Home Blog Allenamento nuoto Monitoraggio scientifico nell’allenamento delle discipline natatorie. Un esempio: BIA segmentale

Monitoraggio scientifico nell’allenamento delle discipline natatorie. Un esempio: BIA segmentale

La bia segmentale nel nuoto

(di Gian Maria D’Amici)

L’atleta è un individuo con esigenze molto specifiche al di sopra della “normalità” al quale non basta essere sano e ben allenato per essere competitivo. Nella pratica sportiva moderna, al fine di migliorare l’efficienza sportiva dell’atleta, è fondamentale fornire un contributo in grado di affiancare e supportare le tradizionali metodiche di allenamento.

In tal senso il tecnico allenatore deve necessariamente trasformarsi in un intermediatore scientifico capace di coordinare il lavoro di diversi professionisti che ruotano intorno all’atleta. Da qui la necessità di possedere adeguate competenze tecnico/scientifiche acquisite nel corso di anni di formazione.

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Nel nuoto esistono importanti esempi in tal senso. Primo tra tutti A.D.N. Swim Project che in Europa si è fatto promotore di questa nuova logica di sviluppo dell’atleta. Ottimi anche i sistemi di Coach Luca Corsetti (tecnico allenatore di Simone Sabbioni) e Coach Matteo Giunta (tecnico allenatore del gruppo capeggiato da Federica Pellegrini e Filippo Magnini). Tutti hanno in comune la centralità dell’atleta supportato da un team di professionisti tra cui spiccano un nutrizionista, un fisioterapista, un preparatore atletico, un posturologo, un osteopata, uno psicologo e possibilmente un medico.

Bia Segmentale come metodo di controllo dell'allenamentoAmmettendo che lo sviluppo dell’atleta avvenga attraverso una scelta attenta e metodica della strada da percorrere fin dall’infanzia, a parer nostro il sistema dovrebbe essere integrato già nelle categorie giovanili, sempre e comunque nel rispetto delle fasi di sviluppo dell’individuo (fasi sensibili secondo Martin).

Categoria per categoria le diverse figure professionali tratteranno aspetti differenti del loro settore consoni all’età dell’atleta. Ad esempio un nutrizionista per un categoria esordienti porrà la sua attenzione sull’importanza dell’educazione alimentare coinvolgendo nell’indottrinamento anche le famiglie. Ancora, un fisioterapista potrebbe ad esempio occuparsi del monitoraggio della crescita antropometrica dell’individuo così come un posturologo potrebbe già intervenire nel posizioni non corrette.

Nel panorama natatorio italiano sono ancora troppo poche le società che adottano un metodo di valutazione scientifica dell’evoluzione dell’atleta. Tra queste, nel panorama romano, spicca la SIS Roma attiva nel settore della pallanuoto, del nuoto e del nuoto sincronizzato.

Responsabile per il settore pallanuoto è il Dr. Enrico Alonzi. Oltre che allenatore in seconda e preparatore atletico della prima squadra femminile (che attualmente milita nel campionato di serie A2) il Dr. Alonzi segue l’evoluzione fisica delle atlete, sulla base dei carichi di allenamento somministrati, attraverso una valutazione periodica della composizione corporea (BIA segmentale). Inoltre, grazie all’apparato Sensorize, vengono periodicamente monitorate la capacità di forza e mobilità articolare.

In figura è riportato il confronto di due esami di BIA (Akern Sport) eseguiti sulla stessa atleta a distanza di 14 mesi. Lo strumento attraverso misure bioelettriche permette di porre le basi per una conoscenza analitica del nostro corpo, in termini di idratazione e tessuti cellulari. Siamo così in grado di conoscere la composizione corporea espressa in percentuali di massa grassa (FM) e massa magra (FFM) non che di stimare il metabolismo basale (BMR).

Il primo esame è stato effettuato sull’atleta nel mese di Settembre dell’anno 2014 poco prima dell’inizio del campionato (stagione 2014/15). Al momento dell’analisi l’atleta, aveva un peso di 88.0 kg per 169 cm di altezza. La percentuale di massa grassa (FM) era pari al 34% del peso corporeo (misura assoluta 30.0 kg). Il metabolismo basale era di 1721,9 kcal.

Il primo intervento del Dr. Alonzi è stato quello di analizzare l’alimentazione dell’atleta riscontrando carenze, non tanto su tipologia e quantità di alimenti assunti, quanto sul numero di pasti giornalieri. Da Settembre 2014 a Settembre 2015 l’atleta ha modificato solo le modalità di assunzione degli alimenti seguendo un regime alimentare giornaliero basato su 5 pasti (uno ogni tre ore circa). Per ogni pasto venivano assunti tutti i macro nutrienti essenziali (proteine, carboidrati e grassi). Nessun “digiuno” o dieta “dissociata” è stato proposto all’atleta.

Nel mese di Settembre 2015 l’atleta ha iniziato la preparazione per la stagione 2015/16. Oltre alla quotidiana attività natatoria sono state inserite due sedute in palestra e una a corpo libero per settimana. La programmazione è stata così impostata:
1. periodo di condizionamento generale (7 settembre – 10 ottobre) orientato anche al controllo delle tecniche di esecuzione degli esercizi;
2. periodo di sviluppo della forza resistente (12 ottobre – 14 novembre);

La seconda analisi di BIA segmentale è stata effettuata il 16 Novembre 2015 in corrispondenza del periodo di sviluppo della forza resistente Al momento dell’analisi l’atleta, aveva un peso di 80.0 kg per 169 cm di altezza. La percentuale di massa grassa (FM) era pari al 29% (misura assoluta 23.4 kg). Il metabolismo basale era sceso a 1695,3 kcal.

Dal confronto diretto con i dati ottenuti a Settembre 2014 si vede come in poco più di un anno, con uno sforzo minimo, senza seguire particolari regimi alimentari, c’è stata una diminuzione del 5% della massa grassa con un considerevole incremento della massa corporea cellulare metabolicamente attiva con netti vantaggi in termini di forza assoluta.

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