Nuoto master e la valutazione della prestazione

Allenatore con cronometro poggiato sul ginocchio

(di Luciano Vietri)

Stavo pensando ad un fattore imprescindibile che lega e unisce qualsiasi nuotatore, sia agonista che master:  il tempo. Tutti noi ci confrontiamo con quelle lancette, con quello scorrere di numeri che avanzano sempre inesorabilmente, minuti, secondi, decimi e perché no, in alcuni casi i centesimi. Spesso si cade nell’errore di vedere quelle cifre come suprema verità sul nostro stato di forma, il posto dove riporre tutte le nostre contrarietà in caso di peggioramento o tutte le nostre lodi e felicità in caso di miglioramento.

Personalmente considero il fattore tempo all’interno di un insieme molto piu ampio che ingloba alcuni elementi, tra i più rilevanti: avanzamento naturale dell’eta biologica (tipica caratteristica del nuotatore Master), lo stato psicofisico nel momento della prestazione e di rimando negli allenamenti precedenti.

Contribuiscono a questi fattori una pluralità di motivazioni che spesso sono extra-nuotatori (problemi lavorativi, stress famigliari, nervosismi affettivi, etc) che influenzano in maniera pesante una prestazione poco gratificante. Qualcuno mi potrebbe dire che alla fine il nuoto deve per forza di cose fare i conti con il tempo ricordandomi che è un principio fondamentale dello sport Nuoto, si ne sono convinto anche io, ma viverlo da Master dovrebbe essere un’altra cosa ed è quello che cerco di dire.

Questo mio pensiero è rivolto a coloro che sono imprigionati da questa sensazione e il mio invito è quello di diffondere la voglia di sentirsi liberi (magari dopo anni da agonista) nell’accettare il risultato della gara, come semplicemente è, poi in un secondo momento rivolgere le nostre attenzioni a nuove strategie per renderlo migliore.

Questo potrebbe essere uno dei segreti per mantenere la passione del nuoto sempre ad alti livelli per almeno 30/40 anni. Trovare il gusto di tornare in piscina e rielaborare i numeri della gara per cercare di estrapolare la formula matematica perfetta per essere sempre soddisfatti delle nostre prestazioni natatorie.

Sconto primo ordine Nuoto Mania Shop

Un pensiero su “Nuoto master e la valutazione della prestazione

  1. Avatar
    Davide dice:

    La considerazione che cerco di condividere con gli amici nuotatori è che il tempo è una verifica dell’andamento della stagione. Premetto che sono master e quindi non ho l’ambizione di essere convocato per le Olimpiadi, faccio una prova crono ad inizio stagione, diciamo a dicembre (garetta o cronometraggio in allenamento) e la stessa distanza la verifico a fine stagione: se c’è un miglioramento e la differenza è importante vuol dire che mi sono allenato bene, altrimenti la stagione è stata poco proficua dal punto di vista agonistico (i decimi e i centesimi non li considero).
    Il tempo della stagione precedente è punto di partenza per la verifica della stagione successiva tenendo presente che ho un anno di più e che se mantengo lo stesso tempo “so’ forte!” Penso che sul 100 sl un secondo in più/anno possa essere giustificato dal tempo che passa.
    Ultima considerazione: quando ero agonista, per migliorare le prestazioni, arrivavo al limite e cercavo di superarlo; da master, per salvaguardare la salute, quando mi avvicino al limite, mi do una calmata e mi fermo, rallento…
    La formula matematica per essere sempre soddisfatto delle mie prestazioni natatorie l’ho trovata:
    (riscaldamento + esercizi + allenamento sprint + scioglimento) x (+ braccia – gambe) x garetta : (+ tifo – medaglie) = pizza con gli amici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.