Dimensioni della palette da nuoto incidono sulla tecnica di nuotata

Scelta palette nuoto

(di Gian Maria D’Amici)

Come scegliete la dimensione delle vostre palette da nuoto in allenamento? Molto spesso lo si fà semplicemente sulla base della grandezza della mano. Ma siamo proprio sicuri che sia questo il criterio di scelta più idoneo?

Da anni le principali aziende, propongono modelli di palette differenti per forma e dimensione. Tralasciando l’aspetto della forma, ci siamo interrogati sui criteri di scelta della dimensione della paletta e sull’influenza che questa scelta può avere sulla tecnica del crawl.

Forma e dimensione della paletta da allenamento utilizzata nello studioE’ noto che un utilizzo cosciente, e non eccessivo, delle palette da allenamento oltre ad incrementare la forza resistente può migliorare l’ampiezza e la dinamica della bracciata del crawl. Ma quali sono gli effetti sulla stabilizzazione della bracciata?

Barbosa et al., in uno studio del 2013, hanno dimostrato che una scelta adeguata della dimensione della paletta può migliorare, nel crawl, la differenza di spinta tra il braccio destro e il braccio sinistro (differenza bilaterale di forza propulsiva).

Metodo

Gli autori hanno testato dimensioni differenti di un modello di paletta “piana” (figura 1, dimensioni: S 280 cm2, M 352 cm2, L 462 cm2, XL 522 cm2). A tal fine 14 atleti maschi (età media 20 ± 3,7 anni, specialisti dei 50, 100 e 200 m crawl con un personale nei 100 m pari all’ 87.4% ± 1.4 % del record del mondo), sono stati connessi ad un dinamometro attraverso una cinta e un cavo inestensibile. Il dinamometro è stato quindi interfacciato ad un rilevatore in modo tale da misurare la variazione della forza prodotta dai nuotatori in funzione del tempo.  Agli atleti, è stato poi chiesto di nuotare per 10 secondi alla massima velocità  con l’apporto delle gambe ma senza respirare. La prova è stata ripetuta 5 volte, da prima senza paletta e poi una volta per ognuna delle 4 dimensioni della paletta.

Risultati

Curva tempo forza della bracciata crawl (stile libero)La figura 2 mostra la variazione della forza propulsiva in funzione del tempo (10 secondi). Sono visibili 16 picchi corrispondenti a 8 cicli di bracciata destro/sinistro. Per ogni ciclo il picco più alto corrisponde alla spinta del braccio predominante e il picco più basso alla spinta del braccio più debole. La differenza bilaterale di forza propulsiva (DBFP) è espressa come differenza percentuale tra l’intensità del picco più alto e quella del picco più basso.
Il valore medio di DBFP tra i 14 nuotatori, sembra essere indipendente dalle dimensioni della paletta, e rimane pressoché costante al crescere delle superficie (figura 3). Praticamente, aumentando le dimensioni della paletta, crescono di ugual misura la spinta del braccio predominante e quella del braccio debole. Ma cosa accade se consideriamo il caso singolo di ogni nuotatore?

La tabella 1 riporta la variazione percentuale di forza propulsiva (braccio destro vs braccio sinistro) misurata per ognuno dei 14 nuotatori rispettivamente senza palette e con le palette taglia S, M, L e XL.

Si vede come per l’atleta A.S. la differenza è pari al 5.4% nel caso di nuotata senza palette. Il valore scende allo 0.4% con palette di taglia S, per poi risalire al 9.6% con palette di taglia M. Forza propulsiva per braccio forte e braccio debole senza palette e con palette di taglia S, M, L e XL.Al contrario per M.K. La DBFP è altissima (57.1%) nella nuotata libera e scende drasticamente al 2.5% nel caso in cui venga utilizzata una paletta di taglia L.

Discussione

E’ normale che esita una differenza di spinta tra braccio destro e braccio sinistro e lo studio dimostra che questa è in media di 50 N. Una delle cause principali di questo squilibrio è sicuramente la respirazione che, secondo molti autori se non inserita correttamente nel gesto di bracciata, può influenzare le fasi di presa/appoggio e trazione. Il grado di asimmetria varia comunque da individuo a individuo. Per 11 dei 14 atleti considerati nello studio, si è dimostrata una riduzione considerevole della DBFP in relazione alle dimensioni della paletta.

Quando si indossa una paletta, aumenta la resistenza offerta dall’acqua (R) e si riduce la velocità della mano,  secondo la formula R= 1/2 · ρ · A · v2 · CR dove ρ è la densità dell’acqua, v la velocità delle mano in acqua e CR il coefficiente di resistenza o attrito (correlato alla forma tridimensionale della mano). In questo modo il nuotatore può concentrarsi meglio sulla riproducibilità del gesto tra il lato sinistro e il lato destro del suo corpo. Questo può ridurre la differenza di spinta.

Conclusioni.

Differenza di forza bilaterale propulsiva tra gli atleti oggetto dello studioLo studio dimostra che l’uso di palette da allenamento può migliorare la vostra tecnica di nuotata rendendola meno asimmetrica. A tal fine però, la scelta delle dimensione della paletta è fondamentale e và fatta individualmente caso per caso. In pratica prima di scegliere le dimensioni di una paletta da comprare provate varie palette, magari dei vostri compagni di squadra, e scegliete il modello e la dimensione che vi fornisce le migliori sensazioni di controllo della nuotata.

Riferimenti bibliografici
Barbosa et all. Acute responses of biomechanical parameters to different sizes of hand paddles in front-crawl stroke Journal of Sports Sciences, Volume 31, 2013 – Issue 9, Pages 1015-1023

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