Regolamento nuoto master, cosa si potrebbe cambiare?

Regolamento nuoto master

(di Luciano Vietri)

Ragionare sulle cose attuali e immaginare una “realtà alternativa”. Tutto comincia anni fa con la lettura di un libro in cui s’ipotizzava che la caduta di Hitler non ci fosse stata, “mondi paralleli” per gli amanti della fantascienza di Star Trek.. è da quel periodo che ho cominciato a giocare su tutto cio che mi ruota intorno e immaginarmelo con angolature diverse, cosi come con il Nuoto Master!

Riportando il discorso con i piedi per terra e scendendo nel mondo reale vi chiedo: avete mai pensato a quali cose potrebbero cambiare nella nostra regolamentazione per farle diventare più avvincenti?

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Io ne ho pensate alcune, vediamo se vi trovate d’accordo con me:

  • Accettare pienamente la categoria Under 25 con tutti i suoi privilegi e riconoscimenti; pertanto considerazione dei record Italiani ed Internazionali in tutte le gare del circuito e nei relativi campionati Regionali, Nazionali, Europei e Mondiali Master. In questo momento sono considerati delle sotto-specie di Master eppure la loro posizione nel mondo del nuoto è evidente (spesso abbandono dall’agonismo e/o delle volte evoluzione della scuola nuoto) ma non riconosciuta dalla federazione. Questa considerazione degli Under 25 crea poi nelle società sportive un imbarazzo incomprensibile… e si sente diverse volte questa frase “che me ne faccio io di una specie di Master che occupa spazio e non porta punti?” a mio avviso è molto ingiusto!
  • Su questa seconda proposta sono sicuro di dividere in maniera furibonda il parere del Mondo Master (dico questo perché anni fa proposi questa idea e posso dire di essere fortunato a poterne parlare ancora… scherzo ). Dividere il punteggio ottenuto delle gare in due Macro Categorie: Ex Agonisti e Mai Agonisti. Si potrebbe continuare nel punteggio tradizionale della federazione e aggiungere questo simpatico modo di leggere i risultati ottenuti facendo emergere sicuramente dall’anonimato persone che hanno cominciato molto tardi questo sport ma che lo fanno da veri professionisti e con un impegno ai limiti del possibile .. evidenziando magari la loro bravura e il rammarico di non aver avuto prima il loro contatto/incontro con l’h2o !!

Queste sono solo due idee che potrebbero cambiare le cose, molte altre ne avrei da proporre ..sono certo che anche voi che come me vivete le gare del circuito e avete notato che altre cose possono migliorare (gadget, le attese, la comunicazione, etc.). Le mie sono proposte molto generali e poco definite con lo scopo di poterle argomentare insieme a voi e vedere la fattibilità o no di queste! a voi la parola!

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15 pensieri su “Regolamento nuoto master, cosa si potrebbe cambiare?

  1. Claudio dice:

    Da ormai due stagioni partecipo a gare master del circutio FIN e sinceramente da under 25 non “ex-agonista” mi sento un escluso totale.
    D’accordo la motivazione di fondo che mi spinge a gareggiare è il miglioramneto personale, ma quando i miei compagni di squadra festeggiano un trofeo vinto io mi sento comunque un pò frustrato …… 🙁
    Quindi sono pienamente d’accordo con quanto proposto nell’articolo per ciò che concerne gli Under 25 ….. mentre per il discorso degli agonisti non sò ….. fare una doppia classifica secondo me complicherebbe di molto la situazione … in questo modo il modo master si spaccherebbe in due …..

  2. Giancarlo dice:

    Caro Luciano,
    sono sicuramente d’accordo con te sul primo punto, ma credo che prima o poi, come già accade per il circuito UISP, anche la FIN considererà i punti conseguiti dagli atleti della categoria degli U25 validi ai fini del punteggio complessivo della squadra, ma temo che, visti i tempi di applicazione delle innovazioni da parte della cara federazione, quando verrà introdotta la nuova categoria, gli U25 attuali saranno già diventati M30! :)))
    Per quanto riguarda il secondo punto invece non sono molto favorevole a questa distinzione, perchè credo che il “mai agonista” che si allena con impegno e che per un qualsiasi motivo non ha potuto praticare il nuoto a livello agonistico ha comunque una mentalità da agonista e preferisce arrivare magari quarto ai campionati italiani sapendo di essere arrivato prima di ex agonisti piuttosto che arrivare primo davanti a tutti “mai agonisti”. In un certo senso sarebbe, usando un termine politically correct, “diversamente primo”! 🙂
    Come nuova idea invece mi viene in mente un’ottimizzazione della gestione della pre-chiamata alle gare. Al fine di evitare quei grovigli umani accalcati intorno al povero GUG che a fine giornata arriva senza un filo di voce a furia di sbraitare i nomi degli atleti, basterebbe comprare un tabellone luminoso sul quale vengono scritti via via i nomi e i tempi di iscrizione e la batteria alla quale l’atleta deve partecipare. Il compito del GUG sarebbe solo quello di controllare il cartellino e premere un pulsantino per confermare la presenza di quell’atleta nella batteria. Un sistema automatizzato poi provvederebbe a comporre le batterie volta per volta in base al numero di presenti o assenti. Dico io, ma che se ne fanno di tutti i soldi che ci spillano ad ogni manifestazione? Potrei anche rinunciare ai gadget (spesso discutibili) che vengono dati ogni volta!
    P.S.: complimenti per il blog e ricorda: TOCCA ALLENASSE! 🙂

  3. Name * dice:

    Io vorrei ricordare che lo spirito dei masters non è dare una seconda opportunità di successo ad ex atleti insoddisfatti e smaniosi di soddisfazioni non ottenute tra gli assoluti;ma è dilettantistico nel senso che l’indicatore di una buona prestazione è personale (il tempo) e invece la classifica o il punteggio sono secondari.
    Ed è grazie a questo spirito che non importa se poi arriva l’ex atleta che sbaraglia il nuotatore tardivo,perchè appunto ciò che conta è la sfida con se stessi.
    Senza contare che spesso molti ex atleti non valgono una cicca come non lo valevano quando erano tesserati solo per fare numero,e già preselezionati per l’abbandono dopo nemmeno un paio di anni di attività,e spesso le prendono di santa ragione dai tardivi migliori.
    In quale categoria dovremmo iscriverli,gli ex agonisti o gli altri ?
    Facciamo una terza categoria ?
    E poi una quarta per i non ex agonisti che però hanno nuotato tutta la vita e vanno a paletta ?
    E poi una quinta per altri motivi ?

    In considerazione di ciò ritengo :
    1) che quello dei punti agli U25 sia un falso problema;piuttosto si potrebbe decidere di ammetterli finalmente a gare di rango internazionale,cosa molto più giusta che un punteggio astratto che serve solo a beghe societarie.

    2)
    Esiste già la divisione tra circuiti Masters e quelli Supermasters,è più che sufficiente.
    Le due categorie invece non sarebbero un buon indicatore del rango dell’atleta,non servirebbero a proteggere i nuotatori dilettanti dallo strapotere dell’ex atleta,anzi toglierebbero ai migliori tra i dilettanti la possibilità (che ora hanno e sfruttano a dovere) di competere coi più forti,e in cambio snaturerebbero lo spirito dei masters scippandolo definitivamente dalle mani del dilettante consegnandolo definitvamente all’ex agonista,che invece è stato accettato da un ambiente cui sarebbe stato estraneo.
    Senza contare la tristezza di vedere gente sugli spalti a mento in alto perchè sono l’elite e quegli altri la serie B.
    Non mi piace nemmeno un pò,De Coubertain si rivoleterebbe nella tomba

    “La cosa più importante nei giochi olimpici
    non è vincere,ma partecipare.
    Poichè la cosa più importante nella vita
    non è il trionfo,ma la lotta.
    la cosa essenziale non è conquistare,
    ma battersi con onore.”
    Barone Pierre de Coubertain

    Se quello che conta è la lotta in sè,a che pro perdere il sonno per le categorie e i punteggi ?

  4. stefano '62 dice:

    Io vorrei ricordare che lo spirito dei masters non è dare una seconda opportunità di successo ad ex atleti insoddisfatti e smaniosi di soddisfazioni non ottenute tra gli assoluti;ma è dilettantistico nel senso che l’indicatore di una buona prestazione è personale (il tempo) e invece la classifica o il punteggio sono secondari.
    Ed è grazie a questo spirito che non importa se poi arriva l’ex atleta che sbaraglia il nuotatore tardivo,perchè appunto ciò che conta è la sfida con se stessi.
    Senza contare che spesso molti ex atleti non valgono una cicca come non lo valevano quando erano tesserati solo per fare numero,e già preselezionati per l’abbandono dopo nemmeno un paio di anni di attività,e spesso le prendono di santa ragione dai tardivi migliori.
    In quale categoria dovremmo iscriverli,gli ex agonisti o gli altri ?
    Facciamo una terza categoria ?
    E poi una quarta per i non ex agonisti che però hanno nuotato tutta la vita e vanno a paletta ?
    E poi una quinta per altri motivi ?

    In considerazione di ciò ritengo :
    1) che quello dei punti agli U25 sia un falso problema;piuttosto si potrebbe decidere di ammetterli finalmente a gare di rango internazionale,cosa molto più giusta che un punteggio astratto che serve solo a beghe societarie.

    2)
    Esiste già la divisione tra circuiti Masters e quelli Supermasters,è più che sufficiente.
    Le due categorie invece non sarebbero un buon indicatore del rango dell’atleta,non servirebbero a proteggere i nuotatori dilettanti dallo strapotere dell’ex atleta,anzi toglierebbero ai migliori tra i dilettanti la possibilità (che ora hanno e sfruttano a dovere) di competere coi più forti,e in cambio snaturerebbero lo spirito dei masters scippandolo definitivamente dalle mani del dilettante consegnandolo definitvamente all’ex agonista,che invece è stato accettato da un ambiente cui sarebbe stato estraneo.
    Senza contare la tristezza di vedere gente sugli spalti a mento in alto perchè sono l’elite e quegli altri la serie B.
    Non mi piace nemmeno un pò,De Coubertain si rivoleterebbe nella tomba

    “La cosa più importante nei giochi olimpici
    non è vincere,ma partecipare.
    Poichè la cosa più importante nella vita
    non è il trionfo,ma la lotta.
    la cosa essenziale non è conquistare,
    ma battersi con onore.”
    Barone Pierre de Coubertain

    Se quello che conta è la lotta in sè,a che pro perdere il sonno per le categorie e i punteggi ?

    • Luciano dice:

      Stefano’62 per prima cosa ti ringrazio di aver risposto al mio articolo ma credo sia giusto fare chiarezza su quanto hai detto probabilmente dovuto dal fatto di aver letto velocemente e/o distrattamente il mio pensiero !!!
      “In quale categoria dovremmo iscriverli,gli ex agonisti o gli altri ? Facciamo una terza categoria ?” e io ho scritto “AGGIUNGERE questo SIMPATICO modo di leggere i risultati ottenuti” la risposta è tutta qui !!
      il falso problema degli Under 25 … probabile che non tutti lo vivono come un “falso” problema e poi perchè falso ??
      tu dici “Senza contare la tristezza di vedere gente sugli spalti a mento in alto perchè sono l’elite e quegli altri la serie B.” non comprendo questo quadro che hai descritto .. non cambia nulla a livello organizzativo sarebbe (e ripeto) solamente un modo simpatico divertente e mettiamoci anche diverso di LEGGERE le classifiche. Le gare continuerebbero con lo stesso schema di prima cosi come gli allenamenti… insomma non vedo questa visione “antideCoubertiana” ma sono sempre curioso di leggere e interessato a capire le diverse angolazioni che possono esserci .Qualcuno disse che non è importante avere buone idee ma togliere le propie !!

  5. Giovanni dice:

    Una modifica da fare al regolamento sarebbe quella di rendere “proporzionale” il sistema di punteggio…una squadra che possiede 20 elementi iscritti non potrà MAI battere una squadra che possiede 150 iscritti per il semplice motivo che i punteggi di ogni atleta si sommano e ipotizzando una base di 600 punti i conti vengono fuori da soli. Basterebbe dividere il punteggio ottenuto dalla somma di tutti gli atleti per il numero degli atleti e sarebbe tutto molto più corretto.

    • stefano '62 dice:

      Guarda che già lo si fa,oltre al punteggio totale c’è il punteggio medio,viene fuori nelle classifiche finali.
      Inoltre a fine stagione escono le classifiche per società,e sono divise in categorie sulla base del numero di atleti portati alle gare.

      Ciao

    • Davide Pignone - Bari dice:

      Ciao Stefano ’62, in realtà non sono convinto che lo facciano tutti, almeno in Puglia vengono premiate le società che ottengono il maggior punteggio, non c’è l’indicazione del punteggio medio (ne ero convinto, ma ho verificato sui risultati dei campionati regionali invernali 2010/11).
      Penso che alcune società puntino a valorizzare il nuoto master piuttosto che la scuola nuoto o l’agonismo cat. assoluti come forma di pubblicità, ma se non dovessero poi affermarsi nelle competizioni non per valore dei singoli ma per numero di atleti portati in gara, gli investimenti potrebbero non portare i risultati sperati e puntare magari, in un futuro, non alla professionalità degli allenatori ma all’incremento del numero di atleti che il nuovo allenatore può portare alla società.
      Spero di essere stato chiaro, non vorrei che una bella ragazza che non capisce niente di nuoto sostituisca un bravo allenatore brutto e peloso solo perché la bella porta più iscritti alla società.
      Ciao

  6. Sehila dice:

    Mamma mia quanto via accanite contro il secondo punto! A me sembra eccezionale!!
    Non la vedo come una insoddisfazione di ex atleti o una rivincita per i non, ma piu una presa coscienza della federazione e di tutte le persone che in italia il numero di Campioni non è pari a quello degli atleti della Nazionale, ma è molto molto piu ampio.
    Non immaggino una divisione di punteggi, ma a scadenze fissate, tipo regionali e italiani, aggiungerei una “classifica speciale” per dare merito ufficiale a tutti gli atleti che con un destino diverso..chissà, avrebbero potuto aspirare ad avere intorno al loro collo una medaglia pesante.

  7. Eli dice:

    Oddio non ci avevo mai pensato, ho sempre vissuto il mondo master come un inscindibile insieme di atleti, dando per scontato che certi livelli li poteva ottenere solo che era stato agonista vero. Ammetto certe frustrazioni, il sapere che oltre certi limiti non sarei mai arrivata, mancandomi quelle basi di chi aveva scoperto all’età di 10 anni quello che io avevo intravisto a 40. E questo rimane, al di là delle classifiche! Ed è anche vero che arrivare quinta agli italiani (qualche anno fa) dopo 3 olimpioniche mi ha riempito di grande orgoglio! Però, la tentazione di una classifica separata (oltre a quella ufficiale, e totale) ai regionali e italiani potrebbe essere molto divertente, e anche utile per capire a che livello sei tra i comuni mortali. Ma solo una cosa parallela! Della serie delle classifiche speciali di Bozzolo. Poi chiaramente la sfida vera rimane con se stessi nel tempo fatto e nei punti presi alle gare. Ma mi chiedo nel pratico come funzionerebbe? Chi è stato agonista? chi ha fatto anche una sola gara agonistica quando aveva 14 anni? e come si sa, con autocertificazione?… domande ingenue da NON ex?

  8. Davide dice:

    Ciao a tutti
    in merito alla questione del punteggio medio sollevata da Giovanni vorrei rispondere a Stefano ’62 che non tutti lo fanno, in Puglia non si verifica (ne ero convinto, ma ho verificato sui risultati dei campionati regionali invernali 2010/11) per cui viene premiata la società che ottiene il punteggio maggiore a prescindere dal numero di atleti portati in gara.
    Questo potrebbe avere un effetto poco piacevole: la società che ha puntato al nuoto master piuttosto che alla scuola nuoto o all’agonismo cat. assoluti, come forma di pubblicità, non raccogliendo i risultati sperati, non a causa del valore degli atleti, ma al numero degli stessi, potrebbe decidere di sostituire un bravo allenatore brutto e peloso con una bella ragazza che non capisce niente di nuoto, solo perché incrementa il numero degli iscritti. Io preferisco una bella ragazza che sia una brava allenatrice, ma se proprio devo scegliere…
    sono stanco di carriere basate su tette, culi, pettorali e tartarughe!
    Cambiando argomento, io che sono stato agonista fino ai 15 anni e che ho ripreso a nuotare a 43 sono ex agonista come quello che non ha mai smesso di nuotare? In realtà mi interessa poco perché la gara, per me, è un scusa per fare la pizza dopo; a me interessa la quotidianità dell’impegno.
    Un saluto a tutti.

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