L’importanza delle remate nel nuoto

(di Gian Maria D’Amici)

In acqua gli appoggi sono palmari ma soprattutto cedevoli a differenza dell’ambiente terrestre dove risultano podali e fissi. Questo vuol dire che un nuotatore deve sperimentare molti movimenti per sviluppare una propiocezione che gli permetta di ancorarsi saldamente all’acqua per spingere. Le remate sono un ottimo esercizio che viene utilizzato per incrementare la “sensazione dell’acqua sul corpo” (in gergo spesso indicata con il termine di sensibilità all’acqua).

Intensificando la percezione del proprio corpo in acqua (attraverso l’utilizzo degli analizzatori tattili, cinestetico e labirintico) si ottiene il miglioramento della fase iniziale di presa nelle bracciate di tutti e quattro gli stili.

La remata classica consiste in un movimento elementare di escursione delle mani, in modo tale che esse siano sempre a pressione sull’acqua e sposta il corpo in direzione opposta al palmo delle mani. Nelle lezioni di nuoto ci sono una serie di remate che dovrebbero essere insegnate fin dalla giovane età. Qui di seguito ne sono spiegati alcune. Inizialmente si deve apprendere ad usare le mani per mulinare, tirare e spingere l’acqua per sentirne la resistenza contro i palmi delle mani.

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In giovanissima età si può insegnare a usare le mani per progredire in avanti da 3 a 5 metri sollevando la testa per respirare. Il passo successivo è quello di apprendere a remare con le braccia tese mentre in piedi sono sul fondo della piscina, muovendo le mani verso l’interno e verso l’esterno in modo da sollevarsi verso l’alto. Quando si è ottenuta una buona sensibilità possiamo alzare i piedi dal fondo della piscina.

Inevitabilmente alcuni utilizzeranno anche le gambe per mantenere la testa fuori dall’acqua perché la loro remata non sarà abbastanza potente da sostenerli. Riducete l’uso delle gambe fino a
quando riuscirete a remare rimanendo sollevati in posizione verticale per 10-15 secondi con i piedi staccati dal fondo. Spostatevi ora dove l’acqua è più profonda e ripetete l’esercizio in
posizione verticale per 15 secondi. Potete sperimentare lasciando le gambe dritte verso il basso o sollevando le ginocchia al petto.

Il passo successivo è quello di sdraiarsi sulla schiena con le braccia lungo i fianchi e poi remare con le mani in modo che il corpo si muova in direzione della testa, rimanendo teso. Il dorso delle mani deve essere rivolto nella direzione verso cui si desidera procedere. Risulta più difficile imparare a procedere in direzione dei piedi rimanendo sdraiati sulla schiena. Ancora una volta, utilizzando le mani, dovrete trovare il modo di muoverle per andare verso la direzione
opposta a quella naturale.

Una volta sviluppate le diverse competenze descritte sopra, arriva il momento di imparare alcune delle remate più importanti nel nuoto. In posizione prona, mettete il viso in acqua e fate piccole remate con le braccia avanti per muoversi in quella direzione. Per respirare alzate la testa leggermente e riportatela velocemente in acqua (in alternativa potete utilizzare un respiratore frontale che vi permetterà di rimanere sempre con la testa in immersione). Inizialmente potete sostenere il corpo utilizzando qualche gambata leggera a stile libero.

Quando siete in grado di compiere questa prima remata, portate le mani leggermente più in profondità nell’acqua muovendole verso dentro e verso fuori con i polsi leggermente più avanti dei loro gomiti e i gomiti leggermente più avanti delle loro spalle. Le mani saranno quindi in linea con il mento e con le dita puntate verso il basso in modo che la direzione di avanzamento (e di conseguenza il dorso delle mani) sia in avanti e leggermente verso l’alto.

Un terzo obiettivo da raggiungere è quello di riuscire a remare in posizione prona con le braccia lungo i fianchi, con le mani che compiono un movimento dentro-fuori e il dorso sempre rivolto verso la testa.

Una volta aver imparato a remare in queste tre posizioni, potete muovervi utilizzando ciascuna delle tre su una distanza di 15 metri. Iniziate con le mani in avanti e gradualmente fatele spostare sotto il mento, lungo il corpo e giù fino alle gambe, per poi tornare indietro con le braccia attraverso le stesse posizioni fino a quando entrambe le
mani saranno di nuovo nella posizione di partenza.

Per guadagnare un’ottima sensibilità in acqua, è altamente utile insegnargli a remare fin dalla più giovane età. Ognuna delle abilità descritte sopra può essere inclusa nei programmi e così facendo si offrirà a ogni bambino una grande opportunità per essere un nuotatore migliore.

La remata è presente nella fase subacquea della bracciata di ciascuno dei quattro stili e deve essere appresa fin da quando si è piccoli; essa migliora la sensibilità e la forza della presa.


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