1

Argomento: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

salve,
sono un papà e ho una figlia di 4 anni e mezzo. Abbiamo iniziato l'esperienza del nuoto, una volta alla settimana. La piscina dove andiamo  ha proposto per mia figlia, (alla prima esperienza) un inserimento nella vasca più grande (25 metri) dove nuota con i braccioli e a volte provano a toglierli (già dalla seconda lezione) con una modalità scherzosa ma molto determinata. Oggi, alla terza lezione hanno tolto i braccioli e ha fatto una vasca con il tubo,  ha perso il tubo mentre cercava di tenersi a galla e ha bevuto!! ha pianto tutto il tempo....
La mia perplessità è la seguente: il metodo "terapia d'urto, tanto in piscina non affoga nessuno!" è quello più efficace nell'approccio con i bambini??
Non mi sento tranquillo ad assistere alla lezione, mi chiedo... davanti ai capricci e alle paure di una bambina l'istruttore deve accogliere e se serve "rallentare"  la proposta, o  "agire" perchè sono solo capricci ed insistere???...oggi mia figlia mi ha detto"non voglio più andare!!"...
non voglio che gli rimanga un brutto ricordo!
si accettano consigli e/o esperienze
grazie
un papà
(è la prima volta che scrivo!)

Condividi sui social

2

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

Tua figlia,perdonami e mi prendo ogni responsabilità di quello che dico,ha a che fare con degli idioti,passibili di denuncia per danni psicologici.La modalità della lezione per i bimbi è lo scherzo,il gioco(che poi è il mezzo per apprendere).Ma il rispetto della loro emotività,delle loro paure sta al primo posto...non esiste forzare a far qualcosa che non piace o che non si conosce e quindi genera paura...meglio attendere che venga presa sicurezza e poi sarà il bimbo stesso se ben stimolato a voler fare...è un ambiente nuovo l'acqua che non è naturale per l'uomo e ci sono delle tappe(tra l'altro vengono insegnate ai corsi)che vanno rispettate.Nesuno ha diritto di mancare di rispetto alla sfera emotiva di tua figlia.DEve essere bravo l'istruttore ad ottenere la fiducia della bimba,che come vedi si è giocata.L'effetto che ottengono questi incompetenti è l'idrofobia,tanto che tua figlia non vuol più andare e non le dò tortoRispetta la sua decisione,spiegale che hanno sbagliato e che troverai gente con cui si divertirà.MAgari entra con lei in vasca qualche volta.Io se ho pochi bimbi li tengo senza galleggianti,attaccati addosso...giocando si staccano e sono così rilassati che non annegano.Ma se non vogliono neanche li faccio entrare...li faccio stare seduti sul bordo a guardare e a giocare da fuori.La bambina non fa capricci ma manifesta un disagio che non è accoltoi:così facendo perde anche fiducia nell'adulto e saranno c... quando sarà più grande.Ma poi il tubo come galleggiante ai bimbi è inaudito:è facile,come vedi,che lo perdano bevano e si psaventino...ma dove sta scritto che una bimba deve stare in acqua senza galleggianti come dicono loro?ma siamo matti???IO scapperei e andrei a parlare con il coordinatore o con chi di dovere:non è modo di lavorare.Questo è il modo migliore per crescere bimbi nevrotici che abbandoneranno la piscina non appena possibile.I bimbi vanno in piscina perchè si divertono e non vorrebbero più uscire!
Scusa la foga,ma su certe cose sono molto intransigente!!Benvenuto,da dove digiti??

Il mio nickname

di marina sito web

Condividi sui social

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

alecos ha scritto:

La mia perplessità è la seguente: il metodo "terapia d'urto, tanto in piscina non affoga nessuno!" è quello più efficace nell'approccio con i bambini??

Quello che hai descritto non è terapia d'urto,quella sarebbe caso mai il lancio del bimbo nell'acqua anche se ancora non sa galleggiare (si faceva ai miei tempi)
E' normalissimo togliere già all'inizio i braccioli e fare sperimentare diverse forme di attività nell'acqua.
Quello che non è normale e ha determinato il sacrosanto sfogo di Marina,è che i maestri però non seguano a dovere i bambini per evitare le brutte esperienze,che sono pericolose non da un punto di vista fisico o di sopravvivenza,ma da un punto di vista psicologico e vanno assolutamente evitate.
Traduzione:se gli istruttori non entrano in acqua coi bambini durante questa fase,non dico per tutta la lezione ma almeno durante queste fasi,diglielo chiaro e tondo al direttore di vasca,che secondo te stanno agendo in modo poco professionale.
E qualsiasi cosa ti si risponda (conosco già due o tre patetiche scuse che spesso vengono vendute con facce toste incredibili) sappi che le linee guida della federazione nuoto dicono : "Maestro in acqua ogni volta che  si insegna qualcosa di nuovo,soprattutto con chi non è ancora ambientato".

E ancora:l'istruttore di nuoto DEVE adeguarsi ai tempi di apprendimento dei bambini,i quali hanno differenti velocità fisiologicamente e psicologicamente imposte.
Traduzione:se il bambino nicchia,ha paura,tira indietro,o magari anche solo fa i capricci (che sono semplicemente un modo alternativo di manifestare il libero arbitrio,e vanno osservati e interpretati come richiesta di aiuto),allora il maestro DEVE adeguarsi e cercare di convincere,con pazienza stratagemmi e opera psicologica,SENZA IN ALCUN MODO ARRIVARE ALLA COERCIZIONE:
Per il semplice fatto che il primo input al movimento è di ordine psicologico,dato che gli impulsi motori provengono dal SNC.
Questo significa che un allievo che fa qualcosa sotto coercizione NON è un allievo che ha imparato a fare quella cosa.
E la coercizione è l'ultima spiaggia del fallito incapace di insegnare qualcosa.
Se un bimbo fosse (e ci sono) un caso impossibile,NON lo si costringe,ma gli si dice semplicemente che non è ancora pronto per il nuoto,il cui apprendimento si verifica soltanto se l'allievo compie degli ATTI DI VOLONTA'.
Fare per esempio le bolle perchè VUOI provare a farle è una cosa,farle perchè il maestro ti obbliga anche se bevi,NON produce apprendimento alcuno,ma solo ulteriore paura.

Ciao

Condividi sui social

4 (modificato da Betty 04-10-2012 14:50:53)

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

All'età di 5 o 6 anni (ora ne ho 44) mia madre mi iscrisse ad un corso di nuoto. Mi chiesero se sapevo stare a galla da sola e risposi di no: mi afferrarono per le spalle e mi spintonarono all'indietro (a tradimento) direttamente in vasca da 2 mt senza nessun tipo di galleggiante addosso; mi ritrovai sott'acqua e non capivo come dovevo fare per emergere, in assenza di gravità non sapevo dove era il sopra e il sotto. Non so per quanto tempo stetti sotto ma a me pareva che si fosse fermato, poi non so come trovai un appiglio e mi aggrappai: era quel bastone di metallo che gli istruttori allungano per chi si trova in difficoltà. Quando emersi mi accolse la grassa risata dell'istruttore il quale mi disse: adesso sai cosa prova uno che sta per annegare, adesso sai il perchè bisogna imparare a nuotare. Non lo vidi più, ne lui ne le piscine; Solo a 40 anni mi decisi a imparare.
E' strano come certe sensazioni fisiche e psicologiche rimangano in noi nonostante il trascorrere del tempo....

fai fatica che ti passa!!!

Condividi sui social

5

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

incommentabile hmm

Il mio nickname

di marina sito web

Condividi sui social

6

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

che scandalo yikes
ma i bambini che non sanno nuotare, così come per gli adulti più timorosi, non si dorvebbero mettere in acqua bassa??

Condividi sui social

7

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

tante volte le piscine non ne dispongono..

Il mio nickname

di marina sito web

Condividi sui social

8

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

... per prima cosa grazie per i consigli e per le esperienze raccontate... mi hanno aiutato ad essere più "lucido" nell'affrontare la questione.
Penso sempre che ogni professione vada rispettata , quindi chi insegna nuoto dovrebbe avere una sua professionalità ed io non entro nel merito, in quanto tendenzialmente mi fido del lavoro altrui...  non pensavo di dovere entrare nel merito di "come" si insegna nuoto!!

Ho capito che la questione "IMPARARE a NUOTARE" ha una componente affettiva - emozionale, forse il motore dell'apprendimento,  che non può essere trascurata!!!

Oggi sono tornato dal capo vasca dicendogli tutte le mie perplessità sul metodo adottato.  Lui mi ha risposto che il loro metodo ha sempre funzionato con tutti, ma se avessi voluto, la mia bimba poteva essere inserita in un corso di nuoto baby, in una vasca più piccola dove l'istruttrice propone ai bimbi che iniziano per la prima volta un metodo diverso !!!

PERCHE' non lo ha detto SUBITO!!!!!!!!!non sono stato a polemizzare su questo ero preso dall'idea di aver trovato una soluzione...

Vivo Roma e la piscina è nota come una buona piscina,piena di bimbi,evidentemente il capo vasca è stato  superficiale e ha avuto bisogno della mia insistenza per muovere due neuroni (gli ho detto più volte che mia figlia era alla prima esperienza, ma evidentemente  non ha poi trasmesso il messaggio agli istruttori)!!!

la cosa più importante è stata parlare con la piccola che ha accettato volentieri di tornare in una piscina più piccola, con una nuova istruttrice e con bambini che nuotavano per la prima volta come lei.

penso che questo sia un lieto fine...
alla prossima
grazie
un papà

Condividi sui social

9

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

Si,guarda,metodo infallibile!! big_smile  Cosa poteva dirti...
l'importante è che la bimba sia tornata!!Facci sapere come va!!!Auguri!

Il mio nickname

di marina sito web

Condividi sui social

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

Betty ha scritto:

All'età di 5 o 6 anni (ora ne ho 44) mia madre mi iscrisse ad un corso di nuoto. Mi chiesero se sapevo stare a galla da sola e risposi di no: mi afferrarono per le spalle e mi spintonarono all'indietro (a tradimento) direttamente in vasca da 2 mt senza nessun tipo di galleggiante addosso; mi ritrovai sott'acqua e non capivo come dovevo fare per emergere, in assenza di gravità non sapevo dove era il sopra e il sotto. Non so per quanto tempo stetti sotto ma a me pareva che si fosse fermato, poi non so come trovai un appiglio e mi aggrappai: era quel bastone di metallo che gli istruttori allungano per chi si trova in difficoltà. Quando emersi mi accolse la grassa risata dell'istruttore il quale mi disse: adesso sai cosa prova uno che sta per annegare, adesso sai il perchè bisogna imparare a nuotare. Non lo vidi più, ne lui ne le piscine; Solo a 40 anni mi decisi a imparare.
E' strano come certe sensazioni fisiche e psicologiche rimangano in noi nonostante il trascorrere del tempo....

Nome e cognome e sputtanarlo.
Certa gente non deve passarla liscia e magari finire come docente ai corsi istruttori,forti magari del fatto che la loro anzianità venga presa per esperienza.
Lo dico spesso,fare trent'anni di cazzate non produce esperienza nè saggezza nè competenza,ma solo cazzate.
Fossi stato il padre della bambina sarei entrato in vasca e lo avrei preso a pugni nelle gengive,e poi gli avrei detto,adesso sai cosa prova uno senza dentiera,adesso sai il perchè bisogna imparare a evitare di fare certe stronzate su mia figlia.

Condividi sui social

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

alecos ha scritto:

Lui mi ha risposto che il loro metodo ha sempre funzionato con tutti,

ahaahhahhahahhhhahahhaaaaahhhhaah !!!!!
Balle !!!!

Avevo ben detto che si sarebbero nascosti dietro un ditino,ma hanno scelto il più magro di tutti.
Forzare i bambini con la coercizione non è un metodo e non è insegnare....è volgarissima selezione naturale e fa una marea enorme di "vittime",altro che funziona con tutti...
E' la scorciatoia praticata da chi NON sa insegnare e non ha altra scelta che individuare ed aggregare quelli predisposti ed in grado di imparare NONOSTANTE un cialtrone di maestro,e dare invece un calcio in culo agli altri magari allargando sconsolato le braccia davanti al genitore dicendo,mi dispiace ho fatto il possibile,ma suo figlio non ci è proprio tagliato.
Maledetto cialtrone,è LUI che non ci è tagliato invece.
E poi farà il figo un domani sui rapidi successi di una intera classe composta di soli bambini cui la Natura,e non l'istruttore,aveva già fornito ogni capacità.

Inoltre se il genitore iscrive un bimbo dicendo che è alla prima esperienza,quel bimbo finisce SEMPRE nel livello di ambientamento,e non c'è bisogno che qualcuno dica ai maestri che la tale bambina ha bisogno di particolare attenzione....lo si fa solo nei casi veramente particolari,cioè deficit di attenzione o di abilità motorie o psichiche.
In tutti gli altri casi è sufficiente che l'istruttore segua la prassi e con ogni nuovo bambino faccia una veloce verifica delle capacità del bimbo,che ai non cialtroni prende meno di sessanta secondi,e che nel caso di tua figlia nessuno è riuscito a fare.

Porca paletta che schifo,nessuna scusante.

Condividi sui social

12

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

che vergogna...non per predicare regime:ma chi non si attiene a determinate linee guida che tra l'altro nascono dal buon senso,io li manderei a fare un altro lavoro.

Il mio nickname

di marina sito web

Condividi sui social

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

ciao a tutti sono una mamma che ha deciso di dedicare ad ognuno dei suoi tre figli uno spazio privilegiato(solo con la mammma) il mezzano che ha otto anni vuole nuotare meglio ed io, che nuoto da sempre, gli voglio insegnare, ma non sono un istruttrice e fare non necessariamente vuol dire trasmettere la conoscenza anche perch' io ho imparato qualche lustro fa e apparte qualche esercizio con la tavoletta non ricordo un tubo il piccolo in questione è un toro in grado  di fare capriole in acqua apneee e tuffi con la capriola in aria ...ha imparato da solo in piscina e non teme nè fatica ne acqua,qualcuno mi può dare delle dritte?
grazie inanticipo

Condividi sui social

14

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

Ho letto poche righe e non sono riuscito ad andare avanti.
Io ho 35 anni ho iniziato ora ad imparare, lo faccio ora perché quando ero piccolo alla seconda lezione senza che sapessi galleggiare o toccare volevano farmi tuffare dal blocco..forse l'istruttore mi ha scambiato per un altro..forse il metodo è quello ma fatto sta che ha provato a trascinarmi umiliandomi davanti a tutti mentre piangevo..e ho odiato la piscina per anni, ma soprattutto mi ha tolto benefici fisici di cui avrei avuto tanto bisogno..per me c'è un limite al metodo e bisogna saperlo adattare

Condividi sui social

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

In che senso non sei più riuscito ad andare avanti......

Condividi sui social

16

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

Che avevo paura di leggere cose simili alla mia esperienza

Condividi sui social

17

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

Io affiderei comunque il compito di insegnare il nuoto a chi lo fa di mestiere.I tuoi figli sono comunque privilegiati a condividere un attività con la mamma:non è poco!

Il mio nickname

di marina sito web

Condividi sui social

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

tabs78 ha scritto:

Che avevo paura di leggere cose simili alla mia esperienza

Bè però se continuavi scoprivi anche la verità su certi metodi....

Condividi sui social

19

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

Ciao, sono nuovo del forum! Questa discussione mi prende in pieno! Anch'io sono stato "vittima" a 6 anni di un istruttore, diciamo "con poco tatto" perchè alle prime lezioni di un corso estivo, non capivo la respirazione.... Questa cosa mi ha tenuto lontano dai corsi per 32 anni, in piscina c'andavo d'estate con gli amici, un po' di sole, tuffi e schizzi, ma di bracciate non ne volevo sapere! Adesso, durante l'iscrizione di mio figlio di 4 anni e mezzo al suo primo corso, mi sono fatto coraggio e mi sono iscritto anch'io! Vi posso garantire che è una gioia doppia! Sono bravissimi sia con gli adulti che con i bambini! Dopo due mesi, il mio cucciolo sorride sempre, e già fa i primi metri a stile da solo sbracciando all'impazzata (naturalmente senza tirare fuori la testa, tutto in apnea), ed i primi metri a dorso! Con lui c'è un bimbo di 6/7 anni, che aveva il puro terrore dell'acqua, con pazienza e tanta delicatezza, lezione dopo lezione, adesso va sotto con la testa, si fa trascinare dall'istruttrice e batte i piedi! Tanto tatto secondo me, e tanta psicologia!

Condividi sui social

20

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

Il problema e 'che certa gente non dovrebbe avere neppure il brevetto.

Il mio nickname

di marina sito web

Condividi sui social

21

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

Che brutto leggere di queste esperienze!

Io sono entrato in acqua per la prima volta a 7 anni.  Ricordo ancora oggi (a 52 anni) con grande affetto il mio primo "maestro" di nuoto.   Ricordo l'ingresso in acqua in braccio a lui (non si toccava), ricordo le respirazioni per mano, ricordo che mi mostrava la mano sott'acqua e mi chiedeva quante dita erano, ricordo gli schizzi, gli scherzi, i giochi, ma soprattutto ricordo l'ADORAZIONE e la fiducia assoluta che quest'uomo sapeva ottenere da tutti i bambini.  Terminata la lezione prendeva l'asciugamano e ci strofinava forte uno per uno, iniziando dalla testa ("le mamme sono troppo delicate!"). Ricordo, l'anno dopo, il tuffo dalla piattaforma da 5 metri, sempre in braccio a lui, e poi ricordo anche le sgridate quando si faceva troppo casinbo (piscina estiva, ci si passava la giornata), le urla di incitamento (TIRA! TIRA!) un paio di anni dopo, quando si cominciava a fare sul serio, ricordo quando ti guardava in faccia e dal colore giudicava se era il caso di farne ancora oppure ti diceva "va bene, basta così".  Di tutti gli insegnanti che ho avuto nella vita (scuola, sport, lavoro) è fuori da ogni dubbio quello che ricordo con maggior affetto.

A mia figlia ho insegnato io (e ne sono orgoglioso) l'amore per l'acqua.  L'ho portata in piscina ed in mare in braccio con me quando aveva 3 anni, le ho insegnato a fare le bolle, ad andare sott'acqua, a galleggiare rilassata sulla schiena.   Vederla sorridere mentre faceva la stellina era bellissimo.   Poi, non avendo le capacità di insegnarle a nuotare, l'ho "passata" ai corsi di nuoto, prima individuali e poi collettivi.   E anche lì ha trovato bravi insegnanti, che hanno saputo sviluppare in lei la confidenza con l'acqua che già aveva.   Ha smesso di fare corsi a 11 anni, perchè i corsi non le piacevano (o meglio, non le piaceva la fatica implicita nei corsi che si affrontano quando a nuotare si è capaci, e si passa  quindi a fare lavori un po' più impegnativi).   Oggi a 15 anni sa nuotare i 4 stili, al mare bisogna tirarla fuori con il paranco, e quando nuota a dorso sorride come quando aveva 3 anni.  Rilassata e divertita, basta non si fatichi troppo.

Lost in time, and lost in space/And meaning

Condividi sui social

Re: nuoto per i più piccoli, quale il metodo giusto??

mamma nuotatrice ha scritto:

ciao a tutti sono una mamma che ha deciso di dedicare ad ognuno dei suoi tre figli uno spazio privilegiato(solo con la mammma) il mezzano che ha otto anni vuole nuotare meglio ed io, che nuoto da sempre, gli voglio insegnare, ma non sono un istruttrice e fare non necessariamente vuol dire trasmettere la conoscenza anche perch' io ho imparato qualche lustro fa e apparte qualche esercizio con la tavoletta non ricordo un tubo il piccolo in questione è un toro in grado  di fare capriole in acqua apneee e tuffi con la capriola in aria ...ha imparato da solo in piscina e non teme nè fatica ne acqua,qualcuno mi può dare delle dritte?
grazie inanticipo

Cappero come aveva fatto a scapparmi questo post......
Il consiglio che ti posso dare è di portarlo in piscina e soprattutto farlo giocare.
Quanto alla didattica delle nuotate è difficile concentrare tutto in poco spazio.
Per farla semplice prima deve imparare a scivolare a pancia sopra e sotto con gambe ferme.
Poi deve imparare a farlo inserendo le gambe.
Nel frattempo gli fai fare tante bollicine su e giù (i miei bambini di otto anni,periodo costruzione nuotate,oggi ne hanno fatte più di 250 in totale)
Per ultimo gli dici di fingere di essere una barca con il motorino (le gambe che fanno schiuma) il tubo di scappamento (la bocca che fa le bolle) e i remi che girano e spingono.
Tutto a testa sotto per brevi tratti.
Idem col dorso.
L'importante non è dirgli fai cosi o cosa con le dita o le unghie o chissa quali strampalarie....ma solo che faccia la schiuma e le bolle e giri le braccia.

Poi più avanti inserisci la respirazione laterale,sempre con poche indicazioni:per esempio......gira le braccia e fai la schiuma,e prendi aria senza fermare braccia né schiuma.
Qualsiasi cosa faccia,la prima cosa importante è che riesca a prendere ari e rimettere giù la testa senza fermarsi,ci sarà tempo in seguito per limare le imperfezioni.

Ciao

Condividi sui social