che chiunque vada ad insegnare nei corsi abbia il 1° e/o 2° livello FIN da istruttore più relativo brevetto di salvamento sempre FIN, e che sappia nuotare BENE, e per bene nn intendo ex agonista, ma nemmeno che nuoti tra lo SCHIFO e il SUPERSCHIFO. Ma la cosa comporta ingenti esborsi di tempo (non meno di 2 anni per avere tutti e 3 e brevetti) e di denaro, cosi spesso e volentieri si improvvisano istruttori sia ex agonisti sia una valanga di nuotatori amatoriali che arrivano da Scienze Motorie (o ISEF), che a male pena stanno a galla in acqua, che insegnano  dopo avere preso i vari brevetti di insegnamento minori (UISP, AICS, CSI etc...).

Discorso a parte invece per gli allenatori. Io sono dell'opinione che non possa allenare una squadra agonistica uno che non sia stato a sua volta un  agonista, e questo per diversi motivi. Primo, gli atleti non amano farsi dare ordini da uno che non abbia a sua volta sputato lo stesso sangue che si sta chiedendo loro di sputare. Secondo, chi non ha mai fatto allenamenti agonistici non riesce, a non riuscirà mai, a comprendere la fatica psicologica che comportano certi carichi di lavoro. Cosi ti ritrovi tutti questi pseudo scienziati del kaiser che ti chiamano allenamenti impossibili, solo perche la teoria vuole che in quel momento ci sia quello specifico allenamento. Ad esempio vedi allenatori che ti chiamano un 20x100 df a 1'30 al 9° km di allenamento o un 8x400 Stile in soglia, senza comprendere che se hai già fatto carichi di lavoro pesanti durante la seduta, questi allenamenti distruggono psicologicamente l'atleta. Oppure ne vedi altri che hanno già preparato l'allenamento a casa, e nn lo modificano nemmeno se vedono che gli atleti hanno avuto magari una giornata pesante e sono a pezzi prima ancora di scendere in acqua. Terzo ho notato che chi non è stato agonista, fa fatica a comprendere il concetto di squadra e di allenatore, e cioè che il suo lavoro non si ferma solo all'allenamento e alla gara, non comprendendo l'importanza dei collegiali o delle trasferte come momento di crescita collettivo.

di SpartansMaster sito web

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

Nei testi di teoria dell'allenamento queste cose ci sono scritte tutte quante,e ai corsi si svenano pur di fartele comprendere.
Poi c'è chi le impara e chi no,e solo questo fa la differenza tra un lavoro congruente e uno invece no.
E questo è quanto;ex agonista oppure no,è un discorso che non ha senso,infatti ai corsi da allenatore di requisiti ce ne sono,ma nessuno di essi riguarda il tuo passato da agonista.
Un motivo ci sarà.

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

SpartansMaster ha scritto:
paolac ha scritto:

Anche se so che sarà difficilissimo trovare un lavoro perchè da noi il sistema di assunzione è clientelare e si basa sulle amicizie e parentele e non sulle capacità putroppo! Pensate che nella struttura dove ho fatto il tirocinio sono tutti parenti del coordinatore e chi è fuori dal giro di parentela non entra a lavorare, mi sono addirittura imbattuta in un istruttore che non ha mai fatto nuoto ma è il cognato allora.. Mah. Scusate se mi sono dilungata... mi date un consiglio? Grazie smile

Guarda non so dove tu abbia fatto il corso e per quale società abbia lavorato. Ti posso garantire che nella mia città (Bologna) questo fenomeno è sconosciuto! E' chiaro che se sei un ex-nuotatore agonista hai più probabilità di riuscire ad insegnare, rispetto ad un'altro che arriva dai corsi e basta, poichè sei da anni nel mondo del nuoto, conosci a fondo le problematiche relative all'apprendimento e all'allenamento, e quindi sei preferito. In più conosci probabilmente i membri delle strutture societarie (sia della tua ex squadra che di altre), e quindi sai già chi è la persona o le persone alle quali rivolgersi per lavorare. Capita poi talvolta che fanno fare l'istruttore a nuotatori agonisti delle proprie squadre anche per dare loro una specie di stipendio, in uno sporto molto avaro di denari per i propri praticanti.
Fossi in te andrei presso tutte le segreterie delle società di nuoto della tua città e mi proporrei (non ho capito se hai preso il brevetto FIN)

Ciao, ho il brevetto FIN, tu parli di ex agonisti, ma le attività in piscina non le fai solo con i master o con gli agonisti, ci sono anche i bambini, gli anziani, i portatori di handicap e non serve a niente con loro essere stati ex agonisti. Hai mai lavorato con i bambini? A cosa serve la tua esperienza con loro? Sai come spiegare loro l'ABC del nuoto? Sei sicuro di esserne all'altezza? Ho visto ex agonisti in vasca non sapere come gestire i bambini e scappare a gambe levate e sai perchè? Ci vuole professionaliltà, conoscenza del mestiere, passione, e saperci fare! Come vedi essere ex agonisti serve ma non a tutte le attività in piscina. Sai relazionarti con portatori di handicap ed anziani? Io ho scelto questa professione perchè lavoro da anni nel settore del sociale ed ho esperienza di insegnamento, ed una grande passione per il nuoto e ti assicuro che a me questo lavoro piace tantissimo e intendo specializzarmi e fare il massimo per essere all'altezza del ruolo che ricopro.
Lascia perdere l'ex agonismo, studia e  non pensare di poter vivere di rendita perchè sapere, saper essere, saper fare e saper far fare non sono cose che si improvvisano. Ciao

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

SpartansMaster ha scritto:

Si da per scontato che chiunque vada ad insegnare nei corsi abbia il 1° e/o 2° livello FIN da istruttore più relativo brevetto di salvamento sempre FIN, e che sappia nuotare BENE, e per bene nn intendo ex agonista, ma nemmeno che nuoti tra lo SCHIFO e il SUPERSCHIFO. Ma la cosa comporta ingenti esborsi di tempo (non meno di 2 anni per avere tutti e 3 e brevetti) e di denaro, cosi spesso e volentieri si improvvisano istruttori sia ex agonisti sia una valanga di nuotatori amatoriali che arrivano da Scienze Motorie (o ISEF), che a male pena stanno a galla in acqua, che insegnano  dopo avere preso i vari brevetti di insegnamento minori (UISP, AICS, CSI etc...).

Discorso a parte invece per gli allenatori. Io sono dell'opinione che non possa allenare una squadra agonistica uno che non sia stato a sua volta un  agonista, e questo per diversi motivi. Primo, gli atleti non amano farsi dare ordini da uno che non abbia a sua volta sputato lo stesso sangue che si sta chiedendo loro di sputare. Secondo, chi non ha mai fatto allenamenti agonistici non riesce, a non riuscirà mai, a comprendere la fatica psicologica che comportano certi carichi di lavoro. Cosi ti ritrovi tutti questi pseudo scienziati del kaiser che ti chiamano allenamenti impossibili, solo perche la teoria vuole che in quel momento ci sia quello specifico allenamento. Ad esempio vedi allenatori che ti chiamano un 20x100 df a 1'30 al 9° km di allenamento o un 8x400 Stile in soglia, senza comprendere che se hai già fatto carichi di lavoro pesanti durante la seduta, questi allenamenti distruggono psicologicamente l'atleta. Oppure ne vedi altri che hanno già preparato l'allenamento a casa, e nn lo modificano nemmeno se vedono che gli atleti hanno avuto magari una giornata pesante e sono a pezzi prima ancora di scendere in acqua. Terzo ho notato che chi non è stato agonista, fa fatica a comprendere il concetto di squadra e di allenatore, e cioè che il suo lavoro non si ferma solo all'allenamento e alla gara, non comprendendo l'importanza dei collegiali o delle trasferte come momento di crescita collettivo.

Prima andavo di corsa che i miei ragazzi mi aspettavano.
Ora posso rispondere con calma:
Primo:
quello che vedo io è che agli atleti non interessa un fico secco l'idea romantica dell'allenatore fratello di sangue (sputato),gli interessa solo che il coach sia in grado di garantirgli che quel sangue sputato li renderà più forti invece di ammazzarli;e di essere rispettati e apprezzati per ciò che fanno.
Ed essi che non sono stupidi sanno benissimo che le competenze per garantire questo non si acquisiscono in vasca (ma sui libri,possibilmente proprio a scienze motorie,per questo i docenti dei corsi allenatori vengono tutti da li) per il semplice fatto che essi stessi sono consapevoli che pur vivendo in vasca,non saprebbero che pesci pigliare se messi in piedi sul piano vasca.
Una cosa è fare una programmazione valida,un'altra proporre ai propri atleti quello che si è imparato a pappagallo dal proprio allenatore negli anni dell'agonismo,pur senza conoscerne il senso (che è esattamente ciò che farebbe chi non ha studiato le "teorie del keiser")
E il senso è scritto sui libri,e chiunque può studiarlo e assimilarlo,agonista oppure no.
Agli atleti interessa quindi che l'allenatore li abbia studiati quei libri e sappia quello che fa,e che magari li capisca e li apprezzi per il sangue che sputano,invece che limitarsi ad urlare che oggi tocca a loro sputare quello che lui ha sputato prima.

Secondo:
non esistono teorie "del keiser",ma risultanze scientifiche che decretano una differenza tra potenziale allenante ed effetto allenante,cioè proprio quello che hai detto tu circa la differenza di collocazione temporale o cronologica dei carichi,e che quindi non può essere in contrasto con le "teorie del keiser".
Quindi quegli allenatori che ti chiamano l'impossibile al momento sbagliato sono piuttosto quelli che non le hanno studiate,quelle teorie,infatti non esiste allenatore che non conosca le ovvietà che hai detto,e che oggi vengono insegnate persino ai semplici istruttori di nuoto.
E' preciso compito dell'allenatore valutare l'impatto effettivo delle sue proposte sugli atleti.
Se non lo sa fare,non è colpa di una teoria del keiser che mai ha detto certe stupidaggini (anzi...),ma piuttosto di uno pseudo-allenatore del keiser (lui si) che quei libri non li ha capiti.
Ex agonisti o meno che siano,non fa alcuna differenza su questo piano.

Terzo:
non so in che ambiente stai tu.
Ma gli allenatori che frequento io conoscono tutti quella importanza,persino quelli che non sono ex-agonisti.

In vasca si formano gli atleti,che poi avranno un requisito migliore di ordine pratico da investire nella formazione di un buon tecnico.
Ma il percorso formativo non si ferma li,anzi richiede ben altro,che si impara altrove.

Ciao

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

stefano '62 ha scritto:

non so in che ambiente stai tu.

Guarda mi sembra che tu la stia mettendo in un inutile gara di cielodurismo, forse perche pensi di appartenere a quella categoria che io ritengo inadatta ad allenare (forse sbaglio, ma non credo). Tuttavia se fai il paragone tra un allenatore non ex-agonista super preparato sui sacri testi, ed un ex agonista senza il 1° livello FIN-allenatore ed ignorante come una capra, sono io il primo a dire che è meglio il primo del secondo. Ma nel caso di  uguale preparazione teorica, sto tutta la vita con l'ex allenatore agonista, perche quello che ci sta scritto sui libri bisogna saperlo applicare, e per esperienza vissuta ti posso garantire che non è sempre così (volendo ti potrei pure fare dei nomi e dei cognomi). Unica mosca bianca in controtendenza a cui do merito al merito è Bastelli, dell'Azzurra 91 Bologna, allenatore dell'olimpionico Di Tora, e dei medagliati agli assoluti Travaglini, Pizzirani, Selleri (questi ultimi due però fatti vincenti da Di Mito, l'ex della Pellegrini, ex-agonista ranista alla President Bologna, e forgiatore di altri atleti medagliati agli assoluti). Come me tuttavia, sembra la pensino quasi tutti i dirigenti di società sportive (quelle di prima fascia almeno, le altre non so perche sono troppe) e della nazionale stessa ( e della maggior parte delle nazionali di primo livello).
Comunque in che ambiente stia io non penso sia cosi importante, ma se proprio vuoi sapere chi sono non ho problemi a dirlo: mi chiamo Thomas Masi e la mia carriera di nuotatore agonista, se proprio ti interessa, la puoi avere dalla Fin, mentre quella da master la trovi senza problemi sul sito nuotomaster.it. Non mi sembra il caso di dover stare a fare qui un'inutile lista del palmares personale.
ciao

di SpartansMaster sito web

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Re: Allenatore e/o Istruttore: caratteristiche ed aspettative

SpartansMaster ha scritto:
stefano '62 ha scritto:

non so in che ambiente stai tu.

Guarda mi sembra che tu la stia mettendo in un inutile gara di cielodurismo

????

Probabilmente hai inteso male il tono con cui mi esprimevo.
Comunque a scanso di equivoci,io non "credo" di essere un bel niente,al contrario "so" chi sono e cosa mi è stato insegnato.

SpartansMaster ha scritto:

Ma nel caso di  uguale preparazione teorica, sto tutta la vita con l'ex allenatore agonista, perche quello che ci sta scritto sui libri bisogna saperlo applicare, e per esperienza vissuta ti posso garantire che non è sempre così.

Su questo sono d'accordo e lo avevo ben detto prima,

stefano '62 ha scritto:

Morale della favola,gli ex agonisti sono la più grande risorsa per la scuola nuoto,ma le società la buttano nel cesso ogni volta che propinano al candidato l'idea che non serve loro altro per fare un buon lavoro.

stefano '62 ha scritto:

Per costruire un buon tecnico essere ex agonisti aiuta e molto,ma solo se c'è l'umiltà di mettersi a imparare tutto daccapo per sviluppare tutti i requisiti necessari,come uno qualsiasi degli altri candidati provenienti dal nuoto libero.

ma mi sembra che sia un tantino diverso da quello che avevi detto all'inizio wink

Faccio notare poi (non a te che certamente lo sai,ma a chi ci legge) che gli agonisti (e dunque anche gli ex),non sono tutti uguali.
E non intendo dire quanto a risultati che non significa niente in ottica formativa (gli allenatori dei big,il più delle volte non furono campioni a loro volta),quanto piuttosto all'approccio o alla profondità della loro esperienza agonistica,e non ultimo quanto a evoluzione tecnica,cosa che spesso latita perfino a quei livelli.
Quindi anche la carriera agonistica non è garanzia certa di sviluppare al meglio quel requisito specifico che il diportista ha meno probabilità (ma le ha comunque) di sviluppare.

Aggiungo,non per polemica ma perchè ho notato di non averlo detto prima,ma è il nocciolo della questione posta nel 3d....che la differenza tra un buon tecnico e uno no,non sta nella omologazione a canoni e metodi specifici (le teorie del keiser big_smile ),bensì nella consapevolezza di ciò che fa.
Consapevolezza che permette di elaborare qualcosa seguendo un ragionamento,invece che ripetere a pappagallo il compitino imparato a memoria.
E questa consapevolezza è possibile solo se si dispone di tutti i requisiti che la Federazione giustamente prevede,che ho elencati più sopra e non sto a ripetere.
E nel momento in cui la federazione ammette ai corsi da allenatore anche i non-agonisti,significa che è convinta che tale carriera non sia strettamente necessaria a formare i requisiti di cui deve disporre un buon tecnico.
Poi uno può anche pensarla diversamente,ma a me fu insegnato così.

Ciao

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